Colonscopia Di Venere Bari: Preparazione, Screening e Informazioni Utili

La colonscopia è un esame diagnostico molto prezioso nelle diagnosi precoci e per la valutazione di molte patologie intestinali tra cui il tumore del colon-retto. Perché la colonscopia raggiunga nel modo migliore il suo scopo, ovvero una diagnosi certa, è necessario prepararsi con cura durante i giorni precedenti, in modo da pulire il colon e rendere perfettamente visibili le mucose.

Screening del tumore del colon retto

Il programma di screening ha l’obiettivo di favorire la diagnosi precoce di lesioni pretumorali o di tumori per ridurre la mortalità e nel contempo accrescere le possibilità di cura e guarigione. Il tumore del colon retto è il terzo tumore più frequentemente diagnosticato negli uomini e il secondo nelle donne.

Lo sviluppo di un tumore del colon retto è quasi sempre preceduto dalla comparsa di lesioni benigne dell’intestino che, se opportunamente rimosse, impediscono lo svilupparsi della neoplasia maligna. Molto spesso il tumore non dà alcun disturbo per anni. Uno dei segni precoci della presenza di un polipo o di un tumore del colon retto, anche nelle sue prime fasi di sviluppo, è il sanguinamento non visibile ad occhio nudo.

Lo screening per la prevenzione del tumore del colon retto si rivolge a tutte le donne e a tutti gli uomini dai 50 ai 69 anni e prevede l’esecuzione, ogni due anni, di un test per la ricerca di sangue occulto nelle feci. Il materiale necessario per il test (“il kit”) può essere ritirato nella farmacia più vicina. Se il test è negativo, il risultato viene inviato a casa. Se il test è positivo, la ASL invita ad eseguire esami di approfondimento.

Un test positivo non indica necessariamente la presenza di un tumore o di una lesione pretumorale, ma suggerisce fortemente l'esecuzione di un esame di secondo livello quale la colonscopia. La colonscopia può essere eseguita in regime ambulatoriale, in sedazione cosciente previa adeguata preparazione.

«Siamo impegnati in un rafforzamento complessivo delle nostre attività in questa area - spiega il dott. Alessandro Azzarone, responsabile della U.O.S.V.D. Screening CCR Endoscopia Digestiva (SCRED) della ASL Bari - sia dal punto di vista organizzativo sia dal punto di vista clinico. Una strategia che riguarda anche le attività di screening del carcinoma del colon retto, in particolare per la diagnostica di secondo livello.

Ospedale Di Venere: Centro di riferimento per lo screening

L'ospedale Di Venere è l'hub di riferimento per lo Screening del tumore colon retto, con un volume di attività pari a 863 colonscopie eseguite nel corso del 2022, e una media mensile che nell'ultimo semestre, è di circa 100 esami.

Oltre al Di Venere, al San Paolo e all'ospedale della Murgia, è l'ospedale San Giacomo di Monopoli a rientrare nei centri screening aziendali e a garantire, quindi, le colonscopie, esami di secondo livello nell'ambito del programma di prevenzione gratuito destinato a uomini e donne di età compresa fra i 50 e i 69 anni.

La nuova colonna endoscopica completa di ogni accessorio andrà ad arricchire l’attività della Endoscopia digestiva dell’Ospedale Di Venere, dove i pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali - circa 7.500 persone - accedono direttamente alle prestazioni grazie ad agende di gruppo a loro dedicate che azzerano le liste di attesa. Il centro è operativo h12 e attivo anche per le urgenze, con un significativo volume di attività: 5mila sono infatti le procedure effettuate nell’ultimo anno, fra gastroscopie e colonscopie.

Preparazione alla colonscopia: Indicazioni generali

Le indicazioni di seguito sono di carattere generale ed è fondamentale seguire sempre il protocollo specifico assegnato dal proprio medico in quanto viene sempre valutato sul paziente e personalizzato dove necessario in base al suo caso clinico.

Durante i 3 giorni che precedono la colonscopia, è necessario evitare gli alimenti ricchi di fibre, poiché il loro passaggio nell’intestino comporta un alto livello di scorie. Bisogna inoltre evitare le bevande di colore rosso o viola e integratori alimentari contenenti ferro, i cui pigmenti andrebbero a colorare le pareti dell’intestino, così come bevande alcoliche, latte intero e cappuccino.

Cosa mangiare dopo la colonscopia

Dopo un paio d’ore di pausa dopo l’esame, durante le quali si consiglia di non assumere cibi, si può riprendere la propria regolare alimentazione. È però necessario fare attenzione alle tipologie di cibo da consumare: l’intestino si trova infatti del tutto vuoto, lavato dal muco protettivo e quasi privo di flora batterica intestinale.

È quindi bene per almeno 12-24 ore evitare cibi molto elaborati, grassi, ricchi di spezie, salumi e fritti, così come caffè, bevande alcoliche o integratori. Lo yogurt può inoltre aiutare a ristabilire l’equilibrio della flora batterica intestinale. Bere poco e spesso favorisce invece l’idratazione.

Esame istologico e referto

Durante l’esame, è possibile effettuare il prelievo di alcuni campioni di tessuto della parete intestinale (biopsia) da sottoporre ad un esame istologico finalizzato a stabilire la natura del disturbo (tumore, morbo di Crohn, colite ulcerosa, poliposi). Il referto può essere, a seconda dei casi, consegnato al termine della procedura o a distanza di qualche giorno.

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