Analisi del Sangue Occulto nelle Feci: Guida Completa

Hai sentito parlare dell’esame del sangue occulto nelle feci, ma non sai bene di cosa si tratta? Come funziona, quando è consigliato farlo, cosa significa se il risultato è positivo? Per chi affronta per la prima volta questo test, qui trovi una guida chiara e accessibile con tutte le risposte alle domande più frequenti: dall’utilità all’esecuzione, cosa sapere sulla preparazione all’esame e sul referto, fino ai laboratori analisi a cui affidarsi.

Cos'è l'esame del sangue occulto nelle feci?

La ricerca del sangue occulto nelle feci è un esame che individua piccole tracce di sangue nelle feci non visibili a occhio nudo e rilevabili solo attraverso uno specifico esame di laboratorio. L’esame del sangue occulto nelle feci non è in nessun modo invasivo ed è sicuro, affidabile e sottoposto a periodiche verifiche di qualità.

Perché fare questo esame?

È consigliabile effettuare questo test perché la presenza di sangue nelle feci è spesso il primo e talvolta l’unico segnale che può individuare lesioni precancerose o cancerose in fase iniziale del colon-retto. La ragione principale per cui viene prescritta la ricerca del sangue occulto nelle feci è lo screening per una diagnosi precoce del tumore al colon.

È necessario fare questo test come screening per il tumore del colon retto. Come tutte le metodiche di screening la ricerca di sangue occulto nelle feci non ha significato diagnostico, ma identifica solo le persone a rischio per questa patologia e per i polipi intestinali.

Lo screening del colon-retto è un intervento di sanità pubblica rivolto a uomini e donne in una fascia di età a rischio di sviluppare un tumore intestinale. L’esame del sangue occulto è molto efficace per individuare alcuni tumori intestinali, anche quando sono molto piccoli e non danno sintomatologia.

Il test del sangue occulto nelle feci rientra nel gruppo di esami di screening finalizzati alla diagnosi precoce del tumore del colon retto nei soggetti di età superiore ai 50 anni.

È particolarmente raccomandato in caso di familiarità per tumori del colon-retto, malattie infiammatorie intestinali croniche (es. morbo di Crohn, colite ulcerosa), diabete di tipo 2, poliposi adenomatosa familiare, sintomi anemici o calo ponderale inspiegabile.

Quando è consigliato il test del sangue occulto?

Il test del sangue occulto nelle feci è uno strumento di prevenzione molto importante, per individuare possibili problemi del tratto intestinale prima che si manifestino sintomi evidenti, soprattutto per la diagnosi precoce del tumore del colon-retto. È consigliato:

  • A partire dai 45 anni, anche in assenza di sintomi, con cadenza biennale;
  • Ogni anno, se consigliato e/o in presenza di fattori di rischio predisponenti;
  • Prima dei 45 anni, su indicazione medica, in caso di storia clinica rilevante.

Sangue nelle feci (visibile o occulto): tipologie e sintomi

La presenza di sangue nelle feci può manifestarsi in vari modi, non sempre visibili ad occhio nudo. Si distinguono infatti due tipologie: il sangue visibile (macroscopico), che può comparire come striature rosse o gocciolamenti, e il sangue occulto (microscopico), in quantità troppo piccole per essere percettibili, rilevabili solo tramite esami specifici.

A seconda dell’origine e dell’aspetto, il sangue nelle feci può essere classificato in:

  • Ematochezia: macchia generalmente mescolata o sovrapposta alle feci, che spesso suggerisce un sanguinamento del tratto intestinale inferiore (colon o retto);
  • Rettorragia: fuoriuscita di sangue rosso vivo dall’ano, non mischiato alle feci, tipicamente associato a patologie specifiche (come emorroidi o ragadi);
  • Melena: feci nere, lucide e maleodoranti dovute alla presenza di sangue digerito, che indicano un sanguinamento nel tratto digestivo superiore (stomaco o duodeno).

In base alla quantità di sangue e alla causa sottostante, possono manifestarsi sintomi variabili per durata e gravità: dolore addominale, cambiamenti dell’alvo intestinale (diarrea o stitichezza), pallore cutaneo e perdita di peso inspiegabile, affaticamento e debolezza.

Quando è preoccupante la presenza di sangue nelle feci?

Il sangue nelle feci è un sintomo che non va mai ignorato, ma può essere preoccupante quando persiste per più di 2 o 3 giorni, è abbondante o si accompagna a segni sistemici. Anche l’aspetto del sangue fornisce indicazioni importanti: un colore rosso vivo può suggerire disturbi locali, mentre sangue abbinato a feci scure possono essere segno di problemi più gravi, come ulcere o infiammazioni del tratto digestivo superiore.

È bene rivolgersi tempestivamente al medico se il sanguinamento peggiora, non si risolve spontaneamente, si presenta fuori dalla defecazione o se compaiono sintomi associati, poiché potrebbe trattarsi di una condizione da indagare con elevata priorità.

Come prepararsi all'esame?

