La risonanza magnetica (RM o RMN) è una tecnica di imaging non invasiva che consente di ottenere immagini dettagliate dell’interno del corpo umano. Grazie a campi magnetici e onde radio, è possibile visualizzare organi, tessuti molli, muscoli, articolazioni ed altre strutture, senza l'uso di radiazioni ionizzanti.
Cos'è una Risonanza Magnetica Nucleare (RMN)?
La Risonanza magnetica è una tecnologia non invasiva che produce immagini dettagliate della nostra anatomia. Una macchina per la risonanza magnetica (MRI) sfrutta il campo magnetico per produrre delle immagini chiare e dettagliate di cervello, colonna vertebrale, cuore, ossa e altri tessuti; questa capacità la rende uno strumento estremamente prezioso per i medici.
Attualmente il risultato dell’esame viene dato al paziente sotto forma di CD, affinché venga poi consegnato al medico curante che provvederà a visionarlo. I moderni centri di diagnostica per immagini rilasciano al paziente una copia delle scansioni effettuate su un supporto informatico come un CD oppure una chiavetta USB, senza neppure doverne fare specifica richiesta. Tuttavia, non c’è niente di sbagliato nel voler vedere e analizzare le immagini a casa.
Nota: alcuni ospedali hanno modalità differenti per quanto riguarda la consegna delle immagini MRI ai pazienti. Ad esempio, al posto di un dischetto, potrebbe venirti consegnata una chiavetta USB, oppure il file potrebbe esserti inviato online.
Installazione del Software e Visualizzazione delle Immagini
Se sei fortunato, il programma si caricherà da solo non appena inserisci il disco nel lettore. Dovrai quindi seguire semplicemente la procedura guidata che ti viene proposta per installare e accedere al programma. Tuttavia, i programmi per la MRI sono famosi per essere poco affidabili; spesso anche i dottori hanno dei problemi con il loro funzionamento.
Se questo non si carica automaticamente, sappi che la maggior parte dei dischetti ti permette comunque di procedere manualmente all’installazione. In linea generale, devi aprire la cartella del dischetto per controllarne il contenuto, trovare il file di installazione e avviarlo.
Se sei molto sfortunato e non trovi il file per lanciare l’installazione, cerca di scaricare gratuitamente da internet un programma di visualizzazione della MRI. Anche in questo caso, i passaggi precisi che devi seguire variano leggermente a seconda del programma con cui sono state caricate le immagini. La maggior parte delle risonanze magnetiche offre la possibilità di visualizzare o importare le immagini che selezioni dalla barra del menu nella parte alta dello schermo.
Sappi che la maggior parte dei software per visualizzare le immagini diagnostiche fa riferimento all’insieme delle immagini con il termine di "studio" e spesso è in lingua inglese. Un’altra opzione che potresti incontrare nel tuo tentativo di osservare la MRI, non appena il programma si carica, è la "Table of contents" cioè la tabella di tutto ciò che è contenuto nel dischetto dell’esame.
La maggior parte dei programmi inizia con un grande spazio nero su un lato dello schermo e una zona più piccola con la barra degli strumenti sull’altro. Nella barra degli strumenti vedrai delle piccole immagini (anteprime) della risonanza magnetica; fai doppio clic su quella che ti interessa per visualizzarla. Sii paziente mentre aspetti che le immagini si carichino.
Come Capire le Immagini
Quando si carica per la prima volta la MRI, se sei fortunato sarà abbastanza ovvio quello che stai cercando. Tuttavia, in molti casi, l’immagine che vedi è un miscuglio incomprensibile di macchie bianche, nere e grigie. Sapere come viene realizzata una risonanza magnetica ti aiuta a capire il senso delle immagini.
- Sagittale: si tratta, spesso, della modalità più semplice da interpretare anche per chi non è medico. La risonanza magnetica sagittale, in pratica, mostra il corpo di profilo, da un punto di vista laterale.
