Colonscopia Indolore: Tecniche e Preparazione

La colonscopia è un esame diagnostico fondamentale per la prevenzione e la diagnosi del tumore del colon-retto. Fortunatamente può essere individuato precocemente grazie ai programmi di screening, inseriti nei livelli essenziali di assistenza (Lea), che prevedono che le persone tra i 50 e i 74 anni effettuino il test del sangue occulto nelle feci, su invito della propria Ats e con cadenza biennale. La Colonscopia (o Retto-Sigmoido-Colon-scopia) (RSCS) è un esame diagnostico che si esegue introducendo una sonda dall’anosino alla valvola ileocecale, esplorando tutto il colon. In particolari casi e per particolari patologie può essere necessario risalire oltre questa ed esplorare gli ultimi centimetri dell’ileo (Ileoscopia). L’esame consente di esplorare il retto, il colon e l’ileo distale, di visualizzare la mucosa di questi visceri e di valutare la loro elasticità, il loro decorso ed i loro contenuti.

La colonscopia consente di valutare, con visione diretta, eventuali patologie presenti in questi visceri cavi. Consente, inoltre, di effettuare prelievi bioptici per la tipizzazione istopatologica e di effettuare direttamente la terapia, qualora necessiti. Per esempio si possono iniettare medicamenti per arrestare un’emorragia, si può resecare un polipo con elettrobisturi ed ansa diatermica (Polipectomia endoscopica), si può inserire una protesi per correggere una stenosi, si possono legare le emorroidi che rischiano di sanguinare, si possono sclerotizzare altre lesioni sanguinanti.

Colonscopia indolore e senza la necessità di ricorrere alla sedazione profonda è possibile. È quanto accade a oltre il 95 per cento dei pazienti che si sottopongono a questo tipo di esame. Il merito è della procedura adottata dagli specialisti della Gastroenterologia ed Endoscopia digestiva. «Il successo delle procedure è basato su una serie di fattori - spiega il dottor Ayoubi -: innanzitutto sull’accoglienza e sulle informazioni fornite al paziente da parte del personale medico-infermieristico, quindi sulla sedazione cosciente con una corretta utilizzazione dei farmaci nonché sulla scelta più opportuna dello strumento da utilizzare tra quelli a nostra disposizione e, in ultimo, non certo per importanza, la competenza e l’esperienza dei medici endoscopisti.

Preparazione alla Colonscopia

Cosa bisogna fare prima di eseguire una colonscopia? «Affinché si possa esplorare bene il colon e portare la procedura a buon fine, occorre fare una particolare preparazione di pulizia, necessaria per liberare tutti i residui e contenuti del colon. Esistono diverse soluzioni per la pulizia del colon, abitualmente consigliati dai centri di riferimento.

Per eseguire la colonscopia bisogna essere a digiuno da almeno 8 ore, bisogna aver seguito una dieta priva di scorie nei 5 giorni precedenti l’esame ed aver assunto particolari lassativi osmotici nelle 20 ore precedenti l’esame per il lavaggio del viscere.

Dieta e Lassativi

Per la preparazione della colonscopia effettuare una dieta priva di scorie nei 4-5 giorni precedenti l’esame (cioè senza frutta e verdura, né cotta né cruda e senza legumi, né alimenti integrali). Per soggetti stitici è consigliabile, durante i 4-5 giorni antecedenti l’esame endoscopico, assumere alla sera 2 o 3 compresse di Verecolene C.M. e/o Movicol 2-3 buste da 125 ml a stomaco vuoto. Assumere dieta liquida (brodo di carne, thè, camomilla con miele sciolto) il giorno prima dell’esame.

Preparazione con Selg-Esse 1.000

Acquistare in farmacia una confezione di Selg-Esse 1.000 (confezione da 4 buste) e una confezione di Plasil compresse o sciroppo. Sciogliere il contenuto di ogni busta di Selg Esse 1.000 in 1 litro di acqua per un totale di 4 litri (usare tutte e 4 le buste della confezione).

  • Se l’esame si svolge al pomeriggio, assumere 2 litri di soluzione tra le ore 20:00 e le 22:00 del giorno prima dell’appuntamento e gli altri 2 litri tra le ore 7:00 e le ore 9:00 della mattina dell’esame. In caso di nausea assumere 1 compressa di Plasil (o un cucchiaio di Plasil sciroppo).
  • Se l’esame è al mattino, assumere 2 litri della soluzione tra le ore 14 e le ore 16 e gli altri 2 litri tra le 20 e le 22 del giorno prima dell’esame.

