Cosa Mangiare la Sera Prima degli Esami del Sangue: Guida Completa

Ci sono varie ragioni per sottoporsi alle analisi del sangue, che consistono in un prelievo venoso: in genere è il medico a prescrivere l’esame per verificare il funzionamento di un organo o l’andamento di una patologia o di una terapia. Tramite l’analisi del sangue si possono infatti controllare i livelli di glicemia, creatinina, omocisteina, sodio, potassio, calcio, trigliceridi, colesterolo, ferro, acido urico e molto altro ancora.

Quando ci si sottopone a un esame del sangue, ci si reca in ospedale, in una clinica, in uno studio medio specializzato o in un laboratorio di analisi dove il personale esperto procede con il prelievo di una certa quantità di sangue. Il momento ideale per fare gli esami del sangue è al mattino, entro le 9. Ciò significa che le ore di digiuno richieste prima dell’analisi coincidono con quelle notturne: bisogna semplicemente ricordarsi di non fare colazione prima di andare in ospedale o in laboratorio.

Preparazione all'Esame del Sangue: Alimentazione e Non Solo

Prima di sottoporsi al prelievo, è importante rispettare alcune regole affinché gli esiti non vengano falsati da comportamenti errati. Una delle domande tipiche che si possono fare a un infermiere è: “Ma cosa devo fare prima del prelievo di sangue?". È una domanda ben posta, perché ha sempre una risposta esatta. La domanda più corretta che dovremmo farci è “Cosa non fare prima di un prelievo venoso?", infatti è più semplice e rapido sapere cosa è assolutamente sconsigliato sapere cosa quindi, gli esami del sangue, è sicuramente consigliabile rispettare alcune semplici regole.

Questo per evitare che gli esami vengano falsati da numerosi comportamenti errati, che la maggior parte delle persone nemmeno sa di compiere. In questo articolo vi elencheremo cosa fare prima del prelievo di sangue e per quale motivo è meglio seguire queste indicazioni. Se vi siete accorti di aver sbagliato, nulla di grave ma non esitate ad avvisare l’infermiere che esegue il prelievo. Sarà lui a decidere se è il caso di proseguire (annotando semplicemente il dato per permettere al medico di contestualizzarlo) oppure rimandare a un altro momento. Queste precauzioni sono necessarie perché il rischio che, in seguito a dati falsati, si proceda a ulteriori e inutili accertamenti è alto.

L'Importanza del Digiuno

La verità è che il digiuno non è indicato per tutti gli esami, ma visto che per molti analiti come glicemia, trigliceridi, colesterolo, azotemia ed elettroliti e molti altri ancora, è necessario osservare il digiuno prima del prelievo venoso, e considerando che non sempre è possibile distinguere per quale esame digiunare o meno, l’accordo unanime di tutta la comunità clinica è che, prima di fare il prelievo bisogna rimanere a digiuno! Questo evita che il paziente debba decidere se deve rimanere o meno a digiuno o che medici e infermieri vengano tartassati di richieste difficili da gestire o, peggio, che alcuni esami vengano alterati con gravi rischi per le persone.

È opportuno che il paziente si presenti al prelievo a digiuno da almeno 8-12 ore. Durante questo lasso di tempo è possibile assumere piccole quantità di acqua, evitando ovviamente bevande zuccherate, alcol e caffè. L’assunzione di cibo e bevande nelle ore precedenti il prelievo potrebbe influire sull’esito dei valori ematochimici delle analisi del sangue.

Idratazione Corretta: Si Può Bere Acqua?

Si può bere acqua anche cinque minuti prima del prelievo! A differenza degli alimenti solidi, bere moderatamente e soltanto acqua (non tè, caffè o altre bevande) non modifica né altera il metabolismo e, quindi, non c’è alcun rischio di falsificare gli esami del sangue. Anzi, una prolungata disidratazione o anche semplicemente il non bere per più di 8 ore, soprattutto durante i periodi estivi o in ambienti molto caldi, potrebbe modificare alcuni valori come l’ematocrito o il sodio.

Inoltre per lo stesso motivo, è sconsigliato fare la sauna o il bagno turco il giorno precedente l’esame ematico. «Tutte le condizioni che comportano disidratazione possono alterare il valore dell’ematocrito, un esame che esprime il rapporto fra la parte liquida del sangue e quella corpuscolata, come piastrine, globuli bianchi e globuli rossi», chiarisce il dottor Milone. «Quando siamo disidratati, il sangue diventa più denso. Ma la maggiore viscosità può essere dovuta anche ad altre molteplici cause, come insufficienza renale acuta, patologie polmonari o malattie cardiovascolari, per cui può accendere un inutile campanello d’allarme».

