Come si fa l'ecografia alla prostata transrettale?

Cos'è l'ecografia prostatica transrettale?

L'ecografia prostatica transrettale è un esame per immagini della ghiandola prostatica. L’ecografia prostatica transrettale è un esame diagnostico che permette di ottenere immagini dettagliate della prostata tramite una sonda ecografica inserita nel retto. Lo strumento emette ultrasuoni che, rimbalzando sui tessuti, generano immagini della ghiandola prostatica. Tali immagini vengono visualizzate sullo schermo di un computer, consentendo così di valutarne dimensioni, struttura e la presenza di eventuali anomalie come calcificazioni o aree sospette.

Quando è necessaria?

L’ecografia prostatica transrettale è un esame diagnostico molto utile per lo studio della struttura e del volume della ghiandola prostatica. L’ecografia prostatica serve a valutare lo stato di salute della prostata quando si presentano disturbi o sintomi sospetti, tra i quali la diminuzione del getto urinario, la difficoltà a urinare o, al contrario, la minzione frequente, l’infertilità. L’analisi del PSA, Antigene Prostatico Specifico, viene prescritta agli uomini dopo i 50 anni per i controlli dedicati alla prevenzione del tumore alla prostata. Ma anche se i valori di PSA risultano fuori dalla norma. Viene effettuata mediante l’introduzione nel retto (ossia per via anale) di una sonda ecografica adeguatamente lubrificata con gel ecografico. Attraverso l’emissione di onde sonore ad alta frequenza, innocue e impercepibili dall’uomo, la sonda raccoglie e rimanda le informazioni ad un computer. Quest’ultimo provvede ad elaborare in immagini i dati ottenuti e a proiettare il tutto su uno schermo.

Tra le ragioni che rendono suggeribile la richiesta di un’ecografia ci sono situazioni nelle quali si riscontrano prostata ingrossata, minzioni troppo frequenti, infertilità, diminuzione del getto urinario e numerosi altri disturbi sospetti. Può essere generalmente eseguita se lo specialista, nel corso della visita medica e dell’esplorazione digito rettale, individua un’area sospetta. In generale è auspicabile che la popolazione maschile di età compresa tra 50 ed 80 anni si sottoponga all’esame ecografico della prostata con cadenza annuale.

Come si svolge l'esame?

Nell’ambulatorio dedicato, il paziente verrà fatto sdraiare su di un lettino e poi posizionato su un fianco con le ginocchia verso il petto. Durante l’esecuzione dell’ecografia prostatica transrettale il paziente è sdraiato sul fianco destro, con le cosce flesse verso il petto. Il paziente viene fatto sistemare sul lettino, sdraiato sul fianco destro. Prima di introdurre la sonda, il medico pratica un’esplorazione con il proprio dito per verificare che non vi siano ostacoli all’inserimento. Dopo di che si procede all’esplorazione digito rettale e all’inserimento della sonda nel canale rettale. Lesioni o formazioni anomale sono ricercate attraverso una sonda ecografica lubrificata che viene inserita nell’ampolla rettale del paziente. Per procedere allo svolgimento dell’esame ecografico si impiega un’apposita sonda. La sonda, opportunamente lubrificata, viene poi inserita e si ottengono le immagini che vengono visualizzate sul monitor del computer.

L’esame ha una durata di appena 10/15 minuti, non è doloroso e non causa alcun effetto collaterale in grado di ledere alla salute del paziente. L’ecografia prostatica transrettale ha una durata di circa 10 minuti. Al termine dell'esame si può tornare a casa. Dopo la biopsia bisogna rimanere in osservazione fino alla prima minzione.

