Spesso, il colesterolo è associato all'insorgenza di malattie cardiovascolari, come infarto, coronaropatie o ictus. La paura del colesterolo si è diffusa a tutte le età. Il colesterolo, infatti, può contribuire allo sviluppo di placche aterosclerotiche, che portano a malattie cardiovascolari. Tuttavia, l'aumento dei livelli di colesterolo può essere benefico per alcuni gruppi della popolazione. Come vedremo più avanti in questo articolo, è possibile avere livelli elevati di colesterolo senza che ciò sia dannoso per la salute. Livelli elevati di colesterolo possono essere benefici in determinate circostanze, in particolare nei pazienti affetti da malattie autoimmuni o infiammazioni croniche.
Il Ruolo Essenziale del Colesterolo
Non è noto a tutti che l’85% del colesterolo viene prodotto dall’organismo stesso. Solo una piccola parte del colesterolo presente nell’organismo viene introdotta tramite la dieta. Il nostro corpo produce colesterolo perché è essenziale per il funzionamento dell’organismo.
Ecco alcuni dei ruoli cruciali del colesterolo:
- Il colesterolo è un componente chiave delle membrane cellulari.
- Il colesterolo è un precursore per la produzione di ormoni steroidei, come il cortisolo, che ha proprietà antinfiammatorie e aiuta a trattare le infiammazioni causate dalle infezioni. Gli ormoni steroidei includono il progesterone, gli estrogeni e il testosterone, che sono correlati alla fertilità e alle caratteristiche sessuali.
- Il colesterolo è necessario per la sintesi della vitamina D nella pelle sotto l’effetto della luce solare.
- Il colesterolo viene utilizzato per produrre acidi biliari nel fegato. Gli acidi biliari sono composti essenziali per la digestione e l’assorbimento dei grassi, nonché per l’attivazione degli ormoni tiroidei.
- Il colesterolo svolge un ruolo centrale nel potenziamento dell’azione del sistema immunitario contro i microrganismi patogeni. In caso di infezione, le cellule immunitarie utilizzano il colesterolo per distruggere i microrganismi patogeni. Il colesterolo e i suoi derivati hanno un’attività antimicrobica diretta.
Poiché l’85% del colesterolo viene prodotto dall’organismo stesso, l’assunzione di colesterolo tramite la dieta non influisce sui livelli di colesterolo nel sangue.
Colesterolo LDL e Stato Metabolico
Per poter essere trasportato dal fegato agli altri organi, il colesterolo è circondato da speciali proteine chiamate lipoproteine. L’LDL non è intrinsecamente “cattivo”. Tuttavia, l’LDL è significativamente influenzato dallo stato metabolico dell’organismo.
L'Influenza dei Grassi Vegetali Lavorati
I grassi vegetali lavorati sono grassi industriali che hanno subito un grado di lavorazione molto elevato e che, quando vengono metabolizzati dall’organismo umano, producono una grande quantità di derivati tossici. Gli oli di semi e gli oli vegetali lavorati riducono i livelli di colesterolo perché contengono molecole che assomigliano al colesterolo prodotto dal corpo umano (steroli vegetali).
Nello studio clinico meglio progettato fino ad oggi, i grassi animali saturi sono stati sostituiti con grassi vegetali ricchi di acido linoleico (olio di mais e margarine vegetali). Lo studio ha coinvolto circa 10.000 persone, che sono state seguite per un anno o più. Nel gruppo che ha ricevuto i grassi vegetali, i livelli di colesterolo sono diminuiti del 14%.
L’assunzione di grassi non eccessivamente lavorati è positiva per la salute, poiché hanno proprietà antiossidanti e migliorano i normali processi dell’organismo. L’eliminazione dei grassi vegetali lavorati dalla dieta porta ad un aumento dei livelli di colesterolo nel sangue.
Colesterolo e Malattie Autoimmuni: Uno Studio Recente
Un recente studio pubblicato sulla rivista Journal of the American College of Cardiology ha esaminato il legame tra le malattie autoimmuni e il rischio di malattia cardiovascolare aterosclerotica (ASCVD). Lo studio ha incluso 85.512 pazienti del Western Denmark Heart Registry sottoposti a angiografia coronarica con tomografia computerizzata. È stata valutata una diagnosi di una delle 18 malattie autoimmuni. Durante 5,3 anni (Q1-Q3: 2,8-8,2 anni) di follow-up, si sono verificati 3.832 eventi ASCVD.
