Quando si parla di colesterolo, spesso si pensa ai rischi associati a livelli troppo alti. Tuttavia, anche un colesterolo basso può comportare rischi significativi per la salute. In effetti, è forse il caso di ricordare che il colesterolo non è un nemico del nostro organismo, del quale liberarsi completamente, anzi, è una sostanza grassa essenziale per il nostro corpo. Quello che conta, quindi, è fare in modo che i livelli di colesterolo nel sangue siano equilibrati, evitando sia aumenti eccessivi sia cali drastici.
Anomalie nei livelli di colesterolo nel sangue sono sempre da attenzionare, ma in genere siamo abituati a percepire come rischioso per la nostra salute solo un loro eccesso, e mai un loro eventuale calo. Eppure, anche il colesterolo basso rappresenta un campanello d’allarme da non sottovalutare. Si tratta di una condizione molto meno comune rispetto all’ipercolesterolemia, purtroppo estremamente diffusa in tutto il mondo, con conseguenze nefaste per la salute pubblica, e di per sé avere il colesterolo basso non è un pericolo; tuttavia, potrebbe essere una manifestazione di una condizione sottostante più grave, che andrebbe affrontata con prontezza.
In questo articolo esploreremo insieme cos'è e cosa significa avere il colesterolo HDL basso, quali possono essere le cause, come riconoscerne i segnali (anche se a volte sono silenziosi) e soprattutto cosa fare per riportare i valori nella norma. Perché, diciamocelo, non è mai troppo presto o troppo tardi per iniziare a migliorare la tua salute. A volte bastano piccoli cambiamenti nello stile di vita per fare una grande differenza.
Cosa si intende per colesterolo basso?
Il colesterolo è una molecola lipidica vitale, presente in tutte le cellule del nostro corpo, trasportata nel sangue legata a proteine chiamate lipoproteine. Esistono due tipi principali di colesterolo:
- HDL (High-Density Lipoprotein): spesso chiamato “colesterolo buono”, perché aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie e a trasportarlo al fegato per essere eliminato;
- LDL (Low-Density Lipoprotein): noto come “colesterolo cattivo” poiché può depositarsi sulle pareti delle arterie, formando placche che possono restringere o bloccare il flusso sanguigno, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari.
Il colesterolo basso si riferisce a livelli di colesterolo totale, LDL o HDL al di sotto dei valori considerati ottimali. Generalmente, si considera troppo basso un livello di colesterolo totale inferiore a 120-130 mg/dL e un livello di LDL inferiore a 50 mg/dL.
Cosa sono le Lipoproteine
Il colesterolo che circola nel sangue viene trasportato all’interno di speciali strutture chiamate lipoproteine. Le lipoproteine sono strutture molecolari che potrebbero essere paragonate a "navicelle" cariche di colesterolo ed altri grassi. Queste particelle sono costituite da un nucleo interno di lipidi, avvolto da un guscio di proteine.
Esistono due tipologie di colesterolo: HDL (High Density Lipoprotein), definito buono, e LDL (Low Density Lipoprotein), quello cattivo.
Il colesterolo associato alle cosiddette lipoproteine ad alta densità o HDL (High Density Lipoprotein) è considerato "buono". L’HDL è noto come “colesterolo buono” proprio perché trasporta il colesterolo nel fegato per essere espulso dal corpo (attraverso la bile nell’intestino).
L’LDL, al contrario, è chiamato “colesterolo cattivo” perché trasporta il colesterolo nelle arterie, dove può infiltrarsi nelle pareti e dare origine ad accumuli di globuli bianchi, lipidi e fibrocellule.
Quali sono i valori normali del colesterolo nel sangue?
Attraverso un semplice esame ematico, è possibile monitorare i livelli di colesterolo totale, ovvero la somma di LDL e HDL, nonché le singole compenti.
I valori ideali di colesterolo HDL, spesso definiti come livelli "protettivi", variano in base al sesso e all'età. Valori superiori a 60 mg/dL sono considerati ottimali.
Un HDL inferiore a 40 mg/dL negli uomini e a 50 mg/dL nelle donne è considerato basso. Livelli inferiori a 30 mg/dL indicano un rischio particolarmente elevato di complicazioni cardiovascolari.
Un’alta concentrazione di HDL (> 60 mg/dl) rappresenta una vera e propria protezione dalle malattie cardiovascolari, mentre una bassa concentrazione di HDL (< 40 mg/dl per gli uomini e < 50 mg/dl per le donne) ne aumenta il rischio.
