Il colesterolo è una molecola appartenente alla classe dei lipidi (cioè grassi) presente nel nostro sangue. Questa sostanza è prodotta per la maggior parte dall’organismo stesso, ma una piccola percentuale viene assimilata con l’alimentazione di tutti i giorni. Il colesterolo è presente nel sangue in diverse forme, i due tipi principali sono il colesterolo HDL (Hight Density Lipoprotein, detto comunemente “colesterolo buono”) e il colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein, detto comunemente “colesterolo cattivo”).
L’eccesso di colesterolo totale nel sangue (ipercolesterolemia), in particolare di LDL, rappresenta uno dei principali fattori di rischio per le malattie cardiovascolari. L’aumento della colesterolemia non è tuttavia esclusivo del soggetto adulto: per motivi genetici può manifestarsi anche nei bambini piccoli, pertanto, nelle famiglie che hanno una storia di ipercolesterolemia, è sempre opportuno valutare il tasso di colesterolo anche in età pediatrica.
Un corretto stile alimentare e di vita può essere di grande aiuto nel mantenere i valori di colesterolo LDL entro i limiti di norma, tant’è che nelle forme più lievi o responsive della malattia una dieta adeguata può rappresentare l’unica terapia. Anche in associazione alla cura farmacologica una corretta ed equilibrata alimentazione può portare diversi benefici, in quanto aumenta l’efficacia dei farmaci ipocolesterolemizzanti permettendo così di ridurne la posologia e gli eventuali effetti indesiderati.
L’ipercolesterolemia, purtroppo, è spesso asintomatica, cioè non dà origine a nessun segno specifico della malattia. Tuttavia, la sua diagnosi si può ottenere con un semplice esame del sangue. Le linee guida della Società Europea di Cardiologia indicano la soglia dei livelli ematici secondo diversi fattori di rischio cardiovascolare, come fumo, diabete, ipertensione, etc. Secondo le nuove raccomandazioni, tutti gli uomini dopo i 40 anni e le donne dopo i 50 dovrebbero effettuare uno screening lipidico, che dovrebbe essere anticipato in soggetti con storia familiare di malattie cardiovascolari ischemiche precoci in presenza di altri fattori di rischio quali ipertensione, diabete, obesità, dislipidemie familiari, malattie autoimmuni o insufficienza renale cronica.
Miti e realtà sul colesterolo
Purtroppo, sul tema del colesterolo circolano una serie di verità e di leggende metropolitane che spesso si tramandano di generazione in generazione.
- Il colesterolo è solo un “nemico”? No, il colesterolo è fondamentale per il nostro organismo, infatti interviene nella formazione e nella riparazione delle membrane cellulari.
- Il nostro organismo ne può fare a meno? Si può mangiare quello che si vuole se si assumono alimenti o integratori che possono abbassare il colesterolo? No. L’alimentazione deve essere equilibrata in ogni caso ed in particolare per chi già soffre di ipercolesterolemia o ha livelli di LDL e trigliceridi elevati.
- Nell’ipercolesterolemia le uova vanno bandite dalla tavola? Non è vero che le uova sono da bandire dalla tavola di chi non vuole avere un tasso di colesterolo troppo elevato, perché, in realtà, è soltanto il tuorlo a contenere il grasso (il consumo di albume è libero) e la lecitina contenuta nel tuorlo ha effetti favorevoli sul metabolismo del colesterolo.
- Nell’ipercolesterolemia i formaggi devono essere eliminati completamente? Non è vero che latticini e formaggi devono essere eliminati, ma solo consumati nelle corrette quantità e frequenze. Con la loro eliminazione rinunceremmo infatti a un ottimo apporto di calcio, proteine ad alto valore biologico e molte vitamine, in particolare quelle del gruppo B (B12) e la A. La porzione raccomandata è di 50 grammi di formaggio stagionato e di 100 grammi di formaggio fresco, con una frequenza di due volte alla settimana.
