Come Interpretare un Ecocardiogramma: Guida Dettagliata

Se ti stai chiedendo com’è fatto un referto ecocardiografico, in questo articolo avrai tutte le risposte che cerchi. Non si pensa mai a quanto sia importante conoscere a fondo lo strumento principale con cui sia i medici sia gli infermieri orientano la propria peculiare attività clinico-assistenziali in moltissimi reparti e luoghi di cura: il referto.

Cos'è un Referto?

Referto, dal latino referre ovvero riferire, è un atto scritto, ufficiale e definitivo con cui vengono trasmessi i risultati di un esame. È una sintesi, revisionata da uno specialista della metodica e da lui validata per mezzo di una firma autografa, delle informazioni a cui è giunto a conclusione.

Il Referto Ecocardiografico

Nello specifico del caso ecocardiografico, è fondamentale “assicurarsi che i dati morfofunzionali raccolti con l’ecografia cardiovascolare siano comunicati in maniera chiara ed efficace ai clinici che utilizzeranno tali informazioni per la gestione dei pazienti. Una mancata standardizzazione del referto in ecocardiografia porta a eccessiva variabilità tra esami di diversi laboratori o, addirittura, provenienti dallo stesso laboratorio ma eseguito da operatori diversi. Il peggior limite è non riuscire a confrontare l’evoluzione dello stato clinico del paziente in momenti diversi e di rendere perciò gli esami non utilizzabili da parte di medici non ecocardiografisti.

Secondo la SIECVI, la principale società scientifica del settore, è possibile e auspicabile trovare le stesse informazioni in tutti i referti, a prescindere dalla loro provenienza, in quanto il referto dell’ecocardiogramma è costituito essenzialmente da misure numeriche, descrizioni morfologiche in un certo qual modo ripetitive, valutazioni, dati e stime.

Importanza del Monitoraggio

Il monitoraggio è probabilmente l’attività che impegna maggiormente l’infermiere qualunque sia l’area intensiva in cui opera. Non può esistere area critica senza monitoraggio intensivo, che non serve tanto per curare quanto per fornire indicazioni necessarie ad agevolare la decisione assistenziale, clinica e diagnostico-terapeutica, perché rilevando continuamente i dati si possono ridurre rischi o complicanze cliniche. Il monitoraggio intensivo, spesso condotto con strumenti sofisticati, è una guida formidabile per infermieri e medici nella cura dei loro malati.

Cosa Contiene un Referto Ecocardiografico?

Come per ogni documento che abbia la pretesa d’informare qualcuno sullo stato clinico del paziente, deve contenere tutti i dati generici (nome, cognome, codice identificativo, data di nascita) e biometrici (età, peso, altezza, BMI, ecc…) utili allo scopo, oltre a data di esecuzione dell’esame, dati clinici, parametri vitali come ritmo e frequenza cardiaca.

  • Quali metodiche sono state usate e che tipo di esame è stato eseguito (ecocardiogramma transtoracico, transesofageo, ecostress fisico o farmacologico, ecc…).
  • La qualità dell’esame e delle immagini dovrebbe essere definita nei seguenti gradi: buona, sufficiente, scadente, inadeguata.
  • In questa parte dovrebbero essere sempre presenti le descrizioni morfologiche delle anomalie riscontrate, funzioni e parametri quanti-qualitativi delle varie strutture cardiovascolari.

Le conclusioni in un referto medico devono rispondere (o provare a farlo) al quesito diagnostico e, dissipare o confermare i sospetti clinici per cui è stato richiesto l’esame. In caso di più esami, è necessario confrontare le variazioni osservate con le precedenti e segnalarle, soprattutto se significative.

Cosa Non è un Esame di Ecocardio?

È prima di tutto utile chiarire cosa non è un esame di ecocardio. Spesso, infatti, lo si confonde con un altro esame, ovvero l’elettrocardiogramma: quest’ultimo si esegue per analizzare l’attività elettrica del cuore e verificarne il ritmo.

Come Funziona l'Ecocardiogramma?