Valori normali di colesterolo buono:
- Negli uomini: superiore a 40 mg/dL.
- Nelle donne: superiore a 50 mg/dL.
Cause del colesterolo basso
Sono diversi i fattori in grado di contribuire a livelli anormalmente bassi di colesterolo nel sangue, come scelte dietetiche, condizioni mediche, farmaci e stili di vita. Vediamo insieme quali sono i più comuni e frequenti.
- Malattie del fegato: il fegato è fondamentale nella produzione e nella regolazione del colesterolo. Malattie come la cirrosi o l’insufficienza epatica possono compromettere la capacità del fegato di produrre colesterolo adeguato, portando a livelli bassi nel sangue;
- Ipertiroidismo: l’iperattività della tiroide accelera il metabolismo, portando il corpo a consumare il colesterolo più rapidamente del normale. Questo può risultare in livelli di colesterolo LDL molto bassi. Le persone con ipertiroidismo possono sperimentare sintomi come perdita di peso, nervosismo e palpitazioni;
- Infezioni croniche: malattie infiammatorie croniche e infezioni prolungate, ad esempio l’HIV, possono influenzare il metabolismo lipidico, alterando il modo in cui il corpo gestisce il colesterolo, riducendone i livelli;
- Eccessiva attività fisica: gli atleti di resistenza, come i maratoneti o i ciclisti, spesso mostrano livelli di colesterolo LDL più bassi. L’intensa attività fisica prolungata aumenta il metabolismo del colesterolo, riducendone i livelli nel sangue, influenzando negativamente la produzione di ormoni e altre funzioni corporee;
- Diete molto povere di grassi: il colesterolo alimentare e i grassi saturi sono importanti per mantenere livelli sani di colesterolo nel corpo. Una dieta con un apporto di grassi troppo basso può privare il corpo dei nutrienti necessari per produrre colesterolo adeguato;
- Malnutrizione: l’assunzione insufficiente di nutrienti essenziali può causare una diminuzione dei livelli di colesterolo. Le persone con malnutrizione o disturbi alimentari, come l’anoressia, possono avere difficoltà a mantenere livelli normali di colesterolo a causa di una dieta inadeguata;
- Problemi di assorbimento intestinale: condizioni come la celiachia, la malattia di Crohn o la sindrome dell’intestino corto possono compromettere l’assorbimento dei grassi alimentari. Questo può portare a una carenza di colesterolo nel corpo, poiché il colesterolo e i grassi essenziali non vengono assorbiti correttamente dall’intestino;
- Farmaci per abbassare il colesterolo: l’uso di farmaci come le statine, progettati per ridurre il colesterolo LDL, può portare a livelli di colesterolo troppo bassi se non dosati correttamente. Alcuni farmaci utilizzati per trattare altre condizioni, come certi chemioterapici o farmaci antitubercolari, possono anch’essi influenzare i livelli di colesterolo;
- Interventi chirurgici: procedure chirurgiche che alterano il sistema digestivo, come la chirurgia bariatrica, possono ridurre la capacità del corpo di assorbire grassi e colesterolo, portando a livelli ridotti nel sangue;
- Gravidanza: durante la gravidanza, i livelli di colesterolo tendono ad aumentare per supportare lo sviluppo del feto. Tuttavia, alcune donne possono sperimentare un calo anomalo dei livelli di colesterolo postpartum;
- Eccessiva consumo di alcol: l’uso eccessivo di alcol può danneggiare il fegato e interferire con la produzione di colesterolo. Inoltre, l’alcol può alterare il metabolismo lipidico, portando a livelli anormalmente bassi di colesterolo;
- Diete vegetariane/vegane estreme: mentre molte diete vegetariane e vegane sono equilibrate e salutari, alcune versioni estremamente restrittive possono non fornire abbastanza grassi e colesterolo per mantenere livelli sani, soprattutto se non sono ben pianificate;
- Stress cronico: lo stress può influenzare negativamente i livelli di colesterolo, in parte attraverso l’azione degli ormoni dello stress che possono alterare il metabolismo lipidico e portare a una riduzione del colesterolo.
- Fattori genetici: è possibile ereditare caratteristiche genetiche associate a bassi livelli di colesterolo HDL.
È essenziale comprendere le cause sottostanti per poter gestire e trattare adeguatamente questa condizione.
