Cortisone ed Effetti sugli Esami del Sangue: Una Guida Completa

Il cortisone, o più precisamente i corticosteroidi, sono farmaci potenti con un'ampia gamma di applicazioni mediche. Vengono prescritti per ridurre l'infiammazione, sopprimere il sistema immunitario e trattare diverse condizioni, dalle allergie alle malattie autoimmuni. Tuttavia, l'assunzione di cortisone può influenzare i risultati degli esami del sangue, rendendo cruciale la comprensione di queste interazioni per una corretta interpretazione e gestione clinica.

Cosa sono i Corticosteroidi?

I corticosteroidi sono ormoni steroidei prodotti naturalmente dalle ghiandole surrenali. I farmaci corticosteroidi sono versioni sintetiche di questi ormoni, utilizzati per le loro proprietà anti-infiammatorie e immunosoppressive. È fondamentale informare il medico curante e il laboratorio di analisi sull'assunzione di cortisone prima di sottoporsi a qualsiasi esame del sangue.

Effetti del Cortisone sugli Esami del Sangue

L'assunzione di cortisone può alterare diversi parametri ematici, rendendo essenziale informare il medico curante e il laboratorio di analisi in merito alla terapia in corso.

Emocromo

Una terapia cortisonica, anche breve, può fortemente alterare il leucogramma, inducendo il cosiddetto “leucogramma da stress”. Questo si caratterizza da leucocitosi con neutrofilia matura, monocitosi e concomitante possibile linfopenia ed eosinopenia. Questi cambiamenti sono più marcati nel cane rispetto al gatto. Inoltre in alcuni pazienti canini, la leucocitosi può essere anche marcata, superando i 30.000 WBC/µL.

Effetti sui Globuli Bianchi

Il cortisone può aumentare il numero di globuli bianchi (leucocitosi) nel sangue. Questo effetto è dovuto principalmente all'aumento dei neutrofili, un tipo di globulo bianco coinvolto nella risposta infiammatoria. L'aumento dei neutrofili è causato dalla mobilizzazione di queste cellule dal midollo osseo e dalla riduzione della loro migrazione verso i tessuti. Questo può mascherare o confondere la diagnosi di infezioni batteriche, dove un aumento dei globuli bianchi è un indicatore comune.

Effetti sui Globuli Rossi

L'effetto del cortisone sui globuli rossi è meno diretto e significativo rispetto a quello sui globuli bianchi. Tuttavia, in alcuni casi, l'uso prolungato di cortisone può portare a un aumento della produzione di globuli rossi (eritrocitosi), sebbene questo sia meno comune. Questo può essere dovuto alla stimolazione della produzione di eritropoietina, un ormone che stimola la produzione di globuli rossi nel midollo osseo.

Biochimica Clinica

In questo ambito ci si possono aspettare numerose alterazioni. In primo luogo un'induzione enzimatica che coinvolge soprattutto la ALP, secondariamente anche GGT, ALT e colinesterasi e solo marginalmente la AST. Come già riportato sopra, è comune lo sviluppo di iperlipemia e quindi di un aumento di trigliceridi e colesterolo. Inducendo iperlipemia, è possibile osservare anche un aumento delle lipasi (sia totale che DGGR). Nei casi di trattamento cronico, va tenuto in debito conto l’effetto di insulino-resistenza che ne deriva, responsabile di possibile sviluppo di diabete mellito con la classica iperglicemia ed aumento delle fruttosamine.

Effetti sulla Glicemia

Il cortisone aumenta i livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). Questo avviene perché il cortisone stimola la gluconeogenesi (la produzione di glucosio nel fegato) e riduce la sensibilità all'insulina. Pertanto, l'assunzione di cortisone può alterare i risultati dei test di glicemia a digiuno, emoglobina glicata (HbA1c) e test di tolleranza al glucosio orale (OGTT), rendendo difficile la diagnosi o il monitoraggio del diabete. Nei pazienti diabetici, può essere necessario aggiustare la dose dei farmaci antidiabetici per controllare la glicemia.

