Colonscopia ed Emorroidi di Quarto Grado: Preparazione e Trattamento

Le emorroidi sono costituite da una fitta rete di vasi sanguigni sormontati da mucosa del retto distale e del canale anale. Sono cuscinetti, responsabili in parte della continenza anale e della discriminazione del contenuto rettale.

Esistono il plesso emorroidario interno, localizzato nel canale anale, e il plesso emorroidario esterno, che si trova a livello del margine anale.

Questa patologia non ha una vera e propria causa scatenante, ma vi sono alcuni fattori di rischio che possono predisporre il suo sviluppo. Nella maggior parte dei casi, la patologia emorroidaria non rappresenta un rischio per la salute, ma la sintomatologia che la accompagna può arrecare molto fastidio a chi la sviluppa.

Il trattamento della patologia emorroidaria dipende dalla durata e dall’intensità del disagio. Questi accorgimenti sono utili anche per prevenire l’insorgenza di patologia emorroidaria.

Trattamento Chirurgico delle Emorroidi di Terzo e Quarto Grado

Nella malattia emorroidaria di terzo grado sintomatica e con impatto negativo sulla qualità della vita può essere indicato un intervento chirurgico.

L’intervento di emorroidectomia prevede l’asportazione delle emorroidi congeste, legando i vasi alla loro base con fili di sutura riassorbibili.

L’alternativa all’intervento classico è l’emorroidopessi con dearterializzazione, che prevede la legatura del vaso alla base dell’emorroide e il riposizionamento dell’emorroide prolassata all’interno del canale anale con dei fili di sutura riassorbibili. Quest’ultimo intervento è meno doloroso dell’emorroidectomia nel post-operatorio ma espone al rischio di recidiva del prolasso.

Per il quarto grado è più indicato l’intervento tradizionale di asportazione delle emorroidi o emorroidectomia. Dopo l’asportazione dei gavoccioli emorroidari fissi all’esterno del canale anale, le ferite guariscono spontaneamente nel giro di qualche settimana.

Il metodo E.L.P.

L’intervento non asporta tessuti e, quindi, non vi sono ferite che devono guarire e quindi non vi è dolore ma solo un disagio minimo o, spesso, nessun sintomo.

Le complicanze, pertanto, sono rare e di facile soluzione; la ripresa funzionale è rapida.

L’E.L.P. è la metodica chirurgica che abitualmente consiglio ed eseguo perché è la meno dolorosa e la più efficace.

Colonscopia: Un Esame Fondamentale

La colonscopia è un esame di estrema importanza per la prevenzione del tumore al colon nella popolazione over 50 d'età: gran parte delle neoformazioni tumorali, se diagnosticate per tempo quando sono ancora allo stato di polipi, possono essere efficacemente sconfitte con poco o pochissimo disagio per il paziente, già durante l'esame endografico.

La colonscopia è un esame fondamentale per la prevenzione del carcinoma del colon-retto, ma è anche un esame molto utile per diagnosticare altre patologie infiammatorie o vascolari dell’intestino.

Affinché l’esame sia diagnostico, cioè che permetta una ottimale visualizzazione delle pareti del colon, è necessario svuotare completamente l’intestino dal materiale fecale.

Per fare questo, il paziente dovrà bere un liquido di preparazione all’esame, che contiene un lassativo che induce nelle ore successive il completo svuotamento del colon.

Preparazione alla Colonscopia

Innanzitutto, è molto utile specificare che qualsiasi liquido di preparazione si scelga, nei 5 giorni precedenti all’esame il paziente non dovrà assumere alimenti contenenti fibre, perché queste potrebbero rimanere all’interno dell’intestino coprendo quindi dei tratti di mucosa.

La stragrande maggioranza delle preparazioni per la colonscopia contengono polietilenglicole (PEG), che è un polimero che rende le feci molto liquide, ed in alta concentrazione ha una azione lassativa con un’ottimo rapporto tra efficacia e sicurezza. Infatti, questo prodotto non viene assorbito nel sangue e quindi non ha praticamente rischi significativi, fatta eccezione per i pazienti che siano allergici al PEG, comunque estremamente rari in termini statistici.

D’altra parte, va segnalato che la preparazione per la colonscopia induce una diarrea profusa, che può quindi indurre in alcuni rari casi a scompensi idro-elettrolitici; per questo motivo, i pazienti con scompenso cardiaco o con insufficienza renale dovrebbero valutare con uno specialista se la preparazione possa essere rischiosa nel loro caso.

Esistono preparazioni a base di PEG ad alto volume (tipicamente 4 litri di preparazione), a medio volume (tipicamente 2 litri di preparazione) o a basso volume (1 solo litro di preparazione). Per ridurre il volume da bere, oltre al PEG variano le concentrazioni degli elettroliti, e vengono aggiunte altre sostanze, come ad esempio l’ascorbato di sodio nella preparazione da 1 litro, che amplifica l’azione lassativa del PEG.

L’orario dell’esame è un’altra variabile importante, tenendo a mente il concetto fondamentale: quanto più la preparazione è eseguita vicina all’orario dell’esame, tanto meglio è. Di conseguenza, con un esame al mattino è opportuno eseguire la preparazione nel pomeriggio/sera del giorno precedente all’esame, mentre con un esame al pomeriggio sarà possibile dividere in due tempi l’assunzione della preparazione (split preparation), il che solitamente migliora notevolmente gli scores di preparazione.

Esistono anche preparazioni che non utilizzano il PEG, come quelle con sodio picosolfato con magnesio citrato, ma hanno generalmente una efficacia peggiore ed un maggiore rischio elettrolitico.

Un concetto che però deve essere sottolineato è che non tutti i pazienti sono uguali, e pertanto la preparazione va personalizzata con l’aiuto del medico di famiglia o del gastroenterologo di riferimento. Ad esempio, le persone affette da stipsi cronica o che comunque hanno un alvo tendenzialmente stitico dovrebbero assumere nei giorni precedenti un lassativo osmotico per arrivare al giorno della preparazione al meglio.

In ogni caso, è fondamentale avere chiaro che nel momento in cui si decide che sia necessario fare una colonscopia, questa debba essere fatta al meglio per rendere l’esame utile a fini diagnostici (e, talvolta, anche terapeutici). Se il colon non è perfettamente pulito (Boston Score di 8 o 9), è possibile che una eventuale lesione possa non essere vista nel corso dell’esame.

L’intestino ben pulito facilita l’esame per il medico (miglior visione e maggiore accuratezza diagnostica) e per il paziente (minore durata dell’esame e minor fastidio).

Il giorno in cui precede l’esame è meglio assumere solo piccoli pasti costituititi da alimenti “a basso residuo”. Beva abbondante quantità di liquidi chiari, preferibilmente acqua.

Come si Svolge la Colonscopia

Il soggetto viene fatto sdraiare sulla schiena o sul fianco mentre il medico introduce lentamente il colonscopio lungo l’intestino crasso per esaminarne la superficie. La procedura richiede in genere meno di 45 minuti, anche se è bene prevedere due-tre ore, comprensive di attesa, preparazione e recupero.

Il medico inserisce delicatamente nell’ano il colonscopio (una sonda lunga, flessibile ed illuminata) e lo guida attraverso il retto e nel colon, mentre l’intestino viene gonfiato con anidride carbonica per offrire al medico una miglior visuale. Il medico può anche prelevare campioni di tessuti anormali che vengono rilevati durante l’esame.

Il medico rimuove i polipi e raccoglie del tessuto da sottoporre a biopsia utilizzando piccoli strumenti. Se si verifica sanguinamento, è possibile fermarsi mentre la sonda passa nella zona.

Nella maggior parte dei casi un leggero sedativo e degli antidolorifici aiutano a mantenere i pazienti rilassati. Una sedazione più profonda può essere richiesta per aumentare la compliance del paziente (ossia la collaborazione e l’adesione alla procedura del soggetto). Il sedativo deve avere il tempo di essere smaltito dal corpo.

Dopo colonscopia, ci può essere un piccolo sanguinamento.

Test di Screening per il Cancro del Colon-Retto

Tipo di Test Descrizione Accuratezza
Ricerca del Sangue Occulto (tradizionale) Raccolta delle feci al proprio domicilio e invio a un laboratorio. Evitare di assumere carne rossa o vitamina C prima dell’esame. 40%-60% se eseguito annualmente.
Test Immunochimico Fecale (FIT) Raccolta delle feci al proprio domicilio e invio a un laboratorio. Nessuna restrizione dietetica prima dell’esame. Elevata
Sigmoidoscopia Flessibile Il medico inserisce un endoscopio alla ricerca di polipi o cancro nel terzo inferiore del colon. La procedura è ambulatoriale e non richiede anestesia. Può rilevare 70%-80% dei polipi o tumori della metà inferiore del colon e del retto.
Colonscopia Virtuale (TC Colonscopia) Viene eseguita una scansione TC con aria inserita nel retto tramite una sonda prima dell’esame. Può rilevare 90% dei polipi più grossi di 10 mm e 65% dei polipi tra 6 e 9 mm.

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