- Nell’ipercolesterolemia gli affettati devono essere eliminati? Vanno eliminati gli insaccati ad elevato tenore in grassi saturi (salsiccia, mortadella, etc.), mentre altri affettati (magri) possono essere consumati nelle corrette quantità e frequenze (prosciutto cotto, crudo, speck sgrassati oppure bresaola, affettato di tacchino o pollo).
- Il caffè aumenta i valori di colesterolo? Il rapporto tra caffè e colesterolemia dipende dal tipo di miscela e dalla modalità di preparazione. Nel modo in cui è preparato in Italia non sembra fare aumentare il colesterolo, anzi i suoi componenti antiossidanti potrebbero avere un effetto favorevole sul colesterolo LDL. Comunque meglio scegliere la qualità arabica più pregiata e meno ricca in caffeina e non superare le tre tazzine al giorno.
- Il vino fa male? No, se assunto in minime quantità (un bicchiere da 125 ml al giorno per la donna e due bicchieri per l'uomo) il vino può influire positivamente sui livelli di colesterolo. Il vino rosso, infatti, agisce sull'attività del fegato stimolando la produzione di colesterolo HDL (buono).
Vino e colesterolo: una relazione complessa
Quella riguardo il rapporto tra vino e colesterolo è una vera e propria faida che negli anni ha interessato studiosi ed esperti, spinti dalla curiosità di tutti i consumatori di questa bevanda ottenuta dall’uva. Che il vino, soprattutto rosso, faccia bene alla salute è ormai conclamato da medici e scienziati, grazie alle proprietà antiossidanti ed anticancerogene di questa bevanda alcolica.
Per comprendere meglio il rapporto tra vino e colesterolo e riuscire a capire se gli effetti di quest’ultimo siano o meno positivi sul primo, è bene identificare prima cosa è effettivamente il colesterolo. L’importanza del colesterolo risiede nel fatto che è una molecola indispensabile per la costruzione delle membrane cellulari e per la produzione ormonale. Bisogna poi però precisare che esistono due tipologie di colesterolo nell’organismo umano: il colesterolo buono e quello cattivo.
Le LDL (o lipoproteine a bassa densità) rappresentano il colesterolo cattivo, che se in eccesso causano ostruzioni nella vene ed ostacolano la buona circolazione del sangue in vene e arterie, provocando anche problemi cardiovascolari. Rimanendo fermo il concetto che il consumo del vino, così come di qualsiasi altro elemento, deve essere moderato e all’interno di specifiche soglie, ci sono comunque dei benefici che l’uomo può trarre bevendolo.
Vino rosso vs. Vino bianco: quali differenze?
Pur chiamandosi allo stesso modo e pur avendo un profilo nutrizionale molto simile, il vino rosso e quello bianco hanno effetti benefici diversi sulla salute. Va precisato che il consumo di alcol non dovrebbe mai essere promosso come un modo per migliorare la salute, dato che gli effetti dannosi possono presentarsi quando si eccede la dose consigliata.
La principale differenza tra vino bianco e rosso ha a che fare con il colore delle uve utilizzate e con il processo di fermentazione, con con o senza la buccia dell'uva. Per fare il vino bianco, l'uva viene pigiata e le bucce, i semi e gli steli vengono rimossi prima della fermentazione. Al contrario, per fare il vino rosso, le uve rosse pigiate vengono trasferite direttamente nei tini e fermentano con la buccia, i semi e gli steli.
Le bucce dell'uva conferiscono al vino il suo pigmento, così come molti dei composti salutari distintivi presenti nel vino rosso. Le varietà di uve rosse vengono utilizzate per produrre vino rosso, il vino bianco, invece, può essere ottenuto da uve rosse o bianche. Proprio per via della macerazione con le bucce, il vino rosso è particolarmente ricco di composti vegetali presenti in quelle bucce, come i tannini e il resveratrolo.
