In Italia, le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali cause di decesso, con infarto del miocardio e ictus che ne sono le manifestazioni più gravi. L'ipertensione arteriosa e l'ipercolesterolemia, spesso sottovalutate, sono direttamente collegate a queste patologie. Più che semplici fattori di rischio, queste condizioni patologiche aumentano significativamente la probabilità di eventi cardiovascolari se non tenute sotto controllo.
Comprendere Ipertensione e Ipercolesterolemia
L’elevata pressione arteriosa (ipertensione) si verifica quando la pressione del sangue contro le pareti delle arterie è troppo alta. Il cuore, contraendosi, esercita una pressione (pressione arteriosa sistolica o pressione massima) che permette al sangue di scorrere all’interno delle arterie, distribuendo così ossigeno e nutrienti alle cellule. Dopo ogni contrazione, il cuore si rilassa e la pressione si riduce, raggiungendo un valore minimo chiamato pressione arteriosa diastolica (pressione minima).
L’ipercolesterolemia, invece, è un disturbo caratterizzato da un eccesso di lipoproteine LDL nel sangue. Le LDL sono pericolose perché tendono ad aderire alle pareti dei vasi sanguigni, formando depositi di grasso che possono ostruire il flusso del sangue o rompersi, causando trombi.
L'Interazione tra Ipertensione e Ipercolesterolemia
L’ipertensione e l’ipercolesterolemia sono fattori che predispongono alla malattia coronarica, e i loro effetti combinati sono moltiplicativi. Spesso, le persone ipertese presentano livelli di colesterolo più elevati rispetto a quelle normotese. L’ipertensione, soprattutto se associata a elevati livelli di colesterolo, può essere molto pericolosa per la salute.
Quando la pressione diventa troppo alta, le arterie si indeboliscono, la circolazione diventa difficile e il rischio di infarto e ictus aumenta. La pressione alta può portare a piccole lesioni vascolari, note come cicatrici vascolari: proprio qui rischia di insediarsi il colesterolo.
Prevenzione Primaria: Dieta ed Esercizio Fisico
Per stare nei limiti, se si è sani, non servono farmaci. «L'arma più potente per una prevenzione primaria cardiovascolare è rappresentata dall'adozione di uno stile di vita attivo - aggiunge Perrone Filardi -. In linea generale, ci muoviamo meno rispetto a quanto dovrebbero fare. Ma nonostante ciò, in Italia la mortalità cardiovascolare è calata del 53 per cento dal 1990 a oggi».
L’esercizio fisico regolare - almeno 150 minuti a settimana: camminate veloci, passeggiate in bicicletta, acquagym, danza, tennis in doppio e giardinaggio - migliora la capacità del cuore di pompare il sangue, aiuta a controllare il peso corporeo e può far calare i livelli del colesterolo e della pressione sanguigna. Idem dicasi per la dieta.
Sostituendo il burro e la carne rossa con l’olio extravergine di oliva, il pesce ed eventualmente le carni bianche, si può ridurre il colesterolo «cattivo» (Ldl) e mantenere intatto quello «buono» (Hdl).
Molto importante è cercare di ridurre lo stress integrando strategie di gestione dello stress nella routine quotidiana. Sia la camminata che l'uso della cyclette sono due opzioni efficaci perché l'esercizio aerobico aiuta a rilasciare endorfine, riducendo lo stress e favorendo il mantenimento dei livelli di colesterolo. Gli esperti suggeriscono di puntare a 7.000-10.000 passi al giorno per mantenere un equilibrio nella salute cardiovascolare e gestire i livelli di colesterolo.
Linee Guida per la Prevenzione dell'Ipertensione
- Controllare il peso corporeo.
- Contenere il consumo di alcol.
- Evitare il fumo.
- Limitare le condizioni di stress.
- Ridurre l’apporto di sale e l’uso degli alimenti che ne sono ricchi (ad esempio gli insaccati).
- Contenere il consumo di grassi animali (contengono colesterolo).
- Non abusare di liquirizia.
- Seguire una dieta ricca di magnesio e potassio (cereali, frutta, verdura, agrumi).
- Esercitare regolarmente un’attività fisica.
