Il colesterolo è una sostanza grassa necessaria al corretto funzionamento dell’organismo, che interviene nella sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D, e contribuisce al mantenimento dell’integrità e della stabilità cellulare.
Viene prodotto per lo più dall’organismo e in parte viene assunto dall’esterno mediante l’alimentazione.
Esistono due tipologie di colesterolo: HDL (High Density Lipoprotein), definito buono, e LDL (Low Density Lipoprotein), quello cattivo.
Questa suddivisione è alquanto banale ma, per certi versi, molto chiara ed efficace. A farlo classificare come “buono” o “cattivo” sono le lipoproteine che lo trasportano nel sangue: rispettivamente le lipoproteine ad alta densità HDL (High Density Lipoproteins) e le lipoproteine a bassa densità LDL (Low Density Lipoproteins).
Il colesterolo trasportato dalle lipoproteine a bassa densità è comunemente noto come “colesterolo cattivo”, questo perché le LDL contengono la maggior parte del colesterolo dell’organismo e un livello elevato di queste lipoproteine può determinare un accumulo di grasso nelle arterie, con formazione di placche aterosclerotiche e un conseguente aumento di rischio di malattie cardiovascolari.
Al contrario, le liproteine HDL fungono da “spazzini” dell’organismo, favorendo la rimozione del colesterolo dal sangue e la sua eliminazione tramite i sali biliari.
Il Colesterolo: Cos'è e Perché è Importante
Il colesterolo è un grasso prodotto dal fegato fondamentale per molte attività delle nostre cellule ed è essenziale per la nostra vita.
Insieme ai trigliceridi, il colesterolo costituisce la maggior parte dei grassi contenuti nel nostro corpo: prodotto dal fegato, è presente in tutte le nostre cellule.
Identificato per la prima volta a fine Settecento, serve per la sintesi di diversi ormoni e della vitamina D ed è un componente importante delle membrane cellulari e di vari tessuti.
Oltre alla quota endogena prodotta dall’organismo, il colesterolo può essere introdotto dall’esterno con la dieta.
Valori Normali del Colesterolo nel Sangue
Attraverso un semplice esame ematico, è possibile monitorare i livelli di colesterolo totale, ovvero la somma di LDL e HDL, nonché le singole compenti.
Per il colesterolo “totale”, che esprime la quantità complessiva di colesterolo contenuto nelle varie lipoproteine, in individui sani si considera corretto un valore inferiore ai 200 mg/dl di sangue.
I livelli di HDL, il colesterolo “buono”, non devono essere inferiori ai 40 mg/dl.
Per il colesterolo “cattivo” invece, il valore ottimale è tra i 100 e i 130 mg/dl.
Bisogna prendere in considerazione tutti gli elementi descritti in precedenza: colesterolo totale, colesterolo “cattivo” e colesterolo” buono”, perché sono tutti fattori estremamente importanti per prevedere il rischio cardiovascolare.
Ecco una tabella riassuntiva dei valori di riferimento:
| Tipo di Colesterolo | Valore Ottimale |
|---|---|
| Colesterolo Totale | Inferiore a 200 mg/dL |
| Colesterolo HDL (buono) | Superiore a 60 mg/dL |
| Colesterolo HDL (buono) per uomini | Superiore a 40 mg/dL |
| Colesterolo HDL (buono) per donne | Superiore a 50 mg/dL |
| Colesterolo LDL (cattivo) | Tra 100 e 130 mg/dL |
Colesterolo LDL Alto: Un Pericolo per la Salute
Alti livelli di colesterolo cattivo nell’organismo rappresentano un pericolo per la salute delle arterie.
Le lipoproteine LDL, che trasportano l’eccesso di colesterolo dal fegato alle cellule del corpo, attraverso le arterie, contribuiscono alla formazione di accumuli di grasso nei vasi, causandone l’indurimento e il restringimento.
Quando i livelli circolanti di quest’ultimo sono troppo alti, il soggetto viene esposto al rischio di complicanze cardiovascolari (come infarto e ictus).
Il colesterolo Ldl è una lipoproteina a bassa densità, che può essere dannosa per il nostro organismo se presente in elevate quantità.
