Colesterolo alto e acido urico alto: cause e rimedi

Livelli eccessivi di acido urico rappresenta un’alterazione metabolica abbastanza frequente, ma da non sottovalutare. Un aumento eccessivo dei livelli di acido urico nel sangue prende il nome di iperuricemia. Il limite superiore per l’acido urico è fissato a 6.8 mg/dL e da questo punto in poi può esserci una saturazione eccessiva e la comparsa dei sintomi.

Si stima che circa una persona su cinque possa avere livelli di acido urico tendenzialmente elevati e la complicazione più frequente dell’iperuricemia è la gotta che è presente nel 3-4% della popolazione generale. Precisiamo fin da subito che l’incremento dell’acido urico può essere dovuto o ad una maggiore produzione, o ad una minore escrezione o ad entrambi i meccanismi in parallelo.

Cos'è l'acido urico?

L’acido urico è un derivato della degradazione delle molecole dette purine, che sono i mattoncini fondamentali del materiale genetico (DNA e RNA). L’acido urico non è di per sé nocivo, anzi partecipa alle difese antiossidanti, alla regolazione pressoria ed alla funzionalità immunitaria.

Metabolismo dell'acido urico

Il suo metabolismo avviene per lo più nel fegato e nell’intestino, dove è particolarmente concentrato l’enzima chiave della sua produzione: la xantina ossidasi. L'acido urico circola nel sangue in parte libero e in parte legato a proteine di trasporto. L'uricemia è la misura della quantità di acido urico presente in circolo.

Iperuricemia: cause e fattori di rischio

L'iperuricemia è un'elevata concentrazione sierica di acido urico (> 7,0 mg/dl). Questa condizione può essere causata da un'aumentata produzione di acido urico e/o da una sua insufficiente eliminazione renale.

L'acido urico è il prodotto finale del metabolismo delle purine; si forma nell'organismo umano a partire da purine endogene (sintesi de novo) o esogene (derivanti dalla dieta).

Varie condizioni possono causare un'aumentata produzione di acido urico:

  • Deplezione di volume plasmatico
  • Obesità
  • Stati ad elevato turn-over metabolico (sindrome da lisi tumorale, patologie mieloproliferative ed emolisi)
  • Anomalie enzimatiche (come il deficit di ipoxantina-guanina fosforibosil-transferasi o l'iperattività della fosforibosilpirofosfato sintetasi)
  • Sindrome metabolica
  • Patologie genetiche (come la sindrome di Lesch-Nyhan)

Un innalzamento del livello sierico di acido urico può essere indotto, inoltre, da:

  • Alcuni farmaci (tra cui diuretici, salicilati e ciclosporina impiegata nei pazienti trapiantati)
  • Chemioterapia citotossica e radioterapia
  • Aumentata assunzione di cibi ricchi di purine (es. fegato, rene, acciughe, aringhe e cozze)
  • L'etanolo induce un aumento del catabolismo delle purine nel fegato e un aumento della formazione di acido lattico, che blocca l'escrezione di urati dai tubuli renali.
  • Livelli particolarmente elevati di acido urico sierico si osservano nei soggetti con intossicazione da piombo.

La ridotta escrezione renale di acido urico può essere ereditaria o svilupparsi in pazienti con patologie che riducono la velocità di filtrazione glomerulare.

Fattori che influenzano il livello di acido urico

Alcuni fattori possono influenzare il livello di acido urico nel sangue e, di conseguenza, il rischio di sviluppare o meno la gotta:

  • Condizioni di salute: alcune malattie e condizioni di salute non ottimali aumentano il rischio di gotta.
  • Farmaci: alcuni diuretici (tiazidici), comunemente usati per curare l’ipertensione, e l'aspirina a basso dosaggio possono aumentare i livelli di acido urico.
  • Età e sesso: la gotta si verifica più frequentemente negli uomini, principalmente perché le donne tendono ad avere livelli di acido urico più bassi. Dopo la menopausa, tuttavia, la concentrazione di acido urico tende a salire e si avvicina a quella degli uomini.

Gotta: sintomi e complicanze

Quando l’acido urico è elevato e raggiunge il punto di saturazione va incontro a cristallizzazione e si può depositare nelle articolazioni causando la ben nota artrite da gotta. La gotta è quattro volte più frequente negli uomini rispetto alle donne e tende a manifestarsi con dolori ed arrossamenti articolari solo dopo molti anni di iperuricemia incontrollata o silente.

