Risonanza Magnetica: Visualizzazione Dettagliata delle Ossa

La risonanza magnetica (RMN) è un esame strumentale usato in diagnostica per immagini impiegata sempre più spesso, in svariate specialità cliniche, compresa la reumatologia. Permette di visualizzare immagini dettagliate e tridimensionali dei tessuti duri (ossa) e molli (organi, muscoli, legamenti ecc) che compongono il nostro corpo.

La Risonanza Magnetica sfrutta un grande magnete, dal quale prende il nome, e, per questo, è una tecnologia completamente diversa da radiografia e TAC, ed è quasi priva di controindicazioni. Il magnete ha la capacità di modificare l’orientamento degli atomi di idrogeno presenti nelle cellule del nostro corpo. Una volta modificato l’orientamento, il magnete viene disattivato e gli atomi di idrogeno tornano nella posizione di partenza, producendo energia.

In campo muscoloscheletrico, la Risonanza Magnetica è molto diffusa in quanto permette di valutare lo stato di ossa, muscoli, legamenti e di tutte le strutture articolari.

Applicazioni della Risonanza Magnetica in Reumatologia

Le malattie reumatiche sono rappresentate da un ampio gruppo di patologie che coinvolgono con frequenza variabile l’apparato osteoarticolare. Per quest’ultimo gruppo di patologie la Risonanza Magnetica Nucleare (RMN) è probabilmente la metodica diagnostica più completa per la diagnosi, poiché è in grado di vedere con elevata sensibilità tutte le manifestazioni legate all’infiammazione quali il versamento, la sinovite e l’edema osseo. è possibile analizzare, con un unico esame, un eventuale interessamento infiammatorio di qualunque sede dell’apparato muscoloscheletrico.

La RMN affianca al dato morfologico anatomico classico, un dato funzionale sfruttando il principio fisico della diffusione. La diffusione è una modalità di impiego della RMN che prevede lo studio della composizione molecolare dei singoli tessuti. In condizioni normali le molecole sono libere di muoversi nello spazio tissutale e cellulare, in tale condizione in determinate sequenze non generano alcun segnale.

Si è invece scoperto che in condizioni patologiche (ivi comprese le condizioni di infiammazione tipiche della patologia reumatica) il movimento delle molecole subisce una “restrizione”, creando un forte segnale che viene tradotto dalla risonanza magnetica in immagini.

Risonanza Magnetica Whole Body in Diffusione

La tecnica di RM whole body in diffusione è una metodica non-invasiva che prevede un tempo di acquisizione di circa 35-40 min, durante il quale il paziente deve rimanere immobile. Non è previsto l’uso di mezzi di contrasto.

Le Spondiloartriti e la Risonanza Magnetica

Le Spondiloartriti sono un ampio gruppo di patologie con un substrato genetico comune caratterizzate, con frequenza variabile nei vari tipi, da un interessamento infiammatorio della colonna vertebrale, delle articolazioni periferiche e delle entesi (inserzioni tendinee). Le più note sono rappresentate dall’artrite psoriasica e dalla spondilite anchilosante.

In una percentuale non trascurabile dei casi la sintomatologia può essere sfumata e le analisi di laboratorio normali; in tali situazioni la diagnosi differenziale con patologie articolari non infiammatorie quali la fibromilagia e l’osteoartrosi, e più in generale con patologie meccanico-posturali, può essere molto difficile.

Miositi e Risonanza Magnetica

Le Miositi, invece, sono un gruppo di patologie piuttosto raro che comprende la miosite primitiva, la dermatomiosite, la miosite da corpi inclusi, la miopatia necrotizzante e le sindromi da overlap con altre malattie autoimmuni. Sono tutte caratterizzate da un interessamento infiammatorio della muscolatura scheletrica; sul piano clinico determinano una intensa astenia muscolare, e a livello laboratoristico un incremento dei valori ematici degli enzimi muscolari (cpk).

Proprio in tali casi, la RMN presenta una elevatissima sensibilità nell’individuazione di lesioni muscolari infiammatorie pertanto la sua applicazione total-body è estremamente utile per individuare la presenza e la localizzazione di una eventuale miosite.

Risonanza Magnetica e Artrite Psoriasica

La diagnosi di artrite psoriasica avviene a livello clinico, ovvero sulla base dell'esame obiettivo, durante il quale il Reumatologo valuta i segni di infiammazione articolare, la presenza di psoriasi cutanea o psoriasi alle unghie e la storia clinica del paziente. Nonostante ciò, diversi studi mostrano come gli strumenti di diagnostica per immagini (radiografia, ecografia, tomografia computerizzata e risonanza magnetica) siano estremamente utili: quando integrati alla clinica e ad alcuni esami laboratoristici, consentono per esempio di migliorare la diagnosi precoce e differenziale.

Utilità della Risonanza Magnetica nell'Artrite Psoriasica

Questo esame può essere richiesto, per esempio, qualora gli altri accertamenti non siano sufficienti a definire una diagnosi certa, oppure quando è necessario distinguere questa patologia da altre forme di artrite: la risonanza magnetica, a differenza dell'ecografia e della radiografia, è infatti in grado di restituire immagini di elevato dettaglio delle alterazioni articolari, che permettono al Reumatologo di valutare l'entità e la severità delle lesioni articolari, periarticolari e dei tessuti molli.