Prima di bere la preparazione di selg Esse 1.000 assumere Meteogas 2-3 buste di polvere idrosolubile e Plasil 1-2 cpr. Nel caso in cui la preparazione con la soluzione di Selg Esse 1.000 non risultasse efficace (emissione di liquido con feci il giorno dell’esame) eseguire uno o due clisteri con Sorbiclis o un clistere con 1,5 litri di acqua tiepida almeno 2 ore prima dell’esame. Il giorno dell’esame venire a digiuno, possibilmente accompagnati.

Preparazione alternativa con Clensia

È disponibile una preparazione alternativa con prodotto catartico intestinale a basso volume (Clensia):

PREPARAZIONE INTESTINALE PER LA COLONSCOPIA con CLENSIA (soluzione di 2 litri totali)

Dieta priva di scorie nei 3-4 giorni precedenti l’esame, cioè senza frutta, verdure, insalate e cibi integrali. Se possibile, ridurre anche la pasta e il pane.

Per soggetti stitici è consigliabile, durante i 3-4 giorni antecedenti l’esame endoscopico, assumere 2-3 buste al giorno di Movicol 125 ml a stomaco vuoto e/o alla sera 2 o 3 compresse di Verecolene C.M.

Assumere dieta liquida (brodo di carne, tè, camomilla con miele sciolto) il giorno prima dell’esame, a partire da 3 ore prima di cominciare la preparazione.

Prima di bere le due soluzioni di Clensia, è consigliabile assumere 1-2 cpr di Plasil o 1 cucchiaio di Plasil sciroppo e 3-4 buste di Meteogas polvere idrosolubile.

Acquistare in Farmacia 1 confezione di CLENSIA® costituita da 4 buste A e 4 buste B che consentono di preparare i 2 litri di soluzione necessari alla preparazione. La soluzione si prepara versando una busta A ed una busta B in 0,5 litri di acqua non gassata e mescolando fino a ottenere una soluzione limpida, ripetere l’operazione fino a costituire 2 litri di soluzione CLENSIA®.

Esame programmato in mattinata (dalle 8:00 fino alle ore 11:00)Il giorno prima dell’esame: a pranzo mangiare cibi privi di fibre (es.

Come Viene Eseguita la Colonscopia

«L’esame della colonscopia - spiega il dott. Paolo Omodei - è un esame invasivo che consiste nell’introduzione attraverso l’orifizio anale di una sonda flessibile del diametro variabile, ma non superiore a un centimetro e mezzo, che porta alla sua estremità delle fibre ottiche che trasmettono le immagini a video. Questa sonda viene fatta risalire lungo tutto il grosso intestino (dal retto fino al cieco, ossia l’intestino crasso) e permette di esaminarne le pareti interne, la mucosa.

L’operatore deve insufflare aria all’interno dell’intestino, il quale è una cavità virtuale e perciò collabita. L’aria servirà a distendere questa cavità e la luce a permettere la visione del suo interno.

Colonscopio

Per la colonscopia si utilizza il colonscopio, una sonda creata appositamente per tale scopo. Esso funziona con una piccola telecamera posizionata alla sua sommità (videoendoscopio, videocolonscopio), alla quale arriva anche la luce trasmessa dalla fonte luminosa dello strumento.

La telecamera trasmette il segnale ad un videoprocessore, che lo elabora e lo riproduce sotto forma di immagini su di un monitor. La sonda è flessibile ed ha un diametro di circa 1,2 cm. Essa deve risalire lungo tutto l’intestino crasso, superando le curve e le angolature che esso può presentare. Nel far ciò vengono distesi i mesi e ciò può provocare dolore. Tale sensazione è affatto soggettiva, tuttavia per tale esame è consigliabile la presenza del medico anestesista e la sedazione profonda in respiro spontaneo.

In passato il meccanismo funzionava con fibre ottiche che trasportano il segnale luminoso e lo rendono visibile direttamente sull’oculare dello strumento (fibroscopio, fibrocolonscopio). Su tale oculare può applicarsi una videocamera che riproduce le immagini su di un monitor ad essa collegata. L’effetto è lo stesso del videoendoscopio, ma la qualità dell’immagine inferiore.

Il colonscopio (sia fibrocolonscopio che videocolonscopio) è una sonda flessibile, dotata di alcuni canali interni che servono all’aspirazione di aria e liquidi, all’insufflazione di aria ed al lavaggio della lente. Il canale operativo serve per introdurre cateteri, pinze per biopsie, anse per polipectomie, aghi per iniettare medicamenti e sostanze.

Alternative alla Colonscopia Tradizionale

Oltre alla colonscopia tradizionale, esistono alternative come la colonscopia virtuale e la colonscopia robotica.

Colonscopia Virtuale

La Colonscopia Virtuale non rappresenta un esame sostitutivo della Colonscopia tradizionale, ma è una tecnica integrativa a quest’ultima.

