La risonanza magnetica (RM) è un esame diagnostico che consente di analizzare i tessuti molli (nervi, muscoli, legamenti, encefalo) e duri (ossa e cartilagini) del corpo umano, senza interventi chirurgici e radiazioni ionizzanti, ma utilizzando solo onde radio non invasive.
Praticamente priva di effetti collaterali e con pochissime controindicazioni, la risonanza magnetica fornisce immagini tridimensionali chiare e dettagliate dei tessuti molli (nervi, muscoli, legamenti, adipe, vasi sanguigni ecc.) e dei tessuti duri (ossa e cartilagini).
Nonostante sia un esame senza bisturi e punti, prescrivere una risonanza magnetica nucleare genera molta ansia e paura nei pazienti, specie se soffrono di disturbi come la claustrofobia.
Risonanza Magnetica Chiusa: Cos'è e Quando Farla
La risonanza magnetica chiusa è la più affidabile che esista. Indolore e non invasiva, si serve di un campo magnetico molto simile a quello emesso dalla TV ed è di sicuro la soluzione più efficace per analizzare alcune parti del corpo come addome, prostata e cuore.
Consente di valutare lo stato di salute di:
- Scheletro: mostra fratture ossee e ernie al disco.
- Sistema nervoso: diagnostica ictus, tumori cerebrali e il morbo di Alzheimer.
- Apparato gastro intestinale: rileva il tumore al colon, al pancreas e il morbo di Crohn.
- Apparato respiratorio e cardiocircolatorio: monitorare la salute di cuore e polmoni.
Come si fa la risonanza magnetica chiusa?
Per effettuare una risonanza magnetica chiusa, il paziente posizionato sull’apposito lettino, viene immesso all’interno di un macchinario a forma di capsula, una specie di cilindro, aperto sulle estremità che scatta delle foto di altà qualità dell’interno del corpo umano.
Per prepararsi all’esame si chiede ai pazienti di compilare un questionario per prendere visione di tutte le controindicazioni della risonanza. In seguito, si indica loro di spogliarsi e togliere gli oggetti metallici come orologi, cinture, orecchini, e tutto ciò che possa compromettere l’esame. Non è necessario digiuno o dieta particolare.
Chi può fare la risonanza magnetica chiusa?
Per questo motivo la risonanza magnetica chiusa non è per tutti, in particolare si sconsiglia ai bambini, anziani, persone obese e che soffrono di ansia.
Il test non è indicato per i pazienti che soffrono di claustrofobia, ma anche per chi è portatore di pacemaker o neurostimolatori ed è obeso.
Durante la preparazione, il medico deve assicurarsi che il paziente non soffra di insufficienza renale, non sia allergico al mezzo di contrasto e non ci sia una presunta gravidanza. Infatti, il paziente 30 giorni prima della risonanza deve svolgere il test della creatinina ematica, che diagnostica alterazione della funzionalità dei reni, e essere a digiuno per almeno 6 ore prima della risonanza.
Durata della risonanza magnetica chiusa
La durata della risonanza magnetica chiusa cambia rispetto all’area di analisi, in generale le tempistiche variano dai 15 ai 90 minuti.
Risonanza Magnetica con Mezzo di Contrasto
Esistono diversi mezzi di contrasto, impiegabili in occasione di una risonanza magnetica con contrasto. I mezzi di contrasto più noti e utilizzati sono quelli a base di gadolinio, un metallo delle terre rare, disciolto in una soluzione acquosa. Tra i meno usati e conosciuti, si segnalano quelli a base di ossido di ferro e quelli a base di manganese.
Di norma, l'iniezione del mezzo di contrasto avviene in una vena del braccio, mediante siringa, e ha una durata compresa tra i 10 e i 30 secondi.
Per la maggior parte dei pazienti, l'iniezione del mezzo di contrasto è indolore e non provoca alcun tipo di malessere particolare; per una minoranza dei pazienti, invece, è associata a sensazioni/disturbi temporanei, come per esempio: brividi di freddo, nausea, mal di testa e/o vomito.
