Colesterolo Alto e Battiti Cardiaci: Una Correlazione Importante

Il colesterolo è una sostanza utile per il nostro organismo, infatti, ha il compito di costruire nuove cellule, isolare i nervi e produrre ormoni. Quello sufficiente per queste attività viene prodotto dal fegato, ma questa sostanza viene assunta anche grazie al cibo, come uova, latte o carne. Quando la quantità di colesterolo nel sangue è troppo alta, questo va ad accumularsi dentro le arterie, portando all’aterosclerosi, dunque a un attacco cardiaco, un ictus o un’ischemia.

Il principale fattore di rischio di MCV è il colesterolo elevato. È importante intervenire, perché ogni anno più di 130.000 persone subiscono un infarto miocardico acuto e oltre 90.000 sono colpiti da ictus cerebrale. La riduzione del colesterolo è uno dei bersagli principali per diminuire il rischio cardiovascolare.

Colesterolo LDL e HDL: Qual è la Differenza?

Il colesterolo che si muove nel nostro corpo è di due tipologie: colesterolo hdl (buono) e colesterolo ldl (cattivo). La differenza tra colesterolo ldl e hdl sta nella loro funzione. In parole semplici, perché è importante ridurre il colesterolo cattivo e riequilibrare quello buono? Il colesterolo 'cattivo' (LDL) si deposita nelle arterie, mentre il colesterolo 'buono' (HDL) protegge dell'accumulo di colesterolo LDL nelle arterie, rimuovendolo e portandolo al fegato per l'eliminazione.

Un altro componente grasso presente nel nostro sangue sono i trigliceridi. La differenza tra colesterolo ldl e hdl sta nella loro funzione.

Stress e Colesterolo: Un Legame Pericoloso

Lo stress è una reazione di difesa dell’organismo, che producendo specifici ormoni allerta il cervello, manda i muscoli in tensione e aumenta il battito cardiaco per prepararsi a gestire al meglio la situazione. Tuttavia, quando diventa un problema cronico, lo stress può diventare dannoso per la salute: l’organismo si sente sempre in condizioni di allarme, anche quando non ce n’è bisogno e, con il tempo, ci si può ritrovare alle prese con ansia o depressione, manifestazioni cutanee (come l’acne o l’eczema), diabete, obesità, disturbi del ciclo mestruale.

Anche l’apparato cardiovascolare può farne le spese. Infatti, lo stress cronico è stato associato a malattie cardiache e pressione alta. Secondo uno studio pubblicato nel 2002 sul British Medical Journal un alto livello di stress associato al lavoro potrebbe contribuire all’aumento dei livelli di colesterolo totale presente nel sangue . In una ricerca successiva, pubblicata nel 2005 sulla rivista Health Psychology, è emerso che lo stress sarebbe associato anche a un aumento delle LDL (Low Density Lipoproteins, lipoproteine a bassa densità), note come colesterolo “cattivo”, che distribuiscono il colesterolo ai tessuti .

Per il momento i meccanismi attraverso cui lo stress psicologico potrebbe portare a un aumento del colesterolo non sono stati chiariti. Il legame potrebbe essere anche indiretto; condizioni stressanti potrebbero ad esempio spingere a una cattiva alimentazione, con conseguenze negative sui livelli dei grassi nel sangue. Non ci sono più dubbi, invece, sul fatto che lo stress sia un nemico sia della salute psicologica sia di quella fisica.

Come Abbassare i Livelli di Colesterolo

Per abbassare i livelli di colesterolo nel sangue ci sono alcune regole da seguire. Per abbassare i livelli di colesterolo in chi soffre di malattie cardiache o diabete, sarà necessario somministrare dei farmaci specifici. Seguire la terapia farmacologica prescritta dal medico. Per chi vuole evitare di alterare gli effetti dei farmaci per controllare i livelli di colesterolo si ricordi che non deve assumere del pompelmo. Il suo succo infatti agisce sulla capacità del fegato nel metabolizzare questi farmaci.

Oltre a evitare il fumo di sigaretta, infatti, l'evento che dà il la al processo di aterosclerosi è rappresentato dall'accumulo del colesterolo «cattivo» nei vasi sanguigni. Un meccanismo reversibile grazie ai farmaci, ma soprattutto evitabile con una dieta sana e uno stile di vita attivo. Aspetti cruciali per ridurre il peso sociale di malattie che possono avere un decorso anche fatale.

Sostituendo il burro e la carne rossa con l’olio extravergine di oliva, il pesce ed eventualmente le carni bianche, si può ridurre il colesterolo «cattivo» (Ldl) e mantenere intatto quello «buono» (Hdl). Quando la dieta e l'esercizio fisico non bastano, è consigliabile una terapia con statine.

Prevenzione Primaria e Secondaria

Quando si parla di ridurre i livelli di colesterolo Ldl, ben chiara deve essere la distinzione tra le persone sane (chiamate a fare prevenzione primaria) e chi invece è già stato colpito da un evento cardiovascolare (prevenzione secondaria). Nel primo caso, l'indicazione riportata nel documento europeo è quella di mantenere l'Ldl sotto i 116 e i 100 (mg/dl). I valori cambiano in base al rischio cardiovascolare individuale, che può essere definito (dagli specialisti) tenendo conto dell'età di un paziente, dell'abitudine al fumo di sigaretta, dei valori di pressione sanguigna, della colesterolemia totale e di un'eventuale diagnosi di diabete. Per stare nei limiti, se si è sani, non servono farmaci.

Come abbiamo avuto modo di ricordare, la prevenzione secondaria si rivolge