Colesterolo Alto nei Giovani: Cause, Rischi e Prevenzione

Il colesterolo alto è spesso associato agli adulti e alle persone anziane come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari, tuttavia, la sua presenza tra i giovani è un argomento meno indagato ma altrettanto rilevante. Contrariamente a quanto comunemente si pensa, il colesterolo che circola nel sangue non deriva tutto dall'alimentazione.

Che Cos'è il Colesterolo e Perché è Importante?

Il colesterolo è un grasso presente nel sangue e nei tessuti. Pur trattandosi di un componente indispensabile di tutte le cellule, se i suoi livelli nel sangue sono eccessivi possono comparire guai seri. Il colesterolo è un lipide fondamentale per l’organismo e svolge innumerevoli ed essenziali funzioni:

  • È un costituente delle membrane cellulari e della guaina mielinica dei nervi.
  • È un nutriente essenziale per lo sviluppo embrionale.
  • È un costituente degli acidi biliari che vengono secreti nella bile favorendo le funzioni digestive.
  • È la struttura di base da cui vengono sintetizzati numerosi ormoni (come il cortisolo, gli estrogeni, il testosterone).

Nel sangue il colesterolo viene trasportato all’interno di molecole chiamate lipoproteine, che possono essere di diversi tipi: LDL, VLDL, IDL, HDL. Le lipoproteine più rilevanti dal punto di vista clinico e più comunemente dosate nei laboratori d’analisi sono:

  • HDL (High Density Lipoprotein): principale responsabile del trasporto del colesterolo in eccesso dalle arterie al fegato per essere eliminato, è anche conosciuto come "colesterolo buono".
  • LDL (Low Density Lipoprotein): principale responsabile del trasporto del colesterolo dal fegato ai tessuti periferici; è noto come "colesterolo cattivo”.

Per colesterolo totale invece si intende la somma di colesterolo HDL, LDL, e colesterolo non HDL e non LDL.

Colesterolo Alto nei Giovani: Un Rischio Sottovalutato

Mentre i giovani possono godere di una salute generale migliore rispetto alla popolazione generale, non sono immuni ai rischi cardiovascolari, tra cui l'ipercolesterolemia. Valutare il rischio cardiovascolare nei giovani con colesterolo elevato è essenziale per prevenire potenziali problemi cardiaci futuri.

Perché i Valori del Colesterolo Possono Aumentare?

Alti livelli di colesterolo nel sangue rappresentano una condizione denominata ipercolesterolemia, piuttosto diffusa nella popolazione generale arrivando a interessare circa il 20% degli adulti in Italia. L’ipercolesterolemia è strettamente connessa a fattori di rischio che sono in parte modificabili: primo tra tutti lo stile di vita (in cui includiamo la sedentarietà, l’abitudine al fumo e un’alimentazione scorretta). Esistono anche fattori non modificabili responsabili dell’innalzamento dei valori di colesterolo nel sangue, in particolare, giocano un ruolo fondamentale i fattori genetici e la familiarità, il sesso e l’età. Infine, sono spesso trascurate nella genesi dell’ipercolesterolemia alcune cause “nascoste”, ovvero delle disfunzioni delle ghiandole endocrine, che in alcuni casi particolari potrebbero essere la causa del disturbo.

In realtà esiste una malattia ereditaria che può causare un notevole aumento della quantità di colesterolo nel sangue: si tratta dell’ipercolesterolemia familiare. In condizioni normali il recettore LDL-R funziona come un sensore che rileva la quantità di colesterolo nel sangue e ne fa produrre al fegato la giusta quantità necessaria. Essendo una mutazione genetica, nelle persone con ipercolesterolemia familiare il colesterolo è molto alto fin dall'infanzia.

Le placche che si formano nelle arterie coronarie conducono all’infarto in età giovane-adulta con un rischio 20 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Nella forma grave di ipercolesterolemia familiare entrambi i geni, omozigosi, per la proteina l'LDL-R sono alterati. È una forma molto rara (1 individuo su 750.000 o 1.000.000). I bambini affetti dalla forma di ipercolesterolemia familiare in eterozigosi non hanno invece alcun sintomo. I valori di colesterolo nel sangue sono in genere 2-3 volte il valore normale. La diagnosi può essere arricchita ricercando le mutazioni note del gene LDLR o, meno frequentemente, di altri geni (APOB, PCSK9, LDLRAP1).

