Il controllo della glicemia è importante in tutta la popolazione ma specialmente nelle persone che soffrono di diabete. Tra le sostanze naturali studiate per il controllo della glicemia troviamo anche la cannella.
La cannella, una spezia derivata dalla corteccia dell’omonima pianta, è da alcuni considerata dotata di proprietà benefiche, presumibilmente in virtù di alcuni antiossidanti di cui è particolarmente ricca. L’uso di questa spezia come integratore alimentare ha origini molto antiche nella medicina cinese ed in quella tradizionale. Tutt'oggi ne viene talvolta consigliato l'uso in caso di problemi gastrointestinali, contro le infezioni batteriche e, soprattutto, per regolare la glicemia nei pazienti diabetici.
Potenziali Benefici della Cannella sulla Glicemia
Secondo alcune ricerche, la cannella potrebbe avere azione ipoglicemizzante grazie a un composto attivo noto come cinnamaldeide. I benefici della cannella in caso di la glicemia alta hanno riguardato studi su animali ma, successivamente, sono state condotte diverse ricerche anche sull'uomo. I risultati però sono contrastanti.
È abbastanza noto che la cannella possa svolgere un ruolo significativo nella modulazione della glicemia, sia nei pazienti diabetici che in quelli sani. La cannella può risultare utile alle persone con problemi di glicemia o con un inizio di diabete di tipo 2. Può essere un’idea per le persone, e sono tante, che cominciano ad avere problemi di controllo della glicemia.
Una sostanza contenuta nella cannella non solo rende le cellule più sensibili all’insulina, abbassando gli zuccheri del sangue, ma sembra che a lungo andare freni la progressione del diabete. In più si ottiene anche un effetto positivo sui grassi: giù il colesterolo e i trigliceridi e sappiamo quanto sia importante tenere bassi i grassi nelle persone diabetiche.Da tempo immemorabile la cannella era importata nel bacino del Mediterraneo: si conoscono usi medici nell’Antico Egitto, in Palestina e in Arabia. Entrava, persino, nella composizione dell’olio santo di cui parla la Bibbia.
Secondo una nuova ricerca USA, l’integrazione di pochi grammi di cannella al giorno è risultata efficace - già dopo qualche settimana - per ridurre la glicemia in chi è a rischio di diventare diabetico.In uno studio si sono confrontati gli effetti della cannella Cassia su tali parametri, in risposta a un test di tolleranza al glucosio orale (OGTT) in donne giovani, sedentarie e obese. I risultati hanno mostrato che i valori di sensibilità e resistenza insulinica non erano significativamente differenti tra il placebo e la Cassia (p> .05).
Questo piccolo studio suggerisce che una dose da 5 g di Cassia cannella può ridurre la risposta di picco della glicemia e migliorare la tolleranza al glucosio dopo un OGTT, ma senza alcun miglioramento dell’IS e dell’IR in donne giovani, sedentarie e obese.
Come Usare la Cannella
Semplicissimo: subito dopo i pasti assumiamo mezzo cucchiaino di polvere di cannella. Oppure mettiamola sui nostri alimenti. In alternativa va bene anche un tè alla cannella.
Continuiamo ad usare la cannella nelle nostre ricette, per aggiungere quella nota profumata orientale, soprattutto in unione con la frutta come la mela e l’uvetta.
Cannella: Tipi e Composizione
La Cannella (Cinnamon spp) è la spezia che meglio rappresenta il Natale, presente in ricette di dolci tradizionali, in bevande calde, come decorazioni natalizie o essenze profumate per la casa.Il primo aspetto da sottolineare è che non esiste una sola specie di Cannella, ma sono ben 250 le specie appartenenti al genere Cinnamomum e soltanto 4 sono le più usate come spezia “cannella”: C. verum Ceylon o Sri Lankan (nota anche come C. zeylanicum) è considerata la “vera” cannella. Tre specie sono legate alla C. Cassia, sono le più popolari ed includono C. aromaticum (nota anche come cinese), C. loureirii (Saigon o vietnamita) e C. burmanni (indonesiano).
Gli oli volatili costituiscono l’1-4% del prodotto e includono il 60-80% di cinnamaldeide, fino a 10% di eugenolo, 5- 5% di acido trans-cinnamico, 5-10% di composti fenolici e 4-10% di altri composti comprendenti tannini condensati, catechine e proantocianidine, monoterpeni, sesquiterpeni e tracce di cumarinici.
La forma in cui viene somministrata la cannella è importante perché gli estratti (solvente acquoso e / o organico estrazione) e le polveri ricavate dalla corteccia polverizzata, contengono sostanze fitochimiche diverse che possono differire in biodisponibilità. La composizione della cannella inoltre varia anche in base alla specie: C. loureirii ha un alto percentuale di trans-cinnamaldeide; C. aromaticium contiene alti livelli di metilcinnamato rispetto a C. loureirii, C. burmanni e C. verum. C. burmanni contiene alti livelli di cumarina rispetto agli altri tre tipi di cannella. La spezia acquistata nei negozi di alimentari in genere contiene una combinazione di diverse forme di cannella nella corteccia o in polvere, con la C. cassia di solito predominante.
