Come Abbassare le Transaminasi Naturalmente: Guida Completa

Molte persone non sanno cosa siano le transaminasi. L'aumento dei valori di transaminasi nel sangue potrebbe evidenziare un'infiammazione o un danno alle cellule del fegato. Quando le cellule del fegato, o dei muscoli, cuore compreso, sono danneggiate, le transaminasi si riversano nel sangue in maniera eccessiva.

Cosa Sono le Transaminasi?

Le transaminasi sono enzimi che trasformano gli aminoacidi in energia (zuccheri), soprattutto durante uno sforzo fisico lungo e impegnativo. In genere, valori più bassi rispetto alla norma non dovrebbero destare molta preoccupazione, perché non indicano la presenza di una malattia. Le transaminasi basse si registrano in gravidanza, quando ci si sottopone a dialisi e in caso di diabete. Valori superiori alla norma indicano invece una cattiva funzionalità del fegato, perché sono possibili indicatori di patologie quali epatite (da alcool, farmaci), aumento del grasso viscerale e steatosi epatica, calcolosi della colecisti, ipotiroismo, infarto o patologie tumorali.

Interpretazione dei Valori

È importante conoscere sia il valore assoluto delle transaminasi, che quello relativo (del rapporto AST/ALT). Nella maggior parte delle malattie che colpiscono il fegato, la concentrazione di ALT aumenta molto di più rispetto a quella di AST. Questo significa che il rapporto AST/ALT può essere basso, inferiore a 1.

Cause dell'Aumento delle Transaminasi

L‘aumento dei valori di transaminasi nel sangue potrebbe evidenziare un’infiammazione o un danno alle cellule del fegato. Le malattie epatiche rappresentano le cause più comuni dell’aumento dei livelli sanguigni di transaminasi:

  • Infettiva: virus delle epatiti acute o croniche, ma anche mononucleosi.
  • Autoimmune: più frequente con concomitanti patologie autoimmuni, es. tiroidite cronica, malattie del connettivo, ecc.
  • Metabolica: in presenza di condizioni correlate alla sindrome metabolica e all’insulino-resistenza, come indice di massa corporea elevato, diabete, iperlipidemia (aumento patologico del colesterolo o dei grassi nel sangue), ipertensione, anche se la malattia può verificarsi anche in assenza di tali fattori.
  • Alcolica: un consumo superiore a 40 g al giorno di alcool è associato a un alto rischio di epatopatia etilica e giustifica un’elevazione persistente delle transaminasi.
  • Farmaci: Particolarmente insidioso può essere il ruolo dei farmaci, perché molti di essi possono causare un’ipertransaminasemia.

Alimenti e Sostanze Nocive per il Fegato

Ci sono abitudini, stili di vita e fattori esterni che possono incidere. Inoltre, lo stress, così come l'assunzione di alcuni farmaci, possono avere un effetto negativo sul fegato. Quindi assumete farmaci solo se strettamente necessario o come terapia, e dedicate del tempo a voi stessi, praticando un hobby, o dello sport.

Grassi Saturi

Sono presenti nelle carni grasse, insaccati, fritture, burro, strutto, uova. Hanno un impatto negativo sul fegato perché una quantità eccessiva di grassi saturi determina un aumento del colesterolo LDL, ovvero il colesterolo “cattivo” circolante. Infatti gli acidi grassi saturi formando le VLDL sono fondamentali per il trasporto del colesterolo in circolo.

Zuccheri Semplici

Affaticano il fegato perché i grassi (ovvero i trigliceridi) non provengono direttamente dai grassi assunti con l’alimentazione, ma vengono prodotti nel fegato dagli zuccheri in eccesso che non sono stati utilizzati per produrre energia.

Alcol

L’abuso di alcol è particolarmente negativo per il fegato perché attiva meccanismi che portano alla produzione di sostanze tossiche per l’organo, come l’acetaldeide. Metaboliti che inducono alterazioni del tessuto epatico, dovute alla produzione di radicali liberi dell’ossigeno, come la steatosi epatica, e attivano pericolosi meccanismi infiammatori.

Caffè

Troppa caffeina diventa molto difficile da smaltire a livello epatico, e in combinazione con l’acido cloridrico presente nello stomaco, produce una tossina chiamata caffeina cloridrato, la quale, assorbita dal fegato, viene neutralizzarla ed eliminata.

Farmaci

Il fegato ha un ruolo centrale nel metabolismo (gran parte dei farmaci vengono metabolizzati grazie all’azione degli enzimi epatici del citocromo P450) e nell’escrezione dei farmaci, e per questo è particolarmente esposto agli eventuali effetti tossici di tali sostanze. Molti sono i farmaci (quasi 1000) che hanno manifestato effetti tossici sul fegato, ed è per questo che molti vengono ritirati dal commercio.

Come Abbassare le Transaminasi Naturalmente: Consigli Pratici

Per i soggetti a cui sono state diagnosticate malattie o disfunzioni del fegato, una corretta alimentazione può contribuire a migliorare le cose. Ecco alcuni consigli:

  • Cucinare senza grassi aggiunti.
  • Evitare periodi di digiuno prolungato, consumare pasti regolari.
  • Rendere lo stile di vita più attivo.
  • Abbandona la sedentarietà! Praticare attività fisica almeno tre volte alla settimana (ottimali 300 minuti).
  • Controllare con l'aiuto del proprio medico altre eventuali patologie coesistenti (es.
  • Leggere le etichette alimentari dei prodotti, soprattutto per accertarsi del loro contenuto in zuccheri, grassi saturi e grassi idrogenati.
  • Anche se si è normopeso è bene monitorare il proprio peso corporeo per prevenire aumenti ponderali che possono favorire l’insorgenza del fegato grasso.
  • Evitare le diete fai da te! Un calo di peso troppo veloce può determinare la comparsa di complicanze (accelerare la progressione della malattia e portare alla formazione di calcoli biliari).

Alimenti Consigliati

La Dieta Mediterranea, ad esempio, è certamente protettiva dalla steatosi epatica: come si sa è una dieta ricca di olio d'oliva, noci, legumi, frutta, verdura e pesce.

  • Verdura cruda e cotta da assumere in porzioni abbondanti. La varietà nella scelta permette di introdurre correttamente tutti i sali minerali, le vitamine e gli antiossidanti necessari per la salute dell’organismo.
  • Frutta, per l’elevato contenuto di sali minerali, vitamine e antiossidanti. È meglio non superare le due porzioni al giorno, poiché contiene naturalmente zucchero (fruttosio).
  • Carne, sia rossa che bianca, proveniente da tagli magri e privata del grasso visibile.
  • Pesce di tutti i tipi, almeno tre volte alla settimana. Privilegiare quello azzurro (es.
  • Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme: soia, girasole, mais, arachidi, etc.
  • Formaggi, una o due volte alla settimana in sostituzione del secondo piatto. Tra quelli freschi è bene preferire quelli a basso contenuto di grassi, mentre tra i formaggi stagionati quelli prodotti con latte che durante la lavorazione viene parzialmente decremato, come Grana Padano DOP.

Grazie a questa caratteristica produttiva, Grana Padano DOP riduce la presenza di grassi, inoltre apporta la maggiore quantità di calcio tra i formaggi comunemente più consumati, proteine ad alto valore biologico con i 9 aminoacidi essenziali, vitamine importanti come quelle del gruppo B (B2 e B12) e antiossidanti come vitamina A, zinco e selenio.

Alimenti da Evitare

  • Alcolici in tutte le forme.
  • Bevande gasate e non gasate che contengono zuccheri aggiunti, inclusi i succhi di frutta.
  • Dolci e alimenti dolcificati con l’aggiunta di zucchero o di fruttosio.
  • Carni grasse, gli insaccati, lardo e strutto e gli altri alimenti ricchi di grassi animali.
  • Burro, panna, mascarpone, formaggi grassi.
  • Margarine e gli alimenti che contengono grassi idrogenati.
  • Patatine fritte, cibi molto elaborati con salse.
  • Prodotti da forno (es.
  • Affettati, una o due volte alla settimana purché sgrassati.
  • Uva, banane, fichi, cachi e mandarini, poiché sono i frutti più zuccherini.
  • Sale.

Rimedi Naturali per Disintossicare il Fegato

Il rimedio naturale per eccellenza per detossinare il fegato è bere acqua calda e limone al mattino. Purifica il sangue, regola l’intestino e favorisce l’eliminazione delle scorie in eccesso. Il limone è ricco di antiossidanti che hanno un’azione protettiva sulle vie biliari, migliorando quindi le funzioni epatiche e digestive. Mentre l’acqua calda serve a contrastare l’effetto astringente dell’agrume.

Altro rimedio green efficace è quello di assumere il succo di aloe vera, che stimola anche la digestione e regolarizza il transito intestinale. Si consiglia un misurino da 50 ml da bere la mattina a digiuno e la sera prima di mettersi a letto.

Dalla fitoterapia arrivano le soluzioni detox a base di erbe amara. In particolare, il tarassaco, se assunto sotto forma di tisana o decotto, svolge una forte azione diuretica e aumenta la sintesi di bile, favorendo l’eliminazione di tossine, dovuto a un generale miglioramento dell’attività del fegato.

Anche il cardo mariano ha proprietà depurative simili, oltre a riparare e rigenerare le cellule epatiche danneggiate, grazie alla presenza della silimarina, una sostanza contenuta nei frutti essiccati. In alternativa c’è anche la bardana, di cui si utilizzano le radici secche per fare un decotto con cui tenere sotto controllo i livelli di colesterolo.

Un rimedio specifico per curare il fegato grasso e l’ipercolesterolemia è l’estratto idroalcolico di carciofo. La sua efficacia è dovuta a un principio attivo contenuto nelle foglie, la cinarina, che favorisce la formazione biliare.

In alternativa c’è anche la linfa di betulla, l’ideale soprattutto nel cambio di stagione a fine inverno, da bere la mattina prima di fare colazione. Anche l’erba d’orzo è un’ottima bevanda detox, per via dell’alta concentrazione di clorofilla che alcalinizza l’organismo con effetto depurativo e immunostimolante. La trovi sotto forma di polvere da sciogliere in acqua.

Dall’oriente un rimedio utile per stimolare la sintesi di bile e migliorare il metabolismo lipidico è la curcuma. Una spezia che ha anche un’azione epatoprotettiva delle cellule del fegato e antinfiammatoria. Oppure c’è la qing pi, un’erba utilizzata nella medicina tradizionale cinese, che ha un’azione sfiammante e tranquillante. Contribuisce a far “scivolare” l’energia del fegato e a fluidificare la bile. Ideale per un decotto (2-4 g in mezzo litro d’acqua) da gustare alla sera, ai cambi di stagione.

Un altro rimedio verde è la soluzione shoum, utile per depurare il fegato e reni.

Si raccomanda, in ogni caso, prima di assumere prodotti fitoterapici, di chiedere un parere al proprio medico di fiducia; soprattutto per capire se ci sono eventuali controindicazioni da tenere in considerazione, ma anche i giusti dosaggi e la posologia.

Il Ruolo dello Stile di Vita

Il fatto che più niente ci costi fatica, che non si faccia movimento, che i nostri lavori siano per lo più sedentari. Forse è questa la prima risposta che viene in mente.

Con almeno trenta minuti di cammino al giorno si contribuisce a mantenere il peso forma. Il sovrappeso e l'obesità sono considerati un fattore di rischio per almeno quindici forme di cancro.

Fegato Grasso (Steatosi Epatica)

In alcune situazioni spesso ricorrenti nella famiglia, cattiva dieta ed eccesso di grasso addominale, il grasso, oltre a depositarsi all’interno del tessuto adiposo, entra nelle cellule del fegato che si “rigonfiano” e vanno in sofferenza. In chi soffre di obesità, il grasso può essere anche la metà del peso del fegato.

Quanto è frequente?

Colpisce circa un quarto della popolazione mondiale, ma in genere non se ne è coscienti. La maggioranza dei pazienti con obesità ha il fegato grasso, idem per chi ha il diabete. La steatosi epatica (comunemente chiamata "Fegato Grasso") è diventata la malattia più frequente del fegato, togliendo il primato alle epatiti infettive. Anche i bambini ne sono colpiti.

Perché chi è obeso soffre di "fegato grasso"?

Non è chiaro, alcuni pazienti guardano ai vecchi esami del fegato e scoprono che già da giovani erano un po' alterati, ancora prima di aumentare di peso, e che altri familiari ne sono affetti. Quando “si mette su pancia”, il grasso addominale scarica grassi e sostanze infiammatorie direttamente al fegato.

Queste sostanze a loro volta causano steatosi che può progredire in infiammazione, fibrosi, cirrosi etc. Oltretutto il fegato in queste condizioni diventa insulinoresistente e comincia a produrre più glucosio a digiuno, aumentando così i livelli di glicemia.

Il problema è diventato così diffuso ed importante che gli esperti hanno creato un nuovo nome, MAFLD, che può essere tradotto come “steatosi epatica associata a disfunzioni metaboliche”.

Conseguenze del Fegato Grasso

E’ un vero problema di sanità pubblica. Lo sviluppo è lento e può essere progressivo: prima semplice accumulo di grasso, poi infiammazione, poi fibrosi e, più raramente, cirrosi con tumore del fegato. Oltre alla malattia del fegato, è probabile sviluppare resistenza insulinica e diabete, malattie cardiovascolari, malattie renali, alcuni tumori, oltre a pressione alta, alterazioni di colesterolo, trigliceridi ed acido urico. L’associazione di questi fattori porta ad un maggiore rischio di mortalità.

Anche altri organi vanno incontro a steatosi, come ad esempio il pancreas: se va in sofferenza, non riesce più a produrre quantità sufficienti di insulina, anche per questo diventa più facile diventare diabetici.

La steatosi epatica non è solo un fattore di rischio futuro, è la fase iniziale, asintomatica, di una vera malattia multi-sistemica, e si deve intervenire in fase precoce.

Sintomi e Diagnosi

Molto spesso nessun sintomo e non ci si accorge di nulla, ma il fegato si ingrossa e pesa di più. Tra i valori degli esami del sangue possono aumentare le transaminasi (AST e ALT) e le gammaGT. Dagli esami e dalla visita i medici possono calcolare degli indici per riconoscerla.

Un’ecografia del fegato può dimostrare la steatosi in gran parte dei casi. Tecniche più raffinate come Fibroscan e Risonanza Magnetica possono diagnosticare anche i casi più lievi. Naturalmente la diagnosi fa il medico.

Si può guarire dal Fegato Grasso?

Si può guarire ma è importante intervenire in fase precoce. Lo sviluppo è lento ma essere progressivo. Nelle fasi iniziali si può guarire, nelle fasi avanzate è più difficile ma ci si deve impegnare a migliorare ed impedire la progressione. Bisogna inoltre ricordare che si tratta di una condizione asintomatica per cui spesso si scopre quando c’è già da tempo.

Ottime idee sono sospettarla se si è affetti da obesità, fare attenzione a piccoli aumenti di enzimi epatici ed essere decisi nell’intervenire.

La Dieta è la Prima Terapia

Ci si chiede cosa mangiare e cosa non mangiare per la steatosi epatica, ma la scelta dei cibi è solo un pezzo della soluzione, l’altro pezzo è il calo di peso, soprattutto se si è in eccesso di peso.

Mentre si perde peso, è importante acquisire quelle abitudini che poi dovranno essere mantenute per la vita per impedire che la situazione si ripresenti in futuro. Non va dimenticato che l’obesità con le sue complicanze, tra cui la steatosi epatica, è una patologia recidivante.

Come Curare il Fegato Grasso?

Il calo di peso ha un effetto molto importante ed è realmente efficace persino in chi non è obeso. Perdere peso permette di perdere grasso viscerale (si “stringe la cinghia”) che a sua volta riduce il carico di grassi e sostanze infiammatorie al fegato.

Quanto perdere? Almeno il 10% del peso, ad esempio 8 kg per una persona di 80 Kg. Ma non è un effetto immediato: ci vogliono alcuni mesi per ridurre il grasso che si è accumulato; quindi, bisogna impegnarsi nel perdere peso, ma poi anche mantenere il peso raggiunto ed evitare di riprenderlo.

Ipertrigliceridemia

Trascurare (o sottostimare) l’importanza dei trigliceridi - mettono in guardia gli esperti - è una inavvertenza che può costare cara: rappresentano infatti un fattore di rischio per malattie del cuore, del fegato e del pancreas. I trigliceridi sono un grasso del sangue prodotto solo in parte dal nostro organismo.

Prevalentemente è legato all’alimentazione, all’introduzione di un quantitativo eccessivo di zuccheri semplici e all’assunzione di alcool: tutti nutrienti che vengono convertiti in trigliceridi. Fondamentale è dunque fare attenzione al tipo di grassi che apportiamo con la dieta: quelli saturi infatti ne aumentano i livelli, mentre quelli mono o polinsaturi svolgono una azione opposta di contenimento.

L’ipertrigliceridemia, però, è anche associata ad un aumento della pressione arteriosa, di glicemia a digiuno, a steatosi epatica (fegato grasso) e ad un innalzamento dei valori del colesterolo Ldl (quello cattivo).

Consigli per l'Ipertrigliceridemia

  • Aumentare l’apporto di verdura ad almeno 3 porzioni al giorno, in quanto ricca di fibra alimentare ed antiossidante.
  • Fare attenzione alle patate (che non sono una verdura) ed il cui consumo, meglio se con la buccia e fatte raffreddare, sostituisce pane e pasta.
  • Inserire nella dieta il pesce almeno tre volte a settimana (se necessario, e sotto consiglio medico, è possibile ricorrere a pillole contenenti grasso di pesce con effetto ipotrigliceridemizzante).
  • Preferire alimenti con maggiore quantità di grassi mono o polinsaturi rispetto a quelli saturi.
  • Una attenzione va riservata anche allo stile di vita con l’abolizione del fumo, una attività fisica più regolare.

Altre Raccomandazioni

  • Limitare il consumo di alcolici e superalcolici ai pasti, mantendosi su una unità alcolica consigliata dalle linee guida Italiane.
  • Aumentare l’apporto di verdura ad almeno 3 porzioni al giorno, in quanto ricca di fibra alimentare ed antiossidante.
  • Inserire nella dieta il pesce almeno tre volte a settimana (se necessario, e sotto consiglio medico, è possibile ricorrere a pillole contenenti grasso di pesce con effetto ipotrigliceridemizzante).
  • Preferire alimenti con maggiore quantità di grassi mono o polinsaturi rispetto a quelli saturi.
  • Abolire il fumo e praticare attività fisica più regolare.

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