La mammografia è un esame radiologico delle mammelle, fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno.
Cos'è la Mammografia?
La mammografia è una tecnica diagnostica che studia la forma e la struttura della ghiandola mammaria attraverso l'utilizzo di raggi X. La mammella è un organo costituito da tessuto fibro-ghiandolare immerso nel tessuto adiposo. Questa sua conformazione la rende particolarmente adatta ad una indagine radiografica e alla identificazione di alterazioni anche millimetriche del suo tessuto.
Tipi di Mammografia
- Mammografia analogica: L’immagine della ghiandola mammaria viene impressa su lastre come nelle normali radiografie scheletriche.
- Mammografia digitale: La prevenzione del carcinoma mammario sfrutta i dettagli della mammella evidenziati attraverso un sistema che li visualizza direttamente al computer. Con la moderna mammografia digitale, le cosiddette lastre - dove un tempo venivano impresse e poi stampate le immagini - sono sostituite da componenti elettronici che convertono i raggi X in immagini mammografiche trasmesse direttamente su computer per la lettura da parte del radiologo e per la conservazione a lungo termine.
- Tomosintesi (mammografia 3D): La mammella viene scomposta in tanti strati che poi, sovrapposti, ne ricostruiscono la figura nella sua interezza. La differenza sta nella tridimensionalità e nella più alta definizione. Un indubbio vantaggio per i seni difficili da leggere - i seni densi - analizzati più nello specifico svelando così tumori altrimenti mascherati.
- Mammografia di approfondimento: Allo scopo di acquisire ulteriori immagini del seno, in proiezioni differenti e con ingrandimenti dell’area sospetta.
Come si Esegue una Mammografia?
Ma come si esegue precisamente una mammografia? La donna viene invitata ad appoggiare una mammella per volta su un piano del mammografo e a seguire le istruzioni del tecnico di radiologia sanitaria. Per effettuare la mammografia, la paziente si deve posizionare in piedi di fronte al mammografo dopo essersi tolta maglietta e reggiseno. Poi con l’aiuto del tecnico radiologo, che le fornisce le necessarie e opportune indicazioni, ciascuna mammella viene appoggiata su un apposito sostegno e compressa leggermente tra due piatti plastificati, allo scopo di comprimere e dissociare i tessuti adiposo e ghiandolare rendendo più facile il loro esame. Vengono eseguite due immagini per ciascuna mammella, una orizzontale ed una obliqua. Nella mammografia di screening vengono acquisite due inquadrature: una in direzione testa-piedi e una latero-laterale. La mammografia clinica, invece, può richiedere un numero maggiore di proiezioni, tra cui quelle ingrandite per lo studio e l’approfondimento di particolari.
Per eseguire bene l’esame bisogna comprimere il seno: alcune donne provano un certo fastidio o dolore, che però dura solo pochi secondi. Per completare l’esame è necessario stringere la mammella tra due lastre e ciò favorisce la definizione dell’immagine radiografica con l’obiettivo di ottenere informazioni dettagliate, fin nei minimi particolari, circa lo stato di salute dei seni. Il tempo di compressione e di acquisizione dell’immagine dura pochi secondi, pertanto l’esame generalmente non provoca fastidi o disagi particolari.
Per eseguire la mammografia il tecnico di radiologia medica comprime la mammella con un apposito compressore per ridurne lo spessore, in modo da ottenere immagini ben definite che consentono di esplorare tutte le strutture mammarie con la minor dose di radiazioni.
Preparazione all'Esame
Non occorre una preparazione particolare. Prima dell’esame non occorre alcuna preparazione particolare. Nel giorno dell’esame è però meglio non usare creme, lozioni, deodoranti o talco, in quanto possono alterare l’immagine radiologica. Inoltre, per eseguire la mammografia è necessario svestirsi fino alla vita e togliere eventuali gioielli.
Per l’igiene personale è sconsigliato l’utilizzo, il giorno della mammografia bilaterale, di deodoranti, creme, profumi o polvere di talco. L’abbigliamento suggerito è quello di maggior comodità anche ai fini dell’esecuzione dell’esame: preferibili camicie e pantaloni/gonne piuttosto che vestiti a pezzo unico.
Non trascurare nessun aspetto e nessuna notizia su precedenti di tumore in famiglia, terapie in atto, interventi chirurgici del passato.
Quando Effettuare la Mammografia?
Molte donne si chiedono quando fare la mammografia: è preferibile sottoporsi a mammografia entro i primi 7/10 giorni del ciclo. Da evitare invece in fase premestruale in ragione della maggior tensione mammaria che può rendere il test fastidioso. È possibile sottoporsi all'esame mammografico in qualsiasi momento. Tuttavia, se la paziente ha la possibilità di scegliere, è consigliabile effettuare l'esame durante la prima settimana del ciclo mestruale, o al massimo entro il 14° giorno del ciclo. La sensibilità del seno è infatti più alta in questo periodo grazie ai cambiamenti della struttura della mammella.
