Come Interpretare la Curva Glicemica e Insulinemica

La curva glicemica è un esame fondamentale per valutare la risposta dell'organismo all'ingestione di una soluzione contenente 75g di glucosio. Questo tipo di test permette di valutare in che modo il nostro organismo tollera e gestisce un carico standard di glucosio. Un corretto approccio al test permette di identificare i soggetti a maggior rischio di sviluppare diabete mellito di tipo 2.

Il test va eseguito solo su precisa richiesta del medico curante qualora ci sia il fondato sospetto di un'alterazione del metabolismo dei carboidrati. Come anticipato, un test molto utile per definire la diagnosi di diabete in presenza di dati equivoci è il cosiddetto test da carico orale di glucosio.

Preparazione all'Esame

Se non ci si sente bene o si stanno assumendo farmaci nei giorni precedenti l’esecuzione del test è importante informarne il medico perché sono fattori che possono influire sui risultati del test. È importante mangiare e bere normalmente nei giorni precedenti il test di tolleranza al glucosio, così da valutare adeguatamente la situazione metabolica reale, evitando sforzi fisici strenui nei due o tre giorni antecedenti il test.

Nelle otto ore precedenti il giorno del test viene in genere raccomandato di non bere e non mangiare. Talvolta questo digiuno è semplicemente fatto di notte, in modo da poter eseguire l’esame la mattina seguente. Per effettuare la curva glicemica, è necessario essere a digiuno da almeno 8 ore. Nei giorni precedenti all’esame non è necessario seguire un’alimentazione specifica. La raccomandazione è di seguire il regime alimentare a cui si è abituati, senza esagerazione né restrizioni.

Come si Esegue il Test

Il test da carico orale di glucosio viene eseguito in più fasi. Appena arrivati in laboratorio, viene eseguito un test rapido della glicemia per stabilire se si può procedere all’esame. Per valori uguali o maggiori a 126 mg/dL il test non può essere eseguito.

Quando si arriva in ospedale, un infermiere preleva un campione di sangue, pungendo un polpastrello o con l’inserimento di un ago in una vena del braccio. Questo campione di sangue verrà utilizzato per misurare il livello di glucosio nel sangue a digiuno (tempo O: prima fase senza carico).

L’infermiere vi chiederà di bere una soluzione di glucosio contenente un carico di 75 gr di zucchero, così come indicato dalle Linee Guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità e come stabilito dalla legge n. 115 del 1978, nonché dalle raccomandazioni della International Diabetic Federation (IDF). (2° fase) Dopo il primo prelievo, è necessario bere una soluzione contenente 75mg di glucosio disciolti in 300ml di acqua. Per far sì che l’esito dell’esame sia attendibile, è necessario assumere la soluzione in un tempo non superiore ai 5 minuti.

Due ore più tardi, il livello di glucosio nel sangue verrà misurato (tempo 120 minuti: 3° fase) La durata complessiva dell’esame è di 2 ore. Dopo la prima ora e allo scadere della seconda ora, infatti, vengono eseguiti altri due prelievi (utilizzando l’ago cannula lasciato in vena). Durante l’attesa è necessario rimanere seduti, senza bere e senza mangiare.

Questo esame si basa sulla somministrazione per bocca di una quantità fissa di glucosio in soluzione acquosa, a cui seguono alcuni piccoli prelievi ematici a intervalli di tempo prestabiliti. Non si può fumare né bere caffè durante il test. La soluzione di glucosio che viene bevuta durante il test non richiede alcuna digestione e viene assorbita e distribuita nel sangue in un tempo brevissimo.

