Colesterolo Genetico: Cosa Fare?

Il colesterolo alto è un problema che riguarda almeno 2,5 milioni di italiani, colpendo sia uomini che donne. A causa di questa ipercolesterolemia, aumenta il rischio di sviluppare una cardiopatia ischemica, che rappresenta la principale causa di decesso per malattie cardiovascolari.

Cause dell'Ipercolesterolemia

Alla base dell'ipercolesterolemia possono esserci diversi fattori. Quando il colesterolo alto è causato da difetti genetici, si parla di ipercolesterolemia familiare. A soffrire di ipercolesterolemia ereditaria sarebbero, secondo le ultime stime, tra i 200 e i 250mila italiani, ovvero una persona su 200. Tuttavia, questo numero potrebbe essere sottostimato, poiché si pensa che per scoprire questa anomalia nella produzione di grasso nel sangue sia necessario un test genetico.

In molti casi, l'ipercolesterolemia non è un problema ereditario. Il colesterolo può aumentare a causa di un'alimentazione ricca di cibi che ne contengono in grandi quantità o di alimenti con molti grassi saturi. Anche l'inattività fisica, il sovrappeso e l'obesità possono contribuire all'aumento del colesterolo.

Ipercolesterolemia Familiare: Cosa Significa?

L’ipercolesterolemia è una condizione clinica caratterizzata da un eccesso di colesterolo nel sangue. Quando i pazienti hanno livelli di colesterolo talmente alti da non riuscire ad eliminarlo attraverso i meccanismi fisiologici del fegato, ciò accade a causa di modificazioni di un gene che contiene le informazioni per fabbricare una proteina del fegato, il recettore per le LDL (LDLR) che riconosce le LDL, le sottrae alla circolazione sanguigna e le trasporta nelle cellule del fegato che poi provvedono a eliminarle. Ad oggi, si conoscono più di 600 alterazioni nel gene delle LDL che causano l’ipercolesterolemia familiare.

Geneticamente si può ereditare da uno o da entrambi i genitori. La forma eterozigote è spesso asintomatica e viene diagnosticata solo in base alla ricerca dei livelli di colesterolo nel sangue. Al contrario, avremo la forma omozigote se ereditiamo entrambe le copie del gene malato da entrambi i genitori. Il difetto genetico viene ereditato da entrambi i genitori e, il rischio di infarto in assenza di terapia, si osserva già intorno ai 15-20 anni di età.

Forme di Ipercolesterolemia Familiare

  • Eterozigote: Meno grave e spesso asintomatica, si verifica quando si eredita una sola copia del gene difettoso da un genitore.
  • Omozigote: Molto rara e più grave, si verifica quando si ereditano entrambe le copie del gene difettoso da entrambi i genitori.

La forma di colesterolo alta (forma omozigote) è tipicamente associata alla presenza di depositi di grasso nella pelle (gli xantomi, in genere localizzati a livello delle mani, dei gomiti, delle ginocchia, delle caviglie e attorno alla cornea, nell’occhio) o nelle palpebre (gli xantelasmi). Tipici dell'ipercolesterolemia familiare, ma rari nelle altre forme di ipercolesterolemia primitivia, sono i depositi di colesterolo (xantomi, xantelasmi), che compaiono tanto più precocemente quanto più grave è la malattia.

L'iperlipidemia familiare a fenotipi multipli, infine, si associa ad un'alterazione lipidemica più complessa. Epidemiologicamente, si riscontrano infatti aumenti isolati del colesterolo, dei trigliceridi o di entrambi, in percentuali simili. La differente espressione dell'anomalia lipidemica si può osservare anche nello stesso soggetto, che in varie circostanze può presentare differenti dislipidemie.

Diagnosi

La diagnosi di ipercolesterolemia familiare può essere fatta sulla base dell’anamnesi personale e familiare del paziente e sull'identificazione di alcuni segni clinici che, se presenti, sono indicativi della malattia: i più comuni sono dei rigonfiamenti sui tendini del tallone e delle mani (xantomi) o sulle palpebre (xantelasmi). La conferma diagnostica si ottiene mediante test genetico volto ad individuare le mutazioni coinvolte nella patogenesi della malattia.

Cosa Fare? Strategie di Intervento

In ogni caso, agire sullo stile di vita è il primo passo fondamentale per cercare di tenere sotto controllo la colesterolemia. Per questo agire sulle abitudini quotidiane può aiutare a combattere il colesterolo alto senza dover ricorrere ai farmaci. I due aspetti principali su cui concentrarsi sono proprio l’alimentazione e l’esercizio.

Alimentazione

La dieta rappresenta un elemento importante. Se l'apporto giornaliero di colesterolo è particolarmente elevato, la colesterolemia aumenta, ma solo di poco, grazie al meccanismo omeostatico che cerca di mantenere inalterato l'equilibrio del nostro ambiente interno. In pratica, in risposta all'elevato apporto alimentare, il corpo rallenta la sintesi endogena attuando, di fatto, un classico controllo a feedback.

  • Ridurre il consumo di alcol e di grassi, soprattutto quelli saturi.
  • Sfruttare i benefici degli alimenti contenenti fibre e fitosteroli vegetali.

Attività Fisica

L'attività fisica regolare di tipo aerobico è in grado di aumentare la colesterolemia HDL.

  • Praticare almeno 40 minuti di attività aerobica da moderata a intensa 3-4 volte a settimana.

Alimentazione e attività fisica possono anche aiutare, se necessario, a dimagrire.

Terapia Farmacologica

In presenza di ipercolesterolemia familiare, anche una dieta ben impostata e ben seguita può fallire l'obiettivo di raggiungere un assetto lipidico accettabile. Nonostante ciò, è comunque importante intervenire in prima istanza sull'alimentazione, associandola eventualmente ad un regolare esercizio fisico (previo consulto medico). I medicinali più utilizzati in presenza di ipercolesterolemia familiare sono le statine (inibitori dell'HMG-CoA reduttasi) ed i fibrati (più utili in presenza di trigliceridi alti).

A volte anche le forme meno gravi di ipercolesterolemia familiare possono essere gestite con sane abitudini, senza dover far ricorso ai farmaci. D’altra parte, in alcuni casi i medicinali sono necessari anche quando non sono i geni a far aumentare il colesterolo. Solo nel 20% dei casi si riesce a tenere sotto controllo i valori alti di colesterolo con una terapia standard a base di statine. Per gli altri, refrattari, occorre trovare soluzioni alternative. Una di queste sembrerebbe rappresentata da una nuova molecola in grado di ridurre i livelli di Ldl, ossia del colesterolo cattivo, bloccando le fluttuazioni di una proteina chiamata Psck 9, fra i responsabili del colesterolo alto.

La molecola è stata testata su 738 pazienti con una forma di colesterolo familiare e, associata alle statine, si è dimostrata capace di dimezzare i valori del colesterolo in circa il 70-80% dei casi, senza effetti collaterali gravi. «Il farmaco sembrerebbe funzionare anche nell’ipercolesterolemia classica, cioè non ereditata, ma comunque ad alto rischio di eventi cardiovascolari se non controllabile con farmaci tradizionali».

Per verificare i reali benefici dell’Alirocumab, questo il nome del farmaco, è in corso un grande test su diciottomila pazienti a cui partecipa anche l'Italia con quaranta centri.

Nuove Terapie

L’ipercolesterolemia familiare omozigote fino a poco tempo fa si considerava una patologia incurabile. La terapia a base di statine non è efficace su questa patologia. Per eliminare il colesterolo LDL dall’organismo di questi pazienti si deve ricorrere alla plasmaferesi, una tecnica che permette di filtrare il sangue eliminando i grassi, analogamente a quanto si fa con la dialisi quando i reni non funzionano.

Lomitapide inibisce una proteina microsomiale di trasporto dei trigliceridi (MTP) che consente l’incorporazione di questi lipidi insieme all’apoproteina B100 nelle VLDL nascenti. Evolocumab e alirocumab sono invece due anticorpi monoclonali che inibiscono l’attività della proteina PCSK9 nel sangue. Risultati positivi sono stati raggiunti di recente con l’evinacumab, un anticorpo monoclonale inibitore della proteina simil-angiopoietina 3 (ANGPTL3), una molecola sintetizzata dal fegato il cui ruolo è di aumentare i livelli di colesterolo-LDL e trigliceridi impedendone la degradazione.

La Terapia Genica

Tra queste una potrebbe essere rappresentata dalla terapia genica. In un piccolo studio pilota presentato in occasione del congresso dell'American Heart Association (AHA), lo "spegnimento" della produzione della proteina PCSK9 grazie alla tecnica CRISPR ha portato ad una significativa riduzione dei livelli di colesterolo circolante.

Nello studio presentato al congresso dell'AHA, realizzato dalla biotech Verve Therapeutics, gli scienziati si sono spinti oltre utilizzando la CRISPR. Nel caso specifico gli autori dello studio sono andati a correggere l'errore associato all'ipercolesterolemia familiare, ovvero quello responsabile di una produzione anomala di PCSK9. Ciò è stato possibile attraverso una semplice iniezione.

Nell'analisi, effettuata su 10 persone con ipercolesterolemia familiare nella forma eterozigote, l'utilizzo del "farmaco" ha portato al suo dosaggio più alto ad una drastica riduzione di PCSK9 e ad un conseguente abbassamento dei valori di colesterolo per oltre 6 mesi.

Prevenzione

La prevenzione è la strategia principale per mantenere la colesterolemia entro i livelli consigliati.

Il Decalogo per Proteggere il Cuore

  • Controllo del peso corporeo
  • Stile di vita attivo
  • Sport con regolarità
  • No al fumo di sigaretta
  • Meglio evitare gli alcolici
  • Sì al monitoraggio regolare della pressione sanguigna
  • Grassi sotto controllo
  • Equilibrio a tavola
  • Quando occorre integrare la dieta?
  • L'importanza della valutazione da parte del cardiologo

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