Colesterolo Alto e Invalidità Civile: Diritti e Benefici

Il colesterolo è una patologia piuttosto diffusa, ma a seconda dei casi può essere gestita in modalità differenti. Fondamentalmente esistono due tipologie: quello HDL, denominato anche buono, e quello LDL, meglio noto anche come cattivo. Qualora i valori del secondo siano superiori al primo si parla di ipercolesterolemia, che di fatto è una vera e propria malattia. Questa condizione può portare a problematiche piuttosto serie e può anche comportare lo stato di invalidità. Cerchiamo di comprendere le varie casistiche e quando questo può creare difficoltà alle persone e far scattare le agevolazioni del caso.

Quando l’Ipercolesterolemia Diventa Invalidante

Il colesterolo è indispensabile per la vita, esistono due tipi di colesterolo “buono” e “cattivo”. Per colesterolo cattivo si intende le lipoproteine a bassa densità (LDL), e per colesterolo buono (HDL) si intende le lipoproteine ad alta densità. Il colesterolo cattivo se non tenuto sotto controllo può innescare malattie invalidanti permanenti e può portare ad una morte prematura. Come evidenziato il colesterolo elevato può portare a fattori di rischio per la vita (infarto, arteriopatia obliterante, ictus). Quando i rischi sono elevati, la malattia diventa invalidante e da diritto, oltre all’esenzione del ticket sanitario, anche al riconoscimento dell’invalidità civile.

Alti livelli di colesterolo LDL nel sangue aumentano il rischio di patologie cardiovascolari. La pericolosità è legata all’accumulo di depositi di grasso - le placche aterosclerotiche - che possono provocare il restringimento dei vasi sanguigni e la progressiva ostruzione.

I livelli elevati di “colesterolo cattivo” si depositano nella parete dei vasi arteriosi, spessendole e indurendole. Questo processo può ostacolare il passaggio del sangue o, in casi estremi, impedirlo, provocando la formazione e il distacco di trombi che danno origine a malattie come, ad esempio: cardiopatia ischemica, arteriopatia periferica e l’ictus ischemico. Trombi, cardiopatia ischemica, arteriopatia, ictus ischemico, morte prematura sono le conseguenze più gravi di alti livelli nel sangue di colesterolo cattivo. Numerosi studi hanno dimostrato che c’è una correlazione tra i livelli di colesterolo nel sangue e l’incidenza di malattie cardiovascolari e mortalità. Inoltre, vi è anche una correlazione con rischio cardiovascolare e i livelli elevati di LDL nel sangue.

Uno stile di vita scorretto e una cattiva alimentazione possono peggiorare il problema al pari del fumo, della sedentarietà e del consumo di alcool. Occorre tenere sotto controllo i valori del colesterolo per evitare gravi problemi di salute come malattie invalidanti permanenti oppure la morte prematura.

Come Ottenere l'Invalidità Civile per Colesterolo Alto

Andando nel dettaglio il colesterolo cattivo causa inspessimento e occlusione dei vasi arteriosi. Ciò può comportare lo sviluppo di trombi e quindi di malattie come cardiopatia ischemica, l’arteriopatia, l’ictus ischemico fino alla morte prematura.

Per ottenere l’invalidità civile in presenza di patologie invalidanti, il medico curante deve inviare il certificato medico introduttivo, contenente l’anamnesi del richiedente e la gravità delle patologie. L’interessato è sottoposto a visita medica dinnanzi alla Commissione medica INPS che dovrà valutare attraverso la documentazione aggiornata lo stato invalidante del soggetto. Dopodiché il soggetto interessato dovrà essere sottoposto ad una visita medica approfondita davanti alla Commissione medica dell’Inps la quale dovrà valutare se e in quale percentuale la persona è effettivamente invalida.

La Commissione dopo la valutazione redige il verbale di invalidità assegnando una percentuale invalidante, che se è uguale o superiore al 74% da diritto all’assegno di invalidità civile. A stabilire il grado di invalidità è la Commissione medica INPS dopo che l’interessato avrà fatto richiesta di riconoscimento dell’invalidità passando per il proprio medico di base o curante. Sul verbale redatto dalla Commissione si leggerà la percentuale invalidante, fondamentale per capire quali benefici ottenere. Se la percentuale è del 100% con difficoltà a compiere i gesti della vita quotidiana allora verrà riconosciuta anche l’indennità di accompagnamento e la Legge 104 con disabilità grave.

L’invalidità civile misura - in percentuale - la riduzione permanente della capacità lavorativa di una persona o le difficoltà persistenti a svolgere i compiti e le funzioni proprie dell’età, qualora si tratti di minorenni e ultrasessantasettenni e, quindi, di soggetti non valutabili sul piano dell’attività lavorativa.

Una condizione che consente di ottenere l’esenzione dal ticket sanitario oltre che la concessione dell’invalidità civile. Quando sopraggiunge questa condizione, i pazienti hanno diritto al riconoscimento dell’invalidità civile e, in caso di problemi deambulatori, anche all’indennità di accompagnamento.

