Colesterolo Alto, Prurito: Sintomi, Cause e Rimedi

Sentiamo spesso parlare dai media e dai medici di colesterolo alto e di quanto questa condizione rappresenti un rischio per la salute, soprattutto perché legato ad un aumento del rischio cardiovascolare (ictus ed infarto). Ma cos'è davvero il colesterolo alto e qual è la causa e il trattamento più efficace? Iniziamo col dire che il colesterolo e i trigliceridi rappresentano valori importanti da tenere sotto controllo con regolari esami del sangue e che entrambi sono condizionati da numerosi fattori, come la dieta o la predisposizione genetica.

Il colesterolo è una molecola lipidica presente nel nostro organismo e importante per svolgere numerose funzioni fisiologiche. Non tutto il colesterolo è "cattivo". Le LDL (lipoproteine a bassa densità, acronimo di Low -Density-Lipoprotein), invece, sono lipoproteine che convogliano il colesterolo in direzione delle periferie e, se in eccesso, ne promuovono il deposito nelle arterie ostacolando il corretto flusso del sangue.

Il Legame tra Colesterolo Alto e Prurito

Il colesterolo alto di per sé non è tipicamente associato a sintomi fisici immediati come il prurito. Tuttavia, potrebbero esserci alcuni contesti indiretti o condizioni correlate in cui il colesterolo alto può essere collegato a prurito o altre manifestazioni cutanee. Esaminiamo alcune possibili connessioni:

Xantomi

Il colesterolo alto può portare allo sviluppo di depositi di grasso sotto la pelle noti come xantomi. Questi si presentano come noduli giallastri e possono comparire su varie parti del corpo, inclusi gomiti, ginocchia, mani, piedi o glutei. Anche se di solito sono indolori, possono a volte prudere o diventare irritati.

Malattie del Fegato

Il colesterolo alto può essere un segno di problemi di fegato, come la steatosi epatica non alcolica (NAFLD), che può a volte progredire fino a condizioni più gravi come la steatoepatite non alcolica (NASH). Uno dei sintomi della malattia epatica può includere il prurito, causato dall’accumulo di bile nella pelle.

Malattie della Cistifellea

Il colesterolo elevato aumenta il rischio di sviluppare calcoli biliari, che possono bloccare i dotti biliari e causare colelitiasi. Una complicanza di ciò può essere un prurito severo a causa dell’accumulo di sali biliari nella pelle.

Diabete

Il colesterolo alto è spesso associato al diabete di tipo 2. Il prurito in questo contesto può essere collegato sia al diabete stesso sia a complicazioni cutanee dovute a una cattiva circolazione o a infezioni della pelle comuni tra i diabetici, come le infezioni fungine.

Sintomi del Colesterolo Alto

Nella maggior parte dei casi il colesterolo alto è asintomatico, cioè non si manifesta in alcun modo. Qualora il colesterolo alto porti a una malattia cardiovascolare, possono manifestarsi sintomi correlati:

  • Angina: dolore o disagio al petto causato da una ridotta circolazione sanguigna al cuore. Questo dolore viene descritto come uno schiacciamento, pressione, pesantezza e senso di oppressione al petto. Possiamo avere dolore toracico che si diffonde alle braccia, al collo, alla mascella o alla schiena.
  • Attacco di cuore o infarto: blocco completo del flusso sanguigno al cuore, che può causare dolore toracico intenso, mancanza di respiro, nausea, sudorazione e senso di oppressione al petto. Può anche mostrarsi come dolore diffuso al braccio sinistro, spalle, schiena, collo, mascella e stomaco.
  • Xantelasmi: piccole escrescenze giallastre o grigiastre sulla pelle, in particolare intorno agli occhi, possono variare in dimensioni e possono apparire come piccole protuberanze o come placche più grandi. Di solito sono piatte e possono essere presenti su entrambi gli occhi. Possono essere molli al tatto o più duri, a seconda della quantità di depositi di grasso presenti. In genere, non causano dolore o prurito e non sono pericolosi per la salute.
  • Xantomi: depositi di colesterolo sotto la pelle, che possono apparire come grumi o protuberanze dure, di colore giallastro o arancione e possono variare in dimensioni, forma e colore, a seconda della loro localizzazione e della quantità di grasso accumulato. Li possiamo trovare braccia, gambe, glutei, tendini o palmi delle mani, tendono a essere indolori e non pruriginosi.

Cause del Colesterolo Alto

Sono numerosi i fattori che possono contribuire all'aumento dei livelli di colesterolo: la dieta riveste la sua importanza, ma il suo ruolo è cruciale soprattutto quando l'ipercolesterolemia è già diagnosticata e bisogna, quindi, limitare il consumo di precisi alimenti.