Un totale di 4.064 pazienti aveva una diagnosi di malattia autoimmune, che era associata sia alla presenza di qualsiasi placca (aOR: 1,29; IC 95%: 1,20-1,40), qualsiasi CAC (aOR: 1,28; IC 95%: 1,19-1,37), e grave CAC del >90° percentile (aOR: 1,53; IC 95%: 1,39-1,68), ma non con l’aver avuto malattia coronarica ostruttiva (aOR: 1,04; IC 95%: 0,91-1,17). I pazienti con malattie autoimmuni avevano un rischio del 46% più alto (aHR: 1,46; IC 95%: 1,29-1,65) per ASCVD. Le malattie autoimmuni erano indipendentemente associate a un maggiore onere di aterosclerosi coronarica e a un maggiore rischio di futuri eventi ASCVD, con rischio accentuato dai tradizionali fattori di rischio cardiovascolare.
Inoltre, molti studi hanno dimostrato che i farmaci ipocolesterolemizzanti (come le statine) non sono sufficienti a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari in alcune malattie autoimmuni.
Colestasi Biliare Primitiva (CBP) e Complicazioni
La CBP può portare a una serie di complicanze: il medico può aiutarti a gestirle in vari modi.
Osteoporosi
L'osteoporosi è una malattia che si presenta quando il corpo perde troppa massa ossea, si ha una minore densità ossea o entrambe. Di conseguenza, le ossa diventano deboli e potrebbero fratturarsi a causa di una caduta o, nei casi più gravi, starnutendo o con urti minori.
L'osteoporosi è una complicanza comune nei pazienti con CBP. Può essere prevenuta o rallentata attraverso una dieta appropriata, facendo esercizio fisico e smettendo di fumare. Il medico può decidere di prescrivere degli integratori di calcio (se non hai precedenti di calcoli renali) e vitamina D. Diversi studi hanno dimostrato che i bifosfonati (farmaci che impediscono o rallentano l'assottigliamento delle ossa), in particolare l'alendronato settimanale e l'ibandronato mensile, sono efficaci nell'aumentare la massa ossea in pazienti con la CBP.
Ridotto Assorbimento delle Vitamine
I pazienti con CBP, in particolare coloro con itterizia prolungata, hanno difficoltà ad assorbire vitamine liposolubili (A, D, E e K). In questo caso, Il medico può consigliare l'assunzione di integratori su base individuale.
Iperlipidemia
Se la concentrazione di trigliceridi o di colesterolo nel sangue è troppo alta, siamo in presenza di “iperlipidemia”. L'iperlipidemia è normalmente associata ad un aumento del rischio di malattie cardiovascolari: infarto, angina, ictus e restringimento dei vasi sanguigni delle gambe. Tuttavia può anche causare colestasi nei pazienti con CBP senza necessariamente incrementare il rischio cardiovascolare.
Se hai la CBP insieme a colesterolo basso HDL e alti livelli di colesterolo LDL, è consigliabile assumere farmaci per abbassare il colesterolo come parte di una terapia personalizzata.
Vene
I pazienti con CBP possono sviluppare un tipo di ipertensione arteriosa, nota come "ipertensione portale": in presenza di cirrosi il flusso sanguigno “rallenta”, generando una forte pressione nella vena porta. Si crea quindi un ristagno di sangue negli organi connessi alla vena portale, il che può causare ascite (raccolta di liquido nella cavità peritoneale), varici esofagee, ingrossamento della milza, emorragie del tratto gastro-intestinale superiore ed encefalopatia porto-sistemica.
Si è più a rischio di ipertensione portale se gli esami del sangue evidenziano albumina inferiore alla norma, bilirubina elevata e/o INR elevato ('international normalised ratio' - che misura la coagulazione del sangue). Gli uomini sono più soggetti all'ipertensione portale rispetto alle donne.
In presenza di l'ipertensione portale, le vene della parte inferiore dell'esofago (il condotto che collega la gola allo stomaco) possono gonfiarsi.
Una tale condizione può essere confermata tramite una procedura chiamata endoscopia gastrointestinale superiore.
Le vene gonfie sono spesso trattate con farmaci specifici al fine di ridurre la pressione venosa oppure avvolgendole con una fascia elastica per evitare che sanguinino anche durante l’endoscopia. In presenza di sanguinamento durante endoscopia, il medico può intervenire inserendo nella vena sanguinante un palloncino che poi viene gonfiato, oppure un tubo di metallo auto-espandibile.
Carcinoma Epatocellulare
Il carcinoma epatocellulare (HCC) è un cancro che si forma nelle cellule del fegato: è una delle complicazioni più gravi della CBP e si manifesta maggiormente negli uomini. Esistono innumerevoli opzioni di trattamento non chirurgiche per l'HCC:
- Terapie ablative - trattamenti che distruggono le cellule tumorali - come l'ablazione con radiofrequenza, iniezioni di etanolo o crioterapia.
