Come Misurare la Glicemia nel Sangue: Guida Completa

Il glucosio è uno zucchero che costituisce il carburante indispensabile per il nostro organismo. I suoi livelli nel sangue sono finemente regolati da un meccanismo che prevede l’intervento di diversi ormoni, ad esempio insulina e glucagone. Per favorire questo meccanismo di regolazione è molto importante seguire un corretto stile di vita ed una sana alimentazione. Vediamo quindi insieme cos’è la glicemia, quali sono i valori considerati normali e quali invece devono mettere in allarme. Infine, capiamo come misurare autonomamente la glicemia in maniera corretta.

Che cos’è la glicemia

La glicemia indica la concentrazione di glucosio nel sangue. Questo valore è molto importante, perché il glucosio è un nutriente essenziale per le nostre cellule. Il cervello e i globuli rossi, in particolare, possono risentire in maniera accentuata della sua carenza. Il glucosio in circolo nel sangue deriva dai carboidrati assunti con la dieta, che vengono scissi in singole molecole (monosaccaridi). Questi, a loro volta vengono immessi nel circolo sanguigno e nel fegato trasformati in glucosio.

A questo punto il glucosio viene immesso in circolo se i suoi livelli sono bassi. Quando i livelli sono alti, il glucosio viene dapprima trasformato in glicogeno (una molecola che funge da serbatoio di glucosio) e immediatamente utilizzabile. Una volta raggiunte le riserve necessarie di glicogeno, gli zuccheri in eccesso vengono trasformati in grasso. Tutto questo meccanismo viene controllato dalla produzione di diversi ormoni, che entrano in azione in risposta al variare dei livelli di glicemia, per mantenerli sempre entro dei limiti ottimali per il funzionamento dell’organismo.

Valori glicemia: quali sono quelli di riferimento

La glicemia si misura in mg/dL, cioè milligrammi (mg) di glucosio per decilitro (dL) di sangue. I valori di riferimento per la glicemia, si riferiscono alla misurazione effettuata a digiuno. Ma quali sono i valori normali della glicemia? Durante l’arco della giornata la glicemia può variare moltissimo. Oscillazioni comprese tra 60 mg/dL (valore a digiuno) e 140 mg/dL (valore dopo pranzo) sono da considerarsi normali. Sono considerati normali valori di glicemia a digiuno compresi tra 70 e 99 mg/dL.

È necessario monitorare la glicemia se non si è diabetici? Il monitoraggio della glicemia è consigliato anche a chi non ha il diabete, ma presenta fattori di rischio come obesità, storia familiare di diabete, o altri problemi metabolici.

Glicemia alta: quando c’è da preoccuparsi

Per valori di glicemia superiori a 110 mg/dL si parla di iperglicemia, ma ovviamente i livelli di allarme cambiano all’aumentare dei valori rilevati. In particolare, per valori compresi tra 110 e 125 mg/dL (per le linee guida dell’ADA American Diabetes Association, già da 100 mg/dL) si parla di alterata glicemia a digiuno. Questa condizione non è indicativa di diabete ma di un’alterazione in atto dell’organismo nei meccanismi di regolazione del glucosio nel sangue. Se rilevata, deve indurre immediatamente ad una correzione dello stile di vita e dell’alimentazione.

Se invece i livelli di glicemia a digiuno superano i 125 mg/dL, si inizia a sospettare il diabete. Tale diagnosi deve essere in ogni caso confermata da altri esami, prescritti dal medico: emoglobina glicata, peptide C nel sangue, ricerca del glucosio e dei corpi chetonici nelle urine.

Le cause e i sintomi

In un organismo sano, tutti i meccanismi di regolazione permettono di mantenere sempre i livelli di glucosio a digiuno entro i limiti considerati normali. Se ciò non avviene e si superano costantemente i 126 mg/dL è probabile che si sia instaurata la condizione patologica definita diabete mellito. I sintomi dell’iperglicemia si manifestano per livelli superiori ai 200 mg/dL. Tuttavia, valori compresi tra 126 mg/dL e 200 mg/dL, pur non provocando sintomi, se protratti nel tempo sono in grado di provocare danni a carico di organi e del sistema vascolare.

I sintomi iniziali dell’iperglicemia sono:

  • Aumento della sete
  • Aumento della fame
  • Aumento della quantità di urina escreta

Con l’avanzare della problematica possono insorgere:

  • Confusione
  • Annebbiamento della vista
  • Vomito
  • Disidratazione

Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare fino al coma e alla morte. L’iperglicemia però può essere provocata anche da un periodo di stress severo, come quello imposto all’organismo da un intervento chirurgico, da un infarto o da un’infezione. Anche alcuni farmaci, come il cortisone o i beta-bloccanti, possono provocare un aumento della glicemia. Anche una dieta eccessivamente ricca in cibi con alto indice glicemico e la mancanza di esercizio fisico, protratti per lungo tempo, possono portare ad un aumento dei livelli di glicemia. Inoltre, bisogna prestare attenzione all’iperglicemia che può manifestarsi in gravidanza, per evitare che si instauri il cosiddetto diabete gestazionale.

Glicemia bassa: sintomi e rischi

Quando i valori nel sangue scendono al di sotto di 60 mg/dL, la glicemia è troppo bassa e si parla di ipoglicemia. I sintomi dell’iperglicemia sono:

  • Tremori
  • Palpitazioni
  • Fame intensa
  • Pallore
  • Convulsioni
  • Sudorazione
  • Scarsa lucidità

Nei casi più gravi e non trattati, si può arrivare alla perdita di coscienza con coma ipoglicemico e morte. Le cause dell’ipoglicemia sono da ricercare nei soggetti sani in una cattiva alimentazione, come ad esempio una dieta troppo ferrea ed eccessivamente povera in carboidrati.