Curva Glicemica in Gravidanza

La curva glicemica è prescritta anche alle donne in gravidanza che presentano alterata glicemia a digiuno, obesità o altri fattori di rischio per il diabete. In assenza di fattori di rischio o alterata glicemia a digiuno, l’esame è comunque raccomandato a tutte le donne tra la 24esima e la 28esima settimana di gravidanza. Il diabete gestazione rappresenta una problematica abbastanza frequente, che si sviluppa a partire dalla 24esima settimana di gestazione. Di norma, quest’aumento è bilanciato dall’aumento di produzione di insulina da parte del pancreas. Se ciò non avviene o è già presente uno stato di resistenza all’insulina, si instaura il diabete mellito gestazionale.

Interpretazione dei Risultati

I risultati del test di tolleranza al glucosio sono riportati in milligrammi per decilitro (mg / dL) o millimoli per litro (mmol / L). L’interpretazione della curva da carico glicemico, secondo le raccomandazioni delle principali istituzioni scientifiche di riferimento, pone l’accento esclusivamente sui valori di glicemia raggiunti dopo 2 ore, assegnando i seguenti criteri:

  • valori normali se inferiori a 140 mg/dl (7,8 mmol / L)
  • intolleranza glicemica (IGT) o prediabete per valori compresi fra 140 e 199 mg/dl (7,8 e 11 mmol / L)

Se l’esame della glicemia a digiuno ha mostrato livelli ai limiti della norma (alterata glicemia a digiuno), oppure se si hanno fattori di rischio (es. storia familiare di diabete), è necessario effettuare ulteriori accertamenti. Il valore a digiuno non dovrebbe superare i 100-110 mg/dL. Se è stata eseguita la curva da carico di glucosio, tuttavia, è perché il valore a digiuno è superiore. L’importante è che questo non sia pari o superiore a 126mg/dL.

Nel caso in cui il test della curva glicemica faccia registrare valori di glucosio post-ingestione compresi tra 140 e 200 mg/dl e i livelli a digiuno siano compresi tra 110 e 126 mg/dl, si identifica l'alterazione come "ridotta tolleranza al glucosio". Questa condizione medica è di fondamentale importanza, in quanto, seppur non ancora evoluta in diabete mellito, presenta comunque caratteri di problematicità che vanno opportunamente affrontati. I pazienti sono, infatti, esposti a rischi maggiori per quanto riguarda le patologie di carattere cardiovascolare (nello specifico riguardo la cardiopatia ischemica).

Il diabete mellito viene definito nel caso in cui i valori a digiuno superino i 126 mg/dl e 200 mg/dl per quanto invece riguarda quelli a due ore dall'ingestione di glucosio o di zuccheri. L'alterata tolleranza al glucosio è una condizione da monitorare costantemente, sia per la possibile evoluzione a diabete mellito, sia per il maggior rischio cardiovascolare rispetto alle persone normoglicemiche.

Curva Insulinemica: Valutazione dell'Insulina

Insulinemia è un termine medico che identifica la quantità di insulina presente nel sangue. La valutazione di questo parametro, eseguita su un piccolo campione ematico, risulta particolarmente utile per indagare l'origine di sintomi riconducibili all'ipoglicemia, cioè alla scarsità di glucosio nel sangue.

L'insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas, in risposta allo stimolo indotto dal glucosio. La sua azione principale consiste nel favorire l'ingresso e l'immagazzinamento di questo zucchero all'interno delle cellule (muscoli, tessuto adiposo ecc.).

Talvolta, il monitoraggio dei livelli insulinemici viene eseguito durante il test di tolleranza al glucosio, quindi ad intervalli di tempo regolari dopo un dosaggio basale seguito dall'assunzione di 75 grammi di glucosio in soluzione acquosa. Tale esame risulta particolarmente utile per evidenziare le condizioni di insulino-resistenza.

Nei soggetti normali, l'insulinemia riconosce un picco di 6-10 volte il valore basale dopo 30-60 minuti, per poi cominciare a decrescere ai tempi 90', 120' e riportarsi a non più di 2 o 3 volte il valore basale fra i 180' ed i 240'. Il dosaggio dell'insulinemia viene prescritto dal medico nel caso siano riscontrati livelli eccessivamente bassi di glucosio nel sangue (ipoglicemia), accompagnati da sintomi quali sudorazione, palpitazioni, vertigini e svenimenti.