Un ecocardio utilizza gli ultrasuoni, dunque è un esame che non richiede e non emette alcun tipo di radiazione. Il paziente deve scoprire il torace e distendersi sul fianco sinistro su di un apposito lettino. Durante l’esame, il cardiologo appoggia e sposta lungo il torace una sonda a ultrasuoni: sia sulla sonda, sia sul petto del paziente viene applicato un gel specifico. L’ecografo è il dispositivo a cui è collegata la sonda: permette di visualizzare su uno schermo e registrare le immagini ottenute grazie al passaggio dello strumento sul torace. Al termine della procedura, si rimuovono i residui di gel dal torace. In genere, l’ecocardiogramma non richiede alcuna preparazione.

Un ecocardiogramma ha una durata variabile, che in media va dai 15 ai 30 minuti.

Tipi di Ecocardiogramma

  • Ecocardiogramma Transtoracico: L’ ecocolordopplergrafia cardiaca sfrutta fasci di ultrasuoni emanati da una sonda esterna (trasduttore), i quali penetrano nel torace, vengono riflessi e rifratti dalle strutture che incontrano (cuore, grossi vasi) e ritornano indietro alla sonda generando segnali che vengono trasformati in immagini dall’ ecografo (ovvero l’apparecchio esterno a cui è collegata la sonda).
  • Ecocardiogramma Transesofageo: In casi estremi (es. In tali casi l’esame di scelta è l’ecocardiogramma “transesofageo” eseguito con una sonda simile a quella utilizzata per fare una gastroscopia, che viene fatta passare attraverso la bocca in esofago. L’esofago è un organo che si trova esattamente dietro al cuore. Questo tipo di esame ecocardiografico viene eseguito soprattutto quando l’ecocardiogramma transtoracico non risulta sufficiente o non ha dato risultati utili in risposta al quesito clinico. Presenta diversi vantaggi, in quanto non solo offre una visione anatomica estremamente dettagliata, ma consente di pianificare l’eventuale intervento chirurgico.
  • Ecostress Farmacologico o Ecocardiogramma sotto Sforzo: Il paziente esegue un esercizio fisico la cui intensità cresce gradualmente (in genere su un tapis roulant o una cyclette): durante o subito dopo, si esegue l’esame.

Indicazioni per l'Ecocardiogramma

Le indicazioni possono essere molto varie.

  • Valutazione della contrattilità del cuore in pazienti che hanno avuto un infarto o in cui si sospetta un problema coronarico (un ridotto flusso di sangue al cuore, dovuto ad un’ostruzione coronarica, può causare una riduzione della contrattilità a causa dell’ischemia di un’area cardiaca).
  • E’ particolarmente utile in caso di dolore toracico dubbio per ischemia o nella valutazione di alcune patologie valvolari (es.
  • Un danno al miocardio (cioè il muscolo del cuore) provocato da un attacco di cuore (o infarto del miocardio).
  • Uno stato di insufficienza cardiaca.
  • Difetti congeniti del cuore. La parola "congeniti" significa "presenti fin dalla nascita".
  • Una valvulopatia. Per valvulopatia, i cardiologi intendono qualsiasi alterazione funzionale o strutturale che interessa le valvole cardiache.
  • Una cardiomiopatia.
  • Un'endocardite.

Come Leggere un Elettrocardiogramma

Sapere come interpretare l’elettrocardiogramma è una di quelle cose che proprio non puoi trascurare se ti stai preparando al concorso SSM 2025. Devi sapere che uno degli argomenti più richiesti al test ssm di cardiologia è proprio la lettura ECG e l’interpretazione dell’ECG. Ma come si fa a leggere l’ECG? e come si interpreta un ECG?

Le onde positive si distinguono per essere sopra la linea isoelettrica, mentre le negative stanno sotto di essa.

Quali Sono le Onde dell’ECG?

