Perché è importante abbassare i livelli alti di trigliceridi? Avere valori elevati di trigliceridi aumenta concretamente il pericolo di malattie cardiovascolari aterosclerotiche, come ictus e infarto. Questo accade perché i trigliceridi contribuiscono a formare placche di grasso nelle arterie (aterosclerosi), che possono ostacolare il flusso sanguigno.
Livelli elevati di trigliceridi aumentano il rischio di malattie cardiovascolari come ictus e infarto, oltre a patologie del fegato e del pancreas. Contribuiscono alla formazione di placche nelle arterie (aterosclerosi) e, in casi gravi, possono causare pancreatite acuta. Sono anche un componente della sindrome metabolica, che predispone a malattie cardiache e diabete di tipo 2.
Quali sono i valori di riferimento?
Quali sono i valori di trigliceridi considerati normali o problematici? Per gli adulti, un valore desiderabile è inferiore a 150 mg/dl (1,7 mmol/L); valori tra 150 e 199 mg/dl sono ai limiti, mentre oltre 200 mg/dl sono considerati elevati. Per i ragazzi (under 18), il valore desiderabile è inferiore a 90 mg/dl. Livelli superiori a 500 mg/dl sono “molto elevati” e aumentano significativamente il rischio di pancreatite acuta.
Le prove scientifiche più recenti confermano un legame diretto e causale tra i trigliceridi e il rischio di infarto e ictus. Basti pensare che queste particelle possono contenere fino a quattro volte più colesterolo rispetto a una particella di colesterolo LDL.
Un concetto chiave, evidenziato dalle più recenti linee guida, è quello del “rischio cardiovascolare residuo”. In sostanza, anche quando il colesterolo “cattivo” (LDL) è tenuto sotto controllo con le terapie, una parte del rischio di infarti e ictus rimane.
Se queste abitudini non bastano, le linee guida europee raccomandano un trattamento farmacologico quando i valori superano i 200 mg/dL, specialmente in soggetti ad alto rischio.
Il Ruolo dell’Alimentazione nell’Abbassare i Trigliceridi
Per abbassare i trigliceridi, la prima e più efficace linea di intervento è modificare il proprio stile di vita. Quando mangiamo più calorie del necessario, il nostro corpo le converte in trigliceridi e le immagazzina come grasso. Il primo passo è ridurre gradualmente l’apporto calorico quotidiano. Queste modifiche allo stile di vita rappresentano il fondamento di qualsiasi strategia di successo.
Per ridurre i trigliceridi in modo naturale, è necessario seguire una serie di consigli ben precisi. In linea di massima, chi deve far fronte a un tasso elevato di trigliceridi nel sangue può riuscirci grazie a un'alimentazione sana e corretta, un’attività sportiva adeguata e all'assunzione di acidi grassi monoinsaturi.
1. Gestione del peso e attività fisica
La sedentarietà è un’alleata dei trigliceridi alti. L’attività più efficace è quella aerobica. Aumentare la propria attività fisica contribuisce in vari modi a normalizzare il tasso dei trigliceridi. Può aiutare a controllare il peso corporeo, un elemento, come si ricordava, di riconosciuta importanza da questo punto di vista, ed aiuta inoltre i muscoli a 'bruciare' meglio i trigliceridi stessi per produrre l'energia necessaria per il movimento.
Raggiungere e mantenere il peso ideale: Perdere peso gradualmente, preferibilmente sotto controllo medico, è fondamentale.
Fare attività fisica regolare: L'esercizio fisico, infatti, aumenta l'attività degli enzimi che digeriscono i trigliceridi (soprattutto la Lipoprotein-Lipasi, o LPL).
È necessario sostenere uno stile di vita sano per monitorare il peso corporeo e bruciare calorie e grassi saturi in eccesso. Il movimento quotidiano incrementa l'attività degli enzimi che assimilano i trigliceridi nel sangue, oltre a favorire il proprio benessere.
2. Ridurre zuccheri e carboidrati
bevande zuccherate e succhi di frutta: sono bombe di zuccheri semplici. Attenzione ai succhi di frutta confezionati: anche se etichettati “senza zuccheri aggiunti”, contengono il fruttosio naturale della frutta in forma concentrata e priva di fibre, che può far impennare i trigliceridi.