Benefici Economici e Sanitari

In base alla percentuale di inabilità attribuita ai destinatari spettano degli assegni mensili. Nello specifico, l’assegno di invalidità civile corrisposto dall’Inps ogni mese per 13 mesi è di 291,69 euro. L’indennità di accompagnamento da 525,17 euro al mese viene invece erogata per 1 anno. L’assegno di invalidità civile è pari a 291, 95 euro è erogato dall’INPS mensilmente per tredici mensilità. Mentre l’indennità di accompagnamento è pari a 522,10 euro, erogato dall’INPS mensilmente per dodici mensilità.

In virtù dei rischi sopracitati che può comportare, il colesterolo alto dà accesso all’esonero del pagamento del ticket sanitario, in particolare al codice 025 per ipercolesterolemia familiare eterozigote e al codice RCG070 per la categoria “difetti congeniti del metabolismo delle lipoproteine”. In più, con l’ipercolesterolemia familiare si ottiene l’esonero dal pagamento del ticket sanitario. Il codice di riferimento è 025 per ipercolesterolemia familiare eterozigote e RGC070 per i difetti congeniti del metabolismo delle lipoproteine. Non solo: si potrà fruire anche di visite mediche ed esami gratuiti.

A ciò bisogna aggiungere tutta un’altra serie di agevolazioni di cui si può usufruire. Per chi non ne fosse a conoscenza sono quelli previsti dall’articolo 3 comma 3 della legge 104. Inoltre, è possibile fruire di innumerevoli agevolazioni se in possesso della Legge 104 art. Un esempio in tal senso è rappresentato dai permessi lavorativi mensili.

Rispettando alcuni requisiti, chi soffre di colesterolo alto può aver diritto di ottenere ogni mese un assegno e altri benefici come l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario.

Ipercolesterolemia Familiare

L’ipercolesterolemia familiare (FH) è una malattia ereditaria in cui un’alterazione genetica provoca livelli estremamente elevati di colesterolo nel sangue. In particolare, ad aumentare è il colesterolo LDL (Low Density Lipoproteins, lipoproteine a bassa densità), il cosiddetto “colesterolo cattivo”.

Nella maggior parte dei casi, la patologia è dovuta a mutazioni a carico del gene che codifica per il recettore delle LDL, il quale, non funzionando correttamente, non riesce a 'catturare' le particelle di colesterolo LDL e a permetterne la rimozione dal sangue. La FH può presentarsi in due forme: l'ipercolesterolemia familiare eterozigote, meno grave e spesso asintomatica, che si verifica quando un bambino eredita una sola copia del gene difettoso da uno dei suoi genitori, e l'ipercolesterolemia familiare omozigote, molto rara ma anche molto più grave, che insorge quando un bambino eredita il gene difettoso da entrambi i suoi genitori.

Il codice di esenzione dell'ipercolesterolemia familiare eterozigote è 025 (Malattie croniche), valido per la FH eterozigote di tipo IIa e di tipo IIb, per la FH combinata e per altre dislipidemie.

La diagnosi di ipercolesterolemia familiare può essere fatta sulla base dell’anamnesi personale e familiare del paziente e sull'identificazione di alcuni segni clinici che, se presenti, sono indicativi della malattia: i più comuni sono dei rigonfiamenti sui tendini del tallone e delle mani (xantomi) o sulle palpebre (xantelasmi). La conferma diagnostica si ottiene mediante test genetico volto ad individuare le mutazioni coinvolte nella patogenesi della malattia.

Le persone affette da FH devono seguire una dieta a basso contenuto lipidico, associata a una terapia ipolipemizzante basata sull’uso di vari farmaci, fra cui statine, ezetimibe, sequestranti degli acidi biliari e niacina. Nelle persone con malattia omozigote è necessario ricorrere alla rimozione meccanica del colesterolo LDL dal sangue, utilizzando una metodica simile alla dialisi, chiamata aferesi lipoproteica. Negli ultimi anni si sono resi disponibili nuovi farmaci, come la lomitapide, gli anticorpi monoclonali anti-PCSK9 (alirocumab ed evolocumab) e l’oligonucleotide antisenso mipomersen (per ora approvato solo negli Stati Uniti).

Per i pazienti italiani con FH sono attive l'Associazione Nazionale Ipercolesterolemia Familiare (ANIF) e il Gruppo Italiano Pazienti FH (GIP-FH).

L'Importanza della Dieta

Spesso, quando si parla di ipercolesterolemia familiare (FH), si tende a privilegiare l'aspetto del trattamento farmacologico e a trascurarne un altro che è invece altrettanto importante: quello della dieta. Il dott. Christopher Gardner ha affermato che bisogna scegliere una dieta sana in stile mediterraneo, gli alimenti coinvolti in questo schema tendono ad essere a basso contenuto di colesterolo alimentare. Tendono ad essere a basso contenuto di grassi saturi e ad essere ricchi di fibre. Questa malattia può essere contrastata attraverso una dieta equilibrata, il controllo del peso corporeo, l’astensione dal fumo e una regolare attività fisica. Alimentazione sana e attività fisica regolare possono fare davvero moltissimo sia per prevenire che per curare questa malattia.

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