Il problema maggiore per il momento è legato al fatto che ha un’ ottima sensibilità e specificità per polipi uguali o superiori al centimetro, ma l’accuratezza diagnostica decresce al decrescere delle dimensioni degli stessi e ha una bassa sensibilità per adenomi o lesioni piatte. L’indicazione principale della TC-Colonscopia Virtuale è rappresentata dal completamento dello studio del colon nel caso in cui la Colonscopia tradizionale sia risultata incompleta per esiti aderenziali post-chirurgici, per anomalie anatomiche come nei casi di dolicocolon o nei casi di completa intolleranza del paziente con o senza sviluppo di reazione vagale.

La colonscopia virtuale può essere inoltre impiegata qualora un’importante diverticolite con periviscerite renda rischioso il proseguimento dello strumento con la Colonscopia tradizionale.

Vantaggi della Colonscopia Virtuale

  • Minore invasività e migliore tollerabilità: è molto meno invasiva e dolorosa rispetto alla colonscopia tradizionale, in quanto non richiede l’inserimento di una sonda per tutta la lunghezza del colon. La procedura è generalmente ben tollerata.
  • Indicata per pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale: può essere una valida alternativa per pazienti anziani e/o in condizioni precarie di salute e in pazienti con controindicazioni alla colonscopia tradizionale (come cardiopatici o bronchitici cronici).

Svantaggi della Colonscopia Virtuale

  • Potenziale necessità di una colonscopia tradizionale successiva: nel caso in cui l’esame rilevi uno o più polipi o altre lesioni sospette, il paziente viene generalmente indirizzato a una colonscopia tradizionale per la rimozione dei polipi e l’esecuzione di biopsie.

Preparazione e Durata

Prima di sottoporsi all’esame, è necessaria una preparazione intestinale. Successivamente, attraverso una piccola sonda rettale (spesso un catetere) introdotta nell’ampolla rettale, viene insufflata aria o anidride carbonica (CO2). L’insufflazione di gas ha lo scopo di distendere il colon e riprodurre virtualmente il percorso visivo endoluminale. A questo punto, vengono effettuate due scansioni TAC, una con il paziente in posizione prona e una in posizione supina. Questo permette una migliore ridistribuzione dei fluidi e la mobilizzazione di eventuali residui fecali.

La colonscopia virtuale dura circa 12-15 minuti.

Colon Wash

Il prof. Felice Cosentino ha messo a punto una procedura, il colon wash, per prepararsi alla colonscopia senza assumere il tradizionale “beverone”. Di solito infatti, tra il pomeriggio del giorno prima e la mattina stessa della colonscopia, il paziente deve assumere il tradizionale “beverone” lassativo di 2-4 litri a base di polietilenglicole, indispensabile per ripulire completamente l’intestino e consentire una corretta esplorazione delle sue superfici.

«Purtroppo questo composto crea spesso disagi, come nausea e crampi addominali, e, nella giornata dell’assunzione, impedisce di svolgere le normali attività perché il paziente necessita continuamente di recarsi alla toilette. Inoltre, tale preparazione non sempre può essere assunta, a volte è controindicata e, nelle persone con stipsi importante, deve raggiungere anche 5-6 litri. Il colon wash, che si esegue poco prima della colonscopia, è una procedura ambulatoriale semplice, che consente di rimuovere i residui fecali (anche stagnanti) all’interno dell’intestino.

La mattina stessa dell’esame il paziente si sottopone a questo lavaggio intestinale profondo, senza dover assumere alcun beverone. «Il paziente viene fatto accomodare su un lettino, in posizione supina o su un fianco. L’operatore introduce nel retto una cannula con due tubi: il primo serve per far entrare l’acqua tiepida nell’intestino, il secondo per far espellere il materiale fecale, che finisce in un sistema a circuito chiuso che fa sì che non si avvertano cattivi odori. La procedura messa a punto dal prof. Cosentino e poi adottata in numerose strutture italiane garantisce una pulizia intestinale ottimale, proprio come il classico “beverone”.

Sottoponendosi al colon wash non bisogna assumere alcun composto lassativo e soprattutto non ci sono limiti alle attività quotidiane, visto che la procedura viene eseguita il giorno stesso della colonscopia. Se il paziente soffre di stitichezza può sottoporsi a due trattamenti di colon wash (uno il giorno precedente e uno prima dell’esame). Il colon wash dura circa 40-45 minuti. Terminato il lavaggio, il paziente può subito effettuare la colonscopia.

