Colesterolo Alto nei Giovani: Cause, Rischi e Prevenzione

Il colesterolo è un componente essenziale dell’organismo umano, necessario per diverse funzioni, come la produzione di vitamina D e di alcuni ormoni. Tuttavia, livelli di colesterolo superiori alla norma possono causare problemi di salute.

Cos'è il Colesterolo?

Il colesterolo è un lipide naturale che si trova nel sangue e viene trasportato da particelle microscopiche suddivise in lipoproteine ad alta densità (HDL), povere di colesterolo, e lipoproteine a bassa densità (LDL), ricche di colesterolo. Alti livelli di colesterolo LDL, noto come "colesterolo cattivo", restringono le arterie, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari o ictus. Al contrario, livelli elevati di colesterolo HDL, chiamato "colesterolo buono", prevengono l’ostruzione delle arterie, riducendo tale rischio.

Colesterolo HDL, LDL e Totale: Le Differenze

Il colesterolo, essendo un lipide, non è solubile in acqua, pertanto viaggia nel sangue all’interno di alcune particelle chiamate lipoproteine, che vengono distinte in base alla loro densità e al loro contenuto di colesterolo.

  • HDL (High Density Lipoprotein): Principale responsabile del trasporto del colesterolo in eccesso dalle arterie al fegato per essere eliminato, è anche conosciuto come "colesterolo buono".
  • LDL (Low Density Lipoprotein): Principale responsabile del trasporto del colesterolo dal fegato ai tessuti periferici; è noto come "colesterolo cattivo”.
  • Colesterolo Totale: Invece si intende la somma di colesterolo HDL, LDL, e colesterolo non HDL e non LDL.

La concentrazione nel sangue di queste particelle contenti colesterolo si definisce colesterolemia ed è un parametro importante da valutare in quanto alti livelli di colesterolo (soprattutto di colesterolo LDL) possono essere dannosi per l’organismo e concorrono alla patogenesi di diverse patologie, prima tra tutte l’aterosclerosi.

Valori Normali di Colesterolo

I valori di colesterolo nel sangue consigliati per la popolazione generale sono:

  • Colesterolo totale <200 mg/dL
  • Colesterolo LDL <116 mg/dL
  • Colesterolo HDL > 40 mg/dL

Cause del Colesterolo Alto nei Giovani

L’aumento del colesterolo è sempre dovuto a una combinazione di cause genetiche e ambientali, intendendo per queste ultime degli errori alimentari e una scarsa attività fisica. L’ipercolesterolemia familiare, correlata alle forme più gravi, è causata da difetti su geni fondamentali nel metabolismo e trasporto del colesterolo, mentre la più frequente ipercolesterolemia poligenica si evidenzia quando a difetti genetici meno importanti si sommano stili di vita e di alimentazione scorretti, quasi sempre in soggetti sovrappeso/obesi.

La prima forma si evidenzia già nei primi mesi di vita, la seconda richiede più tempo per manifestarsi e interessa in genere bambini grandi e adolescenti.

Fattori di Rischio Modificabili

I principali fattori di rischio modificabili del colesterolo alto sono:

  • Un’alimentazione sbilanciata ovvero ricca in acidi grassi saturi (in particolare quelli di origine animale) e povera in fibre e acidi grassi polinsaturi.
  • L’obesità, soprattutto l’adiposità addominale è strettamente collegata a infiammazione, insulino-resistenza, sindrome metabolica e ipercolesterolemia.
  • Il fumo di sigaretta, che impatta negativamente sul valore di colesterolo HDL.
  • La sedentarietà, in quanto favorisce l’incremento dell’adiposità soprattutto addominale, mentre l’attività fisica e il deficit calorico favoriscono il calo di peso e l’incremento del metabolismo basale che porta a un maggiore consumo e mobilizzazione dei lipidi.

Fattori Genetici e Familiarità

Bisogna sempre tenere a mente che il nostro organismo è in grado di sintetizzare il colesterolo, indipendentemente dalla sua assunzione con l’alimentazione, e talvolta i livelli nel sangue possono dipendere da uno stato metabolico dell’individuo più che da una sua effettiva assunzione col cibo.

In questo contesto si inscrivono alcune ipercolesterolemie che ricorrono frequentemente all’interno della stessa famiglia e insorgono in età giovanile: si tratta di forme primitive la cui ereditarietà è legata a fattori genetici solo in parte noti. In queste forme l’alimentazione e lo stile di vita hanno un ruolo più marginale.

Colesterolo e Malattie Endocrine

Il riscontro di valori elevati di colesterolo nel sangue non è riconducibile solo all’alimentazione e alla familiarità ma si può associare spesso a disfunzioni delle ghiandole endocrine piuttosto diffuse nella popolazione generale (oltre che ad alcune gravi disfunzioni d’organo come l’insufficienza renale cronica e la cirrosi epatica). Le patologie endocrinologiche che più spesso danno alterazioni del colesterolo sono:

  • Il diabete mellito di tipo 2.
  • L’ipotiroidismo.
  • La malattia di Cushing.

Rischi del Colesterolo Alto

Come avviene per l’ipertensione arteriosa o il diabete, l’ipercolesterolemia accelera i processi di degenerazione vascolare, favorendo la deposizione di lipidi nelle arterie e di conseguenza lo sviluppo di placche aterosclerotiche. Le conseguenze cliniche sono le patologie cardiovascolari, come l’infarto del miocardio o l’ictus cerebrale, che rappresentano la prima causa di morte nel mondo.