Valori nutrizionali a confronto (per 150ml)
| Vino | Calorie | Carboidrati |
|---|---|---|
| Rosso | 125 | 3.8 g |
| Bianco | 121 | 3.8 g |
Nel complesso, il vino rosso ha un leggero vantaggio sul bianco perché ha quantità maggiori di alcune vitamine e e di alcuni minerali. Poiché fermenta con bucce e semi d'uva, il vino rosso è molto ricco di composti vegetali in grado di fornire una varietà di benefici salutari per l'organismo.
Benefici del vino rosso
Il vino rosso può aiutare a ridurre il rischio di malattie cardiache e avere un effetto protettivo sul sistema cardiovascolare. In parte, ciò potrebbe essere dovuto al fatto che il vino contiene composti che hanno effetti sia antiossidanti che antinfiammatori. Questi aiutano a ridurre il rischio di malattie cardiache. Il suo consumo -limitato- può rallentare il declino del cervello correlato all'età.
Ciò può essere in parte dovuto all'attività antiossidante e antinfiammatoria del resveratrolo, un composto simile agli antiossidanti nel vino rosso. Il resveratrolo è stato molto studiato per i suoi potenziali benefici come integratore. Aiuta con il diabete: aumenta la sensibilità all'insulina.
Rischi del consumo eccessivo di alcol
Consumare alcol per un lungo periodo aumenta il rischio di livelli elevati di colesterolo e disturbi cardiaci. L'alcol altera i tuoi livelli di colesterolo, e ridurne il consumo è una delle modifiche dello stile di vita più importanti per abbassare i livelli di colesterolo.
Smettere di bere alcol o ridurre il consumo può aiutare a gestire i livelli di colesterolo. Ha anche altri benefici per la salute, come abbassare la pressione sanguigna, prevenire le malattie cardiovascolari e favorire la perdita di peso. L'alcol che consumi viene scomposto e convertito in colesterolo e trigliceridi nel fegato. Pertanto, maggiore è il consumo di alcol, maggiori sono i tuoi livelli di trigliceridi e colesterolo.
Inoltre, i trigliceridi in eccesso iniziano ad accumularsi nel fegato, causando la malattia del fegato grasso. Questo, a sua volta, compromette il funzionamento del fegato, che non riesce a rimuovere l'eccesso di colesterolo dal sangue, elevando ulteriormente i livelli di colesterolo. Un consumo prolungato di alcol aumenta i livelli di trigliceridi, abbassando i livelli di colesterolo HDL (colesterolo ad alta densità), aumentando così il rischio di disturbi cardiovascolari.
Le linee guida della Società Europea di Cardiologia/Società Europea di Aterosclerosi raccomandano un consumo moderato di alcol, che è inferiore a 10 g/giorno (1 unità) sia per gli uomini che per le donne. Un'unità di alcol varia a seconda del tipo di alcol.
Il vino come alleato contro l'aterosclerosi
Iniziamo intanto col definire l’aterosclerosi, una patologia degenerativa causata anche dal colesterolo alto che affligge le arterie e le grandi vene, creando ostruzioni e portando a problematiche come ictus, infarti o angina. I benefici del vino riguardo l’aterosclerosi e il colesterolo alto derivano soprattutto dal trans-resveratrolo, che ha anche funzione anti infiammatoria e riesce a diminuire drasticamente l’aggregazione delle piastrine, ma che soprattutto contrasta l’ossidazione delle lipoproteine a bassa densità (che rappresentano il colesterolo cattivo di cui abbiamo precedentemente parlato).
Se le LDL si ossidano, infatti, è molto più difficile la loro eliminazione dal sangue, per cui queste lipoproteine restano più tempo nell’organismo umano, causando danni talvolta gravi. Questi ultimi derivano dal fatto che se le LDL si ossidano e restano a lungo nel sangue, possono iniziare ad ostruire le arterie andando anche ad originare quel processo che porta alla malattia dell’aterosclerosi.