- Mammografia di screening: Si esegue con cadenza biennale in donne di età compresa tra i 50 e i 69 anni, secondo le indicazioni delle linee guida internazionali per la prevenzione del cancro al seno, riprese ed adottate dal Ministero della Salute Italiano. Diverse istituzioni, soprattutto negli Stati Uniti, raccomandano l’inizio dello screening a partire dai 40 anni con cadenza annuale o biennale, ma non vi è accordo sull’utilità di questa procedura. L’allungamento della vita e il protrarsi di un buono stato di salute, unitamente all’efficacia diagnostica, hanno indotto i ricercatori a ritenere vantaggiosa l’estensione dell’età di screening fino a 74 anni.
- Mammografia clinica: Si esegue ogni qualvolta, indipendentemente dall’età, si presentano anomalie della mammella, rilevate dal medico o dalla paziente stessa, allo scopo di valutarne la natura.
Mammografia o Ecografia Mammaria?
Meglio la mammografia o l’ecografia? Il primo esame è ritenuto più efficace nell’individuazione di lesioni tumorali anche millimetriche e che l’ecografia spesso non riesce a “mettere a fuoco”. Inoltre, se la mammografia trova indicazione prevalente nelle donne di mezza età che presentano seni con percentuali maggiori di tessuto adiposo (grasso), di contro l’Ecografia è più utilizzata nei soggetti femminili giovani la cui densità ghiandolare delle mammelle è preponderante. L’ecografia mammaria e la mammografia sono due tipi di esami utilizzati per la diagnosi e la valutazione delle patologie mammarie, ma si differenziano per il metodo utilizzato per l’acquisizione delle immagini. L’ecografo utilizza una sonda che emette ultrasuoni. I due sistemi sono pertanto complementari. Nelle donne più giovani, in cui il tessuto ghiandolare è più denso, i risultati dell'ecografia offrono maggiori informazioni rispetto alla mammografia.
Controindicazioni ed Effetti Collaterali
La mammografia non ha particolari controindicazioni. Si può effettuare la mammografia anche se si hanno secrezioni dal capezzolo. Avere le protesi mammarie non impedisce di effettuare una mammografia. La mammografia può essere eseguita anche dalle donne con protesi mammarie, ma è opportuno avvisare il tecnico radiologo prima dell’esecuzione dell’esame.
La mammografia non ha particolari controindicazioni, ma, salvo eccezioni, non si esegue in gravidanza. Pertanto, la donna in gravidanza che riceve un invito è bene che contatti il Centro Screening di riferimento per comunicare il suo stato e programmare l’esame dopo il parto. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre, poiché le radiazioni, per quanto in dosaggio minimo, potrebbero nuocere al feto. Tuttavia, essendo una misura precauzionale e non un divieto assoluto, nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni. La mammografia in gravidanza non è raccomandata, soprattutto durante il primo trimestre. Si tratta tuttavia di una misura precauzionale e non di un divieto assoluto: nel caso in cui la mammografia sia necessaria, la gravidanza non costituisce un ostacolo e verranno adottate misure adeguate per ridurre al minimo l’esposizione del feto alle radiazioni.
Anche per chi soffre di problemi alla tiroide - le disfunzioni della ghiandola endocrina sono piuttosto frequenti nella popolazione femminile in età fertile - non sussiste particolare controindicazione all’esame mammografico. Stesso discorso per chi ha subito un intervento di angioplastica coronarica o la sostituzione di valvole cardiache con protesi biologica/meccanica: nessuna limitazione, la mammografia non è dannosa.
Come per ogni altra indagine radiografica, l’esame espone a una minima quantità di raggi X, giustificata dal beneficio ottenibile dall’esame stesso. Per questo motivo l’intervallo di età e la periodicità con cui viene effettuato lo screening mammografico in donne senza segni o sintomi sono stabiliti in modo che i benefici associati alla possibile diagnosi precoce a livello di popolazione siano superiori ai possibili rischi legati all’esposizione alle radiazioni.
Risultati e Approfondimenti
Il 5-15% degli esami mammografici richiede approfondimenti aggiuntivi come radiogrammi addizionali o l’esame ecografico. Un risultato positivo alla mammografia non equivale a una diagnosi certa di tumore al seno. In caso di anomalie sospette, seguiranno ulteriori accertamenti per confermare o meno la diagnosi. Con l’esito dell’esame ci si rivolge al proprio Medico per la eventuale programmazione del percorso successivo.
