Come Calcolare il Colesterolo LDL Ossidato e Gestire i Rischi Cardiovascolari

Il colesterolo LDL è una sostanza grassa che viene assorbita prevalentemente dagli alimenti e, in minima parte, prodotta dal nostro stesso organismo. È anche conosciuto come “colesterolo cattivo” per la sua correlazione con il rischio di malattie cardiovascolari. Malgrado se ne parli sempre nella sua accezione negativa, il colesterolo riveste funzioni fisiologiche importanti. Il problema sorge quando la quantità che ingeriamo con i cibi, sommata a quella che viene sintetizzata dal nostro fegato, è maggiore rispetto a quanta ce ne serve e l’organismo non riesce a metabolizzare l’eccesso. Le conseguenze si osservano solo nel tempo, non nell’immediato, e possono essere serie.

Ai suoi valori è infatti legata la probabilità teorica di subire una malattia correlata all'aterosclerosi, come l'angina pectoris, l'infarto miocardico, l'ictus o la claudicatio intermittens. Le malattie di cui abbiamo fatto cenno, nell'insieme, rappresentano la principale causa di morte nel nostro paese e nel resto del mondo industrializzato; la loro eziopatogenesi è quindi oggetto di intense attività di ricerca.

Perché il Colesterolo LDL è Considerato "Cattivo"?

Essendo una sostanza grassa, si muoverebbe con difficoltà nel sangue, che è un liquido acquoso. Come anticipato nei brani iniziali di questo articolo, il colesterolo non viaggia da solo nel sangue. Il colesterolo LDL tende ad ossidare, assumendo una forma che ne facilita l’infiltrazione all’interno della parete delle arterie. Al contrario, le HDL sono efficienti nel trasportare il colesterolo verso gli organi e i tessuti che lo utilizzano e lo metabolizzano, eliminandolo dal circolo sanguigno. Perché le prime sono considerate cattive mentre le seconde buone?

Come Viene Misurato il Colesterolo LDL?

Il valore del colesterolo LDL può essere dosato attraverso un esame del sangue. ATTENZIONE! Il dosaggio viene eseguito (anche in farmacia) tramite un esame del sangue, sulla base della formula di Friedewald o come LDL diretto (se i trigliceridi sono alti). Se devi sottoporti a questo controllo, non ti serve una preparazione particolare. Ma se ti sottoponi alla rilevazione per valutare il profilo lipidico (che comprende colesterolo LDL, colesterolo HDL, colesterolo totale, trigliceridi), ti viene chiesto di digiunare per almeno 9-12 ore prima dell’esame. L’ingestione di cibo nelle ultime ore altera i risultati e li rende non confrontabili fra loro. Per questa ragione si parla di intervalli di riferimento e non di valori precisi. Ad esempio, in gravidanza sono accettabili valori superiori di colesterolo LDL.

La Formula di Friedewald

Per il calcolo del colesterolo LDL è in uso la cosiddetta formula di Friedewald, per la quale è fondamentale la conoscenza dei valori di colesterolo totale, colesterolo HDL e trigliceridi. Se il vostro laboratorio non vi ha fornito l'esatto valore di colesterolo LDL, potete conoscerlo in pochi istanti utilizzando un modulo di calcolo specifico.

Valori di Riferimento

Occorre riportarlo vicino al valore ideale, inferiore a 100 mg/dL.

Fattori di Rischio e Prevenzione

Questi parametri clinici, comunque - anche se considerati nel loro insieme - rappresentano soltanto uno dei tanti fattori predisponenti alle malattie cardiovascolari, che sono favorite anche da ipertensione, diabete mellito, fumo di sigaretta, obesità (soprattutto quella androide), familiarità per tali patologie e inattività fisica. Specifichiamo che i fattori ambientali giocano un ruolo importante in tutti i casi di ipercolesterolemia LDL, a prescindere da quanto impattanti siano la componente genetica e quella ambientale. Per alcune persone, è più importante che per altre rientrare nei valori normali.

Se rientri nelle categorie a rischio per le malattie cardiovascolari (sei fumatore, hai avuto casi in famiglia, hai più di 45 anni e sei un uomo o più di 55 anni e sei donna) puoi tenere sotto controllo il tuo quadro sottoponendoti a controlli periodici. Lo specialista ti prescriverà, in caso di bisogno, screening regolari dei parametri coinvolti nella genesi delle patologie di cuore e arterie.

Cosa Fare se il Colesterolo LDL è Alto?

L’alimentazione è sempre il primo punto su cui agire quando i valori di LDL sono fuori limite. Il cibo può essere solo fonte di nutrienti ed energia, come il carburante per la macchina, oppure può diventare qualcosa di più, agire con una funzione all’interno dell’organismo, né più e né meno che una medicina. Volersi bene è un’esperienza determinante per mantenersi in salute.

