Esami del Sangue per la Tiroide: Quali Sono e Quando Farli

Aumentare o, al contrario, perdere peso nonostante la dieta non sia cambiata, cominciare ad avere sempre freddo o, al contrario, sempre caldo. E poi magari altri sintomi: una stanchezza cronica, resistente a ogni forma di riposo, il senso di debolezza, o ancora il cuore che inizia a battere più veloce o più lento. Sintomi che coinvolgono pelle, unghie e capelli e alterano l’aspetto del viso, che si manifestano con stipsi o diarrea. I segnali dei problemi alla tiroide sono disparati, perché questo piccolo organo dalla forma a farfalla ha un ruolo che potremmo definire di “motore” di tutto il corpo.

Con gli esami del sangue per la tiroide è possibile valutare la funzionalità della ghiandola endocrina che si trova alla base del collo, nella sua parte anteriore. Grazie a una corretta funzionalità, la tiroide influisce positivamente su moltissimi aspetti del corpo, dal ritmo del battito cardiaco alla respirazione, dalla temperatura corporea fino alla salute del sistema nervoso centrale. Ecco perché è importante individuare qualsiasi variazione del suo stato e procedere con esami del sangue per la tiroide.

Il Ruolo della Tiroide e i Suoi Disturbi

La tiroide è una ghiandola a forma di farfalla situata alla base del collo. Produce ormoni che regolano una serie di funzioni importanti nel corpo, tra cui il metabolismo, la crescita e lo sviluppo, la funzione cardiaca e la funzione cerebrale.

I disturbi della tiroide sono condizioni che possono alterare la produzione di ormoni tiroidei. I disturbi della tiroide più comuni sono l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo.

Iper- e ipotiroidismo sono in un certo senso le due facce della stessa medaglia. La tiroide produce due ormoni, la tiroxina o T4 e la triiodotironina o T3, che permettono di regolare il metabolismo basale dell’organismo. Se questi ormoni vengono prodotti in eccesso (la condizione di ipertiroidismo), il metabolismo basale aumenta, causando sintomi come la perdita di peso, ingiustificata dall’alimentazione, la continua sensazione di calore, le palpitazioni cardiache, per citarne solo alcuni.

Se nell’organismo circolano troppi ormoni tiroidei, il TSH frena l’attività della tiroide; se ne circolano pochi, il TSH stimola la tiroide a rilasciarne di più.

Diverse sono le cause alla base di queste patologie. Tra quelle più comuni alla base di entrambe vi possono essere le tiroiditi, cioè infiammazioni della ghiandola tiroidea; più di rado possono originare da squilibri nell’assunzione di iodio, un sale minerale fondamentale per la produzione degli ormoni tiroidei. Anche le malattie autoimmuni possono essere causa di disturbi alla tiroide: la tiroidite di Hashimoto, per esempio, è una comune causa di ipotiroidismo, mentre la malattia di Basedow-Graves è una delle principali cause di ipertiroidismo autoimmune. Sebbene entrambi questi disturbi possano presentarsi in ambedue i sessi e a ogni età, sono più frequenti nelle donne, soprattutto dopo i sessant’anni.

Ipotiroidismo

L’ipotiroidismo è una condizione in cui la tiroide non produce abbastanza ormoni tiroidei. I sintomi dell’ipotiroidismo possono includere stanchezza, aumento di peso, sensibilità al freddo, costipazione, secchezza della pelle, capelli opachi e fragili, depressione e difficoltà di concentrazione.

Ipertiroidismo

L’ipertiroidismo è una condizione in cui la tiroide produce troppi ormoni tiroidei. I sintomi dell’ipertiroidismo possono includere perdita di peso, battito cardiaco accelerato, nervosismo, sudorazione, insonnia, diarrea, tremori e occhi sporgenti.

Quando Fare gli Esami della Tiroide

L’iter per la diagnosi può iniziare con il/la medico/a di famiglia, anche se può essere necessaria la consulenza di un/a specialista in endocrinologia. La diagnosi tempestiva delle patologie tiroidee richiede esami tiroide specifici e accurati.