Cosa Mangiare a Cena Prima degli Esami

A meno che non vi sia stato raccomandato dal vostro medico di evitare grassi, zuccheri semplici e carni rosse nei giorni precedenti, sapere cosa mangiare prima delle analisi per prepararsi agli esami del sangue è una questione fondamentale per ottenere risultati attendibili. Ne va della vostra salute! La sera prima - e nei giorni precedenti - è importante mantenere una dieta il più possibile abituale, evitando eccessi o carenze. Lo scopo di molti esami (ad esempio colesterolo e altri lipidi) è verificare se il proprio stile di vita rappresenta un fattore di rischio per diverse patologie.

Spesso la tentazione è quella di ridurre la dieta e “fare i bravi” solo qualche giorno prima degli esami. Ma questo comportamento è un po' come barare: vincere il primo posto sul podio dei virtuosi e poi, una volta scesi, lanciarsi sul divano con un sacchetto di patatine fritte… non vi porterà lontano. Inutile avere dei bei valori se poi si torna alle vecchie abitudini. Non è una gara, ma un controllo su ciò che dovremmo migliorare.

Il consiglio, quindi, è questo: nei giorni precedenti e la sera prima delle analisi del sangue, mangiate ciò che è abituale per voi, assicurandovi che tra la fine del pasto serale e il prelievo trascorrano almeno 8 ore, preferibilmente 12. Come già detto, adeguati apporti di acqua sono consentiti. In base ai risultati, il vostro medico, dietologo o nutrizionista vi fornirà i migliori consigli per correggere eventuali squilibri, con una dieta sana ed esercizio fisico.

La cena ideale prima del prelievo dovrebbe essere sobria, bilanciata e abbastanza leggera: salvo diverse indicazioni del medico o particolari esigenze individuali, si può optare ad esempio per un piatto unico con cereali integrali, legumi e verdure di stagione oppure per un filetto di pesce con un contorno di verdure e una porzione di pane integrale.

Cosa Mangiare Dopo gli Esami del Sangue

Dopo il prelievo, spesso il primo desiderio è andare al bar a fare colazione. In realtà, il miglior consiglio su cosa mangiare dopo le analisi del sangue è consumare cibi facilmente digeribili, soprattutto se il numero di provette prelevate è stato elevato.

Alcuni alimenti consigliati potrebbero essere: come frutta ricca di acqua ed elettroliti come l’anguria, snack naturali a base di cereali e frutta secca, yogurt greco, e alimenti ricchi in ferro nel resto della giornata come verdure a foglie verde, carni rosse e legumi. È opportuno bere almeno un bicchiere d’acqua per recuperare la volemia persa con il prelievo e aiutare la pressione a risalire (soprattutto nelle persone ipotese). Un thè, un succo di frutta o una bevanda sana potrebbe essere un ottima alternativa all’acqua. Questi alimenti sono sufficienti ad aiutare l’organismo a reintegrare i componenti persi con il prelievo.

Va comunque considerato che, a parte casi estremamente eccezionali o donazioni di sangue, i quantitativi prelevati si aggirano intorno ai 30-50 ml (l’equivalente di una tazzina di caffè).

Attività Fisica e Esami del Sangue

Se si è persone sportive, un giorno senza fare sport è davvero una grossa seccatura. Purtroppo, in caso di sforzi intensi e prolungati, alcuni analiti potrebbero essere rilasciati nel sangue, aumentandone i valori il giorno successivo, come nel caso della creatinina. Pertanto, si può affermare che una leggera attività fisica il giorno prima non è raccomandata ma nemmeno sconsigliata se proprio non se ne può fare a mano (al massimo attività rilassanti come una passeggiata con il cane).

L’attività fisica intensa, invece, è sempre sconsigliata, che sia sport o un un lavoro fisico importante ed è fondamentale ricordarsi di non fare sforzi intensi prima di un prelievo. E in ogni caso, è tassativo non fare sport o sforzi fisici nelle 24 ore precedenti il prelievo! L’attività fisica può influenzare alcuni valori ematochimici, per cui nei giorni precedenti al prelievo sarebbe meglio evitare gli sforzi troppo intensi e protratti. «Il principale parametro che può modificarsi a causa di un esercizio fisico vigoroso è la creatinfosfochinasi, abbreviata in Cpk, un enzima presente in vari tessuti e cellule del corpo, specie nelle fibre muscolari, ma anche nel cervello», spiega il dottor Milone.