Il colesterolo LDL, o “ colesterolo cattivo”, è il principale responsabile della aterosclerosi, ovvero della deposizione di materiale sulle pareti delle arterie che le rende sempre più occluse ostacolando il flusso di sangue.
Questa condizione è conosciuta come aterosclerosi. Una volta instauratosi, questo processo è irreversibile e può portare progressivamente alla rottura della placca aterosclerotica, alla formazione di trombi e alla conseguente ostruzione del flusso del sangue prevalentemente a livello delle arterie cardiache e cerebrali.
L’aterosclerosi è causa di diverse gravi patologie come ictus, infarto miocardico, insufficienza arteriosa degli arti inferiori.
Cause dell'Aumento del Colesterolo LDL
A favorire l’ipercolesterolemia sono in primis uno stile di vita sedentario e un’alimentazione squilibrata.
Un’alimentazione scorretta e uno stile di vita sedentario sono spesso associate a elevati livelli di colesterolo.
Non dobbiamo dimenticare che l’ipercolesterolemia può essere anche secondaria a fattori genetici, come nel caso dell’ipercolesterolemia familiare congenita.
Alterati livelli di colesterolo possono essere conseguenza anche di alcune patologie come diabete e l’ipotiroidismo e in seguito all’assunzione di farmaci come corticosteroidi per via orale, pillola contraccettiva, betabloccanti.
Come Abbassare il Colesterolo LDL
Per ridurre il colesterolo cattivo e contestualmente alzare i livelli di colesterolo HDL, è indispensabile in primis modificare il proprio stile di vita.
Per diminuire il colesterolo LDL si deve seguire una corretta alimentazione e praticare attività fisica regolarmente.
Inizialmente, prima di intervenire con una terapia farmacologica, si cerca di ristabilire i valori di colesterolemia mediante la dieta e l'attività fisica.
Il ruolo più importante nel controllo dei livelli di colesterolo spetta alla dieta e al corretto stile di vita, evitando il fumo, l’alcol, cibi grassi, e riducendo la sedentarietà.
L'Alimentazione come Alleata
Secondo diversi studi epidemiologici, la Dieta Mediterranea è in grado di ridurre di circa il 30% l’incidenza di eventi cardiovascolari e più in generale di garantire un miglioramento dei livelli di colesterolo totale.
Questo regime alimentare prevede l’assunzione giornaliera di olio extravergine di oliva, pasta e pane integrali, pesce azzurro, noci e mandorle.
Più in generale le linee guida consigliano di limitare il consumo di acidi grassi trans e acidi grassi saturi, in particolare, di carne rossa e processata, e grassi di origine animale.
Gli acidi grassi omega 3 e 6 sono invece raccomandati, per aumentare l’HDL.
Diversi studi epidemiologici hanno dimostrato come alcuni modelli alimentari specifici siano efficaci nel controllo delle concentrazioni plasmatiche di colesterolo e nella prevenzione del rischio cardiovascolare.
Il modello di Dieta Mediterranea ha dimostrato di poter ridurre di circa il 30% l’incidenza di eventi cardiovascolari e un miglioramento dei livelli di colesterolo totale.
Questo regime alimentare è caratterizzato dal consumo quotidiano di olio extravergine di oliva, di pasta e pane integrali, pesce azzurro e frutta a guscio, come noci e mandorle, con un consumo ridotto di cibi processati e prodotti da forno e di formaggi stagionati ricchi in grassi.
Per quanto riguarda il consumo di grassi, le linee guida consigliano di limitare il consumo di acidi grassi trans e acidi grassi saturi, che è dimostrato incidano negativamente sui valori circolanti ti colesterolo LDL.
In particolare, si consiglia di limitare il consumo di carne rossa e processata, di grassi di origine animale e sostituire questi ultimi i con grassi di origine vegetale ricchi di acidi grassi polinsaturi.
Anche gli acidi grassi omega 3 e 6 hanno dimostrato un effetto positivo sull’incremento di colesterolo HDL.
Ruolo importane, inoltre, è svolto dalla fibra, specialmente dalla fibra solubile, che aiuta il controllo del colesterolo, limitandone l’assorbimento a livello intestinale e il riassorbimento degli acidi biliari.
È quindi consigliato il consumo di legumi, verdura e frutta con buccia e di cereali come avena e orzo.