- Embolizzazione - procedura per bloccare l'afflusso di sangue alle cellule cancerose nel fegato (embolizzazione trans-arteriosa, o TAE) Tale trattamento può essere eseguita anche in combinazione con la chemioterapia (chemioembolizzazione trans-arteriosa, o TACE).
Possono essere effettuati anche trattamenti chirurgici selettivi rimuovendo la parte del fegato colpita; questa procedura è nota come "resezione epatica". Tuttavia, se il danno al fegato è tale che nessuna delle opzioni di cui sopra risulta adatta, è consigliabile optare per un trapianto di fegato.
Trapianto di Fegato
Il medico specialista può prendere in considerazione l’ipotesi del trapianto in presenza di cirrosi, livelli elevati di bilirubina, itterizia, prurito o stanchezza forti e persistenti.
Un trapianto di fegato non garantisce la totale guarigione dalla CBP, poiché circa il 20 per cento dei pazienti che hanno ricevuto un trapianto hanno una recidiva della malattia.
Dopo un trapianto di fegato saranno prescritti farmaci per inibire parte del sistema immunitario (es: Tacrolimus, Ciclosporina, ecc.), per ridurre il rischio di rigetto del nuovo fegato da parte dell'organismo. Ad oggi non ci sono abbastanza dati disponibili per raccomandare un farmaco piuttosto che un altro.
L'assunzione di UDCA dopo il trapianto potrebbe abbassare gli enzimi epatici e anche ridurre il rischio di recidiva di CBP, ma il suo utilizzo viene valutato dal centro trapianti caso per caso.
Dopo un trapianto di fegato, aumenta anche il rischio di osteoporosi, condizione che va monitorata regolarmente.
Glossario
- Cirrosi - Una malattia cronica del fegato caratterizzata dalla degenerazione delle cellule, infiammazione e ispessimento fibroso dei tessuti. In genere è il risultato di malattie epatiche croniche a lungo termine.
- MELD - acronimo in lingua inglese per Model for End-Stage Liver Disease, è un sistema di punteggio utilizzato per valutare la gravità delle epatopatie croniche.
Raccomandazioni EASL
- L'EASL raccomanda di considerare il rischio di osteoporosi in tutti i pazienti con CBP.
- Come parte della valutazione del rischio di osteoporosi, l'EASL consiglia al paziente l'uso di DEXA (esame radiologico non invasivo utilizzato per misurare la densità minerale ossea) per valutare la densità delle ossa, sia alla prima visita che in quelle di monitoraggio.
- L’EASL suggerisce ai pazienti con CBP degli integratori di calcio e vitamina D.
- I bifosfonati sono trattamenti sicuri ed efficaci per i pazienti con CBP con rischio significativamente elevato di frattura da osteoporosi, ma l'EASL raccomanda cautela quando utilizzati in pazienti con varici. L’EASL raccomanda di iniziare la terapia seguendo linee guida specifiche per l'osteoporosi.
- Il malassorbimento delle vitamine liposolubili può verificarsi nei pazienti con CBP, in particolare in quelli con itterizia prolungata. L'EASL suggerisce che l'integrazione dovrebbe essere considerata su base individuale.
- L'iperlipidemia è una caratteristica della colestasi, per la quale non ci sono prove sostanziali che evidenzino, nei pazienti con CBP, un elevato rischio cardiovascolare. Nel sottogruppo di pazienti con CBP e sindrome metabolica (con colesterolo alto, colesterolo HDL basso e colesterolo LDL alto), l'EASL suggerisce di prendere in considerazione, caso per caso, un approccio farmacologico a base di farmaci per ridurre il colesterolo; il trattamento non è controindicato.
- L'EASL suggerisce che le linee guida Baveno-VI per lo screening e la gestione delle varici si applichino anche ai pazienti con CBP.
- L'EASL suggerisce ai pazienti con sospetta cirrosi, la sorveglianza dell'HCC secondo le linee guida EASL.
- L'EASL raccomanda di considerare i pazienti per la valutazione del trapianto quando presentano complicanze della cirrosi, marcatori della gravità della malattia (ad esempio valori elevati persistenti di bilirubina [50 mmol/L o 3 mg/dl] o MELD 15), o prurito grave e non responsivo ai trattamenti.
Vitamina D e Sistema Immunitario
La vitamina D, il cui nome di vitamina risulta essere poco appropriato visto le innumerevoli funzioni svolte, è tra le molecole più conosciute a causa della diffusissima carenza tra la popolazione. La vitamina D3 in particolare, viene sintetizzata dalla cute a partire dal 7- deidrocolesterolo tramite i raggi solari, oppure può essere assunta attraverso diverse fonti alimentari di origine animale. Per poter beneficiare dei sui effetti, è però necessario convertirla nella sua forma attiva attraverso due reazioni chimiche che avvengono a livello del fegato e dei reni.