Anche un pasto troppo ricco in carboidrati, che provoca un aumento repentino della glicemia (definito picco glicemico), può essere seguito da una crisi ipoglicemica, dovuta al rilascio improvviso di molta insulina. Le crisi ipoglicemiche sono provocate anche da alcune patologie a carico di pancreas, fegato e ghiandole surrenali. Nei pazienti diabetici, invece, l’ipoglicemia si verifica in seguito ad errori nell’assunzione di farmaci o di insulina.

Quando misurare la glicemia

Il monitoraggio della glicemia è indispensabile in chi soffre di diabete. Lo schema di misurazione è prescritto dal medico, per valutare l’andamento della malattia e l’efficacia della terapia. In generale però ha senso misurare la glicemia a digiuno: prima di colazione, pranzo e cena. Se si vuole valutare la risposta dell’organismo al pasto, si può effettuare una misurazione due ore dopo aver terminato di mangiare. Se non si è al corrente di soffrire di diabete o altre patologie, ma si riscontrano i sintomi dell’ipoglicemia o dell’iperglicemia già descritti, è bene effettuare una misurazione di controllo.

Misurare la glicemia è consigliato al mattino a digiuno, prima e dopo i pasti principali, e prima di andare a letto. In generale, è consigliato misurare la glicemia al mattino a digiuno, appena svegli, per valutare come il corpo ha gestito il glucosio durante la notte. Un altro momento cruciale è prima e due ore dopo i pasti principali, per capire come il corpo risponde ai carboidrati consumati.

Un altro momento strategico per il monitoraggio della glicemia è la sera, prima di andare a letto. Questo tipo di misurazione è particolarmente importante per chi assume farmaci che possono influenzare i livelli di glicemia durante il sonno. Se il valore della glicemia è troppo basso prima di andare a dormire, è possibile che il medico consigli di fare uno spuntino leggero per prevenire episodi di ipoglicemia.

Come misurare la glicemia: scopri come usare il glucometro

L’auto-misurazione della glicemia è semplicissima, grazie ai glucometri in commercio. Questi strumenti sono auto-calibranti e in grado di dare risultati attendibili nel giro di pochi secondi.

Per misurare la glicemia è necessario:

  • Il glucometro, strumento che misura la glicemia
  • Le striscette reattive, che vengono inserite nel glucometro e sulle quali si deposita il sangue
  • La penna pungidito, strumento che permette di effettuare una piccola puntura
  • Le lancette sterili, che vengono messe nella penna per effettuare la puntura

Le operazioni da compiere per misurare autonomamente la glicemia sono:

  1. Lavare le mani con acqua e sapone, risciacquare ed asciugare accuratamente
  2. Inserire la lancetta sterile nella penna pungidito e caricarla (molti dispositivi pungidito permettono di regolare la profondità dell’iniezione, che è da aggiustare in base alle caratteristiche personali)
  3. Inserire la striscetta nel glucometro
  4. Pungere un polpastrello delle due dita centrali, preferibilmente sul lato, zona meno sensibile e con maggiore irrorazione (è importante ruotare sempre il punto di iniezione, evitando di utilizzare due volte di seguito lo stesso punto per non traumatizzare la parte)
  5. Far fuoriuscire una goccia di sangue e depositarla sulla striscetta reattiva
  6. Attendere ed effettuare la lettura del risultato
  7. Gettare via striscetta e lancetta utilizzate (non riutilizzare mai le lancette, perché c’è rischio di infezione e la perdita dell’affilatura dell’ago può aumentare il dolore)

Quasi tutti i misuratori moderni hanno la possibilità di memorizzare un gran numero di risultati ed alcuni permettono l’analisi dell’andamento tramite delle app su smartphone, al quale si collegano. Se non si è abbastanza tecnologici poco importa, basterà utilizzare un normale misuratore glicemia e segnare il risultato su un diario delle misurazioni.

Misurazione della glicemia senza pungere il dito

Un'alternativa al monitoraggio tradizionale della glicemia sono i sensori CGM (Continuous Glucose Monitoring), che permettono di misurare la glicemia senza pungersi continuamente le dita. Questo metodo si basa su un glucometro indossabile con un sottile ago filamento posizionato sotto la pelle in punti specifici (come il retro del braccio, la schiena, l'addome o la coscia) che analizza il liquido interstiziale per monitorare i livelli di glicemia 24 ore al giorno, 7 giorni su 7, inviando avvisi in caso di iperglicemia o ipoglicemia.

È comodo, anche se il sistema dei sensori CGM può risultare invasivo e i risultati hanno un leggero ritardo rispetto al valore effettivo della glicemia, mettendo il paziente nella condizione di calibrare lo strumento in maniera personalizzata.

Valori normali di glicemia

I valori normali di glicemia a digiuno sono compresi tra 70 e 99 mg/dL. Dopo i pasti, i valori non dovrebbero superare i 180 mg/dL.

Condizione Valore Glicemia (mg/dL)
A digiuno 70-99
Dopo i pasti (2 ore) < 180

Cosa posso fare per mantenere la glicemia sotto controllo?

Per mantenere la glicemia sotto controllo, segui una dieta equilibrata ricca di fibre, pratica regolarmente attività fisica e monitora i livelli di glucosio con costanza. Alimenti ricchi di fibre, come verdure e legumi, aiutano a mantenere stabili i livelli di zucchero nel sangue, mentre i carboidrati complessi, come quelli contenuti nei cereali integrali, forniscono energia a lungo termine senza picchi glicemici.

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