- Coronale: sono le immagini che mostrano il corpo con una prospettiva "frontale".
- Assiale: questa è la modalità più complessa da comprendere per le persone che non hanno una formazione medica.
Le risonanze magnetiche sono in bianco e nero, e spesso non è semplice identificare quale parte del corpo si sta osservando. Dato che non ci sono colori, il contrasto è il tuo migliore amico. La sfumatura esatta per ogni tessuto dipende dalle impostazioni di contrasto con cui è stato eseguito l’esame. Le due impostazioni principali sono dette T1 e T2. Sebbene le differenze fra esse non siano enormi, sono però di grande utilità per i medici per individuare i problemi efficacemente.
Ad esempio, l’impostazione T2 si utilizza per le malattie (diversamente dagli infortuni) perché i tessuti malati si evidenziano meglio con questa modalità. Spesso i programmi per le risonanze magnetiche ti permettono di visualizzare più di un’immagine alla volta. Questa funzione è molto utile ai medici che devono confrontare la stessa area da più angolazioni, oppure diverse MRI eseguite in tempi diversi. Persone senza formazione medica trovano più semplice scegliere la visualizzazione delle immagini singole e poi passare dall’una all’altra.
Se stai guardando lo studio assiale del tuo corpo insieme a quello coronale o sagittale, potresti vedere una linea di sezione sulla seconda immagine. Si tratta di una linea retta che percorre tutta l’immagine, ma non è presente in tutte le MRI. Se, nello specifico, il tuo esame la mostra, allora potrai capire il punto del corpo a cui la seconda immagine assiale fa riferimento.
Puoi muovere la linea di sezione verso il centro, a destra o a sinistra dell’immagine. La linea di sezione, inoltre, ti mostra anche la prospettiva da cui è stata rilevata l’immagine. In questo modo puoi "muoverti" attraverso le immagini della MRI.
Ad esempio, se stai osservando un’immagine sagittale della spina dorsale insieme a una assiale di una vertebra, spostando la linea di sezione potrai vedere tutte le immagini “fetta per fetta” delle vertebre che sono più in alto e più in basso. Nell’insieme, il corpo è molto simmetrico. Se, nelle immagini della risonanza, noti delle zone più chiare o più scure su un lato del corpo che non hanno corrispondenza nell’altro, potrebbero essere causa di preoccupazione.
Condizioni Comuni Rilevate con la RMN
Ernia del Disco
Un buon esempio di questo secondo caso è l’ernia discale. La colonna vertebrale è costituita da molte ossa differenti (vertebre) sovrapposte una sull'altra. In ogni spazio intervertebrale è presente un disco pieno di liquido. Quando soffri di ernia discale, uno di questi dischi si rompe con conseguente fuoriuscita del liquido; questo causa dolore poiché si genera una pressione contro i nervi spinali.
Questo è uno degli studi più semplici da analizzare per chi non è un medico (soprattutto nella visualizzazione sagittale). Controlla la presenza di evidenti disallineamenti delle vertebre o dei dischi. Nella visualizzazione sagittale, dietro la colonna vertebrale puoi vedere una struttura bianca, simile a una fune. Si tratta del midollo spinale, a cui sono connessi tutti i nervi del corpo.
Le ernie discale che provocano i sintomi più dolorosi e impediscono la funzione del nervo sono le ernie estruse dove il materiale all’interno del disco è completamente uscito provocando maggiore compressione sulla radice, sul sacco durale e sul midollo spinale.
Impronta dell’ernia sul sacco durale
Significa che quando il disco esce di sede, nella parte posteriore incontra il sacco durale (involucro che protegge il midollo spinale) e lo comprime. Ernia estrusa lombare al livello di L4-L5. Oltre che al sacco durale, la freccia mostra che il midollo spinale (corda bianca) è particolarmente infranta dall’uscita dei tessuti del disco.