Colesterolo HDL basso: Fattori di rischio cardiovascolare
Il valore del colesterolo HDL va preso in considerazione insieme ad altri fattori di rischio cardiovascolare possibili, come ad esempio:
- Ipertensione
- Dislipidemia, ovvero livelli elevati di colesterolo LDL (“cattivo”) e bassi livelli di HDL (“buono”)
- Diabete
- Obesità
- Fumo di sigaretta
- Stile di vita sedentario
- Età avanzata
- Storia familiare di malattie cardiovascolari
Sintomi della ipocolesterolemia
Un basso livello di colesterolo nel sangue potrebbe non manifestarsi con sintomi evidenti nella maggior parte dei casi. Infatti, molte persone con ipocolesterolemia potrebbero non avvertire alcun disagio o segni di problemi di salute, ed in molti casi la condizione viene spesso identificata durante esami del sangue di routine o in relazione a indagini mediche per altre condizioni.
Tuttavia, in alcuni casi, livelli estremamente bassi di colesterolo possono essere associati a sintomi o problemi di salute, tra cui i seguenti:
- Infezioni frequenti: il colesterolo è coinvolto nella risposta immunitaria, e livelli estremamente bassi possono influenzare la capacità del sistema immunitario di combattere le infezioni;
- Problemi neurologici: alcuni studi hanno suggerito che livelli molto bassi di colesterolo potrebbero essere associati a problemi neurologici, come la depressione o disturbi cognitivi;
- Problemi ormonali: il colesterolo è un precursore degli ormoni steroidei, inclusi gli ormoni sessuali. Livelli estremamente bassi possono influenzare la produzione di questi ormoni, con conseguenze sulla libido o sul ciclo mestruale;
- Problemi digestivi: poiché il colesterolo è coinvolto nella sintesi degli acidi biliari, livelli molto bassi possono influenzare la digestione dei grassi.
È fondamentale sottolineare che questi sintomi sono generalmente associati a livelli di colesterolo molto bassi, e che la maggior parte delle persone con livelli normali o moderatamente bassi non sperimenta tali problemi. Inoltre, la correlazione tra bassi livelli di colesterolo e alcuni sintomi potrebbe variare da persona a persona.
Rischi associati al colesterolo basso
Sebbene avere livelli alti di colesterolo sia un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il colesterolo troppo basso può anche comportare gravi rischi per la salute. Vediamo quali sono i principali rischi associati a bassi livelli di colesterolo.
- Aumento del rischio di ictus emorragico: questo tipo di ictus si verifica quando un vaso sanguigno nel cervello si rompe, causando un’emorragia interna. Il colesterolo svolge un ruolo cruciale nel mantenimento dell’integrità delle membrane cellulari e nella coagulazione del sangue. Quando i livelli di colesterolo sono troppo bassi, le pareti dei vasi sanguigni possono diventare più fragili, aumentando la probabilità di rottura;
- Disturbi ormonali: il colesterolo è il precursore per la produzione di ormoni steroidei, tra cui estrogeni, testosterone, cortisolo e aldosterone. Livelli molto bassi possono influenzare la sintesi di questi ormoni, causando vari squilibri ormonali;
- Disfunzioni riproduttive: bassi livelli di colesterolo possono compromettere la produzione di ormoni sessuali, portando a problemi come l’infertilità, disfunzione erettile negli uomini e cicli mestruali irregolari nelle donne;
- Stress e infiammazione: il colesterolo è necessario per la produzione di cortisolo, l’ormone dello stress. Bassi livelli di colesterolo possono ridurre la capacità del corpo di rispondere adeguatamente allo stress e gestire l’infiammazione.
- Problemi digestivi: il colesterolo è essenziale per la produzione di bile, che è necessaria per la digestione e l’assorbimento dei grassi. Livelli troppo bassi di colesterolo possono ridurre la produzione di bile, causando problemi digestivi e sintomi come diarrea grassa e crampi addominali;
- Carenze nutrizionali: l’assorbimento inadeguato dei grassi può portare a una carenza di vitamine liposolubili (come la vitamina D, ad esempio), essenziali per varie funzioni corporee, tra cui la salute delle ossa, la visione e la coagulazione del sangue;
- Impatto sul sistema nervoso e la salute mentale: il colesterolo è fondamentale per il funzionamento del sistema nervoso centrale, in quanto componente chiave delle membrane cellulari neuronali e delle guaine mieliniche che isolano le fibre nervose. Di conseguenza, bassi livelli di colesterolo possono influenzare negativamente la funzione cerebrale e la salute mentale, portando a problemi di memoria e difficoltà cognitive;
- Depressione e ansia: livelli ridotti di colesterolo possono influenzare la produzione di serotonina, un neurotrasmettitore che regola l’umore, aumentando il rischio di depressione e ansia;
- Compromissione della funzione immunitaria: il colesterolo svolge un ruolo nella risposta immunitaria, poiché è necessario per la sintesi delle membrane cellulari delle cellule immunitarie. Livelli molto bassi possono indebolire la funzione immunitaria e la capacità del corpo di combattere le infezioni, aumentando la vulnerabilità alle infezioni batteriche, virali e fungine e ritardando la capacità di guarigione;
- Problemi emorragici: livelli molto bassi di colesterolo possono compromettere la capacità del sangue di coagulare efficacemente, aumentando il rischio di sanguinamento eccessivo durante le lesioni;
- Salute cardiovascolare: sebbene il colesterolo alto sia un noto fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, il colesterolo molto basso può anche influenzare negativamente la salute cardiovascolare, riducendo la stabilità delle membrane cellulari delle arterie, e influenzando negativamente la funzione cardiaca, aumentando così il rischio di aritmie cardiache.