Ipercolesterolemia Familiare: Screening e Diagnosi Precoce

L’ipercolesterolemia familiare è una patologia genetica ereditaria caratterizzata da livelli estremamente elevati di colesterolo Ldl, il “colesterolo cattivo”, nel sangue fin dalla nascita, che espone chi ne soffre ad aterosclerosi precoce (depositi di grasso nelle arterie) e a un rischio di sviluppare malattia cardiovascolare molto elevato fin dalla giovane età. È causata da mutazioni in geni che controllano il metabolismo del colesterolo. Si stima che senza trattamento il rischio di infarto aumenti di 10-20 volte prima dei 60 anni.

È importante sottolineare che il danno cardiovascolare non dipende solo dal valore attuale, ma da quanto tempo il paziente è stato esposto a livelli elevati di colesterolo, perché il danno arterioso si accumula nel tempo. Questo significa che un ventenne con colesterolo geneticamente alto ha già subito vent’anni di esposizione a valori dannosi per le arterie, mentre un coetaneo con colesterolo normale che svilupperà ipercolesterolemia solo in età matura avrà un rischio cardiovascolare significativamente inferiore. E’ per questo motivo che i pazienti con forme genetiche sviluppano spesso eventi cardiovascolari precoci, infarti e ictus, in età giovanile, quando normalmente questi eventi sono rari.

Il primo segnale che dovrebbe far suonare un campanello d’allarme nella testa del medico è un valore di colesterolo Ldl superiore a 190 mg/dl in un paziente non trattato. Il secondo elemento è una forte storia familiare di malattia cardiovascolare precoce: prima dei 55-60 anni negli uomini e dei 60-65 nelle donne. Esistono anche segni fisici specifici, come la presenza di xantomi (depositi di colesterolo sui tendini estensori, gomiti, ginocchia e tendine d’Achille) e l’arco corneale, ma questi sono visibili solo nei casi più gravi, soprattutto negli omozigoti, la forma più severa della malattia che colpisce 1 persona ogni 300mila.

Progetto Lipigen

Per colmare il gap diagnostico, la Sisa ha istituito il progetto Lipigen, “Lipid transport disorders italian genetic network” per la diagnosi clinica e molecolare delle dislipidemie genetiche, che includono l’ipercolesterolemia familiare (la più comune e importante), ma anche altre forme. Cuore del progetto è la creazione di una rete di centri clinici e di laboratorio che, attraverso l’adozione di protocolli diagnostici condivisi, possano migliorare la gestione del paziente con dislipidemia genetica. Ad oggi è stata creata una rete di oltre 60 centri specializzati distribuiti su tutto il territorio nazionale e l’elenco completo dei centri è consultabile sul sito della Sisa. Il progetto mira anche a contribuire ad aumentare la consapevolezza e la cultura dei medici e dei pazienti nell’ambito delle dislipidemie genetiche.

Colesterolo Alto: Cause Non Genetiche

Oltre alla predisposizione genetica, diversi fattori contribuiscono all'aumento del colesterolo nei giovani:

  • Alimentazione e stile di vita: Un'alimentazione ricca di grassi saturi e colesterolo, combinata con la sedentarietà, può aumentare i livelli di colesterolo LDL.
  • Malattie endocrine: Disfunzioni della tiroide, diabete e altre condizioni endocrine possono influenzare i livelli di colesterolo.

Colesterolo e Malattie Endocrine

Il riscontro di valori elevati di colesterolo nel sangue non è riconducibile solo all’alimentazione e alla familiarità ma si può associare spesso a disfunzioni delle ghiandole endocrine piuttosto diffuse nella popolazione generale (oltre che ad alcune gravi disfunzioni d’organo come come l’insufficienza renale cronica e la cirrosi epatica). Le patologie endocrinologiche che più spesso danno alterazioni del colesterolo sono:

  • Il diabete mellito di tipo 2: si associa a bassi livelli di colesterolo “buono” HDL, alti valori di trigliceridi e valori di colesterolo “cattivo” LDL normali o aumentati, nel diabete però le particelle di LDL sono più piccole e dense per cui si depositando più facilmente a ridosso delle arterie causando infiammazione e aterosclerosi.
  • L’ipotiroidismo: sia l’ipotiroidismo clinico che subclinico può essere una causa di colesterolo alto, poiché l’ormone tiroideo è un importante regolare del metabolismo basale e del metabolismo dei lipidi, gli ormoni tiroidei sono infatti coinvolti nella sintesi e degradazione del colesterolo e possono interferire sulla funzione di diversi enzimi del metabolismo del colesterolo, sull’espressione dei recettori per le LDL e su alcune proteine di trasporto delle particelle di colesterolo.
  • La malattia di Cushing: patologia dovuta ad alti livelli di cortisolo nel sangue, il cortisolo in eccesso causa un rialzo della glicemia e del valore di colesterolo e trigliceridi nel sangue e si associa a patologie endocrino-metaboliche come il diabete mellito di tipo 2 e la sindrome metabolica.