Come detto precedentemente, una parte della vitamina D viene prodotta a livello cutaneo per mezzo dei raggi solari, ma è necessario seguire alcuni piccoli accorgimenti per poter sfruttare al massimo questa importante fonte. Innanzitutto è doveroso precisare che i raggi solari più efficaci, e quindi con l’intensità più adatta per la produzione di vitamina D, sono emessi nelle ore centrali della giornata (verso mezzogiorno) e che l’efficacia aumento salendo di altitudine. È inoltre dimostrato che chi ha una carnagione più scura tende a produrre meno vitamina D rispetto a chi ha la pelle più chiara poiché la melanina contrasta l’effetto dei raggi solari. Non è necessario esporsi per molto tempo al sole per poter beneficiare dell’effetto dei raggi solari.
Diversi studi hanno dimostrato la correlazione fra malattie autoimmuni e carenza di vitamina D. Uno dei ruoli fisiologici che la vitamina D svolge nell’organismo è quello di modulare la risposta immunitaria ed avere una spiccata attività antiinfiammatoria. Da recenti ricerche è emerso che questa vitamina è in grado di interferire con l’attività di un particolare tipo di linfociti coinvolti nelle malattie autoimmuni noti come linfociti Th17.
Con l’avanzare dell’età il livello di colesterolo aumenta nel sangue, in parte a causa di una riduzione del suo consumo. Questa molecola infatti, negli anni viene sempre meno convertita in ormoni sessuali (soprattutto nelle donne in menopausa) e la cute riduce la produzione di vitamina D a partire dal colesterolo.
Studi di laboratorio hanno evidenziato che la vitamina D è coinvolta nei processi alla base dello sviluppo dei tumori, come l’infiammazione, la crescita cellulare, il metabolismo del glucosio e il funzionamento del sistema immunitario. È doveroso ricordare che un articolo recentemente pubblicato su Seminars in Cancer Biology riporta che in generale bassi livelli di vitamina D sono legati a una maggiore incidenza di cancro e i dati più convincenti sono quelli che riguardano il tumore del colon-retto. Ancora più recentemente, sono stati pubblicati su JAMA Network Open i risultati dello studio VITAL, dai quali emerge che assumere supplementi a base di vitamina D riduce l’incidenza di tumori in stadio avanzato.
Oltre all’assunzione di vitamina D attraverso gli integratori, rimane comunque indispensabile un’assunzione costante attraverso l’alimentazione e l’esposizione al sole. Come accennato in precedenza, la vitamina D3 deriva dal consumo di alimenti di origine animali, in particolare i più ricchi sono aringa, salmone selvaggio o di allevamento, sgombro, sardine, tonno, crostacei e uova.
Ipotiroidismo e Colesterolo Alto
L’ipotiroidismo è un disturbo della tiroide che provoca una molteplicità di sintomi tra cui perdita di capelli, stanchezza, mancanza di concentrazione mentale, aumento di peso, stipsi e gozzo. Un ulteriore aspetto è la presenza di colesterolo alto o in generale di dislipidemia, che incidono negativamente sulla salute, in particolare su quella cardiocircolatoria.
La tiroide è una ghiandola posta alla base del collo, proprio al di sotto della laringe, e costituita da due grandi lobi laterali e da uno stretto istmo che li connette. Il tessuto tiroideo è composto da piccole unità dette follicoli, al cui interno avviene la sintesi degli ormoni calcitonina e quelli tiroidei.
L’ipotiroidismo riduce la captazione degli acidi grassi derivanti dai trigliceridi ed è associata ad una minore degradazione dei grassi tra cui il colesterolo. Ne consegue che le cellule sono meno attive nel metabolismo dei grassi con un conseguente accumulo di trigliceridi e di colesterolo LDL a livello del fegato, che diventa più vulnerabile nelle sue funzioni e struttura. Il deposito dei grassi è per di più accentuato dal sovrappeso e dal basso tasso di consumo metabolico basale, entrambi favoriti dall’ipotiroidismo.
L’ipotiroidismo può provocare un aumento dei grassi ematici attraverso modifiche nella sintesi, assorbimento, circolazione e metabolismo dei grassi. In particolare è frequente osservare un aumento del colesterolo totale, del colesterolo LDL e dei trigliceridi. Questi effetti sono a loro volta correlati allo sviluppo di resistenza insulinica, che è caratterizzata da un minor funzionamento dell’ormone insulina.
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