Colesterolo Esogeno ed Endogeno: Differenze e Importanza

La misurazione del colesterolo nel sangue è fondamentale per valutare il rischio di eventi vascolari come infarti e ictus. Il test per misurare il colesterolo nel sangue si esegue attraverso un prelievo venoso con paziente a digiuno da almeno 8 ore.

Colesterolo LDL e Rischio Cardiovascolare

Le linee guida per il controllo del rischio di infarto miocardico e ictus cerebrale, indicano fondamentale il monitoraggio di LDL-C (essendo causa dominante dell’aterosclerosi). Per un paziente “apparentemente sano” indipendentemente dall’età e dal sesso è adeguato LDL-C <100 mg/dl precisando che ciò non elimina il rischio di evento vascolare permanendo il rischio-vita dovuto all’invecchiamento delle arterie.

HDL-C viene determinato dal laboratorio. La differenza TC - HDL-C è considerato un nuovo marker per valutare il carico aterogeno complessivo della colesterolemia, riferito come non-HDL-C poiché comprende il colesterolo presente in tutte le lipoproteine aterogene cioè LDL, VLDL e IDL.

Uno studio condotto con modelli definiti “casual artificial intelligence” dimostra che la riduzione del rischio è tanto maggiore quanto prima si inizia ad abbassare il LDL-C nella fattispecie, partendo da un livello di LDL-C pari a 135 mg/dl (valore della mediana delle LDL-C nella popolazione), la sua riduzione del 50% a 30 anni comporta un rischio di circa 2 volte minore rispetto a partire da 60 anni.

I controlli successivi sono dettati dal profilo lipidico basale della terza o successive decadi. Una colesterolemia LDL oltre 100 mg/dl ma compresa nei 130 mg/dl va monitorata inizialmente ogni sei mesi e poi annualmente a fronte di stili di vita adeguatamente rivisti nella dieta, nella attività fisica e nel controllo del peso corporeo che abbiano ricondotto i valori di LDL-C sotto la soglia indicata, il controllo della pressione arteriosa è altrettanto consigliato per ottenere ulteriore l’abbassamento del rischio cardiovascolare.

Ipercolesterolemia Familiare

Una menzione a parte va riservata ai casi di ipercolesterolemia familiare dovuti a difetto genetico della apoproteina B100 che porta a valori oltre 200 mg/dl del LDL-C già nella terza decade per i maschi e nella quarta decade per le femmine. La ipercolesterolemia familiare, non è il solo difetto genetico dei casi di ipercolesterolemia ma è certamente il più diffuso, si presenta frequentemente con geni ricevuti da un solo genitore, 1 caso su 500, e l’inizio della terapia è indicata a partire dalla terza decade o dalla quarta decade nelle femmine.

La presenza di ipercolesterolemia familiare in entrambi i genitori deve far sospettare nei figli la condizione di omozigosi molto meno frequente, 1 caso su 300000, ma molto più grave. Un paziente “apparentemente sano”, con valori pressione nei limiti di 120-140 sistolica mm Hg, non fumatore, con non-HDL-C < 150 mg/dl o LDL-C <100 mg/dl, è considerato a basso rischio e richiede il mantenimento di buoni stili di vita.

Il rischio di eventi cardiovascolari aumenta proporzionalmente con l’aumento dei valori della pressione arteriosa sistolica oltre 130 mm Hg, l’età oltre 50 aa per i maschi e 60 aa per le femmine, la presenza di comorbidità come il diabete, la storia di precedenti eventi vascolari e l’obesità.

Colesterolo Endogeno vs. Colesterolo Esogeno

I corretti stili di vita riducono il colesterolo esogeno presente nei cibi e il colesterolo endogeno attraverso la riduzione dei componenti di cui si serve il fegato per la sintesi del colesterolo endogeno e riguardano tutti i pazienti indipendentemente dal sesso, dall’età il cui profilo lipidico non sia a target.

Il colesterolo è una sostanza grassa che si trova nel sangue e possiamo classificarlo in endogeno ed esogeno. Quello endogeno, è prodotto dal corpo e viene sintetizzato dal fegato e, in misura minore, dall’intestino e da altre cellule. Circa l'80% del colesterolo totale nel corpo è endogeno ed è necessario al corretto funzionamento dell'organismo: partecipa infatti alla sintesi di alcuni ormoni steroidei e della vitamina D ed è un costituente essenziale delle membrane delle cellule.

Il colesterolo esogeno è invece quello assunto con la dieta, alimentare, perché è presente in molti alimenti. Per molte persone, quest’ultimo ha un impatto limitato sui livelli di colesterolo nel sangue, perché il corpo adatta la sua produzione. Tuttavia, chi è sensibile (iper-responder) può risentirne maggiormente. In generale se i livelli di colesterolo nel sangue sono troppo alti, può aumentare il rischio di malattie cardiovascolari.