Purtroppo la maggior parte delle persone è all’inizio asintomatica e non si accorge di questa problematica se non approfondito con il proprio medico. L’aumento dell’acido urico contribuisce alla progressione delle malattie tramite gli effetti negativi sulla salute dei vasi sanguigni, sullo stato infiammatorio e sull’esacerbazione dello stress ossidativo dentro le cellule.

In poche parole quando questa sostanza è in eccesso aumentano i parametri pro-infiammatori e le cellule sono maggiormente soggette al danneggiamento delle loro strutture ed al malfunzionamento delle loro attività essenziali. Viceversa nel sangue troppo acido urico potrebbe alzare eccessivamente la barriera antiossidante e tramutarsi paradossalmente in un fattore pro-ossidante.

I disturbi (sintomi) della gotta si manifestano sotto forma di attacchi improvvisi di dolore, gonfiore e arrossamento delle articolazioni (artrite). L’episodio di gotta può verificarsi all'improvviso e l'articolazione colpita appare calda, gonfia e talmente sensibile che persino il peso di un foglio di carta può sembrare intollerabile. L’attacco di gotta si può verificare in concomitanza con altre malattie oppure in situazioni di stress.

È anche possibile che si ripeta un nuovo attacco a distanza di alcuni mesi o anni dal primo e attacchi ripetuti possono causare danni permanenti alle articolazioni colpite. Durante gli attacchi improvvisi (acuti), la terapia consiste in una dieta bilanciata e nell'assunzione di farmaci anti-infiammatori o cortisonici, prescritti dal medico.

La gotta è molto influenzata dallo stile di vita e colpisce più frequentemente gli uomini, sebbene la sua frequenza nelle donne aumenti drasticamente con la menopausa. I disturbi (sintomi) della gotta compaiono quasi sempre sotto forma di dolore intenso alle articolazioni. La gotta di solito colpisce l'articolazione grande dell'alluce ma può interessare anche altre articolazioni quali caviglie, ginocchia, gomiti, polsi e dita.

Il dolore generalmente è più forte nelle prime 12-24 ore. Una volta che il dolore si è attenuato, i disturbi alle articolazioni possono durare da alcuni giorni a qualche settimana. Di solito gli attacchi successivi al primo hanno una durata più lunga e colpiscono più articolazioni.

Quindi, in presenza di dolore improvviso e intenso a un’articolazione è opportuno consultare il medico. Infatti, se la gotta non viene curata il dolore può peggiorare e possono sopraggiungere danni alle articolazioni e complicazioni. Se gli attacchi acuti si ripetono nel tempo, anche più volte all'anno, si parla di gotta ricorrente/cronica e, in tal caso, è necessario utilizzare farmaci specifici.

Nelle persone con malattia di lunga durata e non curata può svilupparsi la cosiddetta gotta tofacea. I cristalli di acido urico, circondati da tessuto infiammatorio e fibroso, si accumulano sotto la pelle sotto forma di piccoli noduli bianchi chiamati tofi, duri al tatto e dolorosi, possono diventare gonfi e molto sensibili durante gli attacchi di gotta.

Le sedi più colpite sono le strutture intorno alle articolazioni, il lobo delle orecchie e i reni. Quando si ha la gotta, infatti, i cristalli di acido urico possono accumularsi anche nel tratto urinario, causando calcoli ai reni.

Diagnosi di gotta

La gotta non è sempre facile da riconoscere (diagnosticare) poiché i disturbi (sintomi) possono essere simili ad altri tipi di artrite.

  • Esame del sangue: viene effettuato per misurare i livelli di acido urico (uricemia) e creatinina (creatininemia) nel sangue.
  • Tomografia computerizzata “dual-energy”: questo tipo di analisi può rilevare la presenza di cristalli di acido urico in un'articolazione anche quando non è intensamente infiammata.

Trattamento della gotta

Negli attacchi acuti di gotta e per prevenire la comparsa di episodi futuri, riducendo così il rischio di complicazioni, è necessario l’uso di farmaci specifici. Il medico sceglierà quelli più appropriati in base alle condizioni generali di salute.

  • Farmaci anti-infiammatori non steroidei (FANS): quali l’ibuprofene, costituiscono la prima scelta.
  • Colchicina (Colcrys, Mitigare): antidolorifico che riduce efficacemente il dolore da gotta, anche se è associato a vari effetti indesiderati (effetti collaterali).

Se si verificano diversi attacchi di gotta all'anno, o se gli attacchi sono meno frequenti ma particolarmente dolorosi, il medico può prescrivere farmaci per ridurre il rischio di complicazioni.

  • Farmaci che favoriscono l’eliminazione dell'acido urico con le urine: chiamati uricosurici.