Le onde del tracciato dell’elettrocardiogramma sono:

  • Onda P: piccola onda che rappresenta l’attivazione degli atri.
  • Intervallo PR: tempo necessario perché l’attivazione degli atri raggiunga i ventricoli. L’intervallo PR si calcola dall’inizio della P all’inizio del QRS.
  • Complesso QRS: rappresenta l’attivazione dei ventricoli.
  • Onda Q: prima piccola deflessione negativa del complesso QRS.
  • Onda R: prima deflessione positiva del complesso QRS.
  • Onda S: seconda deflessione negativa del complesso QRS.
  • Tratto ST: intervallo fra la fine dell’attivazione ventricolare e l’inizio della ripolarizzazione ventricolare.
  • Onda T: rappresenta la ripolarizzazione ventricolare.
  • Intervallo QT: rappresenta l’intera attività elettrica dei ventricoli.
  • Onda U: rappresenta la ripolarizzazione delle fibre del Purkinje. Ricorda: molto spesso non è visibile!

NB: Controlla che il ritmo sia sinusale, ovvero che ogni onda P sia seguita da un complesso QRS, con una FC tra 60 e 100 BPM, e senza alterazione delle varie onde e segmenti!

La Frequenza Cardiaca

La frequenza cardiaca (FC) è il numero delle contrazioni (o battiti) del cuore in un minuto ed è riferita alla frequenza di contrazione dei ventricoli. Per calcolare la frequenza cardiaca, si può dividere 300 per il numero di quadrati grandi fra due onde R. Un quadretto piccolo della carta millimetrata corrisponde a 0,04 secondi e un quadretto grande corrisponde a 0,2 secondi.

Quale è la Frequenza Cardiaca Ottimale?

Una frequenza cardiaca normale va da 60 a 100 BPM. Le frequenze superiori si definiscono tachicardie mentre quelle inferiori bradicardie.

Analisi del Ritmo Cardiaco

Per valutare il ritmo cardiaco, si guarda se gli intervalli tra le onde R sono sempre uguali o differiscono di massimo 2 quadratini per poter definire il ritmo cardiaco regolare. Se l’onda P è positiva in DII e negativa in aVR, ed ogni P segue un QRS con un intervallo regolare, allora il ritmo è sinusale, ovvero il ritmo normale del cuore che origina dal nodo senoatriale.

  • Se l’onda P è negativa in DII, potrebbe esserci un’inversione degli elettrodi o una possibile extrasistole atriale (un battito che nasce da una zona diversa del nodo senoatriale)
  • Se l’onda P si trova dopo il complesso QRS, Probabilmente ci troviamo in un quadro di aritmia in cui l’impulso si attiva per primo nei ventricoli e arriva successivamente agli altri (fenomeno della retro-conduzione).
  • La fibrillazione atriale è la più frequente aritmia sostenuta riscontrabile negli elettrocardiogrammi e si presenta con un ritmo irregolare e senza una chiara onda P.
  • Il flutter atriale, invece, si caratterizza per un ritmo spesso regolare e per onde P con aspetto di dente di sega, e che per questo motivo vengono chiamate onde F o onde di flutter.

Morfologia del QRS

Cosa Indica il Complesso QRS?

Il Complesso QRS rappresenta la diffusione dello stimolo elettrico attraverso la muscolatura (miocardio) ventricolare.

Nel complesso QRS di un cuore sano:

  • L’onda R deve essere positiva in DI.
  • L’onda R deve aumentare progressivamente da V1 a V6 e l’onda S deve ridursi.
  • L’onda Q deve essere piccola: inferiore a 0,04 sec (un quadratino piccolo) e inferiore ad 1/4 dell’onda R successiva, altrimenti può essere segno di un pregresso infarto cardiaco.

Quanto Dura il Complesso QRS?

La durata normale del QRS è inferiore a 100-120 ms. La durata del complesso QRS definisce le tachicardie o bradicardie a QRS largo e stretto.

  • Un QRS stretto (<0,1sec) indica una normale conduzione ventricolare.
  • Un QRS largo (>0,12sec), invece, indica un rallentamento della conduzione nei ventricoli, che può essere causato da un cosiddetto blocco di branca del ritmo cardiaco.
  • La Tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare sono tachicardie maligne a QRS largo che possono causare un arresto cardiocircolatorio.
  • Una stimolazione da PaceMaker può essere evidenziata da una rapida deflessione (detto spike) con una linea verticale prima del QRS largo.