Preparazione all'esame

Prima di eseguire l’ecografia prostatica transrettale non è necessario il digiuno. Il giorno dell'esame non occorre stare a digiuno, ma è consigliata una colazione leggera. Però l’esame richiede che l’ampolla rettale sia completamente vuota. Per questo 3-4 ore prima dell’esame può essere praticato un clistere. Per il clistere possono essere utilizzate le preparazioni monouso acquistabili in farmacia (Macrolax, Clisma Fleet, e così via). In alternativa, la sera prima o la mattina stessa, è possibile utilizzare una supposta di glicerina. Perchè l'ampolla rettale sia completamente vuota al momento dell'indagine, si consiglia inoltre una supposta di glicerina la sera e una la mattina dell’esame, oppure un clistere alcune ore prima del test. Nelle ore che lo precedono, inoltre, è bene bere molto e non urinare in modo che la vescica sia piena, così da migliorare la trasmissione delle onde attraverso i tessuti.

Generalmente viene prescritto un antibiotico da iniziare la sera prima dell'esame. In genere viene prescritto un antibiotico da iniziare la sera prima dell’esame e continuare nei giorni successivi per prevenire il rischio di infezioni.

Se si assumono medicinali anticoagulanti o per fluidificare il sangue il medico può chiedere, in caso di biopsia, di sospendere la terapia una settimana prima dell'esame. Per la stessa ragione, nei giorni precedenti l'indagine non bisogna assumere aspirina o altri farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS).

L'esame è doloroso?

Non è un esame doloroso. La sonda viene lubrificata con un gel e ha un diametro tale per cui il suo inserimento non è in genere avvertito come doloroso. Il paziente potrebbe avvertire una sensazione di fastidio durante l’esame e di indolenzimento nei giorni seguenti. Si possono invece sentire piccole punture se il medico effettua prelievi per la biopsia, ma è possibile ridurre il disturbo con un’anestesia locale.

Rischi e controindicazioni

L’ecografia prostatica non presenta rischi. Il rischio più significativo è di infezioni, che tuttavia possono essere prevenute con un’adeguata profilassi antibiotica. È bene comunque avvisare il medico se nei giorni successivi dovesse comparire una febbre improvvisa. La presenza di emorroidi sanguinanti o di ragadi anali costituisce una controindicazione all’esecuzione dell’ecografia prostatica transrettale.

Non può essere eseguita nei pazienti precedentemente sottoposti a interventi demolitivi pelvici o rettali. L’esame è controindicato se il paziente soffre di emorroidi sanguinanti, ragadi anali, stenosi anali. Occorre inoltre prestare attenzione alle situazioni in cui è più facile andare incontro a emorragie, per esempio quando si prendono medicinali anticoagulanti o per fluidificare il sangue.

Dopo l'esame

Dopo la biopsia è normale un indolenzimento della parte. Si può anche verificare un sanguinamento uretrale nelle prime 24 ore dall’esame, mentre la presenza di sangue nelle urine o nel liquido seminale può proseguire per alcuni giorni o addirittura settimane. Più raramente il paziente può avere difficoltà a urinare per un rigonfiamento della prostata.

Nelle 24 ore successive l’esame è meglio evitare sforzi intensi e astenersi per due o tre giorni dall’attività sessuale. Per la sola ecografia transrettale non occorre essere accompagnati, ma se viene eseguita la biopsia, è invece opportuno.

Ecografia e biopsia

Sebbene l’ecografia prostatica sia utile per individuare alterazioni nella ghiandola, da sola non è sufficiente per effettuare una diagnosi definitiva di tumore. Per questo motivo, nei casi in cui emergano anomalie sospette, può essere necessario eseguire una biopsia prostatica guidata dall’ecografia stessa. L’ecografia transrettale è dunque uno strumento essenziale per guidare con precisione la biopsia prostatica, aumentando l’accuratezza del prelievo dei campioni di tessuto da analizzare.

Quando è indicata la biopsia?

La biopsia della prostata è raccomandata nei pazienti con sospetto tumore, in particolare quando:

  • il valore del PSA è elevato o mostra un rapido aumento nel tempo;
  • l’esplorazione rettale evidenzia anomalie nella consistenza della prostata;
  • la risonanza magnetica multiparametrica (mpMRI) identifica aree sospette che necessitano di approfondimento.

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