I farmaci che regolano la produzione o l’eliminazione di acido urico vanno assunti regolarmente per lunghi periodi, anche quando i sintomi della malattia non sono più presenti.

Stile di vita e gotta

Lo stile di vita e, in particolare, le abitudini alimentari hanno un forte impatto sulla comparsa della gotta.

  • Mantenere un peso corporeo ottimale: attraverso una dieta sana ed equilibrata e una regolare attività fisica. Perdere peso, se in sovrappeso o obesi, può ridurre i livelli di acido urico nel sangue ma vanno evitate diete drastiche.

Valori normali di acido urico

Tendenzialmente, i valori normali di acido urico sono compresi tra 3,5 e 7,2 mg per 1 decilitro di sangue, ma possono variare tra uomini e donne.

  • Per gli uomini e le donne in post menopausa i livelli raccomandati sono 3.5-7 mg/dL
  • Per le donne in premenopausa 2.6-5.7 mg/dL.

Dieta e iperuricemia

Quando si ha a che fare con un alto livello di acido urico, adottare uno stile di vita sano ed equilibrato che comprenda una dieta specifica è di fondamentale importanza. La prevenzione, quindi, è il primo passo per tenere sotto controllo il problema e cercare di risolvere il prima possibile.

Quando si ha a che fare con iperuricemia è sicuramente opportuno valutare una dieta sana ed equilibrata. Il segreto per ridurre il livello di acido urico nell’organismo sta nel diminuire il consumo di cibi ad alto contenuto di purine. Quali sono?

  • Carne rossa: è l’alimento con il più alto contenuto di purine e acido urico, soprattutto la carne di manzo, agnello, selvaggina e montone. É bene sostituirla con carna bianca, come quella di pollo e anatra.
  • Lievito: in particolare quello contenuto nella birra, ricchissima di purine e acido urico.

Rimedi naturali

Infine, un’alimentazione corretta e adeguata può essere supportata dall’assunzione di sostanze naturali che, in molti casi, sono tra gli ingredienti principali di numerosi integratori alimentari per il benessere delle vie urinarie; questi ultimi, dopo l’approvazione del medico, possono favorire la riduzione dell’acido urico nel sangue e la sua eliminazione.

  • Alchechengi: conosciuta anche come “lanterna cinese”, è una bacca dall’azione depurativa e drenante, molto utile in caso di acido urico in eccesso.
  • Betulla: dalle formidabili proprietà drenanti, rientra tra i migliori rimedi naturali per contrastare un elevato livello di acido urico nel sangue.
  • Succo di limone e vitamina C: il limone è un ottimo rimedio naturale per l’acido urico alto, in particolare il suo succo fresco sia diluito in acqua, sia aggiunto a pietanze e insalate.

Colesterolo alto (ipercolesterolemia) e ipertensione

Il ruolo nefasto delle turbe del metabolismo dei grassi (iperlipidemia) negli ipertesi è ampiamente dimostrato dalla frequenza dell’associazione aterosclerosi e ipertensione. Le correlazioni fra colesterolemia e ipertensione arteriosa sono indiscutibili anche se l’esatta natura ancora in gran parte ci sfugge.

È interessante ricordare che gli ipertesi nelle popolazioni con una colesterolemia bassa, come i giapponesi, non vanno praticamente incontro all’aterosclerosi. L’ipercolesterolemia dell’iperteso deve essere sempre curata iniziando in ogni caso con regole dietetiche.

In caso di ipercolesterolemia, si deve ridurre l’apporto di colesterolo alimentare a meno di 300 mg al giorno sopprimendo in particolare uova, frattaglie, lievito di birra, grassi animali, burro, formaggi grassi, latte intero, margarine, olii ricchi di acidi grassi insaturi.

Questi ultimi possono essere sostituiti da olio di mais, di girasole e di olive, a patto che vengano consumati crudi o appena riscaldati e mai cotti. In caso di ipertrigliceridemia è opportuno ridurre tutti gli zuccheri, compreso il miele, ridurre il consumo di pane, pasta, riso e patate.

Si devono ridurre anche le bevande alcooliche lasciando solo mezzo litro di vino o di birra al giorno.

Iperuricemia e ipertensione

Anche l’iperuricemia si accompagna spesso all’ipertensione arteriosa e contribuisce ad aumentare il rischio di aterosclerosi. L’acido urico è una sostanza prodotta durante la degradazione delle purine.

Una volta prodotto, l’acido urico viene trasportato ai reni e successivamente eliminato tramite le urine. Livelli anomali possono indicare problemi di salute.

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