Per mantenere un equilibrio sano è importante quindi monitorare i livelli di colesterolo e seguire una dieta equilibrata. In realtà esiste una malattia ereditaria che può causare un notevole aumento della quantità di colesterolo nel sangue: si tratta dell’ipercolesterolemia familiare.

Il colesterolo endogeno è una sostanza grassa sintetizzata dal fegato, necessaria al corretto funzionamento dell’organismo: partecipa infatti alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D ed è un costituente delle membrane cellulari. In chi soffre di questa patologia prevale l’ipercolesterolemia endogena, derivata dalla presenza di una mutazione genetica che può indurre una maggiore produzione o una mancata degradazione del colesterolo che si accumula così nel sangue.

Se l’ipercolesterolemia si associa poi ad altri fattori di rischio, in particolar modo al diabete e all’ipertensione arteriosa, aumenta significativamente l’incidenza di questa problematica. L’esposizione prolungata nel tempo all’ipercolesterolemia è un grave fattore di rischio: maggiore è la durata e maggiore è il rischio cardiovascolare. Nel caso di forme familiari le terapie si devono iniziare già dopo la pubertà.

Se poi nel tempo si definisce una ipercolesterolemia familiare bisognerà comunque passare alla terapia specifica che invece nel caso di piccoli pazienti con mutazione omozigote deve essere iniziata subito. Occorre sottolineare che non esiste terapia medica senza una buona dieta.

Di fatto, la sintesi endogena viene tanto più rallentata quanto maggiore è il colesterolo ricavato dagli alimenti, e viceversa. Fortunatamente, l'ipercolesterolemia familiare (monogenica, omozigote) è abbastanza rara (un caso circa ogni milione di soggetti), mentre la forma eterozigote interessa un individuo su 500.

Il metabolismo del colesterolo ha lo scopo di impedire eccessive variazioni, in difetto o in eccesso, dei livelli di questo lipide nell'organismo. Il metabolismo del colesterolo coinvolge più organi. A monte troviamo l'intestino - che assorbe il colesterolo di origine alimentare proveniente dalla digestione dei cibi animali - ed il fegato, organo in grado di sintetizzare importanti quantità di colesterolo a partire dall'aceti-CoA derivato dal metabolismo dei vari nutrienti (carboidrati, proteine ed in particolare grassi).

A fronte di un apporto alimentare di circa 300 mg/die, il corpo di una persona adulta sintetizza ogni giorno circa 600-1000 mg di colesterolo. Ciò significa che l'influenza del colesterolo alimentare sulla colesterolemia totale (quantità di colesterolo nel sangue) è tutto sommato meno rilevante di quanto si possa credere, stimabile mediamente in un 30%.

Per questo motivo in alcune persone con il colesterolo alto la dietoterapia, da sola, non riesce a riportare nella norma la colesterolemia; l'organismo di queste persone, infatti, sintetizza quantità eccessive di colesterolo, per cui anche correggendo le abitudini alimentari il colesterolo nel sangue rimane elevato.

Come Abbassare il Colesterolo

Come abbassare il colesterolo? Ci sono diversi alleati che possono aiutarti ad abbassarne il livello per evitare l’insorgere di possibili malattie cardiovascolari. Scopriamoli insieme.

L'eventuale insuccesso della dieta impone il ricorso a farmaci ipolipidemizzanti, che non devono tuttavia sostituirsi, ma associarsi, ad essa, in modo da sfruttare l'azione sinergica dei due interventi terapeutici. I medicinali più utilizzati in presenza di ipercolesterolemia sono le statine (inibitori dell'HMG-CoA reduttasi) ed i fibrati (più utili in presenza di trigliceridi alti).

Stili di Vita e Alimentazione

Secondo le ultime raccomandazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è possibile definire attivo uno stile di vita che comprenda più sessioni di allenamento settimanali composte da esercizio fisico moderato per 150-300 minuti a settimana, oppure esercizio fisico intenso per 75-150 minuti a settimana o una combinazione dei due, a cui si aggiungono sessioni di esercizi di rafforzamento dei principali gruppi muscolari e, qualora occorresse, esercizi per migliorare l’equilibrio [4].

Queste raccomandazioni si aggiungono a quella di migliorare, per quanto possibile, il livello di attività fisica che quotidianamente possiamo valutare con un comodo contapassi.

Per quanto riguarda l’alimentazione, ognuno di noi dovrebbe seguire un pattern alimentare bilanciato di tipo Mediterraneo in cui inserire tutti gli alimenti, se graditi; senza eccedere con le fonti di acidi grassi saturi e idrogenati (che ritroviamo in formaggi, fritti, insaccati, carni rosse, dolci, margarine vegetali).

