Con il termine “colesterolemia” si fa riferimento alla concentrazione totale di colesterolo nel sangue. Il colesterolo alto (ipercolesterolemia) è uno dei fattori di rischio più rilevanti per la salute dei pazienti.
Cos'è il Colesterolo?
Il colesterolo è un tipo di lipide presente sia nel nostro organismo che negli alimenti. Questa sostanza lipoidea è presente nella bile, prodotta dal fegato. Può essere introdotta nel corpo tramite l'alimentazione, in quanto è presente in cibi ricchi di grassi animali come carne, burro, salumi, formaggi, tuorlo d’uovo e fegato. È assente, invece, in frutta, verdura e cereali. La maggior parte del colesterolo viene prodotto dal fegato, mentre un'altra parte deriva dalle cose che mangiamo tutti i giorni. Capisci bene che in questa sua forma, il colesterolo è un utile alleato dell’organismo, purché i livelli nel sangue rimangano nella norma.
Quando Preoccuparsi?
L’ipercolesterolemia si ha quando il colesterolo totale supera i 200 mg/dl. Quando preoccuparsi del colesterolo alto dipende dai valori delle analisi del profilo lipidico, dallo stato di salute e dai fattori di rischio presenti nel paziente. Alti livelli di colesterolo non producono sintomi diretti: molte persone ignorano infatti di soffrire di ipercolesterolemia.
Si calcola che avere il colesterolo basso diminuisca di un quarto il rischio di mortalità per malattie cardiovascolari. Va da sé che per tutti quei soggetti tendenti ad avere i livelli di colesterolo alti, è necessario provvedere a far rientrare i valori nella norma.
Cause del Colesterolo Alto
Tra le cause principali dell’accumulo di colesterolo nel sangue, troviamo in primis l’alimentazione scorretta. Ma non sempre la causa dell’ipercolesterolemia è da addurre ad uno stile alimentare sbagliato. Vi è poi l'immancabile componente genetica, che quando è sfavorevole aumenta in maniera più o meno importante la sintesi endogena di colesterolo, i cui livelli risultano per questo elevati anche in giovane età. Anche l'uso prolungato e in dosi massicce di alcuni farmaci può contribuire all'innalzamento della colesterolemia.
Se ne assumiamo una quantità eccessiva superando i fabbisogni del nostro organismo, il colesterolo tende ad accumularsi nei vasi sanguigni arrivando a formare un vero e proprio “tappo”. Il colesterolo in eccesso tende a depositarsi, dando vita a lesioni che ispessiscono e irrigidiscono le pareti dei vasi sanguigni (aterosclerosi).
Gli estrogeni abbassano la colesterolemia, mentre gli androgeni l'aumentano (in particolare gli estrogeni tendono a innalzare la frazione HDL e a diminuire quella LDL, mentre l'eccesso di testosterone ha effetto opposto).
Rimedi e Trattamenti
Dieta equilibrata e movimento regolare sono i due elementi alla base del nostro benessere fisico. La prevenzione è la strategia principale per mantenere la colesterolemia entro i livelli consigliati.
Il primo e fondamentale approccio correttivo è quello igienico - dietetico, che dev'essere considerato alla stregua di un vero e proprio farmaco. Il trattamento ovviamente non potrà essere lo stesso tra un caso borderline e uno conclamato alto.
Se le analisi del sangue hanno messo in evidenza livelli di colesterolo troppo alti, cosa si può fare per limitare i danni? Smettere di fumare e seguire una dieta sana rappresentano il primo passo per ridurre il colesterolo cattivo.
Alimentazione
La dieta, innanzitutto, rappresenta un elemento spesso sopravalutato, ma comunque importante. Se l'apporto giornaliero di colesterolo è particolarmente elevato, la colesterolemia aumenta, ma solo di poco. In questi casi, infatti, interviene il tipico meccanismo omeostatico che cerca di mantenere inalterato l'equilibrio del nostro ambiente interno. In pratica, in risposta all'elevato apporto alimentare, il corpo rallenta la sintesi endogena attuando, di fatto, un classico controllo a feedback.
Via libera a cereali, legumi e vegetali: questi alimenti, infatti, non contengono colesterolo e aiutano a ridurre i livelli di quello in eccesso. I vegetali ricchi di fibre contribuiscono anche a ridurre l’assorbimento del colesterolo alimentare a livello intestinale. In caso di colesterolo alto è bene quindi consumare porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali a quelli lavorati, e di legumi, assumendo questi ultimi almeno 2-4 volte a settimana. Tra i cereali sono pertanto consigliati pane, pasta e riso integrali, ma anche farro, avena e orzo.