Colesterolo Alto: Cosa Fare?

Dallo studio di The Lancet emerge però anche un dato positivo molto importante: abbassare il colesterolo in età giovanile potrebbe ridurre sostanzialmente il rischio futuro di sviluppare malattie cardiovascolari. I giovani con colesterolo non-HDL molto elevato (oltre 215 mg/ml) e con altri fattori di rischio possono infatti diminuire drasticamente la possibilità di problemi cardiaci abbassando i livelli di colesterolo del 50%.

Nel caso in cui un giovane sportivo presenti un colesterolo elevato e un rischio cardiovascolare aumentato, è fondamentale adottare un approccio terapeutico mirato. Un Supporto Psicologico: Considerare l'aspetto psicologico e emotivo dei giovani con colesterolo elevato è essenziale.

Colesterolo: i valori normali

I valori di colesterolo nel sangue consigliati per la popolazione generale sono:

  • Colesterolo totale <200 mg/dL;
  • Colesterolo LDL <116 mg/dL;
  • Colesterolo HDL > 40 mg/dL.

Il valore del colesterolo nel sangue è influenzato da diversi fattori, i principali sono:

  • alimentazione e stile di vita;
  • fattori genetici e familiarità;
  • patologie endocrinologiche.

Alimentazione e Stile di Vita

I principali fattori di rischio modificabili del colesterolo alto sono:

  • un’alimentazione sbilanciata ovvero ricca in acidi grassi saturi (in particolare quelli di origine animale) e povera in fibre e acidi grassi polinsaturi;
  • l’obesità, soprattutto l’adiposità addominale è strettamente collegata a infiammazione, insulino-resistenza (e pre-diabete, vedi sotto), sindrome metabolica e ipercolesterolemia;
  • il fumo di sigaretta, che impatta negativamente sul valore di colesterolo HDL,
  • la sedentarietà, in quanto favorisce l’incremento dell’adiposità soprattutto addominale, mentre l’attività fisica e il deficit calorico favoriscono il calo di peso e l’incremento del metabolismo basale che porta a un maggiore consumo e mobilizzazione dei lipidi.

L’alimentazione svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione dell’ipercolesterolemia, in particolare la dieta mediterranea è un modello di regime alimentare sano, vario e favorevole per la salute cardiovascolare. Si basa su un maggiore introito di cereali integrali e alimenti di origine vegetale con introduzione di una quantità limitata di grassi e principalmente di origine vegetale.

Colesterolo alto, cosa non mangiare: cibi da evitare

  • Condimenti grassi: burro, lardo, strutto, panna, margarina;
  • Frattaglie: fegato, cervello, reni, cuore e simili;
  • Insaccati grassi: salame, salsiccia, mortadella e parti grasse delle carni;
  • Latticini grassi: latte intero, yogurt intero, mascarpone, gorgonzola, camembert e formaggi ad alta percentuale di grassi;
  • Salse elaborate: maionese e altre salse ricche di grassi;
  • Superalcolici: da evitare completamente;
  • Cibo da fast food: patatine fritte, bacon, crocchette fritte, formaggi fritti e altri junk food con grassi trans;
  • Dolci e bevande dolci zuccherate.

Colesterolo alto, cosa mangiare: alimenti consigliati

  • Legumi, da consumare due-quattro volte alla settimana non come contorno ma come secondo piatto (sostituiscono carne, pesce, uova, latte e derivati);
  • Pesce di tutti i tipi, possibilmente privilegiando quello azzurro e il salmone per il loro elevato contenuto di Omega 3;
  • Noci, soia, semi di lino e altre fonti vegetali di Omega-3 in piccole quantità tutti i giorni;
  • Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme (es: soia, girasole, mais, arachidi, etc.) da preferire ai condimenti di origine animale;
  • Frutta (due porzioni al giorno) e verdura (due-tre porzioni al giorno) di stagione, in quanto apportano ottime quantità di vitamine, antiossidanti e fibre, che riducono il rischio cardiovascolare globale.

Attività Fisica e Sedentarietà

La sedentarietà ha un impatto sull’aumento del colesterolo anche per bambini, ragazzi e giovani adulti e sulla loro salute futura. Ed è fondamentale non trascurare fin dall’infanzia l’attività fisica lieve, che sarebbe particolarmente efficace per invertire l’effetto negativo della sedentarietà su valori alti di colesterolo e sulla presenza di grassi nel sangue.