In generale, la risonanza magnetica fornisce un contributo importante nello studio sia dello scheletro assile (cranio, colonna vertebrale e torace) che di quello appendicolare (bacino e arti), grazie anche all'impiego del mezzo di contrasto.

Artrite Psoriasica con Impegno Assiale

La risonanza magnetica è l'esame per immagini d'elezione quando occorre valutare lo scheletro assiale (colonna e/o bacino). La risonanza magnetica consente di visualizzare, in fase precoce, la presenza di edema osseo dei corpi vertebrali e di altri segni prognostici a livello delle vertebre, così come delle costole, dello sterno, del torace e dell'area sternoclavicolare. Inoltre, la risonanza magnetica è utile in presenza di sacroileite.

Artrite Psoriasica Periferica

A livello dello scheletro appendicolare, la risonanza magnetica consente di visualizzare nel dettaglio tutte le componenti delle articolazioni, così come le entesi, tipicamente coinvolte nelle fasi precoci dell'artrite psoriasica, permettendo di evidenziare infiammazioni e lesioni quali sinoviti, tenosinoviti, entesiti, borsiti, edemi extra-capsulari e dei tessuti molli sottocutanei, periostiti ed erosioni ossee. La risonanza magnetica è inoltre una tecnica di riferimento nel reperimento di sinoviti proliferative o di versamenti articolari.

In tutti questi casi, la risonanza magnetica consente di distinguere tra lesioni acute e lesioni croniche e di evidenziare eventuali forme subcliniche, laddove l'esame obiettivo non trova ancora riscontro.

Artro-Risonanza Magnetica (Artro RM)

L'Artro RM, o più formalmente Artro-Risonanza Magnetica, è una tecnica di imaging medico avanzata che combina l'artrografia e la risonanza magnetica (RM) per la visualizzazione dettagliata delle articolazioni, come spalle, ginocchia, polsi e anche.

Artrografia: una sostanza di contrasto viene iniettata direttamente nello spazio articolare.

Scansione RM: dopo l'iniezione del contrasto, il paziente viene trasferito nella sala della risonanza magnetica, dove vengono acquisite le immagini.

Recupero: generalmente, non c'è un periodo di recupero significativo.

L'Artro RM è una tecnica di imaging avanzata e versatile che fornisce una valutazione dettagliata delle articolazioni, rendendola indispensabile per una diagnosi precisa di una varietà di condizioni articolari.

Risonanza Magnetica Articolare

La risonanza magnetica articolare, grazie all’applicazione di un campo magnetico ad alta intensità e onde di radiofrequenza permette di visualizzare le articolazioni, le ossa e i muscoli degli arti superiori e inferiori. Questo esame non invasivo fornisce immagini dettagliate, ad alta risoluzione e in tre dimensioni, grazie alle quali è possibile indagare le condizioni della zona in oggetto.

Preparazione e Svolgimento dell'Esame

Prima della risonanza ti sottoporranno un questionario per essere certi che l’esame sia somministrabile. Il giorno dell’appuntamento per la Risonanza Magnetica ti consigliamo di portare con te risonanze pregresse per permettere al radiologo la comparazione con il tuo stato attuale.

Il Paziente viene fatto accomodare sul lettino, in posizione supina, e viene invitato ad introdurre l’arto nell’apposito vano dell’apparecchiatura ed a rimanere immobile per tutta la durata dell’esame, che è di circa 20 minuti.

La risonanza magnetica in linea generale è innocua ed indolore. Particolare attenzione dovrà essere posta dai pazienti che portano pacemaker, dispositivi ad attivazione magnetica (elettrodi e neurostimolatori) e protesi. In questi casi è bene che il Paziente si confronti con il proprio medico.

Quindi, l’esecuzione della risonanza magnetica al polso e alla mano è semplice: ti sdraierai sul lettino e il magnete verrà fatto scorrere fino a coprire la regione in esame. La durata è di circa 30 minuti in cui dovrai stare immobile per permettere la raccolta delle immagini.

Una volta conclusa questa primissima parte, il paziente deve accomodarsi sul sopraccitato lettino scorrevole, che in questo momento dell'esame, è ancora al di fuori del macchinario a ciambella. Nell'accomodarsi sul lettino, il paziente riceve l'aiuto del (solito) tecnico radiologo, il quale, nel frattempo o subito dopo, si occupa anche di fornirgli tutte le comodità necessarie (es: cuscini, coperte, tappi per le orecchie, cuffie ecc.) e di dargli le ultime istruzioni fondamentali al corretto svolgimento dell'esame. Si ricorda che le moderne apparecchiature per la risonanza magnetica sono fornite di altoparlanti e telecamere per la comunicazione con il personale medico, il quale, di norma, una volta iniziato l'esame, prende posto in una stanza adiacente a dove risiede il paziente.

Come ogni tipo di risonanza magnetica, anche la risonanza magnetica lombo sacrale è rumorosa. Nell'eventualità in cui sia stato impiegato il mezzo di contrasto, il rientro a casa può avvenire solo dopo 1-2 ore dal termine della procedura.

Tipi di Risonanza Magnetica

Si differenziano per la struttura del macchinario: la risonanza chiusa è costituita da un lettino inserito in un tunnel ed è quella che esiste da più tempo. Negli anni, la necessità di rendere più confortevole l’esecuzione dell’esame, soprattutto per chi soffre di obesità o di claustrofobia, ha motivato la costruzione di una risonanza aperta.

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