Colposcopia: Informazioni Dettagliate sull'Esame e le Anomalie di Grado 1

Parliamo di “esame colposcopico”. E lo facciamo sia per illustrare di che tipo di esame si tratta, sia, e soprattutto, per far comprendere l’importanza di questa metodica e la sua assoluta insostituibilità. La colposcopia è un esame di approfondimento diagnostico semplice e indolore, generalmente indicato quando si riscontrano alterazioni nel Pap test o una positività persistente al test HPV.

Cos'è la Colposcopia?

L’esame colposcopico è il test di “secondo livello” nella diagnosi precoce della neoplasia cervicale, essendo il pap-test od i suoi più recenti, più sensibili e più precisi (citologia in strato sottile, chiamata con l’inglesismo “Thin Prep”) ed indiscutibilmente più predittivi (ricerca della presenza del DNA del papillomavirus nelle secrezioni genitali femminili) analoghi, gli esami da considerarsi di “primo livello”, il più completo e “valido” di tutti, rappresentato dalla analisi simultanea della citologia cervico-vaginale in strato sottile e della ricerca del DNA del papillomavirus nelle stesse secrezioni vaginali.

Durante la colposcopia, il medico utilizza uno speculum per dilatare le pareti vaginali e consentire l’accesso al collo dell’utero, come avviene per il Pap test. L'esame si esegue in regime ambulatoriale mediante il colposcopio, strumento dotato di lenti a vari ingrandimenti, che consente di osservare la superficie della cervice, ingrandita.

Lo Strumento: Il Colposcopio

Tale esame, la colposcopia si avvale, per la sua esecuzione, di uno speciale strumento ottico, molto simile ad un microscopio operatorio, che si chiama colposcopico. Tale strumento consente di ingrandire, in genere, da quattro a 40 volte la superficie delle strutture anatomiche che noi stiamo osservando; nella fattispecie, cioè nelle intenzioni di chi ha creato questo strumento, l’area in oggetto di esame è costituita dalla superficie del collo dell’utero.

La “colposcopia” è un esame condotto da un ginecologo che lavora con una “grossa e potente lente d’ingrandimento”, analoga nella sua efficacia ad un “microscopio operatorio” e che, insieme allo strumento principale che è il ”colposcopio”, sa impiegare con perizia tutti testi gli strumenti indispensabili per la diagnosi e la terapia delle lesioni cervicali.

A cosa serve la colposcopia?

  • Studio della cervice uterina, vagina, vulva, ano, pene e cavo orale.
  • Effettuare interventi di biopsia e di conizzazione della cervice uterina o di altri interventi sulla vagina, biopsie della vulva e di altre aree anatomiche, in modo estremamente preciso, grazie alla guida visiva insostituibile che offre.

Naturalmente, la soglia di utilizzazione di tale esame dipende dal grado di sicurezza che il paziente ed il medico richiedono, in modo da ridurre il più possibile la possibilità che una lesione iniziale pre-neoplastica, ancorché di minima dimensione, sfugge all’osservazione. Quanto sopra sta a significare che la colposcopia è un esame importante ed utile comunque, in ogni caso, anche senza indicazione clinica precedente, perché si tratta di un’indagine visiva molto dettagliata ed approfondita che, di per sé, non presenta nessun effetto collaterale.

Infatti test ad altissima sensibilità, che mettono in luce la presenza dell’HPV, virus notoriamente cancerogeno per il collo uterino, anche in assenza di “cellule anomale” provenienti della cervice uterina, chiedono la colposcopia di individuare possibili aree patologiche anche quando la loro presenza non è stata dimostrata dall’esame etologico.

Come si esegue la colposcopia?

Dopo aver introdotto lo speculum si procede alla detersione della cervice con soluzione fisiologica e alla visualizzazione della stessa a basso ingrandimento. Possono poi essere applicate due soluzioni: la prima, trasparente, a base di acido acetico; la seconda, di colore scuro, a base di iodio. Queste soluzioni reagiscono in modo diverso sui tessuti, permettendo al medico di osservare eventuali anomalie attraverso le lenti di ingrandimento del colposcopio.

L’epitelio squamoso fisiologico non subisce alterazioni rilevanti; invece, i villi di quello ghiandolare presentano un aspetto ad “acino d’uva” ed assumono colore bianco. E’quindi possibile evidenziare tra i due epiteli una linea di transizione bianca che rappresenta la giunzione squamo-colonnare.

L'esame non ha nessun rischio tranne per le pazienti allergiche allo iodio che devono darne indicazione all'operatore prima dell’inizio dell’effettuazione dell’esame. Infatti, il test di Schiller, cioè il test con la soluzione di Lugol, quella che utilizza lo iodio, non è affatto indispensabile per l’effettuazione e l’ottimale riuscita dell’esame.

Alla fine dell’esame colposcopico vero e proprio, ritraendo lo speculum, è sempre importante osservare attentamente anche le pareti vaginali.

Quando la colposcopia è negativa o normale?