Non tutti i carboidrati, però, sono uguali.
carboidrati integrali e ricchi di fibre: scegliere sempre la versione integrale di pane, pasta e riso e aumentare il consumo di avena, orzo, farro e soprattutto legumi (fagioli, lenticchie, ceci).
In primo luogo, bisogna prediligere pasta e zuccheri complessi, dalla digeribilità piuttosto lenta. Le loro sostanze vengono assorbite con una certa gradualità dall'organismo e ciò permette di mantenere il valore di trigliceridi nel sangue al di sotto del livello di guardia.
3. Aumentare l’assunzione di fibre alimentari
Un’alimentazione ricca di fibre è importantissima per abbassare i trigliceridi e migliorare la salute del cuore. Aumentare il loro consumo è semplice.
- legumi: fagioli, lenticchie, ceci, piselli e soia.
- cereali rigorosamente integrali: sostituisci pane, pasta e riso bianchi con le loro versioni integrali.
Ma quante fibre servono? Nota: l'apporto totale di fibra deve attestarsi intorno ai 30 g / die.
Un'elevata attenzione va riservata anche a verdura e legumi. Entrambe le categorie racchiudono prodotti ricchi di fibra alimentare. Quest'ultima monitora l'assorbimento dei grassi da parte dell'intestino. I legumi, inoltre, contengono un'alta percentuale di zuccheri a lenta digeribilità.
4. Evitare i grassi trans
Perché sono un problema per la salute? I grassi trans possiedono proprietà infiammatorie e sono associati a numerosi problemi di salute.
Negli ultimi anni, l’atteggiamento dei regolatori e dei produttori rispetto ai grassi trans è cambiato notevolmente, portando persino a vietarne l’aggiunta in Paesi come gli Stati Uniti o a limitarne sempre più l’uso.
5. Aumentare l’assunzione di grassi insaturi
- grassi monoinsaturi: si trovano in alimenti come l’olio d’oliva, le noci e l’avocado.
- grassi polinsaturi: sono presenti negli oli vegetali (come l’olio di riso o gli oli monoseme di soia, girasole, mais, arachidi) e nei pesci grassi, oltre che nelle noci e in semi come i semi di lino e i semi di chia.
Limitare l'apporto di grassi saturi (latte intero e formaggi grassi, insaccati, carne grassa, oli tropicali) e idrogenati (margarina), preferendo quelli monoinsaturi (olio di oliva, di semi, frutta secca) ma sempre con una certa moderazione.
6. Consumare più alimenti ricchi di Omega-3
Ci sono due strategie principali per assumerli.
- pesce azzurro: si raccomanda di consumare almeno due volte a settimana pesci grassi come salmone, sgombro, sardine, alici e aringa.
Importante è anche aumentare il consumo di pesce. I suoi grassi sono monoinsaturi e sono ottimi antiaritmici, oltre a limitare i trigliceridi nel sangue. Sono sufficienti due pasti a settimana di pesce, con un'elevata concentrazione di acidi grassi Omega 3, per migliorare l'alimentazione.
7. Alcool
L’assunzione di alcol ha un impatto significativo sui livelli di trigliceridi nel sangue. Le bevande alcoliche sono spesso ricche di zuccheri, carboidrati e calorie. Secondo alcuni studi il consumo moderato di alcol può aumentare i trigliceridi nel sangue di circa il 50%, anche in soggetti che presentano livelli inizialmente normali. Per abbassare i trigliceridi, la regola d’oro è semplice: privilegiare cibi freschi e naturali e limitare al massimo quelli processati, ricchi di zuccheri e grassi “cattivi”.
cereali (pane, pasta e riso), ma solo integrali.
frutta fresca, con moderazione, per il suo contenuto di zuccheri (fruttosio).
Infine, non bisogna dimenticarsi di bere tanta acqua a cadenza quotidiana. Si tratta di un'abitudine essenziale che permette di depurare e idratare l’organismo.
Dall'altra parte, bisogna prestare la massima attenzione a numerosi cibi poco salutari per il controllo dei trigliceridi nel sangue. Prima di tutto, gli zuccheri semplici non sono adatti. Attenzione anche a frutti esotici come banane, ananas e avocado, oltre a prodotti autunnali quali uva e fichi.