La preparazione al test del sangue occulto nelle feci può variare in base al metodo di analisi utilizzato. Ecco cosa è bene sapere per eseguire correttamente l’esame:

  • Seguire attentamente le istruzioni fornite con il kit di raccolta, assicurandosi di richiudere correttamente ciascun campione in un contenitore sterile;
  • Consegnare i campioni raccolti (da una o più evacuazioni) al laboratorio entro i tempi indicati, per garantire la validità e l’affidabilità dell’analisi;
  • Per il test al guaiaco, evitare l’assunzione di carne rossa, rape, cavolfiore o mele nei 2-3 giorni precedenti, e limitare la vitamina C a meno di 250 mg al giorno;
  • Segnalare al personale l’eventuale uso di farmaci antinfiammatori, aspirina o anticoagulanti, che possono favorire piccole perdite ematiche;
  • Evitare interventi dentistici nei 3 giorni precedenti la raccolta, poiché eventuali sanguinamenti gengivali potrebbero alterare il risultato del test.

Va precisato che non tutti gli esami per la ricerca del sangue occulto richiedono una preparazione specifica: è questo il caso del test immunochimico e del test genetico.

Con i test di ultima generazione, come quello in uso presso il nostro laboratorio di analisi al Valparma Hospital, non è più necessaria una preparazione da parte del paziente, poiché la ricerca di sangue occulto nelle feci sfrutta specifici anticorpi diretti contro la porzione proteica dell’emoglobina umana.

Il campione necessario per l’esecuzione del test del sangue occulto prevede la raccolta di un piccolo quantitativo di feci da sottoporre ad analisi.

Come si raccoglie il campione?

La raccolta deve essere effettuata utilizzando l'apposito dispositivo con tappo fornito di asticella per il campionamento delle feci. predisporre un contenitore pulito in cui raccogliere le feci e non contaminare con urine o sangue mestruale.

In particolare, non è necessario seguire una dieta priva di carni e non raccogliere le feci mentre è in corso il flusso mestruale o in presenza di emorroidi sanguinanti.

Raccogliere le feci su una superficie asciutta come una padella da letto, un sacchetto di plastica o un foglio di carta; non urinare sul campione di feci durante la raccolta e non urinare nel tubo di raccolta.

Procedura di raccolta:

  1. Disporre più strati di carta igienica all’interno del WC/bidet/padella da letto in modo da trattenere le feci per il tempo necessario ad eseguire il prelievo.
  2. Rimuovere il cappuccio verde ruotandolo a sinistra e tirandolo verso l’alto.
  3. Prelevare il campione fecale con la sonda di campionamento sfregando diverse aree della superficie delle feci.
  4. Prelevare una quantità sufficiente a coprire la spirale della sonda.
  5. Inserire la sonda di campionamento nel dispositivo di prelievo e serrare il tappo.

Svitare il tappo del flaconcino ed estrarre l’asticella di campionamento fissata sul tappo. Qualora venga richiesto l’esame su tre campioni è necessario raccogliere un campione su tre diverse emissioni di feci (anche dello stesso giorno).

Come funziona l'esame?

Per il paziente l’esame inizia da casa: il laboratorio o il punto prelievi fornisce un kit per la raccolta di uno o più campioni di feci, da prelevare seguendo istruzioni precise, solitamente su tre evacuazioni diverse (distanti almeno 12 ore l’una dall’altra). Il materiale raccolto viene poi consegnato o spedito al laboratorio per l’analisi.

Si raccoglie un campione di feci nel flaconcino consegnato dal farmacista di una delle farmacie aderenti al programma. Il campione di feci deve essere riconsegnato entro 24 ore dalla raccolta.

I metodi per la ricerca di tracce ematiche nei campioni fecali sono molteplici. I test immunochimici principali sono i cosiddetti FIT, che ricercano la porzione proteica dell’emoglobina, ovvero la globina. I test che, invece, misurano la parte non proteica dell’emoglobina (ossia il gruppo eme) sono i gFOBT o FOBT.

A differenza dei Fit, però, i FOBT rilevano il gruppo eme che resiste alla degradazione nell’intestino. Per questa ragione, tali test sono in grado di rilevare eventuali emorragie in aree diverse del canale digerente.

Metodi di analisi per la ricerca del sangue occulto

Esistono diversi metodi per analizzare la presenza di sangue occulto nelle feci: ciascuno ha indicazioni e contesti specifici, e sarà il medico a consigliare quello più adatto in base all’età, alla storia clinica e ai fattori di rischio del paziente. I più diffusi sono i seguenti:

  • Test FOBT (Fecal Occult Blood Test): utilizza una sostanza chiamata guaiaco per rilevare la presenza del gruppo eme dell’emoglobina. Il campione viene raccolto su una carta filtro e trattato con un reagente: se c’è sangue, il colore del campione cambia.
  • Test immunochimico fecale (FIT - Fecal Immunochemical Test): rileva la presenza di emoglobina nelle feci grazie a specifici anticorpi. Si svolge con un kit domestico senza particolari necessità di preparazione; è più sensibile e specifico rispetto al test al guaiaco ed è raccomandato annualmente per lo screening del tumore del colon-retto.
  • Test FIT-DNA (o test genetico delle feci): combina il test immunochimico con l’analisi del DNA fecale per rilevare mutazioni genetiche associate al cancro del colon retto. Non richiede restrizioni alimentari o farmacologiche; si esegue ogni 3 anni, ma ha un costo più elevato rispetto agli altri test ed è soggetto ad un tasso più alto di falsi positivi.