La causa principale del colesterolo LDL alto è da cercare negli stili di vita, soprattutto alimentari. In passato, erano diffuse abitudini di vita molto diverse rispetto a quelle attuali. Le persone svolgevano per lo più lavori manuali, che richiedevano grande dispendio di energie. La carne era considerata cibo per ricchi e questa convinzione ha condizionato le scelte alimentari delle generazioni successive. Quando il benessere economico si è esteso a segmenti di popolazione più ampi, il consumo di derivati animali è aumentato. Contemporaneamente, però, le abitudini di vita e lavoro sono cambiate, diventando molto meno impegnative dal punto di vista fisico. Questa evoluzione ha portato all’esplosione delle malattie cardiovascolari. Infarto, ictus, ipertensione sono diventati così frequenti da rappresentare, nel loro complesso, la prima causa di morte al mondo. Oggi questa spesa è diventata insostenibile per la maggior parte dei servizi sanitari.

Come Abbassare il Colesterolo LDL con l'Alimentazione

  • Da evitare i cibi pronti e processati, i formaggi, i fritti (le uova sono state riabilitate).
  • In caso di sovrappeso, o comunque di cattivo rapporto tra massa magra e massa grassa, è importantissimo dimagrire riconquistando il normopeso.
  • Se presente insulino-resistenza o diabete, ripristinare l'omeostasi del metabolismo glucidico.
  • Ridurre al minimo i grassi saturi (inclusi gli idrogenati) e sostituirli con grassi insaturi, sia monoinsaturi (acido oleico omega-9) che polinsaturi a prevalenza di omega-3 e acido alfa-linolenico (omega-6); attenzione, invece, all'acido arachidonico (un altro omega-6, ma ad azione pro-infiammatoria).
  • Anche se si è dimostrato relativamente efficace, se paragonato all'importanza del primo e del secondo punto, anche diminuire l'apporto di colesterolo alimentare può essere utile.
  • Aumentare l'apporto di fibre, lecitine vegetali, fitosteroli e altri antiossidanti.

Trattamenti Farmacologici

Pur essendo disponibili diversi tipi di medicinali, le statine continuano a rappresentare l’opzione terapeutica di prima linea. Nei pazienti a rischio alto o molto alto, però, le statine non sono sempre sufficienti. Nei casi in cui queste sostanze non funzionino o siano correlate a importanti reazioni avverse, si ricorre ad altri farmaci in grado di ridurre i valori del colesterolo LDL, fra cui ezetimibe e gli inibitori della PCSK-9.

Colesterolo LDL Basso: Quando Preoccuparsi?

Normalmente livelli bassi di colesterolo LDL non sono associati a condizioni di interesse clinico. Una di queste riguarda il cervello. In particolare, questo rischio è del 65% più elevato per i soggetti con LDL compreso tra 50 e 69 mg/dL e 2,69 volte più elevato per quelli con concentrazioni al di sotto dei 50 mg/dL, rispetto ai partecipanti alla ricerca con LDL compreso nel range 70-90 mg/dL. Di conseguenza, anche i valori di colesterolo totale bassi (in particolare inferiori a 120 mg/dL) sono soggetti allo stesso rischio. Queste considerazioni hanno bisogno di ulteriori studi per essere confermate e tradotte in modifiche delle Linee Guida.

In generale, una concentrazione lipidica normale aiuta a mantenere la salute cardiaca e ad abbassare il rischio di infarto o ictus.

Calcolo del Rischio Cardiovascolare

Preventive Services Task Force (USPSTF) ha proposto raccomandazioni sul trattamento con statine in base a vari fattori di rischio (ad es., LDL-C superiore a 130 mg/dL (3,37 mmol/L), HDL-C inferiore a 40 mg/dL (1,0 mmol/L), diabete, ipertensione arteriosa, fumo) e all’uso del calcolo del rischio. l’USPSTF suggerisce di lasciare al curante la scelta di consigliare o meno l’impiego di statine a dosi basse o moderate a pazienti con uno o più fattori di rischio ed un rischio di evento CVD a 10 anni compreso tra il 7,5% e il 10%. La USPSTF non consiglia lo screening dei livelli lipidici in soggetti di età compresa tra i 21 e i 39 anni, in quanto la sua efficacia non è supportata da sufficienti dati scientifici. L’uso del calcolo del rischio e delle linee guide ACC/AHA rimane oggetto di disputa. Secondo alcuni, l’attuale calcolo del rischio può sovrastimare il rischio effettivo. Livelli bassi di LDL-C non sono generalmente problematici e non sono monitorati.

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