Con la crescente popolarità delle diete a basso contenuto di carboidrati, le patate sono spesso messe da parte a favore di altre verdure considerate più salutari. Negli anni, la ricerca ha spesso indicato le patate come un alimento che può aumentare il rischio di sviluppare il diabete di tipo 2. Tuttavia, una nuova ricerca condotta dalla Edith Cowan University in Australia ha dimostrato che, sebbene le patate non offrano tutti i benefici tipici di molte verdure, i problemi associati al loro consumo dipendono principalmente da come vengono cucinate e con cosa vengono abbinate.
L'Impatto del Tipo di Cottura sulla Salute
Un ricercatore, Pratik Pokhare, ha indagato più a fondo il ruolo delle patate sulla salute, concludendo che, seppur non abbiano avuto lo stesso impatto sul diabete come altre verdure (e cioè quello di ridurre il rischio di sviluppare la malattia), è anche vero che non hanno avuto alcun effetto negativo. «In precedenti studi - dice Pratik Pokhare - il consumo di patate è stato collegato a una maggiore incidenza di diabete, indipendentemente da come sono state preparate, ma abbiamo scoperto che non è vero. In Danimarca le patate vengono cucinate in modo diverso e nel nostro studio abbiamo potuto distinguere i diversi modi di preparazione: quando abbiamo separato le patate bollite dal purè, dalle patate fritte e dalle patate al forno abbiamo notato che le patate bollite non erano associate ad un rischio più elevato di diabete: il loro effetto era di fatto neutro».
Gli Effetti Positivi delle Fibre e il Problema dei Cibi di Accompagnamento
«I problemi delle patate sono il tipo di cottura - conferma Stefano Erzegovesi, specialista in Scienze dell’Alimentazione e psichiatria -. Consumare patate bollite va benissimo, sono meglio di pasta e riso bianchi perché contengono molte più fibre: una porzione standard di pasta (80 grammi) contiene 2.08 grammi di fibre; una porzione standard di riso bianco (80 grammi) contiene 1.12 grammi di fibre; una porzione standard di patate (400 grammi) contiene 6.4 grammi di fibre. Quando invece le patate sono consumate arrosto o nel purè il problema diventano i cibi di accompagnamento: le patate arrosto sono infatti il contorno preferito delle carni grasse e nel purè viene sempre aggiunto burro e formaggio».
In effetti, nello studio sui cittadini danesi i ricercatori hanno sottolineato che le persone che mangiavano maggiori quantità di patate consumavano anche più burro, carne rossa e bibite zuccherate, alimenti noti per aumentare il rischio di diabete. Come mettere in pratica allora una cucina salutare con le patate?
Come Abbassare l'Indice Glicemico delle Patate
Per abbassare ulteriormente l’indice glicemico delle patate si può optare per un trucco semplice ed efficace: raffreddarle in frigorifero (non è vera la credenza che la conservazione in frigo le rende tossiche). «Quindi nelle stagioni calde consiglia Stefano Erzegovesi - possiamo preparare l’ insalata fredda di Pantelleria con patate, prezzemolo, capperi, olio extravergine d’oliva, basilico fresco a pezzettini stracciato con le mani e, se piace, qualche goccia di aceto bianco. Nelle stagioni fredde invece possiamo optare per l’ insalata di patate conservata in frigorifero e riscaldata il giorno dopo. Ogni ciclo di raffreddamento/riscaldamento delle patate aumenta la percentuale di amido resistente che, oltre ad abbassare il carico glicemico, non viene assorbito (quindi significa meno calorie) e, dulcis in fundo, quando arriva nel colon funziona come prebiotico (cibo preferito dai nostri batteri intestinali amici).
L’indice glicemico (IG) è un parametro che classifica i carboidrati in base alla rapidità con cui aumentano i livelli di glucosio nel sangue dopo la loro assunzione. Un alimento con IG elevato provoca un rapido innalzamento della glicemia, stimolando un picco insulinico; al contrario, un alimento a basso IG induce un rilascio più graduale di glucosio nel sangue. Anche le patate sono alimenti ad alto IG, soprattutto nella versione al forno o in purea. Sì, soprattutto quello bianco. Un cibo con IG alto produce un grande picco di glucosio dopo il suo consumo.
Strategie per Abbassare l'Indice Glicemico
- Per evitare un elevato indice glicemico è innanzitutto importante acquistare patate giovani.
- La buccia delle patate contiene moltissime fibre che riducono l’indice glicemico dell’alimento, oltre a essere veri e propri “spazzini” del sangue e aiutare l’intestino. Una patata di medie dimensioni contiene circa sette grammi di fibre. Considerate sempre che sbucciandola, le fibre si ridurranno a meno di un grammo.
- Se preparate le patate bollite, il consiglio è di mangiarle fredde.
- Alcune ricerche dimostrano che se alle patate vengono aggiunte verdure riche di fibra es. cime di rape o broccoli, le fibre di questi ortaggi rallentano la velocità di assorbimento degli zuccheri abbassandone l'indice glicemico.
Le patate sono molto ricche di Vitamina C, ma anche di vitamina A, B3, B6, B2 e B1 e di minerali essenziali per il nostro benessere come ad esempio il ferro, lo zinco, il fosforo il rame, il calcio ed il magnesio, senza contare tutte le loro proprietà antiossidanti. La varietà, le condizioni ambientali, le modalità di cottura e di conservazione delle patate influiscono decisamente sul contenuto vitaminico, sta a noi in questo caso fare attenzione!
Ci si chiede spesso come abbassare l’indice glicemico delle patate. Sì, perché le patate sono un ingrediente tanto versatile in cucina, quanto “chiacchierato” a tavola, per via dell'impatto sulla glicemia, ovvero sui livelli di zuccheri nel sangue. Tuttavia il loro sapore è così piacevole e il loro corredo nutritivo prezioso, che non occorre per forza rinunciarvi. Ma come abbassare l’indice glicemico delle patate più dolci?
Le patate, nonostante abbiano un contenuto di carboidrati importante, possono essere parte di una dieta equilibrata se consumate con moderazione e abbinate correttamente. Offrono, infatti, una serie di nutrienti utili per la salute sia fisica sia mentale, come antiossidanti (per esempio la vitamina C) e i flavonoidi, oltre a minerali preziosi come il potassio e il magnesio e a tante vitamine del complesso B, in particolare vitamina B1, B2, B3, B5 e B9, essenziali per il metabolismo, e triptofano, un aminoacido essenziale prezioso per la salute e il benessere emotivo.
Indice Glicemico delle Patate: Cosa Significa?
«L'indice glicemico (IG) delle patate e di qualsiasi altro alimento che contenga carboidrati misura la velocità con cui aumenta i livelli di zucchero nel sangue» spiega la nutrizionista Monica Giovacchini. «Gli alimenti con indice glicemico alto, quindi superiore a 70, causano un rapido aumento della glicemia, mentre quelli con indice glicemico più basso, inferiore a 55, la mantengono stabile. Le patate, ricche di amido, hanno un indice glicemico variabile in base al tipo, al metodo di cottura e alla preparazione. Controllare l’indice glicemico è essenziale per gestire il peso e prevenire picchi glicemici, che aumentano la produzione di insulina e la sensazione di fame. Per chi soffre di diabete di tipo I e II, mantenere stabile la glicemia è fondamentale».
Tipi di Patate a Basso Indice Glicemico: Quali Scegliere
«Le patate dolci hanno un indice glicemico mediamente più basso rispetto alle patate tradizionali grazie alla maggiore quantità di fibre e amido resistente che viene assorbito più lentamente. Le patate tradizionali contengono invece amidi più facilmente digeribili e assimilabili» dice l’esperta. «Alcune varietà hanno un indice glicemico inferiore, come le patate a buccia rossa, viola, novelle e a pasta gialla o cerosa (es. Yukon Gold) perché contengono più fibre, amido resistente e hanno una struttura compatta che ne rallenta la digestione» dice la nutrizionista. «Anche le patate novelle e quelle con la buccia sottile hanno più amido resistente e fibre, che ne riducono l’impatto sulla glicemia sia per via della loro struttura più compatta sia per l'alto contenuto di acqua».
Metodi di Cottura per Ridurre l'Indice Glicemico delle Patate
«Per abbassare l’indice glicemico delle patate più dolci, è meglio bollirle o cuocerle al vapore con la buccia, evitando cotture troppo prolungate o ad alte temperature come la frittura. Consumandole fredde dopo la cottura, si forma più amido resistente, che riduce ulteriormente l’indice glicemico. Durante la cottura, l’amido si gelatinizza, rendendolo più digeribile. Con il raffreddamento, l’amido si ricristallizza, diventando meno digeribile e con un impatto migliore sulla glicemia».
Patate a Basso Indice Glicemico: Gli Abbinamenti Migliori a Tavola
Come abbinare le patate più dolci per controllare l’indice glicemico? «Per gestire l’indice glicemico delle patate è bene abbinarle a verdure ricche di fibre (spinaci, broccoli, zucchine), legumi (ceci, fagioli), proteine magre (pollo, pesce, uova) e grassi sani (olio extravergine di oliva, avocado, frutta secca) aiuta a bilanciare l’indice glicemico. Anche alimenti fermentati e spezie contribuiscono a stabilizzare la glicemia. Un’altra strategia che si può adottare in cucina per abbassare l’indice glicemico delle patate è lavarle, cuocerle e mangiarle intere con tutta la buccia.
Oltre a cucinarle con la buccia o sceglierle novelle, c’è un altro modo per ridurre ulteriormente l’impatto sulla glicemia delle patate: mangiarle fredde, magari in insalata insieme a ortaggi ricchi di fibre. Come accade anche per la pasta, la conservazione delle patate in frigo dona loro una particolare gommosità. In effetti, durante la cottura l’amido si modifica e poi, quando viene raffreddato, le sue molecole sono obbligate a trovare una nuova organizzazione, in quanto i trattamenti termici hanno profondamente modificato quella originaria. E grazie a questo fenomeno, chiamato retrogradazione, l’amido dà vita a una struttura semicristallina che però diventa molto meno assimilabile.
Consigli aggiuntivi
- Scegliere patate novelle o a buccia rossa.
- Cucinare le patate con la buccia per aumentare l'apporto di fibre.
- Raffreddare le patate dopo la cottura per aumentare la quantità di amido resistente.
- Abbinare le patate a verdure ricche di fibre, proteine magre e grassi sani.
- Evitare di consumare patate fritte o in purea con aggiunta di burro e formaggio.
Metodi di cottura alternativi
- La bollitura: è una delle tecniche di cottura più comuni e tradizionali.
- La cottura al vapore: è uno dei metodi di cottura più salutari e che consente di mantenere maggiormente il gusto dell’alimento.
- La cottura al forno: durante la cottura al forno, gli alimenti sono sottoposti a temperature molto elevate che danneggiano alcuni nutrienti e provocano, in alcuni casi, la produzione di composti chimici dannosi per la nostra salute.
- Il forno a microonde: poiché i tempi di cottura nel forno a microonde sono sensibilmente ridotti, gli alimenti sono esposti alle alte temperature per tempi decisamente inferiori rispetto al forno tradizionale, con conseguente migliore conservazione delle sostanze nutritive.
Ricorda che le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionali specializzate.
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