Valori Più Bassi per Chi È A Rischio
Quando si parla di ridurre i livelli di colesterolo Ldl, ben chiara deve essere la distinzione tra le persone sane (chiamate a fare prevenzione primaria) e chi invece è già stato colpito da un evento cardiovascolare (prevenzione secondaria). Nel primo caso, l'indicazione riportata nel documento europeo è quella di mantenere l'Ldl sotto i 116 e i 100 (mg/dl). I valori cambiano in base al rischio cardiovascolare individuale, che può essere definito (dagli specialisti) tenendo conto dell'età di un paziente, dell'abitudine al fumo di sigaretta, dei valori di pressione sanguigna, della colesterolemia totale e di un'eventuale diagnosi di diabete.
Molto più rigidi sono invece i nuovi limiti per i pazienti ad alto e ad altissimo rischio. Come tali, si definiscono gli infartuati e coloro che, sebbene in trattamento a seguito di un evento ischemico (a livello cardiaco, cerebrale o periferico), corrono il rischio di subirne un altro entro due anni dal precedente. Nel primo caso, il colesterolo Ldl non dovrebbe superare 55. Ancora più stringente è il limite posto per i pazienti ad altissimo rischio (40). Prima di raggiungere queste soglie, è considerato comunque utile ottenere in tempi rapidi una riduzione relativa minima pari al 50 per cento del valore di partenza.
Di fronte ai pazienti, e non alle persone sane, muovere soltanto le «leve» della dieta e dell'attività fisica invece non basta. Servono i farmaci per abbassare i livelli di colesterolo Ldl.
Farmaci: Quali Usare?
«Il trattamento dell'ipercolesterolemia ha come caposaldo l'uso delle statine - chiarisce Francesco Barillà, responsabile dell'unità di terapia intensiva coronarica del policlinico Umberto I di Roma -. Ma oggi si fa spesso ricorso anche alla loro combinazione con l'ezetimibe. Questo principio, rispetto alle delle statine (inibiscono la sintesi del colesterolo all'interno dell'organismo, ndr), impedisce l’assorbimento del colesterolo a livello intestinale».
Per i pazienti refrattari a queste terapie o per cui è indicato un drastico calo dei livelli di colesterolo Ldl, da pochissimi giorni c'è anche l'indicazione all'uso degli anticorpi monoclonali, prima impiegati soltanto per trattare i casi di ipercolesterolemia familiare. Entro un anno, invece, dovrebbe arrivare sul mercato un farmaco a base di acido bempedoico che ha finora mostrato un'efficacia comparabile a quella delle statine.
Gli Integratori Funzionano o No?
A soffrire di ipercolesterolemia, in Italia, sono tra 2.5 e 3 milioni di persone. Molti di questi, prima di iniziare una terapia farmacologica, cercano una soluzione negli integratori. Negli ultimi mesi si è parlato soprattutto del riso rosso fermentato, ma sono diversi i supplementi utilizzati per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo Ldl: coenzima Q, acido folico, berberina, vitamina E, polifenoli dell’olio d’oliva.
«Questi integratori hanno dimostrato di poter ridurre del 10-15 per cento i livelli di colesterolo Ldl, ma non ci sono studi che correlino l'assunzione alla riduzione delle dimensioni della placca aterosclerotica e degli eventi cardiovascolari», chiosa Perrone Filardi. Secondo quanto riportato nelle linee guida europee, questi integratori sono adatti a chi ha livelli intermedi di colesterolo (valore totale tra 200 e 240) e che non per forza necessita di un intervento farmacologico. L'efficacia, come sempre, ha però un rovescio della medaglia. Anche gli integratori, infatti, possono dare effetti collaterali.
L'Importanza di uno Stile di Vita Sano
È essenziale integrare strategie di gestione dello stress nella routine quotidiana. L'attività fisica è molto importante. Naturalmente non è un processo semplice ed immediato, ma richiede impegno e attenzione.
Tabella: Valori Target di Colesterolo LDL
| Categoria di Rischio | Valore Target di Colesterolo LDL (mg/dL) |
|---|---|
| Persone Sane (Prevenzione Primaria) | Sotto 116-100 (a seconda del rischio individuale) |
| Pazienti ad Alto Rischio (Infartuati) | Non superiore a 55 |
| Pazienti ad Altissimo Rischio | Non superiore a 40 |
Tuttavia, ciononostante, resta una malattia sottovalutata e sottostimata, aspetto che peggiora la prognosi dei pazienti. Dopo i 55-60 anni, 1 persona su 2è ipertesa.
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