Valori di riferimento dell’esame del sangue occulto

L’esito delle analisi per la ricerca del sangue occulto viene solitamente espresso come positivo o negativo, senza riportare un valore numerico dettagliato: in alcuni test può essere presente l’emoglobina rilevata, espressa in ng/mL. I riferimenti comuni sono:

  • Inferiore a 95 ng/mL: risultato negativo;
  • Tra 95 e 100 ng/mL: risultato dubbio;
  • Superiore a 100 ng/mL: risultato positivo.

Per aumentare l’affidabilità del test si consiglia di raccogliere tre campioni fecali in giorni differenti, per rilevare dei possibili sanguinamenti intermittenti tra un campione e l’altro.

Campioni analizzati Risultato Significato
0/3 positivi Negativo Nessuna traccia rilevata.
1/3 positivi Positivo (*) Possibile sanguinamento, eventualmente da indagare.
2-3/3 positivi Positivo Altamente sospetto, consigliati altri esami di approfondimento.

(*) NB: con 1 solo campione positivo su 3 per la ricerca del sangue occulto, la necessità di fare ulteriori esami dipende dal quadro clinico complessivo e dall’anamnesi del paziente.

Cosa fare se sangue occulto positivo?

Un risultato positivo alla ricerca di sangue occulto nelle feci non deve generare ansia o panico, ma rappresenta un segnale utile per approfondire la salute gastrointestinale. Il test infatti non è diagnostico, ma di screening: indica solo la presenza di tracce di sangue, anche in assenza di sintomi, ma non identifica la causa.

Le persone risultate positive alla ricerca del sangue occulto vengono contattate telefonicamente da un operatore della Centrale Unica Screening per ricevere informazioni e per fissare un appuntamento per eseguire una colonscopia, necessaria all’approfondimento diagnostico.

Come detto, l’esito positivo del test non deve necessariamente far pensare ad una patologia tumorale, che va comunque confermata con altri esami. Allo stesso tempo, anche un esito negativo non può escludere con certezza tumori o polipi, poiché queste condizioni patologiche, almeno nella fase iniziale della malattia, non necessariamente si manifestano con emorragie.

I sanguinamenti, inoltre, possono presentarsi a intermittenza e, di conseguenza, rischiano di non essere rilevabili al momento dell’esame. In questi casi può, quindi, essere utile raccogliere più campioni, soprattutto nel caso dei test per la rilevazione del gruppo eme.

Può succedere che un polipo (o anche una lesione tumorale) non sanguinino il giorno dell’esame e quindi non vengano individuati. É importante perciò ripetere il test ogni due anni e non sottovalutare eventuali disturbi che possono manifestarsi.

Se si nota qualcosa di strano nelle proprie feci, quindi, è sempre meglio non ignorarlo.

Un risultato positivo non va mai ignorato: sarà il medico a valutare l’origine del sanguinamento e la necessità di ulteriori approfondimenti, con eventuali esami aggiuntivi.

La causa di sangue nelle feci può essere individuata rivolgendosi al proprio medico curante o effettuando una visita specialistica. In particolare, ci sono sintomi o segnali in presenza dei quali sarebbe opportuno effettuare degli approfondimenti.

Quali possono essere le cause del sangue occulto nelle feci?

Un test positivo al sangue occulto nelle feci indica la presenza di tracce ematiche non visibili: le cause possono essere molteplici, e non sempre sono gravi o infauste. Di seguito ne elenchiamo alcune, ordinate indicativamente dalla meno alla più preoccupante:

Cause comuni e benigne:

  • Emorroidi: dilatazioni venose del retto, spesso associate ad un sanguinamento;
  • Ragadi anali: piccole lacerazioni del canale anale, dolorose e talvolta sanguinanti;
  • Diverticoli: piccole estroflessioni della parete intestinale che possono infiammarsi;
  • Infezioni intestinali da parte di virus o batteri, che possono causare microlesioni.

Cause intermedie:

  • Malattie infiammatorie croniche, come la colite ulcerosa e il morbo di Crohn;
  • Gastriti erosive e ulcere, soprattutto se localizzate nello stomaco o nel duodeno.

Cause gravi o potenzialmente gravi:

  • Polipi intestinali, lesioni benigne ma con un rischio di trasformazione maligna;
  • Tumore del colon-retto, uno dei principali obiettivi dello screening con sangue occulto;
  • Anomalie vascolari (angiodisplasie) che possono causare lievi sanguinamenti cronici.

Per scoprire la causa della presenza di sangue nelle feci, il medico potrebbe suggerire alcuni controlli. Quest’ultimo viene effettuato inserendo un tubo sottile all’interno dell’intestino.

NB: Il contenitore contiene SODIO - AZIDE. Non ingerire, non lasciare il contenitore alla portata dei bambini. In caso di ingestione accidentale rivolgersi al più vicino Pronto Soccorso.

leggi anche: