Oggigiorno il numero di donne con protesi mammarie è sempre maggiore. Anche in questo caso è quindi fondamentale eseguire la mammografia che rimane il più efficace strumento di diagnosi precoce del tumore della mammella, la neoplasia più frequente nella popolazione femminile italiana. Facciamo un punto su questi esami di screening per il tumore al seno (fonte: Airc).
Cos'è la Mammografia?
La mammografia è un esame radiografico che permette di studiare la mammella e i tessuti che la compongono, identificando precocemente l’eventuale presenza di noduli non palpabili e altre patologie. La mammografia permette di identificare microcalcificazioni, opacità, asimmetrie di densità e distorsioni architetturali.
Tomosintesi Mammaria
La mammografia con tomosintesi, una tecnologia di ultima generazione, permette un ulteriore studio stratigrafico della mammella: il risultato diagnostico è più completo e quindi efficace rispetto alla mammografia convenzionale in due dimensioni. La tomosintesi è un esame che consente di studiare la mammella in modo volumetrico riducendo i dubbi legati alla sovrapposizione di tessuto ghiandolare con una dose di radiazioni poco superiore alla mammografia tradizionale.
Come funziona la tomosintesi?
Si tratta di una acquisizione di immagini della mammella in 3D possibile grazie all’oscillazione di un tubo radiogeno lungo un arco di 15 gradi di inclinazione. Le immagini acquisite vengono poi ricostruite dal processore di un computer e proposte al medico radiologo.
Il vantaggio della tomosintesi è proprio questo: poter studiare i tessuti per strati singoli e quindi ridurre gli artefatti generati dalla sovrapposizione delle strutture della mammella che si riproducono nella mammografia tradizionale.
La tomosintesi è indicata per tutta la popolazione femminile quando parliamo di prevenzione e screening. Richiede per l’acquisizione delle immagini solo qualche minuto in più rispetto alla mammografia digitale classica. Le radiazioni assorbite dalla paziente sono pressoché inesistenti, perché il mammografo acquisisce direttamente gli strati (3D) e ricostruisce con un algoritmo matematico l’immagine in 2D, per cui la dose finale è simile a quella di una mammografia digitale tradizionale.
Mammografia con Protesi: Considerazioni Importanti
Si può fare la Mammografia con le protesi al seno? La mammografia, in una donna con protesi al seno, deve essere eseguita con particolari accorgimenti e scegliendo la tecnologia più adeguata.
L’esame diagnostico con tomosintesi può essere eseguito anche in presenza di protesi mammarie: come per la mammografia classica è bene avvertire il personale medico. In caso di protesi al seno è importante informare il team medico prima dell’esecuzione dei diversi esami diagnostici.
- Protesi radiotrasparenti: questa tipologia di protesi si lascia attraversare liberamente dai raggi X senza oscurare il parenchima mammario.
- Le protesi più datate non sono radiotrasparenti e rispetto a quelle di ultima generazione potrebbero comprimere e nascondere il tessuto ghiandolare circostante, influenzando negativamente la capacità diagnostica dell’esame.
- Le protesi più datate sono invece formate da polimeri radiopachi che riducono l'esplorabilità dei tessuti sottostanti ostacolando in alcuni casi la precoce scoperta di un carcinoma mammario.
La radiodensità delle protesi dipende dunque dal tipo di materiale utilizzato e dalle sue caratteristiche fisiche.
Posizionamento delle Protesi e Mammografia
- Protesi sottomuscolari: sono inserite sotto il muscolo pettorale. In questo caso lo svolgimento della mammografia non è particolarmente influenzato dalla presenza della protesi.
- Protesi sottoghiandolari: sono posizionate al di sopra del muscolo pettorale. In questo caso la mammografia deve essere eseguita con alcuni accorgimenti.
La protesi può comprimere e nascondere il tessuto ghiandolare circostante, influenzando negativamente la capacità diagnostica dell’esame. In questo caso la mammografia deve essere eseguita con alcuni accorgimenti, come la manovra di Eklund per spostare la protesi e consentire una migliore visualizzazione del tessuto ghiandolare.
Anche la collocazione delle protesi influenza pesantemente l'efficacia diagnostica della mammografia.
Compressione e Accuratezza Diagnostica
Nelle portatrici di protesi, per svolgere la mammografia è indispensabile esercitare una compressione uniforme del seno della paziente. Per svolgere la mammografia è indispensabile esercitare una compressione uniforme del seno della paziente. Tale manovra permette di visualizzare in modo ottimale il tessuto ghiandolare e di ottenere un’accuratezza diagnostica migliore. Per evitare che le manovre di compressione possano danneggiare le protesi è importante che la paziente informi l’operatore prima dello svolgimento dell’esame.
Bisogna inoltre considerare che un'eccessiva pressione esercitata sul seno durante l'esame potrebbe potenzialmente danneggiare le protesi.
Per quanto riguarda il fastidio dato dallo schiacciamento della mammella tra le piastre del macchinario è “fondamentale capire che l’esame, anche con la ulteriore tomosintesi, richiede una compressione adeguata dei tessuti. “Quello che serve nella mammografia è appiattire e assottigliare e rendere meno sovrapposti tutti i tessuti all’interno della mammella.
Ulteriori Esami Diagnostici
In alcuni casi può essere indicato effettuare una Risonanza Magnetica della mammella, utile per dirimere dubbi diagnostici insorti con la Mammografia o con l’Ecografia Mammaria. In alcuni casi può essere indicato effettuare risonanza magnetica della mammella, esame molto utile per dirimere dubbi diagnostici insorti con la mammografia o con l’ecografia mammaria.
Occorre infine ricordare che il materiale protesico non interferisce minimamente con altri esami diagnostici come l'ecografia e la risonanza magnetica.
Importanza dello Screening Continuo
A seguito dell’intervento di mastoplastica additiva la struttura ghiandolare della mammella rimane integra e di conseguenza rimangono invariati i rischi ai quali la donna è esposta di sviluppare il cancro al seno. Una mammografia di controllo ripetuta nel tempo consente di individuare tempestivamente l’insorgenza del cancro al seno, permettendo di migliorare la prognosi della paziente.
Per le pazienti con protesi al seno i nostri Specialisti eseguono la Tomosintesi Mammaria e, se necessario, tutti gli esami di approfondimento.
In caso di intervento ricostruttivo a seguito di mastectomia radicale, dove viene rimosso completamente il parenchima ghiandolare, la mammografia non viene più eseguita perché non è necessaria. In questi casi sarà il medico a consigliare gli esami di controllo più opportuni.
L'analisi dell'efficacia diagnostica di mammografia e autopalpazione in presenza di protesi mammarie, ci ha più volte portato a sottolineare l'importanza della scelta di centri specializzati e di personale qualificato. Occorre dunque porre la massima attenzione nella scelta delle strutture e dello staff addetto all'intervento.
La preparazione alla mammografia non prevede particolari accorgimenti, nelle ore o il giorno precedente all’esame, da parte del paziente, in previsione dell’esame diagnostico. Si può mangiare e bere.
La mammografia non è di norma un esame doloroso e quindi si esegue senza ricovero, senza anestesia o sedazione della paziente. Non bisogna avere paura di farla e il consiglio è quello di rivolgersi sempre ai centri specializzati distribuiti sul territorio
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