Gli effetti più consistenti del mezzo di contrasto sono in atto nelle prime ore che seguono l'iniezione; dopodiché si assiste a una loro graduale attenuazione.
Rischi e controindicazioni del mezzo di contrasto
La risonanza magnetica con contrasto è una procedura diagnostica sicura per la maggior parte delle persone.
Tra gli effetti avversi lievi - che sono, fortunatamente, i più comuni - si registrano principalmente: mal di testa, nausea e/o vertigini.
Effetti avversi più rari includono:
- Moderata reazione allergica al gadolinio.
- Severa reazione allergica al gadolinio.
- Fibrosi nefrogenica sistemica: è una rara condizione morbosa altamente debilitante, che risulta dalla formazione di tessuto cicatriziale sulla cute, sulle articolazioni, sugli occhi e sugli organi interni.
- Ritenzione di gadolinio nei tessuti: è un fenomeno che, secondo alcune ricerche, riguarderebbe un 1% della dose di gadolinio iniettata. Sempre in base alle medesime ricerche, i tessuti più colpiti sarebbero il tessuto osseo e il tessuto cerebrale.
Lo stato di gravidanza rappresenta una controindicazione relativa alla risonanza magnetica con contrasto. Sulla base di attendibili ricerche scientifiche, i medici affermano che l'allattamento al seno non rappresenta in alcun modo una controindicazione alla risonanza magnetica con mezzo di contrasto al gadolinio.
Risonanza Magnetica Aperta: L'Alternativa per i Claustrofobici
Per i pazienti claustrofobici o obesi, la risonanza magnetica chiusa diventa un vero e proprio incubo. Per questo, in alcuni casi, si sceglie una risonanza magnetica aperta, una moderna tecnologia che garantisce il massimo confort per bambini, anziani e persone affette da obesità.
Utilizzata anche dai chirurghi in sala operatoria per analizzare i tessuti sui quali faranno l’intervento, la più frequente è la risonanza magnetica aperta encefalo.
La macchina a forma di capsula, accoglie il paziente in uno spazio più ampio, meno oppressivo, in cui sono presenti delle aperture sui 4 lati.
Rispetto alla risonanza magnetica chiusa, quella aperta, è meno efficace e precisa, diventando uno strumento poco adatto per analizzare alcune parti del corpo come le piccole articolazioni e il ginocchio.
La risonanza magnetica encefalo aperta è il caso più comune, chi soffre gli spazi chiusi trova l’esperienza della RMN chiusa molto claustrofobica. La risonanza magnetica aperta testa risolve questo problema permettendo di eseguire l’esame in tutta serenità.
Come si fa la risonanza magnetica aperta?
Il paziente, dopo essersi spogliato di qualsiasi oggetto metallico e aver risposto al questionario delle domande pre esame, viene poi fatto stendere in posizione supina su un lettino. Il radiologo provvede a fornirgli tappi per le orecchie, cuscini, coperte e tutte le indicazioni utili per potersi posizionare al meglio sul lettino, al fine di permettere il corretto svolgimento del test. Durante tutto l’esame, il medico e il paziente possono comunicare tra di loro, attraverso il microfono e la telecamera.
La durata della risonanza aperta dipende dalla zona del corpo da esaminare, in media varia dai 24 ai 65 minuti. Al termine della risonanza, il paziente può tornare a svolgere le normali attività.
Chi non può sottoporsi a una risonanza aperta?
Come per la risonanza chiusa, il paziente non è sottoposto a radiazioni invasive, dunque, la risonanza non è pericolosa. Tuttavia, i medici la sconsigliano per donne in attesa nei primi 3-4 mesi di gravidanza. Inoltre, non possono sottoporsi a questo esame le persone che all’interno del loro corpo hanno protesi di ferro, pacemaker, apparecchi acustici e altri tipi di oggetti metallici.
Differenze tra Risonanza Magnetica Aperta e Chiusa
La risonanza magnetica (RM), detta anche risonanza magnetica nucleare, è un esame che utilizza un campo magnetico per creare immagini di organi e tessuti all’interno del corpo. Può essere chiusa o aperta.