Assunzione di Farmaci Prima degli Esami

Le alterazioni dei valori del sangue durante l’assunzione di una terapia sono comprovate da numerosi studi scientifici, ma non è possibile prevedere con precisione come questi possano influire, a causa di una serie innumerevole di fattori (Weigel, 2021). Inoltre, le linee guida internazionali raccomandano che l’assunzione di farmaci venga sospesa solo su indicazione medica, perché molti farmaci alterano i risultati degli esami del sangue, ma sospenderli arbitrariamente può mettere a rischio la salute del paziente.

Quello che il paziente dovrebbe sapere, per rispondere alla domanda se può prendere i farmaci prima delle analisi del sangue, è che la migliore preparazione prevede teoricamente di non assumere farmaci di alcun tipo prima del prelievo venoso. Ovviamente, questa condizione è pressoché impossibile da rispettare in molti casi.

Il consiglio è quindi di parlarne direttamente con il proprio medico, che deciderà, in base alla situazione clinica, quali farmaci dovranno essere sospesi, quali rimandati a dopo il prelievo e quali, invece, dovranno essere assolutamente assunti e a che orario. Generalmente, i farmaci non salvavita (esempio un antinfiammatorio) e gli antibiotici (soprattutto in caso di ricerca di batteri nel sangue) potrebbero essere rimandati dal medico ad appena dopo il prelievo. Altri farmaci, che influenzano il monitoraggio ormonale ematico come la Levotiroxina (es.

Il giorno del prelievo, è importante rispettare l’abituale terapia farmacologica. Fa eccezione a questa regola il diabete. Se si tratta di terapie farmacologiche già in corso, sarà il medio curante che prescrive l’analisi a dare indicazioni precise su come comportarsi a riguardo. Se invece non si stanno prendendo medicinali (o integratori), è utile evitare di farlo proprio il giorno prima dell’esame del sangue.

Altri Fattori da Considerare

  • È bene astenersi completamente dal fumo nelle ore che precedono i prelievi ematici, ricordando che la disassuefazione totale è comunque la strada vincente.
  • Inalare fumo di tabacco 1-2 ore prima di un prelievo del sangue provoca un incremento delle concentrazioni ematiche di glucosio, adrenalina e noradrenalina, acidi grassi liberi, glicerolo, cortisolo e aldosterone.
  • Inoltre, fa aumentare i marcatori tumorali (Cea), i globuli bianchi (neutrofili, linfociti e monociti) e i metalli pesanti (piombo, cadmio, rame), mentre fa ridurre le lipoproteine, alcuni enzimi (Ace), alcuni ormoni (prolattina) e le vitamine, come i carotenoidi.

Se i prelievi non sono urgenti e indispensabili, è bene rimandare le analisi del sangue in caso di malattia acuta, come influenza, febbre alta oppure disturbi gastro-intestinali, come vomito o diarrea.

Sincope Vasovagale e Ansia

Molti non amano sottoporsi a un prelievo di sangue: per alcuni è la vista del sangue, per altri la paura dell’ago o il dolore della puntura. In altri casi, è l’ansia da prestazione, che comincia a farsi sentire già dalla sera prima. Qualunque sia il fattore scatenante (o trigger), è comune che alcune persone possano svenire prima, durante o dopo un prelievo. Questo fenomeno è noto come sincope vasovagale.

Si tratta di un evento frequente, ben conosciuto dagli infermieri che eseguono i prelievi, e che nella quasi totalità dei casi non rappresenta un’emergenza, essendo una reazione fisiologica a uno stimolo stressante. In caso l’episodio sia nuovo anche per voi, nessun problema, segnalate le vostre sensazioni all’infermiere che vi indicherà e vi accompagnerà a posizionarvi in sicurezza fino alla fine dell’episodio. Nella maggior parte dei casi, lo svenimento è pericoloso solo se può causare dei traumi in situazione a rischio, come ad esempio svenire qualche minuto dopo il prelievo mentre si è alla guida, dato che potrebbe causare un’incidente. Nel peggiore dei casi, come nei pazienti anziani, fragili e cardiopatici, una sincope vagale potrebbe essere effettivamente pericolosa per la salute, ma a punto è necessario affidarsi al personale infermieristico. Se tutelati dall’infermiere, appunto, qualsiasi sia l’evenienza sarete in buone mani.

Ansia e stress: elevati livelli di ansia e stress possono modificare alcuni valori del sangue, come la conta leucocitaria, e alcuni ormoni presenti nel sangue, come adrenalina, noradrenalina, prolattina e cortisolo.

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