Gli acidi grassi saturi, infatti, dovrebbero costituire < 10% dell’apporto calorico totale [5] ed è bene prediligere alimenti ricchi in acidi grassi polinsaturi, quindi pesce azzurro (alice, aringa, sgombro), olio extra vergine di oliva, frutta secca e semi oleosi.

Si raccomanda inoltre il consumo di 2-3 porzioni al giorno di frutta fresca e un buon apporto di fibre che ritroviamo negli ortaggi e nei cereali integrali e legumi.

Le bevande zuccherate e alcoliche dovrebbero essere ridotte o, meglio, eliminate, in quanto sono in grado di far aumentare in maniera significativa i livelli di trigliceridi ematici.

Quando il cambiamento dello stile di vita non è sufficiente a riportare i livelli di colesterolo alla normalità si possono utilizzare gli integratori alimentari: largamente impiegati sono quelli a base di riso rosso fermentato il cui principio attivo agisce allo stesso modo delle statine. Quest’ultime sono i farmaci utilizzati come gold standard per il trattamento della dislipidemia.

Nel caso in cui il profilo lipidico non risulti ottimale o la terapia in atto sia scarsamente tollerata per la presenza di effetti collaterali è opportuno utilizzare più farmaci in associazione. Il diverso meccanismo d’azione di statine, ezetimibe, PSCK9-I rende questi approcci terapeutici complementari nel ridurre i livelli di colesterolo LDL e rappresenta il razionale per un loro impiego in associazione [6].

Tra le molecole emergenti che è opportuno menzionare è incluso l’acido bempedoico, un profarmaco che, attivato a livello epatico, blocca la sintesi del colesterolo [7], migliorando parallelamente anche lo status infiammatorio dell’albero cardiovascolare periferico.

L’ipetrigliceridemia viene trattata in prima istanza con gli acidi grassi della serie Omega-3.

Raccomandazioni Specifiche

  • Attività fisica: camminata a velocità moderata di 5km/h di 150-300 min/settimana o 75-150 min/settimana alla velocità di 7-8 km/h, nel caso di impedimento fisico è consigliato l’esercizio di resistenza o di stretching muscolare per 2-3 h/die.
  • Dieta: ridurre l’assunzione di carne rossa a meno di 300gr/settimana minimizzando o abolendo i salumi, introdurre più di 200 gr di vegetali e 200 gr di frutta (se non coesiste il diabete) al giorno, pesce almeno una volta alla settimana, consumo di alcool limitato a 100 gr/settimana ovvero un bicchiere da 50 ml di vino di 12° massimo al giorno con possibilità di raddoppio alla domenica oppure un bicchiere da 100 ml di birra al giorno con possibilità di raddoppio una volta la settimana. Superalcolici assolutamente da evitare. Zucchero con estrema moderazione, bevande dolci gassate da evitare. Introdurre nel condimento olio di oliva, ridurre al minimo l’uso di derivati animali come burro, latte e formaggi.
  • Sospensione del fumo di sigaretta: se necessario ricorrere a terapie dissuadenti.
  • Controllo del peso corporeo: BMI dato da peso corporeo in KG diviso il quadrato dell’altezza in metri, indicato al di sotto di 30, auspicabile intorno a 25.

Trattamenti Farmacologici

Statine: agiscono sul colesterolo endogeno inibendo la formazione di colesterolo nel fegato a partire da AcCoA. Sono molto efficaci ma sono moderatamente epatotossiche e miotossiche e, alcuni pazienti particolarmente sensibili alla loro tossicità devono sospendere il trattamento. Possono portare a una diminuzione del LDL-C del 50%.

Inibitori dell’assorbimento del colesterolo: impediscono l’assorbimento da parte delle cellule intestinali del colesterolo. Sono meno efficaci delle statine, riducono il colesterolo del 20%-30% e vengono somministrati sia in monoterapia che associati alle statine.

Inibitori del PCSK9 (anticorpi monoclonali contro il PCSK9): si tratta di farmaci di nuova generazione, agiscono sulla proteina PCSK9 inibendola e così facendo facilitano l’aumento dei recettori per le LDL sulla cellula epatica in altri termini aumenta il riassorbimento epatico del LDL-C riducendolo fino al 75%.

Colesterolo "Buono" e "Cattivo"

La differenza tra colesterolo "buono" e colesterolo "cattivo" Esistono due tipi principali di colesterolo.

Il Colesterolo LDL (Low-DensityLipoprotein) è spesso definito "colesterolo cattivo", perché quando i livelli sono troppo alti, può accumularsi nelle pareti delle arterie, formando delle placche che possono restringere o bloccare il flusso sanguigno, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari come infarto o ictus.

Il Colesterolo HDL (High-DensityLipoprotein) è conosciuto come "colesterolo buono" perché aiuta a rimuovere il colesterolo in eccesso dalle arterie e lo trasporta al fegato per essere eliminato, riducendo il rischio di malattie cardiache.