Saponine e resveratrolo: i segreti del vino
Non si conosce ancora bene l’origine di queste saponine così benefiche, ma sembra che possano derivare dalla pelle degli acini di uva, tant’è che nei vini rossi queste molecole sono presenti in numero dieci volte superiore rispetto che nel vino bianco. Oltre a questi due componenti del vino, capaci di abbassare il livello di colesterolo cattivo nel sangue, un altro fattore che ha un ruolo importante in questo compito è proprio l’alcol contenuto nella bevanda.
Si può bere vino con il colesterolo alto?
E’ probabilmente questa la domanda che si sta ponendo chi è arrivato a questo punto della lettura, ed ecco la risposta. Detto questo, però, non si deve pensare che bevendo grandi quantità di vino quotidianamente i livelli di colesterolo si abbassino sino ad un livello sicuro. Un’altra controindicazione del consumo spropositato del vino è quella derivante dal fatto che questa bevanda va a gravare sul benessere del fegato, andando anche a poter provocare il cosiddetto fegato grasso, una patologia che provoca problemi di digestione, stanchezza e mal di testa.
Seguendo le indicazione delle linee guida per una sana alimentazione un uomo dovrebbe assumere 2-3 bicchieri di vino bianco o rosso al giorno, mentre una donna dovrebbe tenersi sui 1-2 bicchieri quotidiani.
Colesterolo e vino rosso: il ruolo dei polifenoli
I polifenoli sembrano avere attività antiossidante nei confronti del colesterolo LDL, ossia il colesterolo comunemente definito “cattivo”. Inoltre i polifenoli sembrano svolgere un’attività di protezione contro la formazione di placche aterosclerotiche nelle nostre arterie. Molte le ricerche che hanno dimostrato che un bicchiere di vino rosso al giorno, poiché contiene polifenoli, è capace di tenere lontani i rischi legati al colesterolo cattivo.
Vino bianco e colesterolo: verità e falsi miti
Non si può affermare che il vino bianco di per sé faccia male al colesterolo. Semplicemente il vino rosso contiene una quantità maggiore di flavonoidi (sostanze responsabili tra l’altro del suo colore), che hanno proprietà antiossidanti. Antiossidanti: perciò capaci di prevenire l’ossidazione del colesterolo “cattivo” (colesterolo-LDL).
La maggior parte degli articoli che demonizzano il vino bianco, ed esaltano i pregi del vino rosso,prendono spunto da ricerche scientifiche che hanno presupposti ben diversi. Il vino rosso è da tempo celebrato per il suo sapore ricco e la sua associazione con il benessere cardiovascolare. Ma c’è una domanda che molte persone con il colesterolo alto si pongono: posso bere vino rosso in sicurezza?
Come scegliere il vino giusto con il colesterolo alto
Se sei una persona con il colesterolo alto e vuoi gustare un bicchiere di vino rosso in modo responsabile, è importante sapere quali vini possono essere una scelta più saggia:
- Scegli i Vini Secchi: I vini secchi, come il Cabernet Sauvignon, il Merlot e il Pinot Noir, tendono ad essere più bassi in zuccheri rispetto ai vini dolci.
- Orientati verso Vini di Alta Qualità: I vini di alta qualità spesso contengono una maggiore concentrazione di composti benefici come il resveratrolo.
- Riduci l’Alcool: Cerca di evitare vini con un elevato contenuto alcolico. Il contenuto alcolico più basso è spesso una scelta migliore per la salute.
- Bere con Moderazione: Ricorda sempre che il consumo moderato è fondamentale.
Il vino rosso può essere una bevanda deliziosa e benefica per la salute cardiovascolare, ma è importante fare scelte oculate quando si ha il colesterolo alto. La chiave è la moderazione: un bicchiere di vino rosso al giorno per le donne e non più di due per gli uomini.
Ricorda che il vino rosso è solo una piccola parte di uno stile di vita sano. Mangiare una dieta equilibrata, fare regolare attività fisica e mantenere un peso corporeo salutare sono tutte componenti essenziali per il benessere cardiovascolare.
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