Come si Calcola il Rapporto Colesterolo Totale e HDL: Guida Completa

Il colesterolo è una molecola fondamentale per il nostro organismo. Questo grasso è uno dei componenti strutturali delle pareti delle nostre cellule, le membrane plasmatiche. Esso è anche il composto di base per la sintesi degli acidi biliari, fondamentali per la digestione dei grassi. Tutte le sue funzioni sono così importanti, che solo una piccola parte di quello necessario proviene dall’alimentazione (origine esogena).

Colesterolo Buono e Cattivo: Cosa Significa?

Questo composto lipidico, al pari dei trigliceridi, viene inglobato in dei trasportatori formati da grassi e proteine, dette lipoproteine. Il colesterolo trasportato nelle LDL viene comunemente definito cattivo, a differenza di quello HDL definito buono. Anche se messe in contrapposizione, le lipoproteine a bassa e ad alta densità sono entrambe necessarie per le corrette funzioni del nostro organismo. Se è vero che l’HDL è un efficientissimo spazzino, è altrettanto giusto riconoscere che senza le LDL le nostre cellule non avrebbero il colesterolo di cui hanno bisogno.

Come sempre accade nel nostro corpo, quindi, si tratta di un equilibrio delicato e perfetto che dobbiamo cercare di mantenere, per evitare che questa molecola si trasformi in un fattore di rischio cardiovascolare.

Valori di Riferimento del Colesterolo

Per tenere sotto controllo i valori di colesterolo, è sufficiente effettuare periodicamente i classici esami del sangue. La sua concentrazione nel sangue è comunemente espressa in milligrammi di colesterolo per decilitro di sangue (mg/dL). Negli adulti sono considerati desiderabili i valori di colesterolo totale inferiori a 200 mg/dL. Sono invece considerati alti valori compresi tra 240 e 290 mg/dL e molto alti valori superiori a 290 mg/dL. Poiché il ruolo del colesterolo HDL è quello di fare da spazzino, in questo caso si indicano i valori da superare per ridurre il rischio cardiovascolare. In generale si ritengono quindi normali valori di HDL compresi tra 40 e 59 mg/dL, tuttavia sono desiderabili valori superiori a 60mg/dL.

Per una serie di ragioni, tra cui la familiarità (ipercolesterolemia familiare o ipercolesterolemia ereditaria), infatti, un individuo può presentare valori di colesterolo totale più alti del normale che potrebbero essere comunque accettabili se l’HDL è abbastanza elevato da neutralizzare l’LDL. Più il rapporto tra LDL e HDL si avvicina ad 1:1, infatti, e più è alta la protezione da rischi cardiovascolari.

Come si Calcola il Rapporto Colesterolo Totale e HDL?

Dato per assodato che tali valori non debbano superare i 200 mg/dL, per comprendere il reale rischio di insorgenza di problemi cardiovascolari c’è da tenere in considerazione i livelli di colesterolo HDL. L’indice di rischio cardiovascolare è dato dalla divisione dei valori di colesterolemia totale con quelli di colesterolo HDL.

Attualmente si dà maggiore rilevanza al dato E, poiché la proporzione tra colesterolo totale e colesterolo HDL è un miglior indice di rischio cardiovascolare, rispetto alla semplice valutazione del colesterolo totale.

Il rapporto tra colesterolo totale e HDL si ottiene dividendo il valore del colesterolo totale per quello del colesterolo HDL. Anche in questo caso, più questo rapporto è basso, meglio è, perché significa che il colesterolo buono ha un peso maggiore sul colesterolo totale.

In termini di valutazione del rischio cardiovascolare, stabilire il rapporto tra Totale e HDL è preferibile alla stima del rapporto tra LDL e HDL. Un individuo che presenta una colesterolemia totale di 240 mg/dL ed una colesterolemia HDL di 70 mg/dL ha un indice di rischio pari a 3.43, quindi molto basso.

Nota: il rapporto tra colesterolo totale e colesterolo HDL non aiuta a stabilire un'adeguata strategia terapeutica per ridurre il rischio cardiovascolare.

Colesterolo Non-HDL: Un Parametro Chiave

Oltre al colesterolo “buono” e “cattivo”, esiste un parametro ancora più affidabile per valutare la salute cardiovascolare: parliamo del colesterolo non-HDL, che individua le lipoproteine potenzialmente dannose per il rischio di eventi cardiovascolari avversi.

Il colesterolo non-HDL rappresenta l’insieme di tutte le lipoproteine aterogene, ovvero che possono contribuire all’accumulo di placche nelle arterie, aumentando la probabilità di patologie cardiovascolari come aterosclerosi, infarto e ictus. Tra queste citiamo:

  • Lipoproteine a bassa densità (LDL), che trasportano il colesterolo nel sangue.
  • Lipoproteine a densità molto bassa (VLDL), che trasportano i trigliceridi dal fegato alle cellule adipose dell’organismo.
  • Lipoproteine a densità intermedia (IDL), con una densità compresa tra le lipoproteine VLDL e il colesterolo LDL.
  • Lipoproteina(a) [Lp(a)]: una variante dell’LDL associata ad un aumento del rischio di disturbi cardiovascolari, secondo varie ricerche.