La RM chiusa utilizza un tubo metallico chiamato foro, mentre la risonanza magnetica aperta, utilizza un tubo aperto oppure un magnete che posizionato sulla superficie della testa si muove intorno al paziente mentre lo scanner scatta le immagini. Entrambi i metodi vengono utilizzati per mappare la struttura interna del corpo.
Ecco una tabella riassuntiva delle principali differenze:
| Caratteristica | Risonanza Magnetica Chiusa | Risonanza Magnetica Aperta |
|---|---|---|
| Campo magnetico | Campo elettromagnetico e impulsi di radiofrequenza | Campo magnetico e onde di frequenza minimamente invasive |
| Spazio | Tubo stretto (foro) | Spazio più ampio con aperture |
| Efficacia | Più efficace per piccole articolazioni | Meno precisa, ma adatta a molte patologie e lesioni traumatiche |
| Adatta a | Pazienti non claustrofobici | Pazienti claustrofobici, obesi, bambini e anziani |
Come Combattere l'Ansia Durante una Risonanza Magnetica Chiusa
Sebbene la risonanza magnetica nucleare (RM) sia uno strumento radiologico moderno, per chi soffre di ansia e claustrofobia è quasi impossibile completare l’esame.
Le reazioni che questo può provocare sono: affanno, tachicardia, aumento della respirazione, sudorazione, nausea, vertigini, tremori, sensazioni di intorpidimento e formicolii al volto e attacco di panico.
Come affrontare in questi casi la risonanza?
- Prima di procedere con la risonanza è necessario che comunichi al medico che sei un paziente sensibile e claustrofobico, in questo modo sarà preparato e valuta se sarà il caso di somministrarti delle gocce calmanti o fare la sedazione (in questo caso non sarà possibile guidare per le 24 ore successive).
- Respira: quando si è in ansia la respirazione aumenta e si ha poco controllo del proprio corpo. Fai dei lunghi respiri con il naso ed espira sempre dal naso, per regolare il battito cardiaco.
- Chiedi dei tappi per le orecchie per coprire il rumore del macchinario.
- Una volta dentro, chiudi gli occhi in modo da non avere completa percezione di cosa sta accadendo. Per non cadere alla tentazione di aprire gli occhi porta con te una mascherina per gli occhi, quelle che si usano per dormire.
- Fatti accompagnare da una persona fidata per supporto emotivo.
Sedazione Cosciente: Una Soluzione per la Claustrofobia
Le tecniche anestesiologiche moderne propongono la sedazione cosciente. La sedazione cosciente, anche chiamata sedo-analgesia, è una tecnica anestesiologica che viene utilizzata per provocare una condizione di rilassamento, amnesia e controllo della fobia durante una procedura diagnostica.
Al paziente viene somministrata una benzodiazepina (farmaco ansiolitico) direttamente in vena in modo da rimanere cosciente ma completamente rilassato, la fobia scompare o si riduce fortemente ed alla fine il paziente non ricorderà nulla o poco dell’esame effettuato.
Prima della sedazione l’anestesista responsabile della procedura controlla la storia clinica del paziente, che viene quindi visitato, posiziona un ago cannula endovena per la somministrazione dei farmaco e del mezzo di contrasto, se richiesto.
Terminato l’esame, il paziente rimane in osservazione per circa un'ora; deve essere accompagnato da un familiare o un amico e deve impegnarsi a non guidare per l’intera giornata.
Il livello di sicurezza di questa tecnica è molto legato all’esperienza degli operatori sia nel valutare il paziente prima dell’intervento sia nell’eseguire la tecnica stessa in condizioni di sicurezza ed in un ambiente con una strumentazione adeguata.
La sedazione cosciente è una pratica controllata, sicura ed efficace che permette di superare la claustrofobia in corso di esame di RM.
Permette al tecnico ed al medico radiologo di lavorare con tranquillità e con un paziente collaborativo e perfettamente a suo agio e che conserva lo stato di coscienza con la finalità di raggiungere una condizione di rilassamento, amnesia e controllo della fobia durante l'esame di RM.
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