L'incidenza di handicap uditivi varia dall'1-2% di casi di sordità grave congenita per mille nati vivi, sino all'1-6% di bambini con problemi uditivi durante la scuola primaria. Per questo motivo, il controllo audiometrico nei neonati è di fondamentale importanza per individuare precocemente eventuali problemi uditivi e intervenire tempestivamente.
Il Test di Boel: Valutazione Comportamentale dell'Udito
Il test di Boel, noto anche come “test delle campanelle”, è un metodo utilizzato per valutare la capacità uditiva nei neonati e nei bambini molto piccoli, generalmente nel primo anno di vita, ma anche in età successive. Questo test si basa sulla risposta comportamentale alla percezione di suoni, in particolare a toni e frequenze diverse, per cui viene considerato un “test audiometrico comportamentale”.
Si tratta di un esame generalmente programmato durante il quarto bilancio di salute, che il pediatra di famiglia esegue tra il settimo e il nono mese di vita dei bambini. Nasce negli anni ’70 in Svezia e viene così chiamato in quanto “BOEL” è un acronimo delle parole svedesi “blicken orienterar efter ljudet“, che si traduce in “orientamento dello sguardo dopo stimolo sonoro”.
Come si Esegue il Test di Boel?
Durante il test di Boel, al bambino vengono presentati una serie di suoni, che possono essere rappresentati da campanelle (da cui deriva appunto il nome di “test delle campanelle”), toni o altri stimoli sonori, a seconda del kit utilizzato. L’esecuzione del test di Boel avviene in un ambiente tranquillo e controllato, come un’aula insonorizzata o una stanza silenziosa nello studio del pediatra, in modo che non ci siano distrazioni legate ad altri suoni o rumori esterni.
Per eseguire il test di Boel, il bambino o la bambina viene fatto/a sedere sulle ginocchia di un genitore. Il pediatra si posiziona di fronte e gli mostra il bastoncino rosso o gli anelli metallici ruotanti. Quando il bambino o la bambina fissa l’oggetto, il pediatra lo sposta con movimenti sia orizzontali che verticali per valutare la capacità di attenzione e i movimenti oculari nel seguire i movimenti del bastoncino o degli anelli ruotanti.
A questo punto, con attenzione a non fare movimenti bruschi delle braccia che possano distrarre il bambino o la bambina, il pediatra infila una coppia di campanellini a ciascuna mano e li posiziona a circa 20 cm dall’orecchio del piccolo paziente. I campanellini vengono fatti suonare uno alla volta, prima da un lato e poi dall’altro, con un adeguato intervallo di tempo tra una stimolazione sonora e l’altra.
È importante notare che il test dipende dalle abilità dell’operatore nel condurlo e dalla cooperazione del bambino, nonché dalla sua capacità di mantenere un’adeguata attenzione per tutta la durata del test. Per tale motivo, recentemente sono stati introdotti dei sistemi elettronici che permettono di effettuare il test di Boel in maniera più standardizzata. Questi piccoli apparecchi, che si possono tenere dentro il palmo di una mano, riproducono con la pressione di un apposito tasto un suono sordo-grave a bassa frequenza intorno ai 125-150 Hz o un suono acuto-sonorizzato ad alta frequenza intorno ai 5.0-5.1 kHz, in modo perfettamente equivalente a quanto riprodotto dai campanellini del test di Boel tradizionale.
Interpretazione dei Risultati
I risultati del test di Boel vengono interpretati in base alle risposte comportamentali del bambino o della bambina alla percezione dei suoni e possono essere classificati in diverse categorie, indicando la presenza o l’assenza di un problema uditivo. Tuttavia, è importante notare che l’interpretazione dei risultati può variare leggermente a seconda delle linee guida e delle pratiche locali.
- Risposta uditiva presente: se durante il test vengono rilevate risposte uditive nelle frequenze e nei livelli di intensità testati, si considera che il bambino o la bambina abbia una buona risposta uditiva in quelle aree specifiche.
- Risposta uditiva assente o non conclusiva: se durante il test non vengono rilevate risposte uditive nelle frequenze e nei livelli di intensità testati, potrebbero essere necessarie ulteriori valutazioni per determinare la presenza o l’assenza di un problema uditivo.
È importante sottolineare che il test di Boel è uno strumento di valutazione che si basa su aspetti comportamentali del piccolo in risposta a degli stimoli sonori e non costituisce una diagnosi definitiva di disturbi dell’udito. Se i risultati del test indicano la presenza di un problema uditivo o se ci sono dubbi sulla risposta uditiva, è comunque consigliabile consultare un medico o un audiologo per ulteriori valutazioni e per determinare l’eventuale approccio terapeutico da adottare.
In generale, non esiste un’età per il test di Boel definita e precisa. Si può eseguire il test di Boel in diversi momenti della vita ma di solito viene fatto tra il settimo e il nono mese, sino anche al dodicesimo.
Screening Uditivo alla Nascita e Diagnosi Precoce
Lo screening uditivo alla nascita, tramite metodica delle Otoemissioni Acustiche (esame in cui non è necessaria la collaborazione del bambino) consente di evidenziare le forme congenite di sordità, anche di grado lieve/medio. La diagnosi di sordità nel neonato è un processo delicato che prevede la ripetizione delle otoemissioni e l’esecuzione di 2-3 Potenziali Evocati Acustici (ripetuti a 15-30 giorni di distanza). Oltre a ciò è importante effettuare valutazioni audiometriche infantili e logopediche, durante le quali personale specializzato nell’osservazione di piccoli pazienti valuta le risposte del bambino nei confronti di suoni e rumori.
La famiglia deve avere fiducia negli operatori di riferimento e nel fatto che questo delicato periodo non è una perdita di tempo, ma un primo importante tassello del percorso riabilitativo. La possibilità di arrivare a una diagnosi precisa di sordità congenita entro i primi 3 mesi di vita ha radicalmente modificato le prospettive di recupero dei bambini. Precedentemente all’introduzione dello screening neonatale la diagnosi di sordità grave/profonda avveniva in media fra i 10 e i 24 mesi, e in caso di forme medie anche intorno ai 3-4 anni, se non addirittura all’ingresso della scuola elementare.
Ruolo del Pediatra di Famiglia
Ci sono casi di bambini che alla nascita hanno un udito normale (e quindi non vengono individuati dallo screening neonatale), ma che poi per vari motivi (spesso di natura genetica) sviluppano una sordità. In questi casi il ruolo fondamentale nell’avvio del processo di diagnosi spetta al Pediatra di Famiglia, che durante il bilanci di salute raccoglie informazioni sui comportamenti uditivi del bambino e sul suo sviluppo linguistico. Intorno ai 9 mesi è previsto che il pediatra effettui un test di screening uditivo (Boel Test), a seguito del quale è possibile che il bambino venga inviato ad un centro audiologico per ulteriori approfondimenti.
In Sintesi
In sintesi, il test delle campanelle o test di Boel è uno strumento utile per valutare la risposta comportamentale a degli stimoli uditivi nei bambini o nelle bambine molto piccoli, permettendo di intervenire tempestivamente per favorire lo sviluppo uditivo ottimale del bambino nel caso di riscontro di qualche anomalia.
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