Un livello equilibrato di colesterolo è quindi cruciale per mantenere la salute cardiovascolare: è quindi fondamentale mantenere un buon livello di HDL e ridurre i livelli di LDL attraverso una dieta sana e l’esercizio fisico.

Alimenti Utili per Abbassare il Colesterolo

Alcuni alimenti che aiutano a ridurre l'assorbimento del colesterolo cattivo includono: la fibra solubile presente in avena e crusca d’avena, orzo, legumi come lenticchie, fagioli, ceci, frutta come mele, pere, arance e prugne, verdure come carote e broccoli.

Altri alimenti che contribuiscono a mantenere i livelli di colesterolo equilibrati e che riducono i livelli di colesterolo LDL sono quelli che contengono alcuni grassi sani, come avocado, noci, mandorle e in generale frutta secca e semi come ad esempio i semi di chia o di lino, olio d’oliva, salmone, sardine, sgombro, aringhe che sono ricchi di acidi grassi omega3 e omega-6 (EPA e DHA).

Gli alimenti fortificati, come il latte fortificato con vitamina D, i cereali arricchiti con ferro, il sale iodato il succo d'arancia fortificato, possono anch’essi ridurre il colesterolo LDL bloccando l'assorbimento di colesterolo intestinale.

La soia, il tofu, il tempeh e latte di soia possono abbassare i livelli di colesterolo LDL, grazie alla proteina vegetale che contengono, come anche il tè verde e l’aglio, soprattutto crudo, che contengono antiossidanti e che aiutano a migliorare la salute del cuore e la circolazione sanguigna.

Alimenti da Evitare

Per mantenere i livelli di colesterolo sotto controllo, è consigliato limitare i grassi saturi che sono quei grassi presenti in carne rossa come manzo, maiale, agnello, le carni lavorate come gli insaccati e i salumi (in particolare salsicce, salami, pancetta, lardo, strutto), i prodotti lattierocaseari interi come latte intero, formaggi grassi, burro, l’olio di palma e olio di cocco utilizzati in molti alimenti confezionati.

I grassi trans sono ancora più dannosi per il cuore e abbassano i livelli di colesterolo buono HDL: sono presenti in alimenti trasformati e cibi ultra processati che contengono grassi insalubri, zuccheri aggiunti e sale, come ad esempio gli snack confezionati quali i biscotti e dolci, cibi fast food e cibi fritti, soprattutto quelli preparati con oli idrogenati, margarine industriali e grassi vegetali parzialmente idrogenati e in alimenti che contengono carboidrati raffinati come il pane bianco in cassetta e le bevande zuccherate.

Consigli Pratici per una Dieta Sana

Per prima cosa, per migliorare i livelli di colesterolo buono e contenere il colesterolo cattivo, si dovrebbe sostituire i grassi saturi ovvero quelli di origine animale con grassi insaturi, come quelli di origine vegetale. Perciò consiglio di limitare il consumo di carne rossa e preferire proteine vegetali come ad esempio legumi, tofu, l’olio extra vergine d'oliva, avocado, noci e semi. Prediligere il pesce ricco di omega-3, come salmone, sgombro, acciughe.

È importante optare per alimenti integrali come pane integrale, riso integrale, pasta integrale, al posto di quelli raffinati, perché contengono più fibre e quindi oltre a dare più sazietà da un punto di vista dietetico, limitano l’assorbimento dei grassi cattivi.

Prediligere metodi di cottura più sani, esempio alla griglia, o al vapore ed evitare i cibi fritti.

Livelli Ottimali di Colesterolo LDL

Obiettivi terapeutici nella gestione dell’ipercolesterolemia LDL:

Rischio Livelli target di colesterolo LDL
Rischio particolarmente elevato < 40 mg/dL
Rischio molto alto o prevenzione secondaria Riduzione del colesterolo LDL ≥ 50% rispetto al valore basale e livelli target di colesterolo LDL < 55 mg/dL
Rischio alto Riduzione del colesterolo LDL ≥ 50% rispetto al valore basale e livelli target di colesterolo LDL < 70 mg/dL
Rischio moderato < 100 mg/dL
Rischio basso < 116 mg/dL

Per stimare il rischio cardiovascolare con maggiore accuratezza è bene considerare non solo lo status del colesterolo “cattivo”, ma recenti evidenze mostrano come l’accuratezza predittiva migliora se si aggiungono all’equazione i valori di colesterolo HDL, che è opportuno siano > 40 mg/dL nell’uomo e > 50 mg/dL nella donna (meglio se il valore sia > 60 mg/dL, per entrambi i sessi) [2]; d’altra parte, valori eccessivamente alti (> 90 mg/dL) di colesterolo “buono” sembrano aumentare il rischio cardiovascolare.

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