La colposcopia è un esame degli organi genitali femminili che viene effettuato dal medico ginecologo per visualizzare in modo approfondito la vulva, la mucosa vaginale e la cervice (collo uterino), ovvero quella porzione dell’utero che sporge sul fondo vaginale. La colposcopia è un esame ambulatoriale necessario per individuare anomalie delle mucose, infezioni o malattie tumorali nella vulva, nella vagina e nella cervice uterina o collo dell’utero.
Quando si prescrive la colposcopia?
La colposcopia è raccomandata soprattutto in caso di test HPV risultati positivi e ad alto rischio e per approfondire eventuali anomalie delle cellule del collo dell’utero emerse in seguito al Pap test. Il motivo più frequente per cui è prescritto è rappresentato da risultati anomali del pap test che mostrano delle alterazioni delle cellule esaminate che facciano sospettare un’infezione da virus HPV, una lesione pre-tumorale o tumorale del collo dell’utero.
Serve anche a indagare la causa di dolori pelvici o di sanguinamenti anomali dalla vagina, per esempio dopo i rapporti sessuali, e può essere indicata per il follow-up dopo trattamenti per lesioni di alto grado o in presenza di lesioni visibili della vulva o della vagina. Semplice e indolore, la colposcopia è l'esame di screening di secondo livello, effettuato per accertare il reale significato di lesioni pre-cancerose emerse dal Pap-test e riconducibili a un tumore della cervice uterina.
Come prepararsi all'esame?
Per effettuare la colposcopia non occorre alcun tipo particolare di preparazione, ma è bene seguire alcune indicazioni:
- L'esame non può essere effettuato durante il ciclo mestruale: è opportuno in questo caso rimandare.
- Il momento migliore è quindi 10-20 giorni dopo la comparsa delle mestruazioni; infatti la presenza del sangue può rendere particolarmente difficile la visualizzazione della mucosa.
- È necessario non utilizzare lavande, creme vaginali, ovuli o tamponi nelle 24-48 ore che precedono l’esame.
- È inoltre consigliabile astenersi dai rapporti sessuali nello stesso lasso di tempo.
- Se nel corso dell’esame è prevista l’asportazione di un contraccettivo intrauterino (IUD o spirale), è bene astenersi dai rapporti sessuali o usare il profilattico per almeno 5 giorni prima dell'indagine.
Inoltre, è opportuno evitare di sottoporsi all'esame in presenza di una forte infiammazione o di una distrofia della mucosa vaginale, condizioni tipiche della menopausa, quando l’esame, per le modifiche a cui va incontro l’utero, diventa meno utile. Possono invece sottoporsi al test le donne in gravidanza.
Prima della colposcopia, alla paziente sarà chiesto di firmare un consenso all'esame con il quale ella dichiari di essere stata informata dei rischi correlati all'esame ed acconsenta alla sua esecuzione. È essenziale infatti che il medico escluda la presenza di una gravidanza prima di eseguire l'esame.
Come si svolge la colposcopia?
La colposcopia è un esame ambulatoriale che richiede in genere 20-30 minuti. La colposcopia dura solitamente una ventina di minuti, avviene in regime ambulatoriale, non è un esame invasivo e non comporta rischi. Durante l’esame la paziente deve assumere la posizione ginecologica (esattamente come per il Pap test) e la vagina viene dilatata con un apposito strumento, chiamato speculum.
L’esame viene eseguito tramite uno strumento ottico, chiamato colposcopio, che non viene inserito all’interno della vagina, ma consente di esaminare la zona interessata come con un binocolo poiché permette di osservare la mucosa del collo dell’utero con un ingrandimento da 6 a 40 volte. Il colposcopio consiste in una sorta di grande lente di ingrandimento che viene avvicinata all’ingresso della vagina e utilizzata dal medico come un potente binocolo per osservare, attraverso l’obiettivo, la zona illuminata.
I passaggi imprescindibili dell’esame colposcopico sono tre:
- Si comincia con la detersione del collo dell’utero e della vagina con soluzione fisiologica
- Dopodichè si applica una soluzione a base di acido acetico al 3 o 5%
- Successivamente si applica una soluzione iodio-iodurata o di Lugol, tutto per ottenere l’identificazione di eventuali anomalie dei tessuti
Il medico può applicare alla cervice alcuni liquidi (acido acetico al 5% e soluzione iodio-iodurata) che permettono di differenziare le zone anormali da quelle normali. È bene quindi segnalare la presenza di allergie a queste sostanze.
