Come Abbassare la Bilirubina nella Sindrome di Gilbert

Se ti sei mai sottoposto anche a un semplice esame del sangue, avrai certamente sentito parlare della bilirubina, un indicatore fondamentale per valutare la salute del fegato. Solitamente vengono considerati normali valori da bassi a moderati, ma non è raro che questi si alzino sopra la media. Monitorare la bilirubina è essenziale poiché livelli anomali possono essere indicativi di diversi problemi di salute, anche se va sottolineato che un singolo risultato al di fuori dei parametri normali non è necessariamente motivo di preoccupazione.

In questi casi, un’elevata concentrazione di bilirubina potrebbe indicare un problema di salute nascosto che richiede un’attenta valutazione e un trattamento medico appropriato. La bilirubina è un pigmento giallo prodotto dalla rottura dei globuli rossi nel fegato. La bilirubina alterata può derivare da diverse condizioni che influenzano il metabolismo corporeo. Esistono numerose patologie che possono incidere sui suoi livelli:

  • Epatite
  • Cirrosi epatica
  • Ostruzione biliare
  • Anemia emolitica
  • Malattia di Gilbert

Cos'è la Sindrome di Gilbert?

La Sindrome di Gilbert è una malattia benigna che coinvolge il fegato. Generalmente la Sindrome di Gilbert viene diagnosticata per caso, durante delle normali analisi del sangue. Nel caso in cui entrambi i genitori siano portatori del gene mutato, vi è un rischio maggiore di soffrire della sindrome. Normalmente questa sostanza arriva al fegato attraverso il sangue. Qui un enzima presente nelle cellule epatiche la disgrega, separandola dal sangue e modificandola in modo da poter essere eliminata. Raggiunge, quindi, l’intestino, dove di fatto viene smaltita attraverso le feci. In coloro che soffrono della Sindrome di Gilbert, il gene non funziona correttamente.

La sindrome di Gilbert è un disordine ereditario del metabolismo della bilirubina, un pigmento giallo-arancione derivato dal catabolismo dei globuli rossi invecchiati o danneggiati. Questa condizione, descritta per la prima volta da Gilbert e Lereboullet nel 1901, è piuttosto diffusa. Si manifesta generalmente dopo la pubertà ed è più frequente negli uomini rispetto alle donne; il più delle volte è innocua e priva di sintomi, mentre l'aspettativa di vita è assolutamente normale. Le modalità di origine della sindrome di Gilbert non sono ancora completamente chiare. A tal proposito sono state suggerite trasmissioni a carattere autosomico dominante ed autosomico recessivo; quest'ultima ipotesi appare attualmente più plausibile.

Sintomi della Sindrome di Gilbert

Nei casi gravi il sintomo caratteristico dell’iperbilirubinemia è l’ittero, ossia la colorazione giallastra della sclera oculare e della pelle. Questa malattia viene diagnosticata attraverso le analisi del sangue. La malattia può influire sull’eliminazione da parte dell’organismo di alcuni farmaci, accentuando anche gli effetti collaterali ad essi associati. Quando presenti, i sintomi più comuni della malattia di Gilbert comprendono stanchezza, debolezza, vaghi dolori addominali, dispepsia, anoressia (disappetenza) e lieve colorazione gialla delle sclere oculari e della cute (ittero). È importante notare che tali sintomi sono comuni ad altre e ben più gravi malattie, come epatiti, cirrosi, ostruzioni dei dotti biliari e tumori del fegato o del pancreas; pertanto, nell'eventualità, è bene segnalarli immediatamente al proprio medico.

In circa il 40% dei soggetti con sindrome di Gilbert si evidenzia inoltre una riduzione della vita eritrocitaria media. Per l'asintomaticità che spesso l'accompagna, in molti casi la sindrome di Gilbert viene diagnosticata occasionalmente durante esami di routine, condotti per indagare la presenza di altre condizioni o malattie.

Diagnosi della Sindrome di Gilbert

La diagnosi si esegue tramite un semplice esame del sangue, che in caso di positività evidenzia livelli di bilirubina indiretta lievemente aumentati, quando gli altri marker di funzionalità epatica rimangono nella norma. Dal momento che nelle persone affette da Sindrome di Gilbert la bilirubinemia indiretta varia in relazione ai suddetti fattori, l'esame può essere ripetuto più volte o essere eseguito dopo un digiuno di 24 ore. Un'eventuale ecografia epatica escluderà ogni altra malattia, epatocellulare o delle vie biliari, potenzialmente responsabile dei sintomi avvertiti dal paziente.