Gli esami tiroide sono raccomandati in presenza di familiarità per patologie tiroidee, dopo esposizione a radiazioni nella regione del collo, in gravidanza o in menopausa, periodi in cui le fluttuazioni ormonali possono influenzare la funzionalità tiroidea. Anche alterazioni del ciclo mestruale, infertilità e dislipidemia possono essere manifestazioni indirette di disfunzioni tiroidee.

Gli esami del sangue per la tiroide sono consigliati in caso di:

  • Sintomi di ipertiroidismo: tachicardia, tremori, perdita di peso inspiegata
  • Sintomi di ipotiroidismo: sonnolenza, senso di rallentamento, aumento di peso, pressione bassa
  • Predisposizione e/o storia familiare di disfunzione alla tiroide
  • Donne in età fertile, che desiderano pianificare o sono in stato di gravidanza, oppure entrate in menopausa
  • Pazienti in terapia o con condizioni tiroidee precedentemente diagnosticate

La visita endocrinologica consente di definire gli esami più adatti nel momento in cui si riscontrano anomalie alla tiroide come ingrossamento o formazione di noduli.

Quali Sono gli Esami del Sangue per la Tiroide

Gli esami del sangue hanno un ruolo imprescindibile per verificare la funzionalità della tiroide: offrono dati e risposte oggettive per chiarire l’origine dei sintomi, spesso così aspecifici, indagando i livelli degli ormoni tiroidei.

Gli esami del sangue per la tiroide sono un insieme di test che misurano i livelli di ormoni tiroidei e altri marcatori nel sangue. Si tratta di un particolare tipo di esami ormonali i cui test includono la valutazione del TSH (sigla per l'ormone tireostimolante), FT3 (triiodotironina libera) e FT4 (tiroxina libera).

Ecco gli esami del sangue comunemente utilizzati per diagnosticare e monitorare i disturbi della tiroide:

TSH (Ormone Tireostimolante)

Oltre a valutare questi ultimi (in particolare il T4, l’ormone principale prodotto dalla tiroide), è raccomandato anche l’esame dell’ormone tireostimolante (TSH), che in effetti è il più importante per valutare la funzionalità tiroidea. Come suggerisce il nome, questa molecola, prodotta dall’ipofisi, regola la funzionalità della tiroide: eventuali anomalie permettono di identificare non solo possibili problemi ipofisari (che a loro volta alterano la funzionalità tiroidea) ma anche per stabilire se l’iper- o ipotiroidismo sono clinici (o conclamati) oppure subclinici. La distinzione tra queste forme ha un ruolo prezioso nell’indirizzare il trattamento.

  • Forme cliniche: Sono quelle in cui i livelli di ormoni tiroidei sono più alti o più bassi della norma. In caso di ipotiroidismo, però, i livelli di TSH sono elevati: significa che l’organismo ha rilevato la scarsità di ormoni tiroidei, e quindi l’ipofisi lavora di più nel tentativo di stimolare la tiroide ad aumentarne la produzione.
  • Forme subcliniche: Sono le forme in cui i sintomi sono ancora lievi, se non assenti. In questi casi, i livelli di ormoni tiroidei possono ancora essere nella norma: a essere alterati sono invece i soli valori del TSH.

Se il TSH ha un valore basso, la ghiandola lavora invece in eccesso (ipertiroidismo). Valori alti di questo ormone indicano ipotiroidismo, ovvero una funzionalità minore della tiroide. Un livello di TSH alto indica che la tiroide non sta producendo abbastanza ormoni tiroidei. Un livello di TSH basso indica che la tiroide sta producendo troppi ormoni tiroidei.

Generalmente, il medico prescrive un esame del sangue per misurare la funzionalità tiroidea, che include il dosaggio di TSH, FT3 e FT4.

Solitamente è considerato normale quando è ricompreso nell’intervallo di 0,4 e 4,0 mIU/L.

FT3 e FT4 (Triiodotironina e Tiroxina Libere)

Questi ormoni tiroidei influenzano il metabolismo e la funzione generale del corpo. I livelli di FT3 sono un indicatore diretto della funzione tiroidea. I livelli di FT4 sono un indicatore indiretto della funzione tiroidea.