Come Calcolare il Colesterolo Non-HDL?

Il calcolo del colesterolo non-HDL è semplice: è sufficiente sottrarre il valore del colesterolo HDL da quello del colesterolo totale.

Valori di Riferimento del Colesterolo Non-HDL

I valori ottimali di colesterolo non-HDL nel sangue variano in base al profilo individuale:

  • Soggetti a rischio moderato: inferiore a 130 mg/dL.
  • Soggetti a rischio alto: inferiore a 100 mg/dL.
  • Soggetti a rischio molto alto: inferiore a 85 mg/dL.

Se non si conosce il proprio profilo di rischio cardiovascolare, in genere un valore di colesterolo non-HDL inferiore a 146 mg/dL è normalmente considerato accettabile.

Indice di Aterogenicità del Plasma (AIP)

Un ulteriore parametro della salute cardiovascolare è l’indice di aterogenicità del plasma (AIP): si basa sul rapporto tra trigliceridi e colesterolo HDL e fornisce una stima della probabilità di sviluppare placche aterosclerotiche.

L’indice di aterogenicità del plasma si calcola con la seguente formula (dove “log” indica il logaritmo decimale del rapporto tra trigliceridi e colesterolo HDL):

AIP = log (Trigliceridi / Colesterolo HDL)

I valori medi di riferimento per l’indice di aterogenicità sono:

  • < 0,11 → Rischio basso
  • 0,11 - 0,21 → Rischio moderato
  • > 0,21 → Rischio elevato

Indice di Rischio Vascolare

Oltre al colesterolo non-HDL, un altro parametro utile può essere dato dall’indice di rischio vascolare, che mette in rapporto il colesterolo totale con il colesterolo HDL:

Indice di Rischio Vascolare = Colesterolo Totale / Colesterolo HDL

I valori di riferimento dell’indice di rischio cardiovascolare, per gli uomini, sono:

  • < 3,5 → Rischio molto basso
  • 3,5 - 4,9 → Rischio moderato
  • 5 → Rischio elevato

Per le donne, invece:

  • < 3,2 → Rischio molto basso
  • 3,2 - 4,4 → Rischio moderato
  • 4,5 → Rischio elevato

Come Abbassare il Colesterolo Non-HDL?

Di seguito una panoramica delle strategie più efficaci per ridurre il colesterolo non-HDL:

  • Seguire una dieta equilibrata: aumentare le fibre solubili (frutta, verdura, legumi, cereali integrali) per ridurre l’assorbimento del colesterolo, preferire i grassi insaturi (olio d’oliva, frutta secca, pesce azzurro ricco di omega-3) e limitare i grassi saturi o trans, evitare zuccheri e carboidrati raffinati per ridurre i trigliceridi.
  • Svolgere attività fisica regolare: 150 minuti di esercizio aerobico moderato (camminata veloce, nuoto, bicicletta) o 75 minuti di esercizio intenso a settimana, integrando allenamenti di resistenza per migliorare l’attività del metabolismo lipidico.
  • Smettere di fumare: il fumo abbassa il colesterolo HDL e favorisce l’ossidazione delle lipoproteine LDL, aumentando il rischio di aterosclerosi ed eventi cardiovascolari.
  • Limitare l’alcol: un consumo eccessivo, maggiore di 1 unità alcolica al giorno per le donne e 2 per gli uomini, può aumentare i trigliceridi e il colesterolo non-HDL.
  • Gestire lo stress e il sonno: lo stress cronico e l’insonnia alterano il metabolismo lipidico, che può giovare delle tecniche di rilassamento e di 7-8 ore di sonno.
  • Terapie farmacologiche: se le modifiche allo stile di vita non bastano, il medico può prescrivere statine, fibrati o ezetimibe per controllare i livelli di colesterolo.

Esami per il Colesterolo Non-HDL

Il test del colesterolo non-HDL, assieme all’esame del colesterolo totale e dei trigliceridi, è fondamentale per la valutazione del profilo cardiovascolare, poiché fornisce una misura completa delle lipoproteine presenti nel sangue. In particolare, è consigliato per:

  • Monitorare la salute cardiovascolare in soggetti a rischio o con ipercolesterolemia.
  • Valutare l’efficacia delle terapie ipolipemizzanti o delle variazioni sullo stile di vita.
  • Identificare anomalie nei pazienti con predisposizioni o condizioni metaboliche.

Tabella dei Valori di Riferimento

Parametro Valori Ottimali
Colesterolo Totale Inferiore a 200 mg/dL
Colesterolo HDL Superiore a 60 mg/dL
Colesterolo non-HDL (Rischio moderato) Inferiore a 130 mg/dL
Colesterolo non-HDL (Rischio alto) Inferiore a 100 mg/dL
Colesterolo non-HDL (Rischio molto alto) Inferiore a 85 mg/dL

leggi anche: