Il feto è avvolto da quello che viene chiamato sacco amniotico, una borsa di liquido composta da una duplice membrana (amnios e corion) che garantisce, fino a quando si mantiene integra, protezione e contenimento. Il liquido amniotico, detto anche “acqua”, distende il sacco e permette la crescita e i movimenti fetali.
Composizione e Funzione del Liquido Amniotico
Il liquido amniotico è costituito per il 99% da acqua ed è prodotto in parte dalla placenta e in parte dal feto. Il restante 1% è costituito da parti solide disciolte, da cellule cutanee e prodotti di degradazione. Rappresenta l’ambiente all’interno del quale il feto cresce, si sviluppa e matura. Si modifica continuamente nelle diverse epoche della gravidanza in rapporto sia alle condizioni del feto che partecipa alla sua produzione e al suo utilizzo, sia alla funzione di cellule, tessuti e organi gravidici.
Il liquido amniotico riflette pertanto non solo il bilancio idrico e lo stato di salute fetale, ma anche l’attività funzionale dell’unità feto-materna, rappresentando un complesso ecosistema in continua evoluzione che assolve a importanti funzioni e consente la realizzazione di procedure diagnostico-terapeutiche, anche invasive (come ad esempio l’amniocentesi), molto importanti sia per la diagnosi prenatale di numerose condizioni patologiche, sia per il monitoraggio e la cura del benessere fetale.
Rottura delle Membrane (Acque)
«Dopo la rottura delle acque, quando avviene il parto?», mi chiede una donna appena entrata nel terzo trimestre di gravidanza. Il momento fisiologico della rottura spontanea delle membrane è rappresentato dalla fine della prima fase del travaglio (fase dilatante) quando di solito è maggiore la forza delle contrazioni uterine.
Generalmente la rottura delle membrane rappresenta una “accelerata” (soprattutto nei travagli delle mamme che hanno già partorito in precedenza) perchè di solito corrisponde anche al momento in cui il bimbo mette la “testa a posto”, scegliendo la posizione più favorevole alla nascita.
Rottura Precoce delle Membrane (PROM)
La rottura delle acque precoce (anche detta PROM, dall’inglese Prelabour Rupture of the Membranes) consiste nella rottura del sacco amniotico prima dell’inizio del travaglio di parto e dell’instaurarsi di contrazioni uterine regolari, e ha una prevalenza di circa l’8%. L’insorgenza spontanea del travaglio dopo la rottura delle membrane avviene dopo 24 ore nel 60% delle donne ed entro 72 ore nel 95% dei casi.
Come Riconoscere la Rottura delle Acque
Solitamente questo fenomeno si manifesta in modo abbastanza inequivocabile con la fuoriuscita improvvisa di un liquido caldo dai genitali. Di solito il liquido si presenta incolore e inodore e naturalmente la sua fuoriuscita non può essere controllata.
«La rottura delle acque può avvenire anche senza accorgersene?». A volte può non essere così evidente identificare in modo certo la rottura delle acque (la quantità di liquido fuoriuscito, ad esempio, non è così abbondante, o le sue caratteristiche differiscono da quanto descritto).
Capita talvolta che le mamme si chiedano come stimolare la rottura delle acque. Questa ipotesi è abbastanza remota, proprio in virtù del meccanismo fisiologico della rottura delle membrane determinato dall’interazione fra utero, posizione del feto e attività contrattile. Naturalmente, talvolta la rottura delle acque può essere associata a importanti traumi addominali o a percosse, ma si tratta per fortuna di eventi rari.
La rottura delle acque può avvenire anche senza dolori prima dell’arrivo delle contrazioni, e rappresentare un momento di paura e allarme per la mamma. Spesso, al termine della gravidanza, le mamme posizionano teli salvaletto impermeabili a protezione di divani, materassi e sedili dell’auto, anche se si rivelano spesso poco utili.
Valutazione del Benessere Fetale in Caso di Rottura delle Acque
Uno dei primi strumenti di valutazione circa il benessere fetale quando parliamo di rottura della acque è il colore. Talvolta, soprattutto se avviene in presenza di attività contrattile, si può verificare una rottura delle acque con liquido misto a sangue o di colore rosato.
- Movimenti fetali. Rappresentano un efficace strumento di valutazione del benessere fetale.
- Febbre. La comparsa di un’alterazione della temperatura materna può essere associata alla presenza di complicanze infettive materne e neonatali, anche se l’incidenza di corioamnionite (infiammazione delle membrane fetali) in donne con PROM a termine ha un’incidenza che varia fra lo 0,5% e il 2%.
- Fuoriuscita di piccole parti o del funicolo. In alcuni e rari casi (uno-sei ogni 1.000 parti), in concomitanza alla rottura delle membrane può verificarsi la fuoriuscita di piccole parti fetali, in genere quando la presentazione del feto non è “cefalica di vertice”, ovvero la testa non è flessa sul petto, o anche la fuoriuscita a livello dei genitali di un’ansa di cordone ombelicale.
In tutti gli altri casi, rassicurate dalla percezione dei movimenti del bimbo e dal colore del liquido amniotico, potrete godere dell’emozione e del mistero di questo evento.
Test e Linee Guida
PROM test. Simile al test di gravidanza, si raccoglie la secrezione vaginale su un cotton fioc che viene successivamente inserito in un liquido reagente. La comparsa della doppia striscia ci dice che si tratta di liquido amniotico.
Ecografia ostetrica.
Le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (2008), del Canadian Society of Obstetricians and Gynecologists (2015) e del Royal Australian and New Zealand College of Obstetricians and Gynaecologists (2017) raccomandano l’uso di ossitocina non escludendo però l’utilizzo di prostaglandine per uso locale in donne con una situazione ostetrica sfavorevole.
Per quello che concerne l’utilizzo di una terapia antibiotica profilattica sembra che non vi sia presenza di dati sufficienti per giustificare una profilassi antibiotica a tutte le donne con PROM in assenza di indicazioni per la profilassi dello streptococco di gruppo B.
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