Stenosi del Canale Vertebrale
Un restringimento dello spazio formato dalle vertebre dove passa il midollo (corda neurale). Le forme moderate sono comunque accompagnate di sintomi di parestesie (sensazioni anomale nelle braccia o gambe) come addormentamento, formicolio, a volte fitte o scosse elettriche.
Le cause molto comuni sono protrusione e ernie discali, scivolamento delle vertebre sia anteriore o posteriore, osteofitosi delle vertebre e delle faccette articolare, ispessimento del legamento giallo.
Spondilolistesi
Uno scivolamento di una vertebra sopra l’altra verso la parte anteriore o posteriore che causa irritazione del nervo e dolore. E più frequente nel tratto lombare.
Altre Condizioni
- Iperlordosi Lombare: Abbastanza frequente, di solito congenita e/o associata a spondylolisthesis (scivolamento di una o più vertebre sopra gli altri.
- Disidratazione Discale: La disidratazione è una perdita d’acqua dei tessuti del disco, fenomeno frequente che accompagna la discopatia. La disidratazione discale è spesso associata ad una degenerazione dovuta alla compressione cronica subita dal disco, il quale inizia a non trattenere più l’acqua nei suoi tessuti provocando un ulteriore indebolimento della sua struttura e delle sue funzioni.
Importanza della Correlazione Clinica
Vale la pena ripeterlo: se noti qualcosa che non comprendi nel tuo esame, non dare per scontato che si tratti di una malattia incurabile senza parlare prima con il tuo curante. Allo stesso modo, se non noti nulla di strano, non supporre che non ci siano problemi senza prima discuterne con il medico. Se non riesci a visualizzare lo studio della tua MRI con il programma caricato nel dischetto o con quello trovato in internet, sappi che puoi provare a convertire il file.
Cosa dicono le ricerche sulle Risonanze Magnetiche, TAC e Radiografia
Sono stati negli anni effettuati diversi studi su soggetti asintomatici, ovvero senza mal di schiena, dolore cervicale o alla spalla, analizzando le loro schiene o spalle attraverso la Risonanza Magnetica e la TAC; si è visto che una grande quantità di soggetti presenta delle modificazioni della colonna senza sentire dolore.
Nel 2015, Brinjikji et al. hanno mostrato come una percentuale alta di soggetti asintomatici presenta delle degenerazioni a livello spinale (andiamo dal 37% della popolazione tra i 20 e 30 anni al 96% negli ottantenni di degenerazione a livello discale. 29% intorno ai 20 anni e 43% intorno agli 80 presentano una protrusione discale senza dolore).
Un altro studio sempre del 2015 pubblicato su Spine, la principale rivista al mondo che studia le problematiche della colonna, ha valutato la Risonanza Magnetica cervicale di 1211 soggetti asintomatici, con risultato 87,6 % presenta un bulging discale e il 5,3% una compressione delle radici spinali senza sentire dolore.
Stessa cosa per le immagini della spalla. Risonanze ed ecografie effettuate su soggetti senza dolore mostrano anormalità a livello tendineo nel 59% della popolazione. Un altro dato ci dice che circa il 35 % degli atleti ha significativi danni dell’articolazione del ginocchio alla risonanza magnetica senza sentire dolore.
Dolore, Tac e Radiografie - Come leggere risonanza magnetica
E quindi? Cosa ci dicono questi dati? Buone notizie. E cioè che possiamo avere delle Risonanze o ecografie apparentemente pessime e non sentire dolore. Infatti può essere che il dolore che sentiamo non dipenda da quelle anormalità e che comunque il dolore può diminuire e sparire senza dover ricorrere a chirurgia.
Il trattamento fisioterapico e quindi conservativo è dimostrato essere efficace in gran parte dei casi anche, se non è sempre seguito da una modificazione del quadro radiografico.
Possiamo iniziare il trattamento anche senza avere le risonanze magnetiche o le radiografie, questo ovviamente se non c’è il sospetto di patologie più gravi, ma che comunque sono una percentuale minima.
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