  • FT3 (Triiodotironina libera): Questo ormone è la forma attiva della tiroxina e ha un ruolo diretto sul metabolismo cellulare.
  • FT4 (Tiroxina libera): La tiroxina è il principale ormone tiroideo prodotto dalla ghiandola tiroide.

Anticorpi Tiroidei

In alcune condizioni come la tiroidite autoimmune, il sistema immunitario attacca la tiroide. Questi possono comprendere l’ecografia della tiroide e la scintigrafia per valutare lo stato della ghiandola e identificare eventuali anomalie (in particolare la presenza di noduli che possono essere la causa dell’ipertiroidismo) e, soprattutto, esami del sangue per la ricerca di anticorpi, anche detti immunoglobuline, che indicano la presenza di una condizione autoimmune.

La misurazione degli anticorpi tiroidei aiuta a diagnosticare queste patologie. Per esempio, un test positivo per l'anticorpo anti-perossidasi tiroidea o l'anticorpo anti-tireoglobulina è indicativo di tiroidite di Hashimoto. Nei pazienti con la malattia di Graves, può essere utile misurare l'anticorpo del recettore TSH stimolante (TSI).

  • Anticorpi anti-tireoglobulina (TgAb): La tireoglobulina è una molecola necessaria come precursore per la sintesi degli ormoni tiroidei.
  • Anticorpi anti-perossidasi tiroidea (TPOAb):
  • Anticorpi anti-recettori dell’ormone stimolante la tiroide (TSHRAb): Sono auto-anticorpi che agiscono contro il recettore delle cellule della tiroide che le consentono di “ricevere” il messaggio ormonale del TSH e, quindi, di regolare la produzione ormonale.

Alcuni di questi esami sono particolarmente importanti in caso di gravidanza, come forma di monitoraggio per le donne che hanno già ricevuto una diagnosi. In particolare, il TSI associato alla malattia di Basedow-Graves è in grado di attraversare la placenta e stimolare la tiroide del feto, con potenziali conseguenze dannose per il bambino.

Altri Esami

  • Ecografia della tiroide: L’ecografia rappresenta l’indagine di primo livello, consentendo la visualizzazione dettagliata della ghiandola, la misurazione volumetrica e l’identificazione di eventuali noduli, cisti o alterazioni strutturali.
  • Scintigrafia tiroidea: La scintigrafia tiroidea, invece, utilizza radioisotopi per valutare la funzionalità dei tessuti, distinguendo aree iperfunzionanti (noduli “caldi”) da quelle ipofunzionanti (noduli “freddi”).
  • FNAB (agoaspirato): In presenza di noduli sospetti, la procedura FNAB (agoaspirato) permette di prelevare campioni cellulari per l’analisi citologica, escludendo o confermando la natura maligna delle lesioni.
  • Calcitonina: Dosaggio che serve a intercettare la possibile presenza di una eccessiva produzione di calcitonina.

Interpretazione dei Risultati degli Esami Tiroidei

La valutazione complessiva dei risultati degli esami della tiroide coinvolge l'analisi congiunta di TSH, FT3 e FT4. Questi tre parametri forniscono un quadro completo della funzione tiroidea. Un TSH basso con valori elevati di FT3 e FT4 suggerisce un ipertiroidismo.

Se, oltre al TSH, anche FT4 e/o FT3 sono alterati, il quadro è più severo.

È importante che i risultati degli esami tiroidei siano interpretati da un medico, che terrà conto della storia clinica del paziente e di altri fattori rilevanti.

Cosa Fare Prima degli Esami della Tiroide

Tutti gli esami citati fin qui sono fondamentali per la diagnosi e, spesso, per il monitoraggio dei disturbi della tiroide. La decisione sul momento migliore per farli deve essere presa con il/la proprio/a medico/a curante, che li indicherà nel caso sospetti un problema di iper- o ipotiroidismo (non sono un esame di routine, anche se possono essere utili come monitoraggio in presenza di fattori di rischio) e per valutare l’evoluzione della patologia e l’efficacia del trattamento. Si tratta di esami semplici e non invasivi che richiedono solo un prelievo di sangue e nessuna pre

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