L'esame può essere richiesto insieme al dosaggio del peptide C e, talvolta, contestualmente all'esecuzione del test di tolleranza al glucosio. Salvo diversa prescrizione, i test per il dosaggio dell'insulinemia vanno eseguiti dopo un digiuno di 8-12 ore, evitando situazioni di stress psicofisico immediatamente prima del prelievo. Per la determinazione della curva insulinica, durante l'intera procedura il paziente non deve assumere alimenti o bevande diverse dall'acqua, non deve fumare e deve rimanere possibilmente seduto.

In un soggetto sano il valore di insulina nel sangue rientra tra 2 - 25 uU/mL.

Insulina Alta (Iperinsulinemia)

Livelli alti di insulina nel sangue possono essere dovuti ad una molteplicità di cause, per cui il valore va contestualizzato nel quadro diagnostico del paziente. Sul lungo termine, lo stato di iperinsulinemia rischia di andare a compromettere il funzionamento dei tessuti che sono ancora sensibili all’azione dell’insulina provocando complicanze anche gravi.

L’iperinsulinemia, infatti, causa la diminuzione dei livelli di glucosio nel sangue (ipoglicemia), con la possibile comparsa di sintomi quali:

  • Sudorazione
  • Palpitazioni
  • Senso di fame
  • Stato confusionale
  • Visione offuscata
  • Vertigini
  • Svenimenti
  • Convulsioni

Poiché il cervello è strettamente dipendente dal glucosio come fonte energetica, una grave ipoglicemia dovuta a iperinsulinemia può portare a shock insulinico, così come coma e morte.

Insulina Bassa

L’insulina bassa è sintomo di una importante disfunzione da indagare. Patologie frequenti legate all’insulina bassa sono (ma non solo):

  • Insulinoma, un tumore benigno che comporta una produzione eccessiva di insulina che porta anche a stati di ipoglicemia
  • Patologie del pancreas (pancreatite di tipo cronico, la fibrosi cistica, … )
  • Diabete mellito

PCOS e Test di Tolleranza al Glucosio (OGTT)

Senza alcun dubbio, la OGTT (Oral Glucose Tolerance Test) è il test d’elezione per valutare la tolleranza al glucosio in molte condizioni cliniche, soprattutto nel contesto della PCOS. Il presupposto è che dopo ingestione di glucosio, l’aumento della glicemia stimola la secrezione di insulina.

Questo test fornisce anche molte risposte rispetto al comportamento del pancreas in termini di secrezione di insulina (e sarebbe bene che il test preveda sia la valutazione della glicemia e della insulinemia nello stesso prelievo), che è fondamentale nella valutazione metabolico-ormonale della PCOS.

La curva glicemica OGTT è un test adeguato per indagare le sfumature metaboliche della PCOS? E’ una delle domande che maggiormente terrorizza chi ha la PCOS: diventerò diabetica? E’ vero, gli studi epidemiologici collocano la PCOS come quella sindrome che apre il futuro al diabete, prima dei 40 anni.

L’insulino-resistenza è caratterizzata dall’eccessiva secrezione di insulina da parte del pancreas, in modo continuo anche a digiuno e dopo stimolazione. L’insulina è un ormone importante, senza il quale non ci sarebbe vita.

Quando le cellule accumulano energia in eccesso o per fattori genetici predisponenti, diventano meno sensibili al messaggio dell’insulina. Il pancreas deve quindi produrre maggiori quantità di insulina per gestire efficacemente la glicemia. Purtroppo, possiamo secernere quantità elevate di insulina e avere una glicemia abbastanza normale per un certo periodo di tempo: questo perché l’aumento dei livelli di insulina può “fare gli straordinari” per evitare che la glicemia salga troppo. Di fatto però, il diabete si insinua solo dopo un processo molto lungo che richiede molti per manifestarsi.

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