Limiti della Mammografia
Nonostante i miglioramenti tecnologici, il tumore della mammella non sempre si lascia individuare. Non tutte le lesioni neoplastiche vengono però evidenziate tramite la mammografia bilaterale di screening: specie se mascherate dalla maggior densità della mammella, condizione che si ritrova spesso in donne giovani e in donne in età fertile. Si stima che nel 20-30% dei casi (cioè, 5 donne su 1000 che hanno eseguito la mammografia biennalmente nell’arco di 10 anni) la neoplasia non viene evidenziata dall’esame radiografico.
Ulteriori Esami Diagnostici
- Agoaspirato: Consiste nel prelevare campioni di cellule per l’analisi citologica: si esegue in ambulatorio. Un risultato negativo riduce il ricorso alla successiva biopsia mammaria. Prevede più modalità d’effettuazione in base al tipo di lesione. In caso di lesioni non palpabili è richiesta la guida ecografica o radiologica. In condizioni di lesioni palpabili l’agoaspirato può essere completato a mano libera. INADEGUATO, il campione ottenuto non permette la diagnosi per lo scarso numero di cellule contenute.
- Prelievo di tessuto mammario: In condizioni di lesioni palpabili, per prelevare alcuni frammenti di tessuto mammario vengono impiegati aghi leggermente più grandi rispetto a quelli dedicati all’analisi citologica. Per le lesioni piccole - difficilmente palpabili - si possono adottare strumentazioni di avanzato livello tecnologico che sotto guida radiografica-ecografica, consentono di “asportare” minuscole porzioni tissutali utili all’analisi istologica.
- Galattografia (Duttografia): Questo test radiologico permette di visualizzare il lume dei dotti dell’intera ghiandola mammaria. Il dotto galattoforo corrisponde ad un piccolo canale escretore entro il quale scorre il latte materno nel periodo dell’alimentazione al seno del neonato. L’indagine è rivolta a ricercare alcune anomalie quali conseguenze di tumori, solitamente a decorso benigno, chiamati papillomi. L’esame si effettua iniettando, tramite aghi cavi, un mezzo di contrasto radiopaco nel poro colpito da sanguinamento per poi ottenere una serie di radiografie.
Screening Mammografico Organizzato
Lo screening mammografico organizzato, presso la Centrale Operativa Screening: è rivolto alle donne di età compresa tra i 45 e i 74 anni, che tramite lettera vengono invitate dall’ULSS a sottoporsi alla mammografia ogni due anni, è gratuito e non è richiesta impegnativa.
Effettuazione dell’esame mammografico presso la Radiologia: è a disposizione di donne di qualsiasi età, con impegnativa del Medico e richiede pagamento del ticket (fatti salvi i casi in cui è prevista l’esenzione, che deve essere riportata in ricetta dal Medico. Per maggiori informazioni sull’esenzione per la Mammografia consultare la pagina dedicata).
Un’annotazione di premessa va spesa sulla validità percentuale dei programmi di screening mammo-grafico che puntano a come prevenire il cancro al seno: la riduzione delle morti per tumore della mammella è oggi pari a 35 punti su 100.
L’esame mammografico è dunque il metodo più affidabile, oggi disponibile, per tracciare un tumore prima di essere rilevato alla semplice palpazione, cioé inferiore ad 1 cm. Per raggiungere questa caratteristica morfologica, una lesione impiega dai 5 ai 10 anni ed i carcinomi affrontati nelle tipologie al di sotto del cm di diametro risultano guaribili nel 90% dei pazienti.
La mammografia, esame radiografico che utilizza una bassa dose di raggi X, rimane il metodo più accurato per effettuare una diagnosi precoce del tumore mammario, rendendone possibile la cura migliore. La mammografia è un esame radiologico fondamentale per la diagnosi precoce del tumore al seno. Permette di individuare formazioni anomale anche di piccole dimensioni, aumentando le possibilità di trattamento efficace. La mammografia è uno strumento essenziale nella lotta contro il cancro al seno. La sua capacità di rilevare tumori in fase iniziale, quando sono ancora molto piccoli e non invasivi, consente interventi tempestivi che migliorano significativamente la prognosi e la sopravvivenza delle pazienti.
Una diagnosi precoce è fondamentale poiché permette di individuare per tempo il tumore al seno, che è tuttora il tumore maligno più diffuso per incidenza e mortalità nella popolazione femminile, salvaguardando la salute della donna e l'integrità del seno. La mammografia è uno strumento essenziale per la salute delle donne, raccomandato regolarmente a partire da una certa età o in presenza di fattori di rischio specifici.
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