Effetti sugli Elettroliti

Il cortisone può influenzare i livelli di elettroliti nel sangue, in particolare il sodio e il potassio. Può causare ritenzione di sodio (ipernatriemia) ed escrezione di potassio (ipopotassiemia). Questi squilibri elettrolitici possono portare a diversi sintomi, tra cui debolezza muscolare, crampi, aritmie cardiache e ipertensione. È importante monitorare regolarmente i livelli di elettroliti nei pazienti che assumono cortisone, specialmente a dosi elevate o per periodi prolungati.

Effetti sui Lipidi

Il cortisone può aumentare i livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue (iperlipidemia). Questo effetto è dovuto all'aumento della produzione di lipoproteine nel fegato e alla riduzione della loro eliminazione. L'iperlipidemia può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari. Pertanto, è consigliabile monitorare i livelli di lipidi nei pazienti che assumono cortisone, specialmente se hanno altri fattori di rischio cardiovascolare.

Effetti sugli Enzimi Epatici

In alcuni casi, il cortisone può causare un aumento degli enzimi epatici nel sangue (transaminasi), indicando un danno al fegato. Tuttavia, questo effetto è generalmente lieve e transitorio. È importante monitorare gli enzimi epatici nei pazienti che assumono cortisone, specialmente se hanno preesistenti malattie del fegato.

Effetti sull'Azotemia e Creatinina

Il cortisone, specialmente a dosi elevate o in terapie prolungate, può influenzare indirettamente la funzione renale e, di conseguenza, i livelli di azotemia (urea) e creatinina nel sangue. L'aumento del cortisone può portare a ritenzione di liquidi e aumento della pressione sanguigna, che a sua volta può sollecitare i reni. Inoltre, il cortisone può influenzare il metabolismo proteico, potenzialmente aumentando la produzione di urea. L'interpretazione di questi valori deve essere fatta nel contesto clinico del paziente, tenendo conto di altri fattori come l'idratazione, la pressione sanguigna e la presenza di altre patologie.

Effetti sugli Ormoni

Il cortisone può sopprimere la produzione di ormoni da parte delle ghiandole surrenali (insufficienza surrenalica). Questo avviene perché il cortisone esogeno (somministrato come farmaco) inibisce la produzione di ACTH, un ormone che stimola le ghiandole surrenali. L'insufficienza surrenalica può manifestarsi con sintomi come affaticamento, debolezza, perdita di peso, ipotensione e ipoglicemia. È importante ridurre gradualmente la dose di cortisone per consentire alle ghiandole surrenali di riprendere la loro normale funzione.

Elettroforesi Sierica

Sono due le alterazioni principali che possiamo aspettarci. Innanzitutto, un aumento della frazione di alfa2-globuline, per una aumentata sintesi di aptoglobina. In secondo luogo, inducendo spesso iperlipemia, è possibile che diventi particolarmente marcata la frazione di alfa1-globuline contenenti per l’appunto le principali frazioni lipoproteiche del plasma.

Esame delle Urine

Il principale effetto dei cortisonici è un antagonismo nei confronti dell’ormone antidiuretico (diabete insipido nefrogenico secondario), con conseguente ridotta capacità di concentrazione dell’urina nei dotti collettori. I cani (ed in misura molto minore i gatti) sviluppano quindi rapidamente poliuria e quindi polidipsia. Le urine sono poco concentrate, spesso isostenuriche (ovvero con un PS di 1.008-1.015) o addirittura ipostenuriche (PS urinario < 1.008). Questa condizione anche grazie all’effetto di immunosoppressione, in alcuni animali tende anche a favorire l’insorgenza di infezioni del tratto urinario.

Infine, bisogna ricordare l’aumentata permeabilità del glomerulo alle proteine plasmatiche indotta dai cortisonici: una aumento del PU/CU è estremamente frequente anche se di solito di entità moderata e soprattutto è solitamente rapidamente reversibile una volta sospesa la condizione di ipercortisolismo.