Oltre alla dieta, le cause possono includere:

  • Mantenere un peso nella norma, un elevato indice di massa corporea (BMI) può aumentare il rischio di colesterolo alto.
  • Lo stile di vita sedentario e il consumo eccessivo di alimenti trasformati insieme al carico di stress della vita contemporanea, sono una delle principali vie d’accesso per colesterolo alto.
  • Ipercolesterolemia familiare: causa genetica. Ci sono poi soggetti che sono affetti da ipercolesterolemia familiare per cui i valori sono assolutamente differenti portando a LDL superiore a 190 mg/dL negli adulti e 160 mg/dL nei bambini.
  • Menopausa: le ovaie smettono di produrre estrogeni portando a far aumentare il colesterolo LDL. La protezione per le malattie cardiovascolari si attenua proprio in mancanza di questi ormoni e il rischio di angina e infarto miocardico aumentano.
  • Pillola anticoncezionale: modifica la naturale complessità ormonale e può generare aumento di colesterolo cattivo (LDL). La pillola anticoncezionale, infatti, nasce per aumentare il valore degli estrogeni, che portano all’aumento di lipidi nel sangue, cioè trigliceridi e colesterolo.
  • Gravidanza: porta ad un normale innalzamento del colesterolo, tant’è che viene controllato in tutti gli esami del sangue richiesti per valutare l’andamento di mamma e bimbo. I valori del colesterolo iniziano a crescere al quarto mese e il picco lo abbiamo nell’ottavo mese.
  • Fumo: tende a portare ad un innalzamento del colesterolo LDL a discapito dell’HDL insieme al danneggiamento delle arterie che facilita l’accumulo di placche.
  • Stress: mette il corpo nelle condizioni di produrre più colesterolo se le situazioni stressanti e ansiose si protraggono nel tempo. È l’aumento del cortisolo, nello specifico, a far aumentare anche il livello di cortisolo nel sangue, perché man mano che aumenta e non mantiene la sua naturale curva di concentrazione porta allo squilibrio di tutti i sistemi dell’organismo.
  • Sedentarietà: influisce su sovrappeso e obesità.

Cosa Fare in Caso di Colesterolo Alto

Dopo una certa età bisognerebbe essere vigili, ai primi segnali che qualcosa non va, al primo campanello d’allarme, intervenire tempestivamente significa prevenire problemi seri e vivere in salute più a lungo. Cosa succede quando si ha il colesterolo alto 250 o colesterolo a 300? Senza farsi prendere dall’ansia è il momento di affrontare seriamente il problema.

Le azioni da intraprendere includono:

  • Monitoraggio e Gestione del Colesterolo: Se hai il colesterolo alto, è essenziale seguirne la gestione attraverso la dieta, l’esercizio fisico e, se prescritti, farmaci. Mantenere i livelli di colesterolo sotto controllo può aiutare a prevenire complicazioni che potrebbero, indirettamente, essere collegate al prurito.
  • Consultazione Medica: Se sperimenti prurito persistente senza una causa evidente, è importante consultare un medico per escludere altre condizioni mediche.
  • Cura della Pelle: Mantenere la pelle ben idratata può aiutare a ridurre il prurito. Utilizza creme idratanti regolarmente e evita docce o bagni troppo caldi che possono seccare ulteriormente la pelle.

Rimedi e Trattamenti

L'alimentazione riveste una particolare importanza per tenere sotto controllo i livelli di colesterolo. Il ruolo della dieta nel controllo del livello di colesterolo non va, quindi, sottovalutato ed è necessario seguire regole a tavola piuttosto precise.

Alimenti Consigliati

  • Cereali integrali
  • Pesce (da preferirsi il pesce azzurro, salmone, merluzzo, tonno ed evitare crostacei e molluschi e le uova di pesce)
  • Noci
  • Latticini a basso contenuto di grassi
  • Frutta e verdura
  • Carni magre
  • Carne bianca
  • Olio extravergine d'oliva

Alimenti da Limitare

  • Latticini e latte intero
  • Carne rossa
  • Oli
  • Cocco
  • Burro
  • Olio di palma
  • Tuorli d'uovo

La prima cosa da fare è senz'altro quella di intervenire sulla dieta quotidiana, riducendo l'apporto di grassi saturi e colesterolo alimentare. Eliminare tassativamente il cibo spazzatura, i cibi precotti e confezionati, l’assunzione di alcool. Preferire metodi di cottura semplici e genuini come la bollitura, cottura a vapore e grigliatura. Evitare le fritture.

Attività Motoria

Quando si soffre di colesterolo alto, lo sport è fondamentale per mantenere il normopeso. Praticare regolarmente attività motoria, specie quella aerobica con intervalli ad alta intensità (HIIT), contribuisce ad agire sulle placche aterosclerotiche eliminandole. È importantissima per prevenire e curare il colesterolo alto. Nonostante si ipotizzi che agisca soprattutto incrementando quello buono, ciò che conta è che riduce drasticamente il rischio aterosclerotico e più in genere quello cardiovascolare.