Trattamento e Precauzioni

Trattandosi di una malattia genetica, la sindrome di Gilbert non conosce ancora cure adeguate; tuttavia, poiché nella maggior parte dei casi non determina alcun problema, in genere non necessita di alcun trattamento. Il paziente con sindrome di Gilbert viene comunque invitato a seguire uno stile di vita più attento alla salute del proprio fegato, evitando l'acqua fluorurata (il fluoruro è un inibitore enzimatico) e determinati eccessi alimentari (alcolici, fritture, alimenti ed integratori proteici, e cibi ricchi di grassi, specie se cotti); è inoltre utile imparare a gestire lo stress e cercare di prevenire le infezioni, anche le più banali (ad es. lavandosi spesso le mani). In presenza di sindrome di Gilbert, inoltre, è particolarmente importante informare il proprio medico o farmacista prima di assumere un qualsiasi farmaco; il deficit enzimatico può infatti amplificarne gli effetti collaterali, inclusi quelli del comune paracetamolo (tachipirina). Induttori enzimatici, come il fenobarbital, possono essere somministrati per favorire la regressione dell'ittero quando causa preoccupazioni cosmetiche o ripercussioni psicologiche importanti al paziente con sindrome di Gilbert.

Come Abbassare la Bilirubina

È molto importante abbassare i livelli di bilirubina nel sangue quando sono alti perché questa sostanza è tossica e può danneggiare il nostro fegato. In primo luogo dobbiamo curare la malattia che ha provocato questo aumento della bilirubina e in secondo luogo è necessario mantenere sano il nostro fegato. Prendersi cura del sistema epatico implica mantenere una dieta equilibrata, una corretta idratazione, evitare l’alcol e non abusare di farmaci (come il paracetamolo). Per quanto riguarda l'alimentazione, è consigliabile consumare prodotti freschi, cotti delicatamente, che facilitano la digestione e sono ricchi di fibre, vitamine e minerali.

Alimenti che Aiutano a Ridurre la Bilirubina

Ecco una selezione dei più benefici per la nostra funzionalità epatica:

  1. Cereali integrali: La fibra è molto importante per il corretto funzionamento del nostro fegato. Il consumo di cereali e riso integrale può ridurre l’infiammazione sia epatica che sistemica e prevenire la fibrosi epatica.
  2. Frutta e verdura rossa: Come peperoni rossi, pomodori, anguria, uva o cachi. In questo caso il responsabile dell'azione protettiva del fegato è il licopene, l'antiossidante responsabile del colore rosso di frutta e verdura. Questo nutriente è molto importante per mantenere l’equilibrio ossidativo nel fegato.
  3. Legumi: Sono anche ricchi di fibre, quindi migliorano l’assorbimento dei grassi. I ceci sono particolarmente indicati perché forniscono al fegato aminoacidi essenziali per il suo funzionamento.
  4. Carciofi: Oltre a contenere anche fibre e antiossidanti, stimolano l'urina e contribuiscono alla funzione depurativa del fegato.
  5. Broccoli: Tutti i cavoli in generale fanno bene alla salute, ma i broccoli sono particolarmente indicati per la salute del fegato per il loro alto contenuto di vitamine e zolfo che aiutano ad eliminare le sostanze tossiche.
  6. Asparagi: Fanno bene sia al fegato che ai reni perché facilitano l'eliminazione delle tossine attraverso le urine grazie alla loro abbondanza di zolfo e altri nutrienti salutari.
  7. Infusi, tè e anche caffè: Da assumere con moderazione.

Sindrome di Gilbert e Dieta

Quando si parla di Sindrome di Gilbert dieta e nuove abitudini alimentari possono essere fondamentali per contrastare l’aumento di bilirubina. Fondamentale è evitare i digiuni. Infatti, quando si saltano i pasti oppure si seguono diete molto rigide, spesso ipocaloriche, il risultato è che la bilirubina aumenta notevolmente. Il tuo corpo ha bisogno costante di ricavare energia dagli zuccheri.

Carne e pesce forniscono al fegato delle proteine preziose ma nella dieta per Sindrome di Gilbert è meglio mangiarli a pranzo evitando una digestione più difficoltosa in fase serale. Per quanto riguarda la carne, sarebbe meglio limitare il consumo di quella rossa, come una bistecca di maiale per intenderci. Sfatiamo il mito di evitare di mangiare i carboidrati di sera.

In particolar modo bisognerebbe mangiare carote, spinaci, cavolfiori e barbabietole, cicorie, cardo mariano, carciofi e tarassaco. Sfrutta le proprietà dell’Olio EVO (Extravergine di Oliva)! In presenza della Sindrome di Gilbert i cibi da evitare per evitare di affaticare il fegato non sono molti ma bisogna prestare particolare attenzione agli eccessi alimentari.

Cibi da Evitare e Alcool

In questo caso non esistono indicazioni in base alle quali dovresti eliminare completamente le bibite alcoliche dalla tua dieta. In sintesi, ti sarà chiaro che per un soggetto con la Sindrome di Gilbert dieta e uno stile di vita sano sono indispensabili.

Valori Normali della Bilirubina

I valori normali della bilirubina nel sangue variano leggermente a seconda del laboratorio di analisi, ma generalmente si attestano sui seguenti intervalli:

Tipo di Bilirubina Valore Normale (mg/dL)
Bilirubina totale 0,3 - 1,2
Bilirubina diretta 0,1 - 0,4
Bilirubina indiretta 0,2 - 0,8

A Chi Rivolgersi in Caso di Bilirubina Alta?

Lo specialista di riferimento è, di solito, l’epatologo e occasionalmente il gastroenterologo. Tale pigmento può essere dosato tramite un prelievo di sangue da una vena del braccio.

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