Citologia

Un trattamento cortisonico (anche uno solo!) può avere effetti profondi su alcune popolazioni cellulari che possono scomparire rapidamente dai tessuti per effetto di una vera a propria necrosi. Quello che è ancor più sorprendente e inaspettato è l’effetto che si può osservare in corso di leucemia acute, anche mieloidi: in pochissimi giorni il quadro ematologico e midollare può risultare completamente sovvertito tanto da rendere impossibile una diagnosi, salvo ripresentarsi rapidamente dopo pochi giorni/settimane dalla cessazione dell’effetto farmacologico.

Un pregresso trattamento con corticosteroidi può rendere complessa anche l’interpretazione della citologia articolare in corso di poliartrite immunomediata, o di quella del liquido cefalo-rachiadiano in pazienti con malattie infiammatorie.

Tipizzazioni fenotipiche/citofluorimetria

Anche in questo caso, è bene evitare qualsiasi trattamento cortisonico prima di fenotipizzazioni (es. mediante citofluorimetria o immuno-citochimica) per le neoplasie ematopoietiche.

Dosaggi Ormonali

È ovvio l’effetto che possa avere un trattamento cortisonico in caso di misurazione del cortisolo. Qualsiasi cortisonico usato per le terapie (ad eccezione del desametasone), viene rilevato dalle tecniche di chemiluminescenza che usiamo in laboratorio. Ne risulteranno valori di “cortisolemia” sovra-stimati.

Nel caso in cui abbiamo invece provveduto a sospendere il trattamento prima del prelievo, bisogna invece considerare l’effetto di una terapia prolungata sulla corticale del surrene, che risulterà ovviamente atrofica/ipotrofica.

Nel caso del dosaggio degli ormoni tiroidei, bisogna considerare che i cortisonici tendono a deprimere l’asse ipotalamo-ipofisi-tiroide, determinando una riduzione del TSH e del T4 (con un quadro analogo a quello della c.d.).

Interazioni con Altri Farmaci

Il cortisone può interagire con diversi altri farmaci, alterandone l'efficacia o aumentando il rischio di effetti collaterali. È importante informare il medico curante di tutti i farmaci che si stanno assumendo, inclusi farmaci da banco, integratori e rimedi erboristici.

Anticoagulanti

Il cortisone può aumentare il rischio di sanguinamento se assunto con anticoagulanti come il warfarin. È necessario monitorare attentamente i parametri della coagulazione (INR) e aggiustare la dose dell'anticoagulante se necessario.

Farmaci Antidiabetici

Come accennato in precedenza, il cortisone aumenta i livelli di glucosio nel sangue e può ridurre l'efficacia dei farmaci antidiabetici. I pazienti diabetici che assumono cortisone potrebbero aver bisogno di aumentare la dose dei loro farmaci antidiabetici per mantenere un adeguato controllo glicemico.

Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei (FANS)

L'assunzione concomitante di cortisone e FANS (come l'ibuprofene o il naprossene) può aumentare il rischio di ulcere gastriche e sanguinamento gastrointestinale. È consigliabile evitare l'uso combinato di questi farmaci o assumere un protettore gastrico (come un inibitore della pompa protonica) per ridurre il rischio di complicanze gastrointestinali.

Diuretici

Il cortisone può aumentare l'escrezione di potassio, e l'uso concomitante di diuretici (come il furosemide o l'idroclorotiazide) può aumentare il rischio di ipopotassiemia. È necessario monitorare i livelli di potassio e integrare il potassio se necessario.

Vaccini

Il cortisone può ridurre l'efficacia dei vaccini, in quanto sopprime il sistema immunitario. È consigliabile evitare di vaccinarsi durante l'assunzione di cortisone o rimandare la vaccinazione a quando la dose di cortisone è stata ridotta o interrotta.