Il pesce è il benvenuto: il consumo almeno 2 o 3 volte alla settimana è consigliato a chi ha problemi di colesterolo alto grazie alla particolare composizione del suo grasso. Va però ricordato che sono da preferire cotture alla griglia, al cartoccio o al vapore, mentre la frittura è da evitare.
Poco olio e di quello buono. I grassi saturi di origine animale provocano l’aumento dei livelli di colesterolo, mentre quelli insaturi di origine vegetale sono in grado di ridurlo.
Si può consumare la carne, sia rossa che bianca. Vanno preferiti, però, i tagli magri. Meno grassi è meglio: è bene limitare al minimo il consumo di insaccati, formaggi e uova che contengono quantità piuttosto elevate di grassi e che influenzano negativamente il tasso di colesterolo.
In caso di colesterolo alto, questi cibi non andrebbero mangiati se non saltuariamente (eliminarli del tutto non serve). Uno degli alimenti indicato da molte fonti come non indicato per i soggetti malati di ipercolesterolemia è la carne rossa. Stessa cosa dicasi per il prosciutto crudo se consumato con moderazione (es 50 gr.
Attività Fisica
È essenziale abbandonare la sedentarietà in favore di almeno un minimo di attività fisica giornaliera. L'attività fisica regolare di tipo aerobico è in grado di aumentare la colesterolemia HDL.
Rimedi Naturali
Ma nei casi borderline si possono provare (sotto controllo medico) dei rimedi cosiddetti naturali per non dover ricorrere necessariamente al farmaco. Piuttosto vanno inseriti in una dieta equilibrata studiata da un dietologo o da un nutrizionista. Innanzi tutto la curcuma. Poi le fibre solubili che sono contenute nella frutta e nelle alghe, nonché i beta-glucani contenuti nei cereali e soprattutto nell’avena.
Sarà necessario anche seguire una dieta bilanciata, fondata più sulla consapevolezza di ciò che si mette a tavola che sulla quantità di cibo da assumere. A questo potrebbe essere necessario aggiungere dei farmaci a base di statine o integratori alimentari come omega 3 (che favorisce l’aumento di HDL), carciofo (che depura il fegato) e riso rosso fermentato (che contiene una statina vegetale).
Farmaci
Premessa importante: solo il medico sarà in grado di stabilire quando è necessario prendere le statine per ridurre il colesterolo alto. Non voi. In ogni caso è IMPORTANTE non assumere questi farmaci d’iniziativa.
Le statine contenute nei farmaci sono sicuramente il rimedio più efficace nella cura del colesterolo alto. Queste sostanze, ottenute in laboratorio, sono in grado di “sciogliere” i grassi in eccesso prodotti nel fegato che si tramutano poi in colesterolo ed hanno un effetto pressoché immediato. Abbiamo utilizzato il termine “sciogliere” per semplificare. Una volta iniziata l’assunzione di statine, non sarà più possibile interromperla. Per completezza di informazione bisogna anche dire che esistono anche dei possibili effetti collaterali (cosa in comune con qualsiasi farmaco venga assunto). C’è da dire che la scienza ha fatto passi da gigante negli ultimi anni, riducendo di molto la possibilità di effetti collaterali gravi.
fibrati: sono usati principalmente per abbassare i livelli di trigliceridi e, in misura minore, per aumentare il colesterolo HDL.
Prodotti Consigliati
- Armolipid Plus: Integratore alimentare che favorisce il controllo del colesterolo e dei trigliceridi plasmatici.
- Advaced Omega D3 (Solgar): Integratore per il colesterolo che influisce favorevolmente sul metabolismo lipidico.
- Liposcudil Plus (Piam Farmaceutici): Integratore che aiuta a mantenere nella norma i livelli di colesterolo nel sangue.
- Cardiolipid 10 (Shedir pharma): Integratore alimentare a base di Riso Rosso che contribuisce al mantenimento di livelli normali di colesterolo nel sangue.
In caso di colesterolo alto, lo stesso medico avrà il compito di indirizzare il paziente dal cardiologo, il quale prescriverà degli esami di approfondimento per vedere lo stato di avanzamento della patologia e le condizioni dell’apparato circolatorio (es.
La parola d’ordine è MAI FARE DA TE. Ricorda che tu non sei un medico, non sei un cardiologo e non sei un endocrinologo. Nemmeno il tuo amico che ha lo stesso tuo problema lo è. E nemmeno Google può sostituirsi al tuo medico.
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