Biopsia durante la colposcopia
Nel corso dell'esame possono talvolta essere eseguiti piccoli prelievi di tessuto (biopsie) o possono essere asportate direttamente le parti anomale (elettroescissione), da inviare poi ai laboratori per analisi specifiche. Durante la colposcopia, se viene individuata una zona sospetta, è possibile effettuare un piccolo prelievo di tessuto (biopsia mirata) da inviare al laboratorio per ottenere un accertamento istologico il cui referto sarà pronto dopo circa 15 giorni.
Inoltre, il colposcopio permette di eseguire fotografie da utilizzare a scopo di documentazione clinica per la paziente. Oggi l’uso della colposcopia digitale ad alta definizione permette di realizzare una documentazione fotografica accurata che può essere confrontata per valutare la presenza di eventuali cambiamenti nel tempo.
Cosa aspettarsi dopo l'esame?
Subito dopo l'esame è possibile tornare a casa o al lavoro. Una volta concluso l’esame, la donna può riprendere la sua normale attività senza alcuna limitazione. È possibile avvertire un senso di formicolio o un lieve bruciore al momento dell'applicazione dell'acido acetico o delle soluzioni iodate, oppure si può percepire una piccola puntura se viene effettuata la biopsia.
È possibile che all’esame seguano perdite vaginali scure che non devono preoccupare. Come può accadere dopo l’esecuzione del pap-test, anche la colposcopia può dar esito nei 2 o 3 giorni successivi a qualche piccola perdita di sangue. È bene invece rivolgersi al medico nel caso in cui si verificassero perdite di sangue importanti, febbre alta con brividi o forti dolori addominali.
In genere si raccomanda di attendere la fine delle perdite prima di avere rapporti sessuali o di usare tamponi e creme vaginali. Dal momento che al termine dell’esame possono essere presenti delle piccole perdite di sangue, nei giorni successivi è consigliato alla paziente di non avere attività sessuale.
Interpretazione dei risultati
Al termine della colposcopia il medico è spesso in grado di comunicare subito il risultato dell’esame e prima di lasciare l’ambulatorio, consegnerà in forma scritta alla paziente il referto corredato da una documentazione iconografica, ovvero le immagini acquisite durante lo stesso esame. In assenza di biopsia e di approfondimento istologico l’esito della colposcopia è solitamente comunicato immediatamente dal medico.
Possibili risultati della biopsia:
- Assenza di alterazioni significative: il collo dell’utero è sano.
- Presenza di condiloma, o verruca genitale: viene diagnosticata la presenza del Papilloma Virus, quindi una infezione virale trasmissibile.
- Presenza di displasia cervicale: le cellule del collo dell’utero osservate mostrano una variazione tumorale. La displasia può essere lieve, moderata o severa a seconda del numero di cellule epiteliali coinvolte.
- Presenza di tumore al collo dell'utero: quest'esito indica che la lesione analizzata in laboratorio è vero e proprio tumore maligno a carico del collo dell'utero.
La colposcopia può risultare negativa, e quindi confermare che il collo dell’utero è sano e non presenta lesioni sospette, se non infiammazioni o carenze ormonali. Una colposcopia positiva, invece, presenta lesioni anomale alla cervice uterina e richiede, pertanto, una verifica ulteriore tramite biopsia per meglio indagare la natura delle lesioni stesse.
Tabella di approfondimento sulle Displasie Cervicali (CIN):
| Tipo di Displasia | Descrizione | Rischio di Evoluzione | Trattamento |
|---|---|---|---|
| Displasia Lieve (CIN I) | Alterazioni minime delle cellule epiteliali. | Alta probabilità di regressione spontanea. | Monitoraggio periodico con Pap-test e colposcopia. |
| Displasia Moderata (CIN II) | Alterazioni che interessano la metà dello spessore delle cellule. | Maggiore tendenza a persistere o evolvere in carcinoma. | Asportazione della lesione displastica. |
| Displasia Severa (CIN III) | Alterazioni che interessano tutto lo spessore delle cellule. | Alta probabilità di evoluzione in carcinoma. | Asportazione della lesione displastica. |
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