Studi Clinici e Ricerca
Gli studi che hanno indagato sul potenziale della cannella per abbassare la glicemia hanno utilizzato estratti di cannella a dosaggi differenti.
Un recente studio pubblicato su Nutrients ha esaminato l’effetto di diverse spezie ed erbe aromatiche sul profilo glicemico di soggetti affetti da diabete di tipo 2. In conclusione, sebbene lo zenzero sembri emergere come spezia particolarmente efficace, influenzando positivamente tanto la glicemia a digiuno, quanto emoglobina glicata e livelli di insulina, è fondamentale sottolineare come la vera chiave per una longevità sana non sia una spezia, ma la Dieta Mediterranea nel suo complesso.
Il diabete mellito di tipo 2 è una malattia metabolica caratterizzata da un difetto della secrezione insulinica che può peggiorare nel tempo fino a determinare una condizione di insulinoresistenza.
I suoi principali componenti sono la cinnamaldeide, i polimeri della procianidina di tipo A, l’acido cinnamico e la cumarina. I risultati di 24 RCT hanno mostrato che la supplementazione di cannella ha determinato una riduzione statisticamente significativa della glicemia a digiuno (p < 0. 001), della valutazione del modello omeostatico (HOMA, Homeostatic Model Assessment) e del controllo glicemico.
In un altro studio clinico randomizzato in doppio cieco, controllato con placebo, si è voluto determinare l’effetto di un consumo giornaliero di 3 grammi di cannella (C. zeylanicum) in 44 pazienti con diabete di tipo 2, per 8 settimane, valutando gli effetti sugli indicatori glicemici, sui prodotti della glicazione e sullo stato antiossidante. Hanno completato lo studio 39 pazienti (20 nel gruppo di intervento e 19 nel gruppo di controllo).
Tale studio ha rivelato che la supplementazione di cannella non ha avuto effetti significativi sugli indicatori glicemici e infiammatori nei pazienti con diabete di tipo 2.
Un altro studio in doppio cieco con controllo randomizzato della durata di 16 settimane, ha voluto investigare gli effetti del consumo di cannella su 116 individui asiatici con sindrome metabolica; i partecipanti sono stati randomizzati a due gruppi di intervento dietetico: cannella (3 g al giorno) o farina di frumento (2,5 g al giorno).
All’analisi dei risultati si sono mostrati miglioramenti maggiori nel gruppo che ha assunto cannella rispetto al controllo per quanto riguarda i valori di glicemia, di emoglobina glicosilata, di circonferenza vita, di rapporto vita-fianchi, di pressione sanguigna, colesterolo totale sierico, colesterolo LDL, trigliceridi sierici e colesterolo HDL. La prevalenza della sindrome metabolica è risultata significativamente ridotta nel gruppo di intervento (34,5%) rispetto al gruppo placebo (5,2%).
66 donne con diagnosi di PCOS sono state arruolate in uno studio clinico randomizzato in doppio cieco controllato con placebo. I risultati attuali suggeriscono che l’integrazione complementare di cannella può ridurre significativamente l’insulina a digiuno e la resistenza all’insulina in donne con PCOS.
Precauzioni e Interazioni
Essendo potenzialmente ipoglicemizzante, la dose di cannella deve tenere conto della terapia farmacologica specifica, che potrebbe anche richiedere una correzione del dosaggio. Si tenga presente che i prodotti naturali non sono necessariamente sicuri e il dosaggio può essere un fattore molto importante.
Quando utilizzata a livello topico, la cannella può scatenare irritazioni locali molto fastidiose; è quindi fortemente sconsigliato l'utilizzo di olio essenziale di cannella in forma concentrata (non diluita). La cannella contiene cumarina, una sostanza moderatamente tossica per fegato e reni. L'interazione farmacologica più importante è quella tra cannella e farmaci antidiabetici.
Cannella nella Dieta Mediterranea
La Dieta Mediterranea è unanimemente considerata il modello alimentare ottimale per la gestione e la prevenzione delle malattie metaboliche, incluso il diabete di tipo 2. La dieta mediterranea, secondo gli autori dello studio, è definita come il modello alimentare tradizionale osservato nelle regioni di coltivazione dell’ulivo, quali Creta, Grecia e Italia meridionale. Questo approccio nutrizionale, più che un rigido schema alimentare, si caratterizza per un significativo apporto di grassi, principalmente sotto forma di olio extravergine d’oliva, accompagnato da un elevato consumo di alimenti ricchi di carboidrati a basso indice glicemico come cereali integrali, legumi, frutta secca, frutta e verdura.
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