Intervallo PR e Relazione con il QRS

L’intervallo PR indica il tempo necessario all’impulso elettrico per raggiungere il ventricolo partendo dagli atri.

Quanto Deve Essere l’Intervallo PR in un ECG?

L’intervallo PR ha una durata di 120-200 ms (da 3 a 5 quadratini). Quando l’intervallo PR è più breve, potrebbe indicare la presenza di una via anomala che collega atri e ventricoli (pre-eccitazione ventricolare). Un intervallo PR più corto è invece normale nelle gestanti.

Quando l’Intervallo PR è Più Lungo o si Allunga in un ECG Ci Possiamo Trovare in Queste Condizioni:

  • Blocco atrio-ventricolare di 1° grado: intervallo del PR costantemente lungo e fisso (ad esempio sempre 250 msec).
  • Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 1: progressivo allungamento del PR fino a che un complesso QRS viene a mancare dopo un’onda P (l’impulso atriale dell’onda P non arriva ai ventricoli, ovvero non è condotta).
  • Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 2: onde P in modo intermittente non sono condotte, e l’intervallo PR non è allungato (la conduzione è di tipo 1 P e due QRS, 1:3, 1:4, ..)
  • Blocco atrio-ventricolare di 3° grado: non vi è relazione tra onde P e complessi QRS Viene detto blocco completo o dissociazione atrio-ventricolare e generalmente il numero di onde P è maggiore rispetto a quello dei QRS.

La Morfologia dell’Onda T

Cosa Rappresenta l’Onda T nell’Elettrocardiogramma?

La morfologia dell’onda T in un ECG rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, nella maggior parte delle derivazioni è positiva (tranne in aVR e V1). Deve essere sempre concordante con la polarità del QRS che la precede.

Quando non è concorde con la polarità del QRS, si definisce invertita e può rappresentare un segno di sofferenza cardiaca come ischemia o ipertrofia ventricolare.

Intervallo QT

Cosa Indica l’Intervallo QT in un ECG?

L’Intervallo QT rappresenta il tempo necessario per depolarizzare e ripolarizzare i ventricoli del cuore. Questo intervallo QT varia in base alla frequenza cardiaca ed è misurato come QTc, dove la “c” sta per corretto per la frequenza cardiaca.

Quali Sono i Valori Normali del QT?

Il valore normale del QTc varia da 360 a 440 ms. Un QT più corto o più lungo del normale può indicare la presenza di patologie e aumenta il rischio di tachicardia ventricolare.

Tratto ST

Cosa Significa Tratto ST?

Il tratto ST è l’indicatore della depolarizzazione ventricolare, rilevabile tra l’onda S e la dine dall’onda T.

In ogni derivazione, eccetto V1 e V2, deve trovarsi sullo stesso piano della linea isoelettrica (ovvero la linea piatta dell’ECG). Un sopraslivellamento del tratto ST superiore alla norma indica lesione miocardica o infarto miocardico acuto (IMA).

La localizzazione del sopraslivellamento in un ECG ci dà informazioni circa l’arteria coronaria colpita dall’ostruzione completa, ad esempio uno sopraslivellamento del tratto ST in DII, DIII ed aVF (derivazioni che ci danno informazioni sulla parte inferiore del cuore) IMA inferiore e spesso occlusione della arteria coronaria destra.

Invece, un sopraslivellamento del tratto ST in DI, V2-V4 con sottoslivellamento speculare nelle derivazioni inferiori, indica IMA anteriore e occlusione della coronaria sinistra nel ramo interventricolare anteriore.

Anche un sottoslivellamento del tratto ST può indicare la presenza di una ischemia cardiaca senza occlusione completa delle arterie coronarie.