Colesterolo HDL basso: Cosa fare?
L’ipocolesterolemia può richiedere un’attenta valutazione da parte di un medico per determinare la causa sottostante e decidere il trattamento appropriato. La gestione del colesterolo basso, quindi, dipende dalla ragione alla base della condizione. In linea generale, ecco cosa potrebbe essere utile fare:
- Identificare e trattare la causa sottostante: se l’ipocolesterolemia è causata da una malattia o da una condizione specifica, il trattamento mirerà a gestire quella patologia. Ad esempio, se è legata a una malattia epatica, sarà importante trattare la malattia epatica stessa;
- Modificare la dieta: in alcuni casi, un cambiamento nella dieta potrebbe essere raccomandato. Aumentare il consumo di alimenti ricchi di grassi salutari, come avocado, noci e semi, può contribuire ad un aumento dei livelli di colesterolo;
- Consultare uno specialista: se necessario, il medico potrebbe indirizzare il paziente a uno specialista, come un endocrinologo o un dietologo, per una gestione più specifica della condizione;
- Escludere condizioni genetiche: se i bassi livelli di colesterolo sono dovuti a condizioni genetiche rare, possono essere necessari test genetici e consulenze genetiche per comprendere meglio la situazione;
- Trattare i sintomi: se l’ipocolesterolemia è associata a sintomi specifici, come problemi neurologici o ormonali, il trattamento mirerà a gestire quei sintomi specifici.
È importante sottolineare che la gestione dell’ipocolesterolemia dovrebbe essere personalizzata in base alla propria situazione individuale. Pertanto, è fondamentale discutere con il medico per una valutazione completa e per pianificare il trattamento più adatto, evitando soluzioni fai da te.
Come aumentare i livelli di colesterolo HDL?
Per incrementare i livelli di colesterolo HDL nel sangue, è essenziale adottare un approccio olistico che combini modifiche dello stile di vita e, in alcuni casi, interventi farmacologici. Aumentare il colesterolo HDL in modo naturale è possibile adottando uno stile di vita sano e integrando alcune abitudini benefiche.
L’HDL è influenzato da dieta, attività fisica e altre scelte quotidiane, quindi anche piccoli cambiamenti possono fare una grande differenza.
Alimentazione
Una grande alleata è l’alimentazione. Secondo diversi studi epidemiologici, la Dieta Mediterranea è in grado di ridurre di circa il 30% l’incidenza di eventi cardiovascolari e più in generale di garantire un miglioramento dei livelli di colesterolo totale. Questo regime alimentare prevede l’assunzione giornaliera di olio extravergine di oliva, pasta e pane integrali, pesce azzurro, noci e mandorle.
Più in generale le linee guida consigliano di limitare il consumo di acidi grassi trans e acidi grassi saturi, in particolare, di carne rossa e processata, e grassi di origine animale. Gli acidi grassi omega 3 e 6 sono invece raccomandati, per aumentare l’HDL.
Alimenti particolarmente benefici sul piano cardiovascolare sembrano essere la frutta secca oleosa, l’olio extravergine di oliva di qualità, il cioccolato extra-fondente, e gli alimenti vegetali in genere.
Tra gli alimenti che possono aiutare ad aumentare l'HDL troviamo:
- Grassi monoinsaturi e polinsaturi: presenti in alimenti come avocado, noci, semi, oli di semi, pesce grasso e oli di pesce.
- Fibre: fibre solubili che si trovano in alimenti come avena, orzo, fagioli, piselli e frutta.
