Lo xantelasma palpebrale è un deposito di tessuto grasso intorno alle palpebre. Gli xantelasmi sotto gli occhi o intorno alle palpebre appaiono come lesioni di colore giallastro. Particolarmente diffusi dopo i 40 anni, possono colpire anche persone più giovani.
Che cos’è lo xantelasma?
Lo xantelasma è una lesione cutanea, dal caratteristico colore giallo chiaro, e dalla forma nodulare o appiattita. Lo xantelasma è una lesione assolutamente benigna. Ha forma e dimensioni variabili. È molto ben distinguibile, oltre che per la netta delimitazione, anche per la colorazione diversa rispetto alla cute della palpebra.
Xantelasmi palpebrali: sintomi più frequenti
Descriviamo adesso i sintomi degli xantelasmi palpebrali, che sono piuttosto semplici da riconoscere anche ad occhio nudo, nonostante non provochino fastidio o dolore.
Come detto, si tratta di una condizione dermatologica caratterizzata dalla comparsa di placche giallastre sulla pelle attorno agli occhi o a un occhio solo, ossia dei depositi cutanei costituiti principalmente da colesterolo che si sviluppano nel derma, lo strato più profondo della cute.
Lo xantelasma all’inizio si manifesta come piccole macchie o placche giallastre che appaiono principalmente sulla pelle delle palpebre, sia superiori che inferiori. Queste lesioni sono generalmente morbide al tatto e hanno un contorno ben definito. Le placche possono essere molto piccole, quasi impercettibili, e talvolta possono apparire biancastre o avere una tonalità più chiara rispetto a quella giallastra che si osserva nelle fasi più avanzate.
Lo xantelasma all’inizio è asintomatico e non causa alcun dolore o prurito, per cui può essere scambiato per una condizione cutanea meno rilevante. Col tempo le placche aumentano di dimensione e diventano più numerose lungo le palpebre e intorno agli occhi.
Ecco in sintesi quali sono i sintomi dello xantelasma all’occhio più diffusi:
- Placche giallastre o giallo-arancioni che possono variare in dimensioni e che hanno una consistenza morbida. Appaiono generalmente vicino alle palpebre, sia sulla parte superiore che inferiore.
- Placche bianche: lo xantelasma bianco è più raro ma a volte le placche possono assumere una tonalità bianca, biancastra o avorio. Ciò dipende dalla composizione dei depositi lipidici e dalla struttura della pelle sovrastante.
- Le placche sono tipicamente piatte, ma in alcuni casi possono risultare leggermente sollevate rispetto alla superficie della pelle, senza causare dolore o prurito.
- Le lesioni tendono a comparire in modo simmetrico su entrambi gli occhi, ma possono anche presentarsi asimmetricamente in alcune circostanze.
- Lo xantelasma è un disturbo cutaneo benigno che non causa sintomi sistemici, tuttavia spesso viene associato alla dislipidemia (livelli anormali di lipidi nel sangue) quindi può indicare un rischio maggiore di malattie cardiovascolari.
- Pur raramente lo xantelasma all’occhio può infiammarsi o irritarsi, specie se viene manipolato o si trova in un’area che subisce sfregamenti frequenti.
Perché si formano gli xantelasmi?
La causa principale della comparsa di xantelasmi è legata a disturbi lipidici. Spesso sono presenti infatti in molte patologie che hanno come sintomatologia l’aumento del livello di lipidi nel sangue. L’eziologia dello xantelasma relativa ad un’alimentazione scorretta, ricca di grassi, è ancora oggetto di dibattito. Lo xantelasma si associa nel 50% dei casi a dislipidemie.
Gli xantelasmi, inoltre, possono essere indicatori della presenza di patologie, alcune anche gravi, come la cirrosi epatica.
Nello xantelasma le cause sono principalmente legate a disturbi metabolici e lipidici, con alcune condizioni mediche che possono aumentare il rischio di sviluppare questa patologia cutanea. La causa più comune è la dislipidemia, un’alterazione nei livelli di lipidi nel sangue, come il colesterolo e i trigliceridi. In particolare, l’ipercolesterolemia, che si manifesta con livelli elevati di colesterolo LDL (“colesterolo cattivo”), è spesso associata alla formazione dello xantelasma.
Un’altra causa significativa degli xantelasmi agli occhi è rappresentata da malattie sistemiche come il diabete mellito, che altera il metabolismo del glucosio e può contribuire a disordini lipidici. Persone con condizioni come la cirrosi biliare primitiva e altre malattie epatiche possono poi sviluppare xantelasma a causa di un metabolismo lipidico compromesso.
In alcuni casi lo xantelasma palpebrale può presentarsi in individui con una predisposizione ereditaria, anche in assenza di livelli elevati di colesterolo. Questa condizione è conosciuta come iperlipidemia familiare, per cui il corpo ha una tendenza innata a produrre colesterolo in eccesso.
Lo xantelasma all’occhio può svilupparsi in persone con livelli di colesterolo normali, senza una causa apparente. In questi casi lo sviluppo delle placche può essere attribuito a fattori locali nella pelle, come l’invecchiamento o cambiamenti strutturali nei tessuti sottocutanei.
Fattori di rischio
- Iperlipidemia: Alti livelli di lipidi nel sangue, come colesterolo e trigliceridi.
- Genetica: Predisposizione ereditaria.
- Malattie metaboliche: Dislipidemia familiare combinata.
- Malattie epatiche: Cirrosi biliare primitiva.
- Diabete: Alterazioni nel metabolismo dei grassi.
- Ipotiroidismo: Tiroide poco attiva che aumenta il colesterolo.
- Sindrome nefrosica: Perdita di proteine nelle urine.
- Obesità: Aumento dei depositi di grasso nel corpo.
- Dieta ricca di grassi: Elevato consumo di grassi saturi e colesterolo.
- Età: Persone di mezza età e anziani.
Come si diagnosticano gli xantelasmi?
È importante la diagnosi differenziale per evitare autodiagnosi. Esistono infatti alcune patologie che possono, per alcuni aspetti, simulare una lesione benigna, e che devono essere immediatamente poste all’attenzione del chirurgo. Il medico riesce ad effettuare la diagnosi in maniera abbastanza rapida, esaminando la pelle palpebrale e verificando la presenza di depositi di grasso intorno agli occhi.
Come prevenire lo xantelasma?
Data la derivazione non dimostrata da disturbi metabolici, l’unica prassi per questo tipo di condizione è quella di prevenire possibili patologie sottostanti. Un’alimentazione con un contributo di grassi bilanciato è senz’altro da preferire. Consigliamo di evitare un consumo eccessivo di grassi saturi e di alcol, e di praticare attività fisica regolare.
Una dieta equilibrata con un ridotto consumo di zuccheri e di grassi animali, senza alcolici e con molte fibre ci manterrà sani e in forma più a lungo. In questo modo non solo preveniamo lo xantelasma ma anche molte malattie associate al colesterolo in eccesso.
Come si eliminano gli xantelasmi?
Data la delicatezza della zona trattata, se gli xantelasmi sono di grandi dimensioni, la tecnica chirurgica classica è solitamente evitata. La zona trattata necessita infatti di un certo periodo per cicatrizzare ed è quindi preferibile evitarla in questi casi.
Partiamo affermando che purtroppo per eliminare lo xantelasma rimedi della nonna non ne esistono. Inoltre risulta difficile “nasconderli” anche con il trucco. Se di grandi dimensioni e già sviluppato, la rimozione xantelasma deve necessariamente essere effettuata con intervento chirurgico.
Una volta fatta la loro comparsa però, dieta e prevenzione da sole non consentono di eliminarli. Pertanto qual è il trattamento più efficace per gli xantelasmi? La risposta in questo caso sarà: dipende!
Come sempre, è importante rivolgersi a un medico esperto affinché venga fatta una diagnosi corretta. A questo punto ti starai dicendo: ok doc, ma il mio xantelasma come si toglie?
Se di grandi dimensioni, oltre i 3 millimetri, la soluzione migliore è per gli xantelasmi rimozione chirurgica. Questa opzione può preoccupare il paziente, che però deve considerare che in questo modo si riesce ad eliminare lo xantelasma dalla radice.
Se il nostro xantelasma è meno esteso e poco profondo, è possibile eliminarlo con altre tecniche. Proviamo ad elencare brevemente quelle più diffuse in ambito medico.
Lo specialista potrà decidere di sfruttare l’azione dei peeling chimici per trattare xantelasmi poco profondi. Utilizzando sostanze specifiche come l’acido tricloracetico è infatti possibile eliminare questo inestetismo. In situazioni di xantelasmi particolarmente estesi o complessi, un’alternativa al bisturi è senz’altro il laser ablativo pulsato.
Il laser agisce in modo mirato attraverso un processo di fototermolisi, minimizzando i rischi di bruciature e sanguinamento. Esistono poi anche altre metodologie, fra cui la crioterapia che congela lo xantelasma con azoto liquido, e la cauterizzazione.
Opzioni di trattamento
- Rimozione chirurgica: Efficace per xantelasmi di grandi dimensioni, rimuove il tessuto dalla radice.
- Peeling chimici: Utilizzo di acido tricloroacetico per xantelasmi poco profondi.
- Laser ablativo pulsato: Alternativa al bisturi per lesioni estese, minimizza i rischi.
- Crioterapia: Congelamento con azoto liquido.
- Cauterizzazione: Bruciatura del tessuto.
Come eliminare gli xantelasmi in modo naturale?
Si consiglia comunque prudenza con questi metodi poiché potrebbero irritare la pelle.
Tra questi ci sono l’applicazione direttamente sulle placche di pasta d’aglio, aceto di mele, succo di limone, olio di ricino, che possono ridurre la dimensione degli xantelasmi o sciogliere i depositi di colesterolo.
Rimozione xantelasmi: dove farla e costo
La rimozione degli xantelasmi avviene tramite escissione chirurgica, laser, crioterapia o peeling chimico e può essere effettuata presso strutture mediche private, in quanto il Sistema Sanitario Nazionale non copre l’intervento.
Per la rimozione dello xantelasma ci si può rivolgere a centri di medicina estetica, a cliniche di dermatologia o a studi di chirurgia plastica. Ad occuparsi dell’asportazione dello xantelasma sono i dermatologi, i chirurghi plastici e i medici estetici, che sono le figure in grado di garantire la sicurezza del trattamento così da ottenere i migliori risultati estetici.
Recandosi tuttavia in un centro privato il costo della rimozione dello xantelasma varia in base al trattamento scelto e alla complessità del caso. Col peeling chimico oscilla tra 50€ e 120€, col laser tra 100€ e 700€ a seduta, con un intervento chirurgico tra 1.300 e 4.000€.
Ma gli xantelasmi possono ricomparire dopo il trattamento?
Purtroppo, a causa della natura stessa di questo inestetismo, lo xantelasma può formarsi nuovamente. Un accorgimento ulteriore bisognerebbe averlo durante i mesi estivi.
Sebbene sia possibile rimuovere gli xantelasmi anche nei periodi di caldo, è necessario proteggere il viso e le zone trattate con prodotti a protezione totale e lenti protettive. Inoltre, bisogna evitare di esporsi direttamente ai raggi del sole o a lampade UV.
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