Glicemia Alta: Cause, Sintomi e Conseguenze

La glicemia alta, o iperglicemia, può essere un campanello d'allarme per condizioni di salute serie come il diabete. In questo articolo, esploreremo i sintomi, le cause, le conseguenze e i metodi di gestione della glicemia alta, offrendo consigli pratici per mantenere il controllo del glucosio nel sangue e prevenire le complicanze a lungo termine.

Che cos’è la glicemia alta?

Per glicemia si intende la quantità di glucosio presente nel sangue, ovvero la concentrazione di zuccheri che sono la principale fonte di energia delle nostre cellule. Un aumento significativo dei livelli di glucosio nel sangue indica quindi la presenza di iperglicemia. La glicemia è la quantità di glucosio che si ha nel sangue. Il glucosio è un monosaccaride, ovvero uno zucchero semplice (per questo si dice lo zucchero nel sangue) e si misura in mg/dl (milligrammi per decilitro).

L’iperglicemia, più esattamente, è un difetto metabolico che si verifica quando si superano i valori normali di glicemia, compresi tra i 70 e i 100 milligrammi per decilitro se la misurazione avviene a digiuno. È frequente che l’iperglicemia sia asintomatica, infatti spesso i sintomi si manifestano quando il paziente presenta questa condizione ormai da anni.

Valori normali di glicemia

I valori di glicemia considerati normali sono compresi tra:

  • 70 e 99 milligrammi/decilitro (mg/dl) a digiuno;
  • inferiori a 140 mg/dl 2 ore dopo l’assunzione di una soluzione di glucosio (test da carico di glucosio).

Quando i valori della glicemia sono preoccupanti?

Si parla di iperglicemia a digiuno quando il valore è compreso tra 100 e 125 mg/dl, e di alterata tolleranza al glucosio in caso di valori compresi tra 140 e 199 mg/dl due ore dopo un test da carico di glucosio.

Si considerano indicatori di diabete mellito i valori di glicemia a digiuno uguali/superiori a 126 mg/dl, rilevati in due diverse occasioni, oppure uguali/maggiori a 200 mg/dl, rilevati in qualsiasi momento della giornata in pazienti sintomatici o due ore dopo un test da carico orale di glucosio.

Nei pazienti diabetici l’ipoglicemia viene definita quando i livelli di glucosio nel sangue scendono sotto i 70 mg/dl.

Quali sono le cause della glicemia alta?

La glicemia alta è causata, nella maggior parte dei casi, dal Diabete di tipo 2, detto anche Diabete dell’adulto: è una patologia cronica non trasmissibile, dovuta a un’alterazione della quantità o del funzionamento dell’insulina. La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard.

Esclusi i casi in cui viene diagnosticato il diabete, esistono diverse altre condizioni che portano all’iperglicemia. Tra queste:

  • Scarsa (o assente) produzione di insulina (diabete di tipo 1);
  • incapacità dell’organismo di utilizzare l’insulina prodotta (diabete di tipo 2);
  • uso di alcuni farmaci, come per esempio i corticosteroidi.

In casi più rari, l’iperglicemia può essere causata da alcune patologie, come:

  • acromegalia (malattia causata da un eccesso di ormone della crescita);
  • sindrome di Cushing (condizione causata da un eccesso di cortisolo nel sangue);
  • pancreatite;
  • tumori del pancreas;
  • eventi stressanti acuti (ad esempio infarto del miocardio o ictus);
  • episodi infettivi acuti.

Nelle persone in trattamento per il diabete, l’iperglicemia può dipendere da:

  • scarsa aderenza alla dieta o alla terapia antidiabetica prescritta;
  • vita sedentaria;
  • inefficacia dei farmaci.

Cosa influenza la glicemia?

La concentrazione di glucosio nel sangue fluttua in modo fisiologico nel corso della giornata ed è influenzata da alimentazione e attività fisica: la glicemia tende a scendere al suo punto più basso dopo ore di digiuno, generalmente pertanto al risveglio, e a salire qualche ora dopo un pasto. Il livello glicemico si abbassa inoltre dopo un’intensa attività fisica, perché lo zucchero nel sangue viene utilizzato come fonte di energia per l’attività muscolare.

Per mantenere la glicemia entro i valori normali è importante:

  • seguire una dieta povera di alimenti con elevato indice glicemico e ricca di legumi, frutta e verdura;
  • praticare attività fisica regolarmente;
  • in caso di diabete, assumere correttamente e puntualmente i farmaci prescritti.

Alimentazione e indice glicemico

L’indice glicemico indica quanto velocemente un alimento influenza il livello di zucchero nel sangue (glucosio) quando viene assunto da solo.

Gli alimenti con indice glicemico alto causano un rapido aumento del glucosio nel sangue. Si tratta di cibi che, nei processi digestivi, vengono scomposti rapidamente, come cibi zuccherati, pane bianco, pasta e riso non integrali, patate.

Alimenti a medio e basso indice glicemico, che provocano un aumento graduale dei livelli di zucchero nel sangue, sono per esempio i legumi, gli alimenti integrali e alcune varietà di frutta e verdura.

I sintomi della glicemia alta

I sintomi dell’iperglicemia si manifestano gradualmente, e soltanto quando i livelli di zucchero nel sangue sono molto alti. La glicemia alta si verifica quando i valori di glucosio nel sangue aumentano sensibilmente rispetto a quelli standard. La glicemia alta è favorita da una dieta poco equilibrata, con un consumo eccessivo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati.