Durante un follow-up di 13 anni il tempo sedentario è aumentato da circa 6 ore al giorno a 9 ore al giorno. L’attività fisica lieve è diminuita da 6 ore al giorno a 3 ore al giorno, mentre quella moderata/intensa è rimasta relativamente stabile intorno ai 50 minuti al giorno dall'infanzia fino alla giovane età adulta. In questo stesso lasso temporale il colesterolo totale è aumentato di 0,69 mmol/l. È stato osservato che il tempo sedentario accumulato fin dall’infanzia ha contribuito per il 67% all’aumento del colesterolo totale senza alcuna influenza da parte del grasso corporeo. Un'attività fisica lieve quotidiana praticata dall’infanzia fino alla prima età adulta è risultata associata a livelli di colesterolo totale più bassi (-0,53 mmol/l), tuttavia, la massa grassa corporea potrebbe ridurre l’effetto dell’attività fisica lieve sul colesterolo totale fino al 6%. Circa 50 minuti al giorno di attività fisica moderata/intensa fin dall’infanzia sono stati associati anche a una lieve riduzione del colesterolo totale (-0,05 mmol/L), ma la massa grassa corporea totale ha ridotto l’effetto di questo esercizio fisico sul colesterolo totale fino al 48%.

La novità emersa da questo studio è che l’aumento della sedentarietà fin dall’infanzia ha contribuito per due terzi all’aumento del livello di colesterolo prima dei venticinque anni. Rilevante è anche il fatto che l’attività fisica lieve promuove la salute e riduce l’infiammazione nella popolazione giovane meglio dell’attività moderata e intensa. Questi risultati sottolineano che l’attività fisica lieve può costituire uno strumento fondamentale nella prevenzione primaria del colesterolo elevato e della dislipidemia fin dai primi anni di vita e, a questo proposito, potrebbe essere notevolmente più efficace di sport più intensi.

Approccio Terapeutico e Strategie di Gestione

La strategia terapeutica deve puntare a raggiungere obiettivi di colesterolo Ldl molto più bassi rispetto ai pazienti con ipercolesterolemia acquisita, spesso richiedendo la combinazione di più farmaci. Il medico deve quindi abbandonare l’approccio standard e adottare una strategia personalizzata, utilizzando quando necessario le terapie innovative disponibili per raggiungere obiettivi terapeutici che possano compensare i decenni di esposizione a livelli tossici di colesterolo.

Colesterolo alto: diagnosi e trattamento

Per indagare e diagnosticare la causa del colesterolo alto occorre fare una visita medica durante il quale il medico effettuerà un’accurata anamnesi ed esame obiettivo e richiederà approfondimenti sotto forma di:

  • esami ematici: dosaggio dei valori di colesterolo ed eventualmente altri parametri ritenuti utili,
  • esami strumentali: il medico potrà richiedere secondo il suo giudizio degli esami strumentali (ad esempio un ecocolordoppler dei tronchi sovra-aortici o un’ecografia dell’addome) per valutare la presenza di alcune complicanze associate al colesterolo alto come la presenza di placche alle carotidi o di steatosi epatica,
  • visite specialistiche, ad esempio una visita endocrinologica nel caso si sospetti che il paziente soffra di una patologia endocrino-metabolica che influisce sui valori di colesterolo,
  • indagini genetiche nel caso si sospetti un’ipercolesterolemia primitiva dovuta a mutazioni di alcuni geni coinvolti nel metabolismo del colesterolo.

Dopo aver posto diagnosi di ipercolesterolemia il medico valuterà l’approccio terapeutico ideale per il paziente in questione:

  • modifiche dello stile di vita e dell’alimentazione;
  • terapia specifica ipocolesterolemizzante;
  • trattamento della patologia di base responsabile del colesterolo alto.

In tutti questi casi è fondamentale la collaborazione con il medico e l’aderenza alle sue indicazioni in quanto le modifiche dello stile di vita e la grande varietà di farmaci disponibili (integratori, statine, fibrati, inibitori dell’assorbimento del colesterolo, inibitori della sintesi del colesterolo, inibitori di PCSK9) hanno un ottimo effetto sui valori di colesterolo e consentono un ripristino dei valori di colesterolo entro il range di normalità con beneficio sulla salute cardiovascolare.

Tabella dei Valori Normali del Colesterolo

Tipo di Colesterolo Valore Ottimale (mg/dL)
Colesterolo Totale < 200
Colesterolo LDL < 116
Colesterolo HDL > 40

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