Bisogna precisare che questi eventi succedono comunque in età adulta tranne nei casi, per fortuna rarissimi, di valori di colesterolo eccezionalmente elevati. Tuttavia, anche se l’evento clinico è lontano nel tempo, non è mai troppo presto per iniziare un'efficace prevenzione e guadagnare in salute.

Colesterolo Alto: Le Conseguenze

A seconda dell’arteria in cui si localizza l’occlusione ci saranno diverse manifestazioni:

  • Infarto del miocardio: dovuto all’occlusione delle arterie coronarie che irrorano il cuore.
  • Ictus cerebrale: dovuto all’occlusione delle arterie che irrorano l’encefalo.
  • Arteriopatia periferica degli arti inferiori: dovuta all’occlusione delle arterie che irrorano gli arti inferiori, che può portare anche all’amputazione dell’arto.
  • Disfunzione erettile: che può esser dovuta alla presenza di placche all’interno delle arterie peniene.
  • Altre patologie cardiovascolari.

A che Età Controllare il Colesterolo?

Non ci sono indicazioni italiane che definiscono l’età per dosare la colesterolemia. L’American Academy of Pediatrics consiglia di effettuare un profilo lipidico a tutti i bambini a 9-11 anni e ripeterlo nei ragazzi di 18. In caso di genitori con ipercolesterolemia o di familiari di primo o secondo grado con eventi cardiovascolari precoci è opportuno dosare i lipidi plasmatici alla prima occasione di un prelievo di sangue. Anche nei bambini obesi è indicato un dosaggio del colesterolo e dei trigliceridi.

Come Curare il Colesterolo Alto nei Bambini?

Il primo approccio in caso di ipercolesterolemia è dietetico-comportamentale. La dieta deve avere degli aspetti quantitativi in caso di eccesso di peso e qualitativi, limitando gli alimenti ricchi di colesterolo, acidi grassi saturi e acidi grassi trans che aumentano il colesterolo nel sangue, mentre dovrebbe favorire il consumo di nutrienti che possono avere effetti benefici.

L’intervento deve essere condotto da esperti che conoscono bene le necessità metaboliche specifiche dell’età pediatrica. Dovrebbe anche essere personalizzato per venire incontro, nei limiti del possibile, alle esigenze del bambino e della sua famiglia, favorendo in questo modo l’adesione al trattamento. Nelle forme di ipercolesterolemia poligenica l’intervento dietetico-comportamentale è quasi sempre risolutivo.

Nel caso di forme a più alta impronta genetica, come nel caso delle ipercolesterolemie familiari, l’intervento dietetico-comportamentale deve essere sempre mantenuto ma a volte non è sufficiente. In questi casi, si può prendere in considerazione un approccio farmacologico concordato con i genitori, secondo opportuni protocolli che comunque non lo prevedono prima dei 10 anni di età.

Colesterolo Alto, Cosa Mangiare: Alimenti Consigliati

  • Legumi, da consumare due-quattro volte alla settimana non come contorno ma come secondo piatto.
  • Pesce di tutti i tipi, possibilmente privilegiando quello azzurro e il salmone per il loro elevato contenuto di Omega 3.
  • Noci, soia, semi di lino e altre fonti vegetali di Omega-3 in piccole quantità tutti i giorni.
  • Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme da preferire ai condimenti di origine animale.
  • Frutta (due porzioni al giorno) e verdura (due-tre porzioni al giorno) di stagione, in quanto apportano ottime quantità di vitamine, antiossidanti e fibre, che riducono il rischio cardiovascolare globale.

Colesterolo Alto, Cosa Non Mangiare: Cibi da Evitare

  • Condimenti grassi: burro, lardo, strutto, panna, margarina.
  • Frattaglie: fegato, cervello, reni, cuore e simili.
  • Insaccati grassi: salame, salsiccia, mortadella e parti grasse delle carni.
  • Latticini grassi: latte intero, yogurt intero, mascarpone, gorgonzola, camembert e formaggi ad alta percentuale di grassi.
  • Salse elaborate: maionese e altre salse ricche di grassi.
  • Superalcolici: da evitare completamente.
  • Cibo da fast food: patatine fritte, bacon, crocchette fritte, formaggi fritti e altri junk food con grassi trans.
  • Dolci e bevande dolci zuccherate.

Prevenzione del Colesterolo Alto

Più che di prevenzione dell’ipercolesterolemia bisognerebbe parlare in generale di prevenzione cardiovascolare a tutto tondo che dovrebbe interessare precocemente tutti i bambini, attraverso un'opportuna igiene della gravidanza, la pratica dell’allattamento al seno, il corretto svezzamento, il favorire l’esercizio fisico e il contrasto alla sedentarietà, un'adeguata e corretta alimentazione, la riduzione dell'esposizione ad agenti inquinanti e al fumo passivo (e attivo negli adolescenti).

Oltre a questo il pediatra dovrebbe eseguire dei controlli individuali, tenendo conto della eventuale familiarità per patologie cardiovascolari come dello sviluppo di un eccesso ponderale per intercettarlo più precocemente possibile. Sono quindi opportuni sia la regolare misurazione della pressione arteriosa che il dosaggio della colesterolemia, per individuare i soggetti da avviare a uno specifico intervento perché già portatori di specifici fattori di rischio.

leggi anche: