Come appare un tumore al seno in ecografia

L'ecografia mammaria è un esame diagnostico per immagini che consente lo studio anatomico e strutturale del seno. Quest'indagine non invasiva si basa sull'emissione e sulla ricezione di ultrasuoni, i quali vengono riflessi in modo differente dai vari tessuti della mammella che attraversano. Gli ultrasuoni sono generati dalla vibrazione di cristalli piezoelettrici contenuti nelle sonde ecografiche e, secondo un principio simile al fenomeno dell'eco, vengono riflettuti dai tessuti del seno, generando una serie di onde riflesse.

Quest'ultime sono registrate dalla sonda ecografica e vengono decodificate dall'unità centrale dell'apparato strumentale, che trasforma le informazioni acquisite in immagini bidimensionali visibili sul monitor. L'ecografia permette così di visualizzare le zone mammarie in cui la densità è diversa da quella del tessuto normale, individuando aree di opacità e formazioni nodulari di significato benigno o maligno, e permettendo di distinguere tra le lesioni a contenuto liquido e quelle solide.

Cosa si può individuare con l'ecografia mammaria

Con l'ecografia mammaria è possibile individuare cisti al seno, cioè formazioni di natura benigna, spesso a contenuto liquido o misto, e fibroadenomi. Quest'indagine consente, inoltre, di diagnosticare la presenza di tessuti infiammati (come nel caso di mastite o ascessi) ed è importante nella diagnosi precoce di lesioni più serie, come i tumori maligni. L'ecografia mammaria permette di visualizzare anche le eventuali alterazioni a carico dei linfonodi dei cavi ascellari.

L'ecografia mammaria è indicata in tutti i casi in cui siano evidenti o palpabili formazioni nodulari alla visita medica o all'autoesame del seno. L'indagine ecografica consente infatti di verificare la presenza di lesioni, anche di piccole dimensioni, ottenendo, al contempo, informazioni utili in merito alla loro probabile natura maligna o benigna. L'ecografia mammaria è finalizzata, quindi, a ottenere immagini in merito a lesioni sospette, per poterne esaminare le caratteristiche (margini, struttura cistica o solida ecc.) e i rapporti con le altre strutture. Tale metodica consente di valutare, inoltre, eventuali formazioni dei linfonodi ascellari.

Come appare un nodulo maligno all'ecografia

Rilevare un nodulo maligno nelle prime fasi della sua crescita è fondamentale per il trattamento efficace del cancro.

Le caratteristiche che possono suggerire la malignità di un nodulo includono:

  • Aspetto irregolare: I noduli maligni tendono ad avere una forma e dei contorni irregolari. Questo aspetto differisce da quello dei noduli benigni, che solitamente presentano contorni chiari e regolari.
  • Ecogenicità: L’ecogenicità fa riferimento alla capacità di un tessuto di riflettere le onde sonore.
  • Dimensioni: La dimensione del nodulo è un altro aspetto importante da considerare.
  • Flusso sanguigno anomalo: L’ecografia Doppler è un’ulteriore tecnica che può essere utilizzata per rilevare il flusso sanguigno all’interno di un nodulo.
  • Elasticità: L’elastosonografia è un approccio avanzato che valuta l’elasticità del tessuto nodulare.

Un nodulo al seno maligno è in genere di consistenza dura, con contorni non ben delimitati e aderente alla cute o ai tessuti circostanti. In questo caso possono essere presenti altri segni e sintomi associati al cancro della mammella come retrazione del capezzolo, ondulazioni e rientranze, pelle a buccia d’arancia, ecc.

L’esame si esegue sotto guida ecografica, inserendo un ago sottile nel nodulo sospetto e aspirando il materiale in esso contenuto, il quale verrà sottoposto ad esame citologico.

L'importanza dell'ecografia mammaria

L'ecografia è un esame importante per la diagnosi del tumore della mammella, utile soprattutto a completamento della mammografia nelle donne più giovani, che presentano un seno denso in cui la componente ghiandolare è prevalente. Nella maggior parte dei casi, l'ecografia al seno non è un'indagine alternativa alla mammografia e i due esami sono ritenuti complementari.

L'esame ecografico è indicato soprattutto nelle pazienti giovani (prima dei 35 anni di età), come completamento diagnostico alla visita senologica, per la sua particolare idoneità allo studio del seno di tipo ghiandolare denso. L'ecografia mammaria viene scelta quale indagine anche in presenza di patologia infiammatoria (mastite, ascesso e trauma) e per il controllo nel tempo della patologia benigna della mammella (fibroadenoma, lipoma e cisti).

Tuttavia, è importante sottolineare che la diagnosi definitiva della natura maligna o benigna di un nodulo richiede spesso ulteriori test, come la biopsia. Se sospettate la presenza di un nodulo maligno o avete ricevuto una diagnosi, è fondamentale consultare un medico specializzato che possa fornire una valutazione accurata e un piano di trattamento adeguato.

Come viene eseguita l'ecografia mammaria

L'ecografia mammaria è una tecnica diagnostica semplice e sicura, che si esegue appoggiando una piccola sonda sulla pelle del seno, dopo avervi deposto una piccola quantità di gel conduttore per facilitare lo scorrimento dello strumento sulla cute e migliorare la trasmissione delle onde ultrasonore. Per eseguire l'ecografia mammaria, la paziente viene invitata a sdraiarsi su un lettino con il torace scoperto e con le braccia alzate, ponendo le mani dietro alla testa.

L'ecografia mammaria non necessita di alcuna particolare norma di preparazione da parte della paziente. L'ecografia mammaria è un esame non invasivo, che non causa alcun fastidio. L'ecografia mammaria è considerata un esame complementare alla visita senologica e alla mammografia.

Nelle donne giovani prevale la componente ghiandolare, mentre con il progredire dell'età questa parte si riduce a favore della porzione adiposa e fibrosa delle mammelle. L'utilizzo dell'ecografia al seno è limitato dall'impossibilità di visualizzare contemporaneamente tutto il volume della mammella e dalla difficoltà di identificare lesioni maligne in fase precoce (per questo, l'esame ecografico è complementare alla valutazione clinica e alla mammografia). Inoltre, l'esame ecografico non può sostituire la mammografia nella ricerca del tumore maligno in fase precoce, in quanto non individua le calcificazioni microscopiche rilevabili dalla mammografia.

L'affidabilità di questo esame dipende molto dalla competenza del medico che la esegue: si dice, infatti, che l'ecografia sia un'indagine "operatore-dipendente".

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