Considerazioni Speciali

Alcune categorie di pazienti richiedono particolare attenzione quando assumono cortisone e si sottopongono a esami del sangue:

  • Pazienti Diabetici: Come discusso, il cortisone può alterare il controllo glicemico nei pazienti diabetici. È necessario monitorare attentamente la glicemia e aggiustare la dose dei farmaci antidiabetici se necessario.
  • Pazienti con Malattie Cardiovascolari: Il cortisone può aumentare la pressione sanguigna e i livelli di lipidi nel sangue, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. È necessario monitorare attentamente la pressione sanguigna e i livelli di lipidi e adottare misure preventive, come una dieta sana e l'esercizio fisico.
  • Pazienti con Osteoporosi: L'uso prolungato di cortisone può aumentare il rischio di osteoporosi. È necessario assumere integratori di calcio e vitamina D e sottoporsi a densitometria ossea per monitorare la densità ossea.
  • Bambini: Il cortisone può influenzare la crescita nei bambini. È necessario monitorare attentamente la crescita e utilizzare la dose minima efficace per il periodo più breve possibile.

Cosa Fare Prima degli Esami del Sangue

Per minimizzare l'interferenza del cortisone sugli esami del sangue, è consigliabile:

  1. Informare il medico: Comunicare al medico curante e al laboratorio di analisi l'assunzione di cortisone, specificando la dose, la via di somministrazione e la durata del trattamento.
  2. Seguire le istruzioni: Seguire attentamente le istruzioni del medico e del laboratorio di analisi riguardo alla preparazione per gli esami del sangue (ad esempio, digiuno).
  3. Non interrompere il trattamento: Non interrompere l'assunzione di cortisone senza il consenso del medico. L'interruzione improvvisa può causare gravi problemi di salute.
  4. Pianificare gli esami: Se possibile, pianificare gli esami del sangue in un momento in cui la dose di cortisone è stabile e gli effetti collaterali sono minimi.

Interpretazione dei Risultati

L'interpretazione dei risultati degli esami del sangue nei pazienti che assumono cortisone richiede una conoscenza approfondita degli effetti del farmaco sui parametri ematici. Il medico curante è la persona più indicata per interpretare i risultati nel contesto clinico del paziente e prendere le decisioni terapeutiche appropriate.

Precauzioni e Monitoraggio

Durante il trattamento con cortisone, è importante adottare alcune precauzioni e sottoporsi a un monitoraggio regolare per prevenire o gestire eventuali effetti collaterali. Alcuni suggerimenti includono:

  • Seguire una dieta sana ed equilibrata, a basso contenuto di sodio e ricca di potassio.
  • Mantenere un'adeguata idratazione.
  • Praticare regolarmente attività fisica, se possibile.
  • Evitare l'assunzione di alcol e fumo.
  • Informare il medico di eventuali sintomi insoliti o persistenti.

Inoltre, è consigliabile sottoporsi a controlli medici periodici per monitorare i livelli di glicemia, elettroliti, lipidi, enzimi epatici e pressione sanguigna. In alcuni casi, può essere necessario effettuare esami specifici per valutare la funzionalità delle ghiandole surrenali o la densità ossea.

Tabella Riepilogativa degli Effetti del Cortisone sugli Esami del Sangue

Parametro Ematico Effetto del Cortisone Significato Clinico
Globuli Bianchi Aumento (Leucocitosi, Neutrofilia) Può mascherare infezioni
Globuli Rossi Aumento (Eritrocitosi, Policitemia) Aumento della viscosità del sangue
Glicemia Aumento (Iperglicemia) Difficoltà nel controllo del diabete
Sodio Aumento (Ipernatriemia) Ritenzione di liquidi, ipertensione
Potassio Diminuzione (Ipopotassiemia) Debolezza muscolare, aritmie
Colesterolo e Trigliceridi Aumento (Iperlipidemia) Aumento del rischio cardiovascolare
Enzimi Epatici (ALT, AST) Aumento Possibile danno epatico
Cortisolo Diminuzione (Soppressione) Insufficienza surrenalica

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