Il colesterolo LDL, noto anche come colesterolo "cattivo," è una lipoproteina a bassa densità che trasporta il colesterolo dal fegato alle cellule del corpo. Sebbene svolga una funzione necessaria, livelli elevati nell’organismo possono rappresentare un grave rischio per la salute cardiovascolare, favorendo l'accumulo di placche nelle arterie e aumentando il pericolo di sviluppare patologie come infarti e ictus.
Cos’è il colesterolo LDL?
Il colesterolo LDL, o colesterolo “cattivo” è una lipoproteina a bassa densità. Si occupa di trasportare il colesterolo sintetizzato dal fegato alle varie cellule del corpo.
A differenza del colesterolo HDL, o colesterolo “buono”, se presente nell’organismo in quantità elevate può essere potenzialmente molto dannoso, in quanto tende ad accumularsi all’interno dei vasi sanguigni, rendendole più spesse, meno elastiche e, alla lunga, rendendo difficoltoso il passaggio del sangue.
Ai suoi valori è infatti legata la probabilità teorica di subire una malattia correlata all'aterosclerosi, come l'angina pectoris, l'infarto miocardico, l'ictus o la claudicatio intermittens. Le malattie di cui abbiamo fatto cenno, nell'insieme, rappresentano la principale causa di morte nel nostro paese e nel resto del mondo industrializzato; la loro eziopatogenesi è quindi oggetto di intense attività di ricerca.
Analisi e interpretazione dei risultati dell'esame del colesterolo
Solitamente la misurazione del colesterolo LDL viene effettuata assieme alla misurazione del colesterolo HDL e totale. Se non viene misurato “direttamente”, per calcolare i valori di LDL è sufficiente usare la cosiddetta formula di Freidewald, ovvero:
Colesterolo LDL = Colesterolo Totale - [Colesterolo HDL - (Trigliceridi/5)]
I valori normali di colesterolo LDL in un adulto sano non dovrebbero superare i 130 mg/dl.
Possiamo poi dividere i valori anomali di colesterolo LDL in tre “fasce”:
- Moderatamente elevato: tra i 130 e i 159 mg/dL. Mediamente se l’LDL si trova in questo range non è ancora pericoloso per la salute, ma occorre abbassarlo per evitare si alzi ulteriormente. Può essere indice, ad esempio, di aggiustamenti da effettuare nella dieta e nello stile di vita.
- Elevato: tra i 160 e i 189 mg/dL. In questo range inizia ad esservi pericolo per la salute.
- Molto elevato: superiore a 190 mg/dL. Questa condizione richiede attenzione immediata in quanto potenzialmente molto pericolosa per la salute.
Come viene misurato il colesterolo LDL?
Di solito il colesterolo viene misurato tramite analisi del sangue, un prelievo di sangue venoso dal braccio. Si tratta di un esame rapido, non invasivo e indolore, sebbene alcuni soggetti possano provare un leggero fastidio al momento del prelievo.
È necessario sottoporvisi dopo almeno 8-12 ore di digiuno, motivo per il quale viene solitamente effettuato al mattino, dopo il digiuno notturno.
In media, in un adulto sano, a seconda della propria storia clinica e stile di vita, si consiglia di effettuare le analisi ogni 1 - 2 anni.
Un tempo, in ambito clinico, l'attenzione si focalizzava soprattutto sui valori di colesterolo totale, mentre oggi - a tal proposito - viene data maggiore importanza al colesterolo HDL e al suo rapporto con la frazione LDL.
Trigliceridi, glicemia, omocisteina e markers dell'infiammazione (come la proteina C reattiva ed il TNF-alfa) hanno assunto un importante significato nell'intento di definire il rischio cardiovascolare in un'ottica globale. Questi parametri clinici, comunque - anche se considerati nel loro insieme - rappresentano soltanto uno dei tanti fattori predisponenti alle malattie cardiovascolari, che sono favorite anche da ipertensione, diabete mellito, fumo di sigaretta, obesità (soprattutto quella androide), familiarità per tali patologie e inattività fisica.
Quando preoccuparsi?
Il dubbio è ricorrente, capita spesso infatti che i valori del colesterolo siano fuori dai limiti solo parzialmente, e di conseguenza ci si domandi quale sia il modo corretto di considerarli e interpretarli.
«Il colesterolo totale è sicuramente in questo caso un po’ alto. Il fatto, però, che il valore del colesterolo LDL (definito giustamente “cattivo”) sia basso, ci dà un indicatore positivo che ci permette di stare tranquilli. Infatti è importante valutare soprattutto il valore dell’LDL, che deve assolutamente stare sotto i 130.
«I valori soglia del colesterolo sono stabiliti in linee guida internazionali e negli anni sono stati rivisti periodicamente verso il basso in un'ottica di prevenzione. Anche la persona sana e senza fattori di rischio conclamato, infatti, non deve andare oltre i limiti perché il colesterolo è un fattore di rischio indipendente da tutto. Nel caso poi di incroci “pericolosi” con ipertensione, obesità e glicemia alta, i riferimenti variano ancora e ci sono precise tabelle che orientano; per cui può essere che una persona che ha una coronaropatia severa debba tenere l’LDL molto più basso di un soggetto “normale”.
«Io consiglio sempre di fare gli esami del colesterolo totale. Se si riscontra un problema si procede con il valore LDL. Nei controlli successivi si analizza sempre il totale e l’LDL per vedere come si evolvono le cose.
«Dipende dai casi. L’esercizio fisico è sicuramente utile per eliminare una produzione in eccesso, così come anche stare un po’ attenti al cibo aiuta, ma è un discorso valido per le persone che hanno valori di poco superiori ai limiti, che restano comunque vicini alla norma. Se invece si ha un problema serio non si risolve in questo modo ma con i farmaci. Gli stili di vita salva-colesterolo (esercizio fisico e dieta) infatti non sono sufficienti in caso di valori fortemente sballati o situazioni in cui c'è un alto rischio cardiovascolare. Anche perché del colesterolo che abbiamo in corpo se 100 è prodotto nel fegato, solo 30 arriva dal cibo.
Come abbassare il colesterolo LDL?
In caso di colesterolo alto è necessario rivolgersi al proprio medico, individuandone le cause e trattandole. Tuttavia, se l’innalzamento dei livelli di LDL fossero dovuti (anche) a dieta e stile di vita errato, è comunque possibile iniziare ad agire fin da subito per trattare il problema.
I cambiamenti nella dieta per abbassare il colesterolo LDL non dovrebbero essere fatti in autonomia o con diete fai-da-te, che rischiano di peggiorare ulteriormente la situazione. Per strutturare una dieta che abbassi i valori di colesterolo e sia al contempo equilibrata e bilanciata oltre che sostenibile nel tempo, è necessario rivolgersi a un nutrizionista che crei un piano alimentare sulla base delle proprie esigenze e dopo aver letto attentamente gli esiti degli esami del sangue.
Possiamo quindi dire che:
- L'arma più potente per una prevenzione primaria cardiovascolare è rappresentata dall'adozione di uno stile di vita attivo.
- È importante valutare soprattutto il valore dell’LDL, che deve assolutamente stare sotto i 130.
- È necessario evitare le diete fai da te, non cucite sui propri bisogni, sia perché tendenzialmente difficili da seguire nel lungo periodo, sia perché una dieta sbilanciata, anche se a basso contenuto di grassi saturi e zuccheri potrebbe, “paradossalmente”, aggravare le proprie condizioni di salute.
Dieta per abbassare il colesterolo
Una dieta per la gestione del colesterolo alto deve essere strutturata da nutrizionista ed è fondamentale nella corretta gestione del colesterolo. In generale, per diminuire i livelli di colesterolo LDL è opportuno:
- Limitare il consumo di grassi saturi e trans;
- Limitare il consumo di zuccheri raffinati;
- Limitare fortemente il consumo di bevande alcoliche;
Seguire, nel suo complesso, una alimentazione equilibrata, contenente nelle giuste proporzioni grassi sani, fibre e sostanze benefiche per l’organismo.
Ridurre al minimo i grassi saturi (inclusi gli idrogenati) e sostituirli con grassi insaturi, sia monoinsaturi (acido oleico omega-9) che polinsaturi a prevalenza di omega-3 e acido alfa-linolenico (omega-6); attenzione, invece, all'acido arachidonico (un altro omega-6, ma ad azione pro-infiammatoria).
Anche se si è dimostrato relativamente efficace, se paragonato all'importanza del primo e del secondo punto, anche diminuire l'apporto di colesterolo alimentare può essere utile.
Aumentare l'apporto di fibre, lecitine vegetali, fitosteroli e altri antiossidanti.
Sostituendo il burro e la carne rossa con l’olio extravergine di oliva, il pesce ed eventualmente le carni bianche, si può ridurre il colesterolo «cattivo» (Ldl) e mantenere intatto quello «buono» (Hdl).
Attività fisica per diminuire il colesterolo LDL
Per diminuire i livelli di colesterolo LDL è estremamente utile evitare la sedentarietà ed effettuare attività fisica in maniera regolare, secondo il proprio stato di salute e le proprie capacità.
Anche un’ora di attività fisica per tre volte la settimana, a un ritmo moderato, può essere di grande aiuto. Inoltre, possiamo aiutarci con dei piccoli cambiamenti quotidiani: evitare di usare la macchina e andare a piedi per percorrere brevi distanze, evitare di usare l’ascensore ma usare le scale e così via.
L’esercizio fisico regolare - almeno 150 minuti a settimana: camminate veloci, passeggiate in bicicletta, acquagym, danza, tennis in doppio e giardinaggio - migliora la capacità del cuore di pompare il sangue, aiuta a controllare il peso corporeo e può far calare i livelli del colesterolo e della pressione sanguigna.
Ovviamente le diete funzionano meglio se le persone che le seguono fanno anche attività fisica regolarmente, specialmente se in sovrappeso. In caso di sovrappeso, o comunque di cattivo rapporto tra massa magra e massa grassa, è importantissimo dimagrire riconquistando il normopeso.
Abitudini e stile di vita per abbassare il colesterolo LDL
In caso di colesterolo alto, se fumatori, è opportuno prendere in seria considerazione l’idea di smettere. Il tabagismo è infatti legato strettamente a minori livelli di colesterolo “buono” HDL, e si stima che le sostanze contenute nel fumo tendano ad accelerare i processi di indurimento delle arterie, danneggiando i vasi sanguigno e favorendo la formazione di placche.
Livelli di colesterolo LDL troppo bassi
Tutti sanno che livelli elevati di colesterolo sono dannosi, ma anche livelli bassi di colesterolo possono essere dannosi. Il nostro corpo necessita di livelli normali di colesterolo per svolgere diverse funzioni, e una sua carenza può causare alcuni sintomi. Livelli bassi sia di colesterolo HDL (lipoproteine ad alta densità) che di colesterolo LDL (lipoproteine a bassa densità) possono essere dannosi.
Le cause dei livelli bassi di colesterolo LDL si dividono in due categorie: cause primarie e secondarie.
Ecco alcune delle cause principali:
- Ipoproteinemia familiare: È una condizione genetica ereditaria. Chi ne soffre presenta accumulo di grasso nel fegato (steatosi epatica non alcolica) e un'aumentata resistenza all'insulina (ormone che regola i livelli di glucosio nel sangue), con conseguente iperglicemia.
- Mutazioni del gene PCSK9 (Proprotein Convertase Subtilisin Kexin 9): Questa condizione può causare una riduzione del 30%-70% dei livelli di colesterolo LDL.
- Ipolipidemia combinata familiare: Chi soffre di questa condizione presenta una maggiore degradazione sia delle HDL che delle LDL, con bassi livelli di entrambi nel sangue.
- Abetalipoproteinemia: È una rara malattia ereditaria che può portare a livelli non rilevabili di colesterolo LDL nel sangue.
Colesterolo e Farmaci
Se il colesterolo LDL è troppo alto, è importante abbassarlo, ma l'obiettivo principale è ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. Prima che il medico prescriva farmaci per il trattamento di un colesterolo elevato, dovrebbe essere necessario cercare di normalizzare i valori lavorando sul cambiamento nella dieta e nelle abitudini di vita. Nel caso in cui queste misure non siano sufficienti per abbassare il colesterolo, si possono utilizzare come agenti ipocolesterolemizzanti, farmaci del gruppo delle statine e dei fibrati.
Le Statine fanno sì che il corpo sia in grado di produrre meno colesterolo. I farmaci per abbassare il colesterolo possono aiutare se il malato ha un disturbo congenito del metabolismo lipidico o se i livelli di colesterolo non diminuiscono, nonostante i cambiamenti nella dieta e uno stile di vita sano.
Ma oggi si fa spesso ricorso anche alla loro combinazione con l'ezetimibe. Questo principio, rispetto alle delle statine (inibiscono la sintesi del colesterolo all'interno dell'organismo, ndr), impedisce l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale.
Per i pazienti refrattari a queste terapie o per cui è indicato un drastico calo dei livelli di colesterolo Ldl, da pochissimi giorni c'è anche l'indicazione all'uso degli anticorpi monoclonali, prima impiegati soltanto per trattare i casi di ipercolesterolemia familiare. Entro un anno, invece, dovrebbe arrivare sul mercato un farmaco a base di acido bempedoico che ha finora mostrato un'efficacia comparabile a quella delle statine.
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