Punti Chiave per Leggere un Elettrocardiogramma

Ricapitolando ecco i punti chiave da seguire in ordine per leggere un elettrocardiogramma:

  1. Calcola la frequenza cardiaca. Per farlo, ti basta dividere 300 per il numero di quadrati da 5mm presenti tra due complessi QRS.
  2. Controlla che il ritmo sia sinusale, ovvero che ogni onda P sia seguita da un complesso QRS, con una frequenza cardiaca (FC) tra 60 e 100 BPM, e senza alterazione delle varie onde e segmenti.
  3. L’onda P rappresenta la depolarizzazione degli altri, dura 60-120 ms ed è ampia 2.5 mm.
    • Assenza → fibrillazione atriale, blocco senoatriale, flutter atriale… ecc.
    • Ampiezza aumentata → ingrandimento atriale, ipopotassiemia.
  4. L’intervallo PR dura 120-200 ms e indica il tempo necessario all’impulso elettrico per raggiungere il ventricolo.
    • Blocco atrio-ventricolare di 1° grado: allungamento costante del PR.
    • Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 1: progressivo allungamento del PR fino a che un complesso QRS viene a mancare.
    • Blocco atrio-ventricolare di 2° grado - Mobitz 2: onde P in modo intermittente non sono condotte, e l’intervallo PR non è allungato.
    • Blocco atrio-ventricolare di 3° grado: non vi è relazione tra onde P e complessi QRS.
  5. Il complesso QRS rappresenta la diffusione dell’impulso elettrico attraverso il miocardio ventricolare, ed è formato da un’onda verso il basso (Q), un’onda positiva (R), seguita da un’onda negativa (S).
    • In V1 il QRS a un’iniziale onda positiva, mentre in V6 a un’iniziale onda negativa
    • Da V1 a V6 l’ampiezza dell’onda R aumenta progressivamente
    • La durata massima è 120 ms, se maggiore si parla di blocco di branca completo
  6. Per calcolare l’asse cardiaco bisogna verificare se il QRS delle derivazioni D1 e aVF è positivo o negativo:
    • Se il QRS in D1 e aVF è positivo, l’asse è normale.
    • Se entrambe le derivazioni sono negative, l’asse ha una deviazione estrema.
    • Se in D1 è negativo e in aVF è positivo, l’asse è deviato a destra.
    • Se è positivo in D1 e negativo in aVF, è necessario valutare la derivazione II.
      • Se è positivo in D2, l’asse è normale.
      • Se è negativo in D2, l’asse è deviato a sinistra.
  7. Il segmento ST ha una durata tra 80 e 120 ms e normalmente è all’isoelettrica. Rappresenta il periodo di depolarizzazione dei ventricoli.
    • Sottoslivellamento → NSTEMI, specularità STEMI, tachicardia, ipokaliemia, ipotermia
    • Sopraslivellamento → STEMI, pericardite acuta, aneurisma ventricolare
  8. L’onda T rappresenta la ripolarizzazione dei ventricoli, nella maggior parte delle derivazioni è positiva (tranne in aVR), è concordante con QRS e asimmetrica.
    • Inversione → possibile ischemia, ipertrofia ventricolo sinistro,
    • Alte e strette → iperkaliemia
    • Piatte → ipokaliemia
  9. Infine, l’intervallo QT indica la depolarizzazione e ripolarizzazione del miocardio ventricolare, e si può calcolare con la formula di Bazett: QTc = QT/√FC.