I dolci in generale sono da dosare senza esagerazione. Il comune zucchero raffinato da tavola va sostituito con un buon dolcificante.
Un discorso simile vale anche per i cibi fritti, nonché per i succhi di frutta altamente zuccherati. Altro esempio sono gli affettati o altri alimenti contenenti grasso in quantità elevate. Meglio puntare su prosciutti magri o a base di pollo o tacchino, così come è meglio evitare insaccati ad alto contenuto di sale.
Privilegiare pesce azzurro e salmone (per Omega-3) almeno tre volte a settimana, abbondanti verdure, e cereali integrali con moderazione. Scegliere latte e yogurt scremati, tagli magri di carne, legumi e oli vegetali insaturi come l’olio extravergine d’oliva. Una dieta di tipo mediterraneo con controllo calorico è l’ideale.
È cruciale evitare alcolici e superalcolici, bevande e cibi ricchi di zuccheri aggiunti (dolci, succhi di frutta, marmellate, miele) e carboidrati raffinati. Limitare cibi da fast-food, grassi animali (burro, panna), frattaglie, insaccati grassi e prodotti da forno con “grassi vegetali” (spesso grassi trans).
Tabella Riepilogativa: Alimenti Consigliati e da Evitare
| Categoria | Cibi Consigliati (Alleati) | Cibi da Evitare (Nemici) |
|---|---|---|
| Pesce | Pesce azzurro (salmone, sgombro, sarde, alici). Almeno 2-3 volte/settimana. | Pesce fritto o impanato industrialmente. |
| Verdura e Legumi | Verdura di ogni tipo, in abbondanza. Legumi (fagioli, lenticchie, ceci) 2-4 volte/settimana. | Verdure condite con salse grasse o burro. |
| Carboidrati | Pane, pasta, riso, avena, orzo rigorosamente integrali. | Pane bianco, pasta e riso non integrali. Prodotti da forno industriali (merendine, cracker). |
| Carne e Proteine | Carni bianche (pollo, tacchino senza pelle). Tagli magri di carne rossa. Affettati magri (bresaola, fesa di tacchino). | Carni grasse e insaccati (salame, salsiccia, wurstel, mortadella). Frattaglie. |
| Latticini e Formaggi | Latte e yogurt scremati o parzialmente scremati. Formaggi freschi e magri (ricotta) o Grana Padano. | Latte intero. Formaggi grassi e cremosi. Panna. |
| Condimenti e Grassi | Olio extravergine d’oliva (a crudo). Avocado. Frutta secca (noci, mandorle) con moderazione. | Burro, lardo, strutto, margarina. Salse elaborate (maionese). Cibi fritti. |
| Zuccheri e Dolci | Frutta fresca (con moderazione). | Zucchero, miele, marmellate. Dolci, torte, biscotti, gelati, caramelle. |
| Bevande | Acqua, tè e tisane non zuccherate. | Alcolici (da eliminare o ridurre al minimo). Bevande zuccherate (cola, aranciate). |
Integratori per abbassare i trigliceridi nel sangue
Se tutte queste accortezze non fossero sufficienti, è possibile integrare la propria dieta con l’assunzione di integratori naturali a base di Omega 3. Quest’ultimi intervengono in numerosi processi del nostro metabolismo e il nostro corpo può trarre diversi benefici assumendone le giuste quantità. L’olio di pesce infatti, è la principale fonte naturale di EPA e DHA. L'assunzione giornaliera di Omega 3 contribuisce al mantenimento di livelli normali di trigliceridi nel sangue e alla normale funzione cardiaca.
Integratori di fibre solubili: modulano l'assorbimento intestinale di tutti i nutrienti; inoltre diminuiscono il picco glicemico nel sangue prevenendo l'impennata insulinica che favorisce l'aumento dei trigliceridi.
Integratori di chitosano: è un glucide non disponibile ricavato dalla chitina contenuta nel carapace dei crostacei.
Integratori a base di oli ricavati dal germe dei cereali: il più diffuso è quello di grano.
Tuttavia, è importante sottolineare che gli integratori dovrebbero essere considerati come un complemento a una dieta equilibrata e a uno stile di vita sano.
Ricordiamo che questa guida è solo un punto di partenza.
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