Colonscopia Robotica

«Il colonscopio tradizionale è uno strumento flessibile che il medico inserisce nel retto e spinge verso l’alto, nell’intestino. Questa sollecitazione può comportare dolore quindi, affinché sia sopportabile, la procedura va fatta in sedazione, che comporta nelle 24 ore successive una forte limitazione delle attività lavorative e quotidiane e in qualche soggetto può essere controindicata. Non solo, la colonscopia convenzionale può comportare dei rischi, come lacerazioni o perforazioni. Questi limiti possono essere superati con la colonscopia robotica Endotics.

«Questa metodica si avvale di una sonda usa e getta, cioè un cilindro in silicone di 23 cm (che si può allungare fino a 43 cm), che è collegato a un macchinario computerizzato tramite un tubicino sottile per il passaggio dell’aria, dell’acqua e delle pinze da biopsia. In testa e in coda a questo cilindro flessibile, che si inserisce nel retto del paziente, ci sono due sistemi di ancoraggio (clamper) che gli consentono di agganciarsi alla mucosa mediante una delicata suzione della stessa. Questo gli permette di avanzare (proprio come fa un bruco) lungo il colon in modo autonomo e senza alcuna spinta.

Vantaggi della Colonscopia Robotica

  • L’esame non necessita di alcuna sedazione, quindi il paziente può riprendere le sue attività e tornare a casa subito dopo, senza dover rimanere in osservazione.
  • Lo strumento si allunga e si accorcia sfruttando il sistema di ancoraggio presente in testa e in coda quindi, non necessitando di un’azione meccanica, non può causare lacerazioni o perforazioni.
  • Ha la stessa affidabilità diagnostica di quella tradizionale, può introdursi in colon particolarmente lunghi, offre la possibilità di eseguire biopsie e rimuovere piccoli polipi (15-20 mm).

Rischi e Complicazioni

Le possibili complicanze sono numericamente piuttosto modeste. La più seria, ma meno frequente, riguarda l’accidentale perforazione intestinale, cioè la fuoriuscita dello strumento dalle pareti dell’intestino. Questa eventualità dipende anche dalla situazione intestinale del paziente, ad esempio la presenza di diverticoli potrebbe aumentare il rischio, ma se l’esame viene effettuato con attenzione il rischio si riduce al minimo. In caso di perforazione è necessario l’immediato intervento del chirurgo.

Un’altra complicanza, meno seria, è legata alla manovra stessa e comprende il sanguinamento, qualora si facciano biopsie o asportazione di polipi.

Dopo la Colonscopia

Qualora nel corso della colonscopia si sia proceduto all’asportazione di un polipo il paziente deve evitare di assumere frutta e verdura per almeno 5 giorni, perché le fibre possono determinare la formazione di massa fecale importante e determinare la rimozione prematura accidentale della “crosta” che viene a formarsi in sede.

Scopo della Colonscopia

“Questo esame - risponde il dott. Omodei - è utile per esaminare le pareti del grande intestino (crasso) ed effettuare diagnosi su qualunque problema connesso con disturbi intestinali, che possono essere dolori addominali che non sono spiegabili, una stitichezza improvvisa, una diarrea di lunga durata, perdite di sangue attraverso il retto. Non è utilizzata solo per effettuare diagnosi sulle malattie del colon, ma permette anche di essere operativi, qualora sia necessario effettuare biopsie per meglio definire la diagnosi oppure si debbano asportare polipi, formazioni pre-cancerose.

Colonscopia Tradizionale vs. Colonscopia Virtuale: Un Confronto

La scelta tra colonscopia tradizionale e virtuale dipende da diversi fattori. Ecco una tabella comparativa per aiutarti a capire le differenze:

Caratteristica Colonscopia Tradizionale Colonscopia Virtuale
Invasività Invasiva (inserimento di una sonda) Meno invasiva (solo insufflazione di gas)
Dolore Può provocare fastidio o dolore Generalmente ben tollerata, sensazione di gonfiore
Sedazione Comunemente somministrata Di solito non necessaria
Preparazione Intestinale Più completa con lassativi e dieta liquida Più blanda, dieta priva di scorie e farmaco emolliente
Durata 15-30 minuti 12-15 minuti
Rischi Rari rischi come perforazione o sanguinamento Basso rischio di complicanze
Possibilità di Guidare Dopo No (se sedati)
Rilevazione Polipi Alta accuratezza per tutte le dimensioni Alta accuratezza per polipi ≥ 6mm, minore per polipi più piccoli
Rimozione Polipi Possibile durante la procedura Richiede una colonscopia tradizionale successiva

La scelta dipende da vari fattori, tra cui le linee guida locali, le preferenze del paziente e le condizioni cliniche. La colonscopia tradizionale ha il vantaggio di permettere la rimozione immediata dei polipi.

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