Ruolo dell'Infermiere nell'Interpretazione dell'Ecocardiogramma

  • Maggiore autonomia professionale: L’acquisizione delle competenze necessarie per utilizzare il referto di un ecocardiogramma permette agli infermieri di aumentare la propria autonomia professionale.
  • Miglioramento della qualità dell’assistenza: L’ecocardiografia offre una visione dettagliata della funzione cardiaca, delle valvole e delle strutture circostanti, permettendo di identificare tempestivamente anomalie come cardiomiopatie, valvulopatie e altri disturbi cardiovascolari.
  • Migliorare la comunicazione multiprofessionale: Gli infermieri che padroneggiano il linguaggio dell’ecocardiografia possono comunicare efficacemente con il team medico condividendo informazioni dettagliate e accurate. In contesti critici, come le unità di terapia intensiva o i pronto soccorso, la comunicazione efficace e puntuale tra medici e infermieri è essenziale.
  • Avvalorare l’assistenza infermieristica: In molte situazioni cliniche, l’accuratezza nell’interpretazione dei dati clinici ricavati tramite gli ultrasuoni dell’ecografo è cruciale. Gli infermieri che sanno interpretare un ecocardiogramma possono identificare rapidamente condizioni potenzialmente rischiose come una bassa pressione venosa centrale.

Principi Fondamentali dell'Ecocardiografia

L’ecocardiogramma si basa sull’uso degli ultrasuoni, che sono onde sonore ad alta frequenza non udibili dall’orecchio umano. Quando queste onde sonore vengono dirette verso il cuore, vengono riflesse in modi diversi dalle varie strutture cardiache, come le valvole, le camere e i muscoli. Il trasduttore raccoglie le onde sonore riflesse e un computer le converte in immagini che rappresentano le sezioni trasversali del cuore.

Un ulteriore principio fondamentale dell’ecocardiografia è l’effetto Doppler, che permette di valutare la direzione e la velocità del flusso sanguigno all’interno delle cavità cardiache e dei grandi vasi. L’effetto Doppler sfrutta le variazioni di frequenza delle onde sonore riflesse dal sangue in movimento, consentendo di visualizzare e quantificare fenomeni come l’insufficienza valvolare, le stenosi e altre anomalie del flusso ematico.

Preparazione del Paziente

La preparazione del paziente per l’esecuzione di un ecocardiogramma transtoracico è generalmente semplice e non richiede particolari accorgimenti. Tuttavia, per l’ecocardiografia transesofagea, al paziente dovrebbe essere richiesto di digiunare prima dell’esame. Inoltre, al momento dell’esame, può essere somministrato un sedativo lieve per migliorare il comfort del paziente durante l’inserimento del trasduttore nell’esofago.

Prima dell’ecocardiogramma, è importante che il paziente indossi abiti comodi e facilmente rimovibili, poiché potrebbe essere necessario togliere la parte superiore degli indumenti per consentire l’accesso al torace. Si consiglia anche di rimuovere qualsiasi gioiello o oggetto metallico che potrebbe interferire con il segnale degli ultrasuoni. Durante l’esame, il paziente dovrebbe rimanere il più rilassato possibile per garantire la qualità delle immagini. L’infermiere e il medico potrebbero fornire ulteriori istruzioni specifiche in base alle condizioni del paziente e al tipo di ecocardiogramma eseguito.

Durante l'Ecocardiogramma

Durante un ecocardiogramma transtoracico (TTE), il paziente viene fatto sdraiare su un lettino, e un gel trasparente viene applicato sul torace per migliorare la trasmissione degli ultrasuoni. Il trasduttore viene quindi spostato in diverse posizioni per ottenere varie viste del cuore. L’esame dura generalmente intorno ai 30 minuti, raramente raggiunge i 60 minuti, a meno di numerose anomalie emodinamiche e strutturali che richiedono un’attenta osservazione delle strutture cardiache e dei flussi al doppler continuo da parte del medico.

Per quanto riguarda l’ecocardiografia transesofagea, invece, spesso il paziente viene sedato leggermente e il trasduttore viene inserito delicatamente nell’esofago. La procedura assomiglia ad una gastroscopia ma ha ovviamente uno scopo diagnostico diverso. Inoltre, questo esame può richiedere un tempo leggermente più lungo rispetto alla TTE.

Conclusioni

In generale, preparazione e rischi della procedura dipendono dal tipo di ecocardiogramma previsto. È altrettanto fondamentale comprendere il processo diagnostico e le informazioni fornite dai referti ecocardiografici. Questa conoscenza approfondita ci permette di adattare meglio il nostro intervento alle necessità del paziente, garantendo così una maggiore tutela e un’assistenza più consapevole.

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