- Frutta e verdura: sono fonti importanti di antiossidanti e polifenoli, che possono aiutare a proteggere le cellule dai danni ossidativi e aiutare a mantenere sani livelli di HDL.
- Altri: come la soia, il tè verde, il vino rosso (con moderazione).
D’altra parte alcuni alimenti e nutrienti possono ridurre i livelli di HDL nel sangue, perciò sono da evitare. Questi includono:
- Grassi saturi e grassi trans: possono ridurre i livelli di HDL e aumentare i livelli di LDL. I grassi saturi sono presenti in alimenti come burro, formaggio, carne rossa e prodotti lattiero-caseari interi. I grassi trans si trovano in alimenti come i cibi fritti e i prodotti da forno.
- Carboidrati raffinati e zuccheri: carboidrati raffinati come pane bianco, pasta e prodotti da forno possono aumentare i livelli di zucchero nel sangue e ridurre i livelli di HDL.
- Alcool: l’alcool può aumentare i livelli di HDL solo se consumato in moderazione. L’eccesso può invece ridurne i livelli e aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.
Attività fisica
L’attività fisica regolare è uno dei metodi più efficaci per stimolare la produzione di HDL. Si consiglia di praticare almeno 30 minuti di esercizio aerobico moderato la maggior parte dei giorni della settimana.
L’aggiunta di un moderato esercizio fisico alla routine quotidiana può aiutare ad aumentare leggermente i livelli di HDL. Numerosi studi hanno dimostrato che la perdita di peso, indipendentemente dal tipo di dieta seguita, può portare a un aumento significativo e prolungato del colesterolo HDL. Il dimagrimento aiuta anche a ridurre il colesterolo cattivo.
Un altro studio ha confermato che l’attività fisica (specialmente ad alta intensità, praticata per un anno) migliora la quantità di HDL, ma anche la qualità di queste lipoproteine. In particolare, rispetto al gruppo sedentario, la dimensione delle particelle LDL è aumentata di 1,5 volte, mentre l’entità della loro ossidazione è diminuita del 40% 62. Anche le dimensioni delle lipoproteine HDL sono aumentate, così come il loro contenuto di antiossidanti.
Smettere di fumare
Smettere di fumare può migliorare significativamente i livelli di HDL. Il fumo riduce l’efficienza delle particelle di HDL, impedendone l’effetto protettivo. Il fumo di sigaretta si è dimostrato innegabilmente un fattore di rischio prevenibile per le malattie cardiache.
Gli studi suggeriscono che i livelli di colesterolo HDL aumentano subito dopo aver smesso di fumare 14, 15, 16.
Limitare l’alcol
Un consumo moderato di alcol, come un bicchiere di vino rosso al giorno, è stato associato a un aumento dell’HDL.
Terapia farmacologica
In alcuni casi è utile affiancare alla dieta l’assunzione di integratori mirati. La terapia farmacologica elettiva è rappresentata dalle statine, che hanno una duplice azione: riducono il colesterolo e il rischio cardiovascolare. In caso di colesterolo alto, è necessario rivolgersi uno specialista in Cardiologia.
I farmaci comunemente prescritti per ridurre il colesterolo LDL (“cattivo”) e aumentare il colesterolo HDL (“buono”) includono:
- Statine
- Inibitori PCSK9
- Acido nicotinico
- Fibrati
- Ezetimibe
Monitoraggio e prevenzione
Per i pazienti considerati a basso rischio di malattie cardiache, la misurazione del colesterolo dovrebbe iniziare all’età di 40 anni circa. Per i soggetti con fattori di rischio di malattie cardiovascolari quali diabete, obesità, pressione arteriosa elevata, dipendenza da fumo e una storia familiare di malattie cardiache, come infarto o ictus, è fondamentale anticipare e diversificare i controlli.
Il test dell'HDL è consigliato come parte di un check-up di routine, soprattutto per chi ha fattori di rischio per malattie cardiovascolari come obesità, diabete, ipertensione o una storia familiare di problemi cardiaci.
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Ricorda che, alla luce delle nuove evidenze scientifiche, rimane vero che un HDL basso si associa a un rischio maggiore di morte per cause cardiovascolari.
ATTENZIONE: Le informazioni qui riportate hanno carattere divulgativo e orientativo, non sostituiscono la consulenza medica. Eventuali decisioni che dovessero essere prese dai lettori, sulla base dei dati e delle informazioni qui riportati sono assunte in piena autonomia decisionale e a loro rischio.
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