Integratori

Qualora non bastassero questi rimedi è necessario procedere a una vera e propria cura a base di integratori e medicinali adatti allo scopo.

  • Lecitina di soia: da tempo riconosciuta per la sua capacità di ridurre la colesterolemia, perché supporta nel passaggio dei grassi e nel trasporto al fegato degli stessi.
  • Acido eicosapentaenoico e docosaesaenoico (EPA e DHA): molto attivi dal punto di vista biologico, sono contenuti soprattutto nei prodotti della pesca e nelle alghe. Svolgono un ruolo protettivo da tutte le patologie metaboliche, tra le quali anche il colesterolo alto.
  • Acido alfa linolenico(ALA): rispetto ai precedenti è biologicamente meno attivo. Ha la stessa funzione di EPA e DHA.
  • Cibi ricchi di acidi grassi essenziali polinsaturi omega 6: hanno una funzione simile ai precedenti. Sono più abbondanti nella dieta rispetto a DHA, EPA e ALA.
  • Acido linoleico(LA): ne sono ricchi: semi di girasole, germe di grano, sesamo, quasi tutta la frutta secca, germe di mais e i relativi oli.
  • Acido oleico: è tipico delle olive, dei semi di colza, dei semi di tè, delle nocciole e dei relativi oli (in particolare l'extravergine di oliva).
  • Cibi ricchi di fibre solubili: sono tutti quelli vegetali che appartengono al III, IV, VI e VII gruppo fondamentale degli alimenti. Ne abbondano anche i semi oleosi e gli pseudocereali (amaranto, quinoa, chia, grano saraceno, canapa ecc). D'altro canto, sono proporzionalmente più abbondanti nella frutta, negli ortaggi e nelle alghe.
  • Cibi ricchi di antiossidanti vitaminici: le vitamine antiossidanti sono i carotenoidi (provitamina A), la vitamina C e la vitamina E. Hanno un effetto benefico sul colesterolo alto, poiché ostacolano lo stress ossidativo garantendo l'efficienza delle lipoproteine.
  • Cibi ricchi di fitosteroli: i fitosteroli sono lo alter ego del colesterolo. Dal punto di vista metabolico, esercitano un effetto diametralmente opposto e favoriscono la riduzione della colesterolemia.
  • Cibi ricchi di lecitine: sono molecole in gradi di legare sia composti grassi che acquosi; per questo vengono utilizzate anche come additivi. Nel tubo digerente legano il colesterolo e i sali biliari, riducendone l'assorbimento. A livello metabolico migliorano il rapporto colesterolo buono-cattivo e abbassano il totale.
  • Cibi ricchi di antiossidanti vegetali: i più diffusi sono di natura polifenolica (fenoli semplici, flavonoidi, tannini). Alcuni rientrano nel gruppo dei suddetti fitosteroli (isoflavoni). Si comportano più o meno come le vitamine. Abbassano lo stress ossidativo e ottimizzano il metabolismo delle lipoproteine; sembrano correlarsi a una riduzione del colesterolo totale e LDL.
  • Integratori a base di oli ricavati dal germe dei cereali: il più diffuso è quello di grano.
  • Integratori di chitosano: è un glucide non disponibile ricavato dalla chitina contenuta nel carapace dei crostacei.

Farmaci

Laddove il cambio dello stile di vita non dia risultati importanti e gli esami ematici evidenzino ancora elevati valori di LDL, sarà compito del medico decidere se prescrivere una terapia farmacologica.

  • Statine: è una classe di farmaci in grado di ridurre la sintesi delle LDL nel fegato e aumentare quella delle HDL. Le più utilizzate sono la simvastatina e atorvastatina. Gli effetti collaterali sono pochi e possono includere la sofferenza muscolare (generalmente nelle prime settimane di trattamento).
  • Fibrati: utili anche nella riduzione del colesterolo, vengono utilizzati soprattutto nella ipertrigliceridemia.
  • Ezetimibe: agisce ostacolando l'assorbimento intestinale di colesterolo e sali biliari.
  • Resine sequestranti gli acidi biliari: riducono il riassorbimento degli acidi biliari e non vengono assorbite dall'intestino.
  • Niacina o acido nicotinico: abbassa il colesterolo totale e LDL, alzando i valori di HDL nel sangue. Mega dosi di niacina (vitamina PP): possono ridurre i valori ematici dei trigliceridi e del colesterolo LDL, aumentando la frazione delle HDL.

Nota: Le indicazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a scopo informativo e divulgativo e non intendono in alcun modo sostituire la consulenza medica con figure professionalispecializzate.

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