I sintomi possono includere:

  • sete eccessiva
  • urinazione frequente
  • affaticamento
  • visione offuscata
  • mal di testa

Questi segnali sono causati dall’eccesso di glucosio nel sangue, che il corpo cerca di eliminare attraverso l’urina, un processo che richiede grandi quantità di liquidi, risultando in disidratazione e un frequente bisogno di urinare.

Altri sintomi associati

  • Pelle secca
  • Irritabilità
  • Aumento delle infezioni (urinarie e della pelle)
  • Perdita di peso improvvisa
  • Stanchezza cronica

Conseguenze della glicemia alta

Livelli elevati di glicemia possono sviluppare patologie di rilievo nel corpo umano, anche con gravi conseguenze. Tra queste, la più conosciuta è il diabete. Anche chi non è diabetico, o pre-diabetico, può mostrare sintomi che generano una serie di problematiche.

La glicemia alta protratta può portare a complicazioni più serie, come la chetoacidosi diabetica in individui con diabete di tipo 1, una condizione che può diventare emergenza medica. Intervenire prontamente non appena si notano i primi sintomi può significativamente ridurre il rischio di sviluppare complicazioni severe. Il monitoraggio regolare dei livelli di glucosio, insieme a un’alimentazione equilibrata e attività fisica regolare, è fondamentale per controllare l’iperglicemia e migliorare la qualità della vita.

La glicemia alta non gestita può causare danni a lungo termine a diversi organi e sistemi nel corpo, inclusi i vasi sanguigni, i nervi, i reni e gli occhi. Queste complicazioni possono evolvere in condizioni gravi come neuropatia diabetica, retinopatia, nefropatia e malattie cardiovascolari, che possono deteriorare significativamente la qualità della vita.

Come viene diagnosticata?

Come primo screening per monitorare i livelli di glucosio si effettua un prelievo ematico a digiuno. Al dosaggio del glucosio può essere affiancata la ricerca di corpi chetonici, associati alla chetoacidosi diabetica, nel sangue e nelle urine.

Il valore normale di riferimento della glicemia a digiuno è compreso tra 70 e 100mg/dl. Nei soggetti con valori di glicemia compresi tra 110-125 mg/dl e parenti di primo grado, genitori e nonni, affetti da diabete, si consiglia l’esecuzione del Carico Orale di Glucosio, un esame che valuta i livelli glicemia a digiuno e a due ore dall’assunzione orale di 75g di glucosio, sempre mediante prelievo ematico.

Rientrano nei limiti di norma, valori di glicemia a 2 ore dal pasto inferiori a 140 mg/dl. Esiti nel range 141-199 mg/dl evidenziano una ridotta tolleranza ai carboidrati.

Se l’esito dell’esame mostra invece valori superiori a 200 mg/dl, la diagnosi è di Diabete mellito (di tipo 1).

Cosa devo fare per abbassare la glicemia alta?

Per abbassare la glicemia alta, è fondamentale adottare alcune abitudini sane. Pratica regolare attività fisica, come camminare o fare esercizi aerobici, poiché aiuta le cellule a usare meglio il glucosio nel sangue. Mangiare porzioni controllate di cibi ricchi di fibre, come verdure, legumi e cereali integrali, è essenziale per mantenere stabili i livelli di zucchero. Assicurati di monitorare regolarmente la glicemia e, se necessario, segui le indicazioni del medico riguardo all’uso di farmaci o insulina per mantenere i valori sotto controllo.

Fondamentale è inoltre l’idratazione: bere molto consente di rimanere idratati e permette di eliminare il glucosio in eccesso, tramite le urine. In primis è necessario ridurre il consumo di zuccheri, grassi saturi e trans, e carboidrati raffinati, in favore di alimenti ricchi di fibre, come le verdure. Evitare i carboidrati raffinati, che andranno sostituiti con cereali integrali. Importante è anche ridurre il consumo di carne, da sostituire con altre fonti di proteine, quali i legumi e il pesce.

Anche la quantità di tutte le pietanze deve essere contenuta per evitare picchi glicemici. Oltre all’attenzione alla dieta, che è bene ribadirlo, dovrà essere studiata dallo specialista su misura per ogni paziente, per tenere a bada la glicemia, è importante mantenere un peso adeguato e fare attività fisica con regolarità.

Strategie di riduzione della glicemia

  • Dieta Equilibrata: consumare cibi con un basso indice glicemico e controllare le porzioni può aiutare a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue. Le persone diabetiche devono, in particolare, seguire una dieta adatta alla loro condizione.
  • Attività Fisica Regolare: l’esercizio fisico regolare è fondamentale per migliorare la sensibilità all’insulina e mantenere una Glicemia equilibrata.
  • Controllo del Peso: mantenere un peso corporeo sano è cruciale per la gestione della Glicemia. Perdere peso può spesso migliorare la sensibilità all’insulina, oltre che a contribuire alla prevenzione di molte patologie.
  • Idratazione: il mantenersi adeguatamente idratati permette infatti di ridurre il valore di zuccheri nel sangue, oltre che a garantire una corretta funzionalità renale.

Tabella riassuntiva dei valori glicemici

Condizione Glicemia a digiuno (mg/dL) Glicemia 2 ore dopo pasto (mg/dL)
Normale 70-99 < 140
Iperglicemia a digiuno 100-125 N/A
Ridotta tolleranza ai carboidrati N/A 141-199
Diabete mellito ≥ 126 ≥ 200

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