Come Leggere l'Esito di uno Spermiogramma: Parametri e Interpretazione

Lo spermiogramma è l'esame che serve a misurare sia la qualità sia la quantità del liquido seminale prodotto durante l'eiaculazione. Se vuoi sapere come leggere uno spermiogramma, sei nel posto giusto! In questo articolo ti spieghiamo come eseguire correttamente questo esame di laboratorio rivolto allo studio del liquido seminale e quali sono i parametri presi in esame.

Cos'è lo Spermiogramma?

Lo spermiogramma è uno studio basico di un campione di sperma ottenuto tramite eiaculazione che aiuta a definire il potenziale fertile dell’uomo. Si tratta di un esame che valuta la qualità dello sperma secondo dei valori di riferimento stabiliti dall’Organizzazione Mondiale della Salute nell’anno 2010. Il motivo principale per il quale viene prescritto uno spermiogramma è il sospetto di problemi di fertilità nell’uomo.

Solitamente, quando il test deve valutare la fertilità maschile, andrebbe eseguito su due campioni di liquido seminale raccolti ad almeno una settimana di distanza l’uno dall’altro. Lo spermiogramma serve anche a valutare la vitalità degli spermatozoi e l’eventuale presenza di anticorpi anti-spermatozoi, ossia anticorpi che attaccano erroneamente le cellule spermatiche prodotte dal proprio organismo. Può essere svolta anche la spermiocoltura, un esame che permette di verificare la presenza di microrganismi patogeni all’interno del campione di sperma, in specifici terreni di coltura.

Come Interpretare uno Spermiogramma?

Per l’esame dello spermiogramma vengono presi in considerazione diversi parametri attraverso un’analisi microscopica. Vediamo nel dettaglio quali sono i principali parametri valutati:

  • Volume: deve essere compreso tra 2 e 4 mm. Un volume inferiore ai valori normali (ipoposia) potrebbe indicare che i dotti attraverso i quali si muove il liquido seminale potrebbero essere parzialmente ostruiti. Iperposia, invece, indica un volume eiaculato in eccesso e potrebbe dipendere da alcune patologie infiammatorie in corso.
  • pH: il liquido seminale è una sostanza generalmente basica, con un pH ideale tra 7,4 e 7,8, ma comunque uguale o superiore a 7,2.
  • Colore: la trasparenza del liquido seminale potrebbe indicare una quantità insufficiente di spermatozoi.
  • Concentrazione spermatica: valuta il numero di spermatozoi presenti per ogni millilitro. Un valore legato alla concentrazione spermatica è quello relativo al numero totale di spermatozoi. In un campione normale ci sono almeno 39 milioni di spermatozoi.
  • Leucociti: un campione considerato normale non dovrebbe contenere più di un milione di leucociti o globuli bianchi per millilitro.

Analisi Microscopica e Parametri di Mobilità e Morfologia

Una parte estremamente importante dello spermiogramma è l’analisi microscopica del liquido seminale, necessaria a valutare la concentrazione di spermatozoi, la loro morfologia e mobilità. Per quanto riguarda la mobilità, i parametri valutati sono diversi.

In primo luogo viene osservata la motilità degli spermatozoi, ossia la percentuale di spermatozoi mobili nel campione, che dovrebbe essere pari al 50% a distanza di un’ora dall’eiaculazione. La motilità viene classificata in tre tipologie:

  • Progressiva: spermatozoi in grado di muoversi in avanti in modo lineare.
  • Non progressiva: gli spermatozoi con motilità non progressiva non sono in grado di avanzare e si muovono in tondo.
  • Immobile: gli spermatozoi immobili sono invece proprio incapaci di spostarsi dalla propria posizione.

Infine, l’analisi morfologica valuta forma, dimensione e aspetto delle cellule spermatiche. Maggiore è la quantità di spermatozoi anomali, minore sarà la probabilità che questi siano fertili. Si definisce normale uno spermatozoo con testa liscia e ovale, larghezza compresa tra i 2 e i 3 micromillimetri e lunghezza tra i 3 e i 5.

Tabella Riassuntiva dei Parametri Principali

Parametro Valore di Riferimento (OMS 2010)
Volume 1.5 ml o più
pH 7.2 o più
Concentrazione spermatica 15 milioni/ml o più
Numero totale di spermatozoi 39 milioni o più
Motilità progressiva 32% o più
Morfologia (forme normali) 4% o più
Leucociti Inferiore a 1 milione/ml

Quando lo Spermiogramma non Va Bene?

In termini medici, se i risultati dell’analisi sono positivi, parliamo di normozoospermia. Quando lo spermiogramma evidenzia delle anomalie, si possono riscontrare diverse condizioni:

  • Azoospermia: nel liquido seminale mancano gli spermatozoi.
  • Teratozoospermia: la morfologia degli spermatozoi risulta alterata.
  • Astenozoospermia: indica la mancanza di "forza" degli spermatozoi che hanno una motilità ridotta. Pertanto, difficilmente riusciranno a risalire tutto l’utero e ad arrivare alle tube di Falloppio per fecondare l’ovulo.

È importante ricordare che anche se i risultati non sono pienamente soddisfacenti, ci sono comunque possibilità, sebbene più ridotte, di ottenere una gravidanza. Perfino davanti a questo tipo di disfunzioni più gravi, la riproduzione assistita offre trattamenti per ottenere la gravidanza con lo sperma del partner, eccetto in alcune situazioni molto estreme di azoospermia o aspermia. “In qualsiasi caso -sottolinea la Dott.ssa Trullenque-, la probabilità di ottenere la gravidanza non dipende esclusivamente dai risultati dello spermiogramma, che si basa su valori di riferimento non necessariamente definitivi”.

Cosa Fare Dopo lo Spermiogramma?

Un solo esame non basta per avere un quadro completo della fertilità maschile, pertanto è bene ripetere lo spermiogramma una seconda volta dopo 1/3 mesi dal primo. Quando una coppia si rivolge a uno specialista in Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), il primo passo è ottenere una diagnosi precisa della sua fertilità. In questo momento sono coinvolti i due membri della coppia, per cui gli esami medici della donna hanno la stessa importanza di quelli dell’uomo.

Procreazione Medicalmente Assistita (PMA)

Per procreazione medicalmente assistita, o fecondazione assistita, si intende un insieme di tecniche mediche per consentire la procreazione quando non si riesce a concepire tramite rapporti sessuali. Tra le tecniche più conosciute troviamo sicuramente l’inseminazione artificiale e la fecondazione in vitro (FIV o FIVET).

  • Inseminazione artificiale: è la metodica di fecondazione assistita più "semplice", perché consiste nell’inserire, tramite una cannula, lo sperma direttamente all’interno dell’utero della donna. Questo perché il campione di sperma viene raccolto e poi studiato e preparato in laboratorio, selezionando gli spermatozoi di qualità maggiore.
  • Fecondazione in vitro (FIV): la fecondazione avviene in laboratorio su piastra di coltura opportunamente preparata e controllata. Tra gli embrioni formati, vengono selezionati quelli migliori e poi trasferiti nell’utero della donna (generalmente si trasferisce un embrione alla volta, ma non ci sono limiti al numero totale).

Questo tipo di analisi sebbene sia fondamentale a tale scopo possiede dei limiti: bisogna infatti considerare che viene presa in esame una singola eiaculazione e il numero di spermatozoi potrebbe essere solo occasionalmente inferiore. Inoltre, si tratta di uno studio in vitro e il comportamento del liquido seminale potrebbe risultare differente rispetto a quello che si verifica nell’apparato riproduttivo femminile.

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