Colposcopia negativa o normale: un responso che si riceve se l’aspetto del collo dell’utero non presenta segni di alterazioni tipici di un tumore. In presenza di un esame con esito negativo il referto ci indica se l’esame è stato conclusivo o insoddisfacente e definisce un quadro colposcopico normale: le “a livello esocervicale) e della zona di trasformazione .

Quando la colposcopia è positiva o anormale?

“Anormale” quando si osservano “aree anomale” a carico della superficie della portio; tali aree possono mostrare anomalie di vario grado, a seconda dell’intensità dell’alterazione evidenziata. Colposcopia positiva o anormale: quando l’acido acetico rivela aree bianche, un disegno a mosaico o puntato, oppure vasi sanguigni irregolari sulla superficie del collo dell’utero, si parla di "area di trasformazione anormale", definita di grado 1 o grado 2 a seconda dell'intensità dell’alterazione.

“reperti colposcopici anormali” che emergono quando l’epitelio in esame mostra di reagire all’acido acetico al 3% od al 5%. Essi, nel loro insieme, vengono a costituire la cosiddetta “zona di trasformazione normale” ( Z. T. A. od A. T. Z.

Nel caso in cui sia presente un epitelio anormale, si verifica una reazione aceto bianca dovuta all’elevata densità nucleare ed alla maggiore concentrazione di proteine. Queste ultime, quando vengono a contatto con l’acido acetico, subiscono un agglutinamento impedendo il passaggio della luce. Questa reazione generalmente si verifica dopo circa un minuto e persiste per 1-2 minuti.

Secondo il ricercatore Coppleson l’intensità e l’opacità della lesione sono in relazione alla gravità del quadro clinico. L’area della lesione può presentarsi piana oppure rilevata. I margini della lesione possono essere netti oppure sfumati.

Trasformazione Anormale Grado 1 (TAG 1) e Grado 2 (TAG 2)

Questa suddivisione (TAG 1- Trasformazione Anormale grado 1 e TAG 2- Trasformazione Anormale di grado 2), consente, inoltre, di stabilire il management terapeutico delle pazienti.

Possibili quadri colposcopici anormali

  • Epitelio bianco (aceto-bianco): Compare dopo l’applicazione dell’acido acetico ed è in relazione all’aumento della densità dei nuclei cellulari.
  • Punteggiatura: Immagine dovuta alla presenza di finissimi vasi sanguigni che punteggiano finemente in rosso la superficie dell’epitelio bianco. Sfruttando le capacità di ingrandimento del colposcopico, ed anche il filtro verde, possiamo analizzare le caratteristiche di detti vasi sanguigni: il loro calibro, il loro decorso la distanza fra l’uno all’altro….
  • Mosaico: Aspetto creato dai vasi sanguigni che, nel loro sviluppo, danno all’epitelio bianco un aspetto caratteristico a piastrelle poligonali, appunto bianche, delimitate da solchi rossi dovuti capillari.

La Biopsia Cervicale

Per una diagnosi precisa, durante la colposcopia si può effettuare una biopsia cervicale, prelevando campioni di tessuto dalle zone con alterazioni più significative. Nel corso dell’esame è possibile che lo specialista effettui anche il prelievo di una biopsia o la rimozione di una porzione di tessuto anomalo. Questo prelievo può causare un leggero fastidio o una sensazione di puntura.

La conferma diagnostica a un Pap-test positivo circa la presenza di possibili lesioni pre-cancerose o cancerose spetta ad altri esami, primo fra tutti la colposcopia. La colposcopia rappresenta l'esame di screening di secondo livello, eseguito per accertare o meno la presenza della lesione pre-tumorale e determinarne sede e gravità; ma non è tutto: l'esame colposcopico, infatti, consente anche la raccolta mirata di un campione di tessuto cervicale sospetto, da sottoporre successivamente a specifiche analisi microscopiche di laboratorio (vedi biopsia cervicale).

Tale riscontro rende necessario effettuare una piccola biopsia cervicale delle aree presentanti le alterazioni lesive più significative, in modo da stabilirne il significato e giungere a una diagnosi precisa.

Possibili risvolti terapeutici: in base alla natura e alle caratteristiche delle lesioni sospette - informazioni queste che emergono dalla biopsia cervicale - il medico ginecologo decide qual è il trattamento più adeguato.

Limiti della Colposcopia

La colposcopia presenta alcuni dei limiti diagnostici. Il principale è costituito dall’impossibilità di valutare il canale cervicale. Risulterà pertanto inconclusiva ed insufficiente quando la lesione esocervicale risale nel canale cervicale, o quando la giunzione squamo-colonnare non è visibile, ed inadeguata se la lesione è in sede esclusivamente endocervicale. Nelle donne in età fertile e in premenopausa il problema non è in realtà molto frequente dato che la giunzione squamo-colonnare risulta visibile nell’80-90% dei casi.

Dopo la menopausa, invece, dato che la giunzione squamo-colonnare risale verso l’interno, il valore della colposcopia diminuisce.

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