All’interno di una dieta equilibrata il consumo di fibra dovrebbe raggiungere i 25-40 g die di cui 7-15 g di fibra solubile.
La fibra vegetale riduce l’assorbimento intestinale dei grassi.
Un motivo in più per riservare ai già ricordati legumi e verdure un posto d’onore nei menù, queste ultime possibilmente consumandole crude in insalata.
Anche il pane sarà preferibilmente integrale, proprio per il suo maggior contenuto di fibra, così come la pasta e il riso.
Il pesce, per la particolare composizione del suo grasso, può essere consumato anche da chi ha problemi di colesterolo.
La carne può fare parte della dieta, con preferenza alla carne bianca, ma deve provenire da un taglio magro e privato del grasso visibile.
Integratori e Terapia Farmacologica
In alcuni casi è utile affiancare alla dieta l’assunzione di integratori mirati.
In alcuni casi, oltre all’approccio dietetico è possibile inserire l’utilizzo di integratori alimentari che agiscono sulla produzione endogena di colesterolo, in particolare è comune l’utilizzo di estratti titolati in monacolina k derivanti dal riso rosso fermentato.
La monacolina k agisce similmente alle statine di origine sintetica bloccando il meccanismo di produzione di colesterolo.
È noto da studi clinici come l’integrazione con fitosteroli, come sitosterolo e campesterolo, sia efficace nell’abbassamento dei livelli di colesterolo totale e di LDL.
Anche la lecitina di soia può essere utilizzata del controllo dell’ipercolesterolemia.
Quando i cambiamenti nello stile di vita non sono sufficienti per ridurre il colesterolo totale e LDL, può essere necessario il ricorso a una terapia farmacologica.
La terapia farmacologica elettiva è rappresentata dalle statine, che hanno una duplice azione: riducono il colesterolo e il rischio cardiovascolare.
Le statine sono considerati i farmaci d’elezione per ridurre il colesterolo e ridurre il rischio cardiovascolare.
Esistono molte tipologie di farmaci per il colesterolo, fra quelli più utilizzati troviamo le statine, che inibiscono la produzione di colesterolo nel fegato bloccando l’enzima epatico responsabile della produzione di quest’ultimo.
Nell’ipercolesterolemia familiare, le statine sono efficaci nei casi di gravità intermedia, quando la mutazione è soltanto su uno dei geni ereditati (eterozigosi), anche in combinazione con altri farmaci che aumentano l’espressione del recettore per LDL (ezetimibe o PCSK9 inibitori).
Quando e Perché Fare le Analisi del Colesterolo LDL?
La concentrazione ematica di colesterolo Ldl si misura per valutare il rischio cardiovascolare.
Per i pazienti considerati a basso rischio di malattie cardiache, la misurazione del colesterolo dovrebbe iniziare all’età di 40 anni circa.
Per i soggetti con fattori di rischio di malattie cardiovascolari quali diabete, obesità, pressione arteriosa elevata, dipendenza da fumo e una storia familiare di malattie cardiache, come infarto o ictus, è fondamentale anticipare e diversificare i controlli.
L’unico requisito richiesto per poter effettuare questo esame è il digiuno, da osservare nelle 9-12 ore che precedono il prelievo.
I valori ematici di colesterolo Ldl tendono ad abbassarsi momentaneamente dopo un infarto o durante un evento che comporti un forte stress per l’organismo, come possono essere un intervento chirurgico o un incidente.
O, ancora, nel corso della fase acuta di una patologia.
Ldl-C, viceversa, aumenta nel corso di una gravidanza.
Per una corretta valutazione clinica del paziente, occorre informare il medico di tutte le terapie farmacologiche che si stanno seguendo.
Colesterolo alto: ecco gli alimenti da consumare con prudenza
- Carne di manzo
- Carne di agnello
- Carne di maiale
- Carne di pollo (con la pelle)
- Lardo di maiale
- Formaggi e prodotti lattiero-caseari ad alto contenuto di grassi
- Oli vegetali ricchi di grassi saturi (palma, cocco, palmisto)
- Snack salati
- Prodotti da forno
- Alimenti fritti (in particolar modo fuori casa)
- Bevande alcoliche
In caso di colesterolo alto, è necessario rivolgersi uno specialista in Cardiologia.
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