Il tumore al colon retto rappresenta, in Italia, una delle patologie tumorali più diffuse nella popolazione. In Italia, ogni anno, abbiamo circa 50.000 nuovi casi di cancro al colon retto. Attualmente sono 300.000 le persone affette da questa patologia nel nostro Paese. Sono numeri ancora molto alti, soprattutto visto che si tratta di una forma tumorale evitabile attraverso una prevenzione efficace. La sintomatologia non è d’aiuto perché nella maggior parte dei casi è quasi assente e comunque molto tardiva.
Di conseguenza, la prevenzione non può basarsi sulla sintomatologia del paziente, ma deve essere messa in atto nella sua fase asintomatica. Quando si parla di prevenzione la colonscopia rappresenta l’esame ottimale. Per il paziente può apparire impegnativo, ma in realtà grazie alle nuove tecnologie endoscopiche e farmacologiche oggi risulta essere un esame relativamente semplice, poco invasivo e indolore. Quando si parla di colonscopia le persone la associano spesso al concetto di esame invasivo.
Cos'è la Colonscopia?
Si parla di invasività perché si entra nel corpo del paziente al fine di esaminarne il colon, che è lungo circa 1,5 metri. Si tratta di un esame sofisticato e complesso, ma non lo definirei invasivo nel senso critico del termine. Inoltre, oggi è possibile effettuare l’indagine senza generare ansia o dolore al paziente mediante l’impiego di farmaci innocui con effetto ansiolitico e analgesico. In casi molto particolari, si può far riscorso anche alla sedazione profonda con intervento dell’anestesista.
Preparazione all'Esame
Nei giorni precedenti è necessario effettuare una preparazione affinché l’intestino appaia pulito. Il paziente deve seguire una dieta a base di proteine e liquidi e priva di scorie, evitando il consumo di frutta, verdura, pane, pasta e affini. Inoltre, il pomeriggio precedente la colonscopia è necessario effettuare un lavaggio intestinale. Questo aspetto è molto importante perché se l’intestino non è pulito l’esame può essere più lungo e complesso. In media, comunque, la colonscopia ha una durata di 15-20 minuti.
Colonscopia: Diagnostica e Terapeutica
La colonscopia offre finalità diagnostiche e terapeutiche. Nel 95% dei casi, infatti, un tumore al colon retto insorge a seguito di una lesione benigna, un polipo dell’intestino. Durante l’esame, è possibile effettuare il prelievo di alcuni campioni di tessuto della parete intestinale (biopsia) da sottoporre ad un esame istologico finalizzato a stabilire la natura del disturbo (tumore, morbo di Crohn, colite ulcerosa, poliposi). Il referto può essere, a seconda dei casi, consegnato al termine della procedura o a distanza di qualche giorno.
Rischi e Controindicazioni
Come in qualsiasi atto chirurgico e medico, possono esserci complicanze ma se l’esame è eseguito correttamente e con tecnologie idonee le possibilità che insorgano effetti collaterali sono minime. L’unico caso nel quale è sconsigliata questa pratica, è la presenza di una cardiopatia di tipo ischemico. Se si ha avuto recentemente un infarto, è prassi ottimale attendere almeno 6 mesi prima di effettuare una colonscopia. Per contro, l’esame può essere condotto in condizioni di particolare severità come, ad esempio, in presenza di emorragia digestiva.
Colonscopia Endoscopica vs. Colonscopia Virtuale
Si tratta di 2 esami diversi. La colonscopia “endoscopica”, della quale stiamo parlando ora, prevede l’inserimento di una sonda per via rettale, consentendo all’operatore di esaminare con una analisi diretta ogni piccolo dettaglio del percorso intestinale. Il secondo, invece, consiste in una TAC virtuale, ovvero una tecnica radiologica. Inoltre, per la colonscopia endoscopica il paziente è sedato, mentre in quella virtuale non lo è. Per questo motivo, spesso si pensa che la colonscopia virtuale sia più semplice e meno fastidiosa, ma in realtà spesso non è così perché il paziente è del tutto vigile durante l’esame. Inoltre, la colonscopia virtuale non consente allo specialista di essere operativo, quindi non è possibile effettuare procedure interventistiche, biopsie di lesioni particolari o rimozioni di polipi.
Quando Sottoporsi alla Colonscopia?
È importante sottoporsi a colonscopia a partire dai 50 anni. Ai miei pazienti e ai miei amici ricordo sempre che per questo traguardo anagrafico, oltre a una festa, dovrebbero regalarsi anche una colonscopia. È estremamente importante, perché è a partire da questa fascia di età che la curva di rischio tumorale inizia progressivamente a salire. Se durante l’esame vengono individuati dei polipi, sarà necessario ripetere poi la colonscopia ogni 2-3 anni a seconda della severità delle lesioni riscontrate. Se, invece, non viene rilevato nulla è consigliato effettuare l’esame con una cadenza di 5 anni. Tuttavia, se in famiglia è presente un parente di primo grado - il papà, la mamma, un fratello o una sorella - che abbiano avuto un tumore intestinale è opportuno avviare l’attività preventiva in ogni caso almeno 10 anni prima dell’età di comparsa del cancro nel congiunto.
Strutture a Savona
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Servizi Specialistici
- Day Hospital: Presso Savona e Pietra Ligure per l’inquadramento diagnostico-terapeutico delle principali patologie a carico dell’apparato digerente.
- Diagnosi, terapia (convenzionale e con farmaci biologici) e follow-up dei pazienti con malattie infiammatorie croniche intestinali.
- Diagnosi, terapia e gestione dei Pazienti affetti da epatopatia cronica evoluta scompensata e/o complicanze ad essa correlate (compreso l’epatocarcinoma) o altre forme di epatopatia acuta o cronica meritevoli di valutazione in prospettiva trapiantologica in collaborazione con il Centro Trapianto di riferimento.
- Diagnosi, terapia e follow-up dei pazienti con celiachia.
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