Importanti linee guida alimentari e farmacologiche sono state trasmesse a livello internazionale: ridurre i grassi avrebbe ridotto l'infarto... A condizione che la dieta avesse più carboidrati e la famosa "magica pillolina" per il colesterolo.
Keys fa uno studio su 21 nazioni alla ricerca del collegamento epidemiologico tra dieta, grassi saturi e infarto. Poi ne sceglie solo 7 per confermare la teoria che l'infarto era collegato al colesterolo.
Si usava la dieta dell'isola di Creta (ma anche dell'Italia!) come punto di riferimento per la presenza di olio d'oliva, di vino rosso, di frutta e vegetali integrali. Così nacquero due miti: sulla dieta mediterranea e sui grassi saturi.
Ma quale è l'idea che abbiamo della dieta mediterranea? Dieta mediterranea: Ecco come la vede l'italiano medio. Ma è ancora così? O è un grand bluff disconnesso dalle ricerche scientifiche attuali?
Una cosa su cui riflettere: perché si hanno infarti in pazienti con colesterolo normale? E che effetto hanno a lungo termine le diete con tanti carboidrati... E l'uso dei più comuni farmaci contro il Colesterolo? Perché sei sai gli effetti collaterali...
Il Caso Panzironi e la Dieta "Vivere 120 Anni"
Per Adriano Panzironi e le sue società, multa di 476 mila euro dall’Antitrust per pubblicità occulta. Da tempo va in onda la trasmissione “Il Cerca Salute” su vari canali locali, che promuove un’alimentazione di tipo (sostanzialmente) paleolitico attraverso Adriano Panzironi, autore del libro “Vivere 120 anni”.
Panzironi viene intervistato dal conduttore televisivo, naturalmente senza nessun contraddittorio. Negli stacchi pubblicitari vengono promossi integratori. Quello che risulta è che la dieta di “Vivere 120 anni” (sostanzialmente paleo, a base di carne, pesce, uova, verdura e poca frutta) fa bene alla salute e che la dieta mediterranea, a base di cereali, legumi e così via, non solo fa male, ma è causa di tutte le patologie croniche possibili immaginabili.
In ogni puntata contrappongono il concetto di “medicina ufficiale” alle evidenze che sostengono di interpretare al meglio attraverso, appunto, lo stile Life 120. Tutto questo credo possa generare confusione nel pubblico.
Spesso durante la trasmissione si scende in dettagli di fisiologia e biochimica per spiegare gli effetti deleteri del glucosio derivante dal consumo di cereali e legumi. E tutti i loro ragionamenti e dimostrazioni sembrano sempre funzionare e sembrano convincenti e incontestabili.
Il programma “Le Iene” (Italia 1), in un paio di servizi descrive abbastanza bene come opera questo signore, dimenticando però di fare una domanda cruciale: “Signor Panzironi, che titolo di studio ha?”. Adriano Panzironi si presenta come giornalista e imprenditore.
Non si capisce che studi abbia fatto dopo le scuole dell’obbligo, anche se dal curriculum non emergono studi formali nel campo della medicina, biologia o dietetica. È un autodidatta che in un libro spiega come “Vivere 120 anni, le verità che nessuno vuole raccontarti”. Il libro si inserisce nell’ampio filone delle diete low carb, che identificano nei carboidrati la fonte di molte malattie.
La Complessità del Mondo della Dietetica
Come è possibile smascherare questi pseudo-esperti della nutrizione? Il mondo della dietetica è una giungla dove personaggi ben più titolati di Panzironi, come ad esempio esperti di biochimica, oppure anche medici e biologi, sposano teorie originali (ad esempio le diete Paleo, Zona, Dukan, ecc).
Si tratta di modelli alimentari “deviati” rispetto alle linee guida della WHO (Organizzazione mondiale della sanità). La questione è abbastanza complicata visto che alcuni autori scrivono libri selezionando tutti gli studi ad hoc in letteratura, per dimostrare come la carne sia l’alimento più salutare che ha permesso all’uomo di evolvere; altri diffondono tesi opposte basandosi su pubblicazioni scientifiche dove si dimostra che l’alimentazione ideale per l’uomo è quella vegana.
Ma dove sta la verità? Le linee guida per una sana alimentazione delineate dalla WHO, basate su revisioni sistematiche della letteratura mondiale da parte di esperti (controllati anche per quanto attiene eventuali conflitti di interesse), indicano un apporto variabile dal 50 al 75% di calorie da carboidrati per lo più complessi (amido), che contenuti in cereali integrali, legumi, vegetali e frutti interi sono protettivi contro le malattie cardiovascolari, il diabete e il prediabete.
I migliori modelli alimentari al mondo associati ad una bassa incidenza di malattie croniche non trasmissibili sono la dieta mediterranea (58-60% delle calorie da carboidrati), la dieta DASH (55-56,5 % da carboidrati), le diete vegetariane (56-75% calorie da carboidrati), la dieta tradizionale degli abitanti delle isole di Okinawa (>75% da carboidrati).
Detto ciò, dobbiamo ricordare che nessuna evidenza scientifica assicura di vivere sino a 120 anni seguendo lo stile di vita proposto da Panzironi. Ci sono sufficienti elementi per depennare sia il libro di Panzironi (delirante nella sua fobia contro i “carboidrati insulinici”), sia quelli di altri autori più autorevoli e moderati, come Robert Atkins, Robb Wolf, Loren Cordain e Barry Sears.
Anche la prestigiosa scuola di Harvard (Walter Willett) punta il dito contro i carboidrati ad alto indice e carico glicemico, basandosi su importanti studi condotti negli USA non sempre trasferibili in altri paesi: negli Stati Uniti le persone assumono anche 100 g di zucchero/i aggiunti al giorno, inoltre gli amidi assunti sono ad alto indice glicemico e questa è una alimentazione diversa da quella seguita della maggior parte della popolazione mondiale e italiana.
Gli studi e le indicazioni di Harvard sono stati spesso strumentalizzati dai sostenitori delle diete low carb e hanno in parte contribuito alla cattiva fama di cui godono i carboidrati in molte diete. Il signor Panzironi, senza aver fatto studi specifici, nel suo programma televisivo spiega come funziona il corpo umano dando nozioni di fisiologia e dispensando consigli dietetici per malattie gravi come il morbo di Crohn, la rettocolite ulcerosa o il diabete mellito di tipo 1.
Potremmo stare giorni a confutare le sue affermazioni… ma non risulterebbe comprensibile un contraddittorio tra un nutrizionista o un medico specializzato e un non addetto ai lavori che fa un “programma di informazione” promuovendo il suo libro e altri prodotti.
Informazione vs. Pubblicità
L’informazione deve essere disinteressata altrimenti si chiama pubblicità. Se un medico facesse le stesse affermazioni di Panzironi in breve tempo dovrebbe rispondere al consiglio disciplinare dell’ordine.
Un altro elemento su cui riflettere riguarda la cultura scientifica che in Italia non gode di buona salute. Ogni tanto giornalisti senza cognizioni scientifiche scrivono articoli oppure invitano in TV personaggi atipici per parlare di alimentazione, commettendo errori molto gravi.
Bruno Vespa ha pubblicizzato e lanciato in Italia personaggi come Pierre Dukan (radiato dall’ordine dei medici francese), Piero Mozzi (dieta gruppi sanguigni, la madre di tutte le bufale dietetiche) e Alberico Lemme (il farmacista che fa il dietologo).
La scarsa cultura scientifica italiana si percepisce anche leggendo i libri di medici che scrivono testi di nutrizione senza riferimenti bibliografici. Questa è una cosa inaccettabile perché nella medicina nessuno è autoreferenziale e le affermazioni devono essere supportate da una fonte. Persino autori anglosassoni di libri farlocchi inseriscono nel testo riferimenti bibliografici a sostegno di strane ed esoteriche teorie dietetiche.
In Italia ci sono diversi medici “tronisti” della TV che pubblicano libri senza referenze! Il lettore chiede cosa fare per difenderci: la soluzione è quella di capire quale sia il titolo di studio dell'esperto e le competenze sulla materia che sta dibattendo.
Detto ciò anche se la persona ha un titolo di studio (laureato in biochimica, biologia, medicina), non è prudente seguire teoremi dietetici difformi rispetto alle linee guida della WHO (ad esempio Barry Sears, Loren Cordain o Walter Longo). Un altro aspetto importante è l’eventuale conflitto di interessi (vendere un libro, promuovere un marchio, fare pubblicità a se stesso).
Nel caso specifico, Panzironi non ha competenze in materia, parla di medicina e dispensa indicazioni (non corrette) come se fosse un esperto; ha un interesse personale che è vendere libri e integratori; non riporta alcun riferimento bibliografico per cui ciò che scrive non è verificabile.
Vedendo Panzironi viene in mente la signora Wanna Marchi che ha iniziato la sua carriera vendendo prodotti dimagranti: sappiamo tutti come è andata a finire ma ci sono voluti molti anni per riuscire a bloccarla.
Modelli Alimentari e Apporto di Carboidrati
I modelli alimentari e l'apporto di carboidrati sono elementi chiave nella prevenzione di malattie croniche. La tabella seguente riassume l'apporto calorico da carboidrati in alcuni dei modelli alimentari più salutari:
| Modello Alimentare | Apporto Calorico da Carboidrati |
|---|---|
| Dieta Mediterranea | 58-60% |
| Dieta DASH | 55-56.5% |
| Diete Vegetariane | 56-75% |
| Dieta degli abitanti di Okinawa | >75% |
Riferimenti Bibliografici
- Appel LJ, Moore TJ, Obarzanek E, Vollmer WM, Svetkey LP, Sacks FM, Bray GA, Vogt TM, Cutler JA, Windhauser MM, Lin PH, Karanja N. A clinical trial of the effects of dietary patterns on blood pressure. DASH Collaborative Research Group. N Engl J Med.
- Schwingshackl L, Hoffmann G. Adherence to Mediterranean diet and risk of cancer: a systematic review and meta-analysis of observational studies. Int J Cancer. 2014;135(8):1884.
- Sofi F, Cesari F, Abbate R, Gensini GF, Casini A. Adherence to Mediterranean diet and health status: meta-analysis. BMJ. 2008;337:a1344.
- Widmer RJ, Flammer AJ, Lerman LO, Lerman A . The Mediterranean diet, its components, and cardiovascular disease. Am J Med. 2015;128(3):229.
- Barnard ND, Katcher HI, Jenkins DJ, Cohen J, Turner-McGrievy G . Vegetarian and vegan diets in type 2 diabetes management. Nutr Rev.
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- Rao V, Al-Weshahy A. Plant-based diets and control of lipids and coronary heart disease risk. Curr Atheroscler Rep.
- Weaver CM . Should dairy be recommended as part of a healthy vegetarian diet? Point. Am J Clin Nutr. 2009;89(5):1634S.
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