Il carcinoma prostatico è il tumore più diagnosticato negli uomini e rappresenta la terza causa di morte in ambito oncologico. Diagnosticare precocemente il tumore è di fondamentale importanza poiché i sintomi dello stesso compaiono solo in fase tardiva; con una diagnosi precoce gli urologi possono rallentare lo sviluppo della neoplasia o addirittura guarirla.
Il Ruolo dell'Ecografia nella Diagnosi Precoce
L’ecografia transrettale è la metodica elettiva per la diagnosi di carcinoma prostatico; può essere fastidiosa ma non dolorosa, è di breve durata e fornisce informazioni essenziali. Data la sede profonda, è facilmente visualizzabile con approccio rettale con sonda endocavitaria che permette uno studio anatomico e strutturale dettagliato.
Lo scopo dell’ecografia prostatica è quello di produrre immagini in grado di garantire al medico preposto allo svolgimento di questo accertamento diagnostico di avere un quadro chiaro riguardo alla salute di tutti gli elementi costitutivi di questa particolare regione del corpo maschile. Durante questo accertamento, dunque, grazie a questa tecnologia, il medico può indagare circa le dimensioni e la morfologia della prostata, identificare eventuali lesioni e ricercare formazioni anomale.
Come si Esegue l'Ecografia Prostatica?
Esistono numerose tecniche diverse per procedere all’accertamento diagnostico delle patologie della prostata e, in generale, di tutto l’apparato genitale ed urinario maschile: l’ecografia prostatica pelvica, ad esempio, è un esame che si svolge a vescica piena e che permette di studiare dettagliatamente le pareti ed il contenuto della vescica, volume, ecostruttura e morfologia della prostata e tutte le vescichette seminali.
Per procedere allo svolgimento dell'esame ecografico si impiega un’apposita sonda. L’ecografia transrettale si effettua inserendo la sonda nel retto, previa un’adeguata pulizia con clisteri, ed è dunque un accertamento in grado di permettere una diagnosi precoce del tumore alla prostata (a questo scopo non è sufficiente la sola indagine ecografica: necessario è infatti il successivo esame di laboratorio dei campioni prelevati durante la biopsia).
L’ecografia prostatica per via endocavitaria corrisponde agli accertamenti trans vaginali studiati per l’utenza femminile e seguono la stessa identica logica di intervento: per portare a termine questo particolare tipo di esame, infatti, la sonda viene inserita nell’ano del paziente con lo scopo di avvicinare il più possibile il dispositivo a tutti gli organi da esaminare. Come detto, dunque, l’ecografia prostatica transrettale è uno straordinario strumento diagnostico che, avvicinando il più possibile la sonda agli organi da esaminare, permette al medico preposto allo svolgimento dell’esame di valutare in maniera accurata e veloce quale sia lo stato di salute dell’area sottoposta allo screening.
Per rendere più completo l’esame, inoltre è possibile seguire una particolare tecnica che permette ricavare altri dati preziosi dall’analisi dei liquidi rimasti all’interno della vescica in seguito alla minzione: anche questo particolare tipo di accertamento, definito “ecografia prostatica con RPM” non ha carattere invasivo e può essere svolto per via esterna.
Preparazione all'Esame
Per lo svolgimento di un’ecografia prostatica transrettale la preparazione prevede che la vescica sia piena e, pertanto, prima dello svolgimento dello screening è opportuno assumere almeno un litro d’acqua curandosi di trattenere le urine. L’ecografia prostatica transrettale prevede norme di preparazione rigorose ma non particolarmente complesse o invalidanti: in primo luogo, infatti, è fondamentale che l’ampolla rettale sia completamente vuota.
Interpretazione dei Risultati Ecografici
Studi statistici hanno rilevato che circa il 70% dei carcinomi sono localizzati nella zona periferica per lo più posteriore e si presentano come aree ipoecogene (scure) rispetto alla restante struttura della ghiandola. Esiste una certa percentuale di carcinomi (25-30%) che hanno una struttura molto simile a quella della prostata (isoecogeni) e che quindi non sono facilmente evidenziabili con la sola ecografia di base. Negli stadi più avanzati le aree di neoplasia tendono ad essere iperecogene (più chiare) rispetto alla ghiandola per verosimile aumento della componente fibrosa.
Parametro importante per ipotizzare la presenza di carcinoma è la dimensione della lesione: se essa ha un diametro compreso tra 1 e 10 millimetri si ha una probabilità di circa il 20% che si tratti di tumore; questa sale al 40% se il diametro è compreso fra 11 e 15 millimetri. Per le lesioni che presentano dimensioni maggiori la probabilità sale alľ80%. Ľecografia permette di valutare ľinteressamento capsulare e/o delle vescicole seminali, importanti elementi prognostici.
Integrazione con Altre Tecniche Diagnostiche
Nel tentativo di migliorare la sensibilità e la specificità diagnostica delľecografia, ci si è avvalsi delľuso, in questi ultimi anni, del color-power-Doppler, con o senza ľusilio del mezzo di contrasto ultrasonico; tale metodica consente di visualizzare la vascolarizzazione della ghiandola e delle aree sospette. La posizione del paziente è la stessa di quella per ľecografia; sotto guida ecografica si può effettuare un prelievo di tessuto prostatico sospetto anche di piccole dimensioni.
Biopsia Prostatica Eco-Guidata
Attualmente si utilizzano aghi molto sottili ed a scatto che consentono un prelievo più accurato e meno doloroso. Prima del prelievo il paziente deve essere tranquillizzato e sono necessari alcuni provvedimenti quali un controllo dell’emostasi, una profilassi antibiotica e una perfetta toeletta intestinale soprattutto quando si decide di effettuare la biopsia per via transrettale. In ogni caso la sonda deve essere posizionata in modo tale che ľago sia ben visibile in tutto il suo percorso e la sua punta nella zona sospetta.
Le complicanze sono rare (non si arriva alľ1% se vengono rispettate le abituali norme igienico-precauzionali) e sono rappresentate da ematomi, reazioni vagali, infezioni, sepsi, rottura delľuretra e fistole artero-venose. La disseminazione tumorale è un evento eccezionale.
Uno dei momenti più delicati e stressanti per il paziente è quello della consegna dell’esame istologico (cioè dell’esame dei campioni di tessuto che sono stati analizzati). Nel caso in cui non vi siano cellule tumorali: nel referto non compare la parola “neoplasia” o “adenocarcinoma”. In questo caso abbiamo la certezza che nel tessuto in esame non vi sono cellule tumorali o displasiche. Questo ovviamente è un dato molto favorevole, ma non ci esime dall’effettuare controlli successivi, perché il tessuto campionato alla biopsia prostatica rappresenta una parte della prostata e non esclude al 100% che vi possano essere piccoli focali di tumore nelle zone della prostata non campionate.
Nel caso in cui vi siano cellule tumorali: per capire la “gravità” del problema, dobbiamo capire il livello di aggressività della malattia. Questa viene espressa, al di là di altri parametri, dal cosiddetto grado Gleason che si presenta come la somma di due numeri. Nella maggioranza dei casi 3+3=6. In questo caso si tratta di un tumore prostatico ben localizzato con ottima probabilità di guarire.
Ecografia Multiparametrica
Un particolare tipo di ecografia, detta multiparametrica, potrebbe contribuire alla diagnosi della maggior parte dei casi di cancro alla prostata. L’ecografia multiparametrica potrebbe essere utilizzata in alternativa alla risonanza magnetica come primo test in pazienti a rischio con particolari caratteristiche, secondo i risultati di uno studio condotto nel Regno Unito. In alcuni casi questo metodo diagnostico potrebbe essere utilizzato in sostituzione della più costosa risonanza magnetica (RM) multiparametrica, o in combinazione.
“L’ecografia multiparametrica potrebbe essere usata nei pazienti a rischio di cancro alla prostata in contesti sanitari in cui la RM multiparametrica di alta qualità non è facilmente disponibile, così come nei pazienti che presentano controindicazioni o che sono intolleranti alla RM” scrivono i ricercatori. Secondo loro, l’ecografia potrebbe anche essere utilizzata in combinazione con la RM in modo da rendere più preciso il rilevamento del cancro. Inoltre potrebbe permettere un accesso a un percorso diagnostico di alta qualità più ampio, nei Paesi con reddito alto ma anche in quelli a basso e medio reddito.
Altri Esami Diagnostici Utili
Oltre all'ecografia, altri esami sono fondamentali nel percorso diagnostico del tumore alla prostata:
- Esplorazione rettale digitale: Esame che l’urologo esegue inserendo un dito nel retto per palpare la prostata, valutandone le dimensioni e la consistenza.
- Test del PSA: Semplice prelievo di sangue che consente di misurare il livello dell'antigene prostatico-specifico (PSA).
- Risonanza magnetica multiparametrica (MP-RM): Valutazione Morfologica della ghiandola prostatica e delle strutture circostanti (sequenze T2), e la valutazione funzionale mediante la Diffusione (mappa della densità delle cellule prostatiche, che aumenta in caso di neoplasia) e la Perfusione.
- Tomografia ad emissione di positroni (PET-TC): Metodica di medicina nucleare che prevede la somministrazione di una sostanza debolmente radioattiva che ci permette di ottenere informazioni importanti sull’attività metabolica del tumore in studio.
Considerazioni aggiuntive
L'esame ha una durata di appena 10/15 minuti, non è doloroso e non causa alcun effetto collaterale in grado di ledere alla salute del paziente. L’ecografia prostatica non ha un costo particolarmente proibitivo. Un’ecografia prostatica transrettale ha un prezzo medio di circa 70 Euro.
Tabella riassuntiva dei vantaggi e svantaggi dell'ecografia prostatica
| Vantaggi | Svantaggi |
|---|---|
| Esame rapido e non invasivo | Non sempre sufficiente per una diagnosi definitiva |
| Costo relativamente contenuto | Può essere fastidioso per alcuni pazienti |
| Permette di guidare la biopsia prostatica | Rischio di infezioni (raro) |
Tra i centri medici specializzati nello svolgimento di prestazioni ecografiche, Medical Imaging, il centro di diagnostica per immagini di Polisanitaria Iodice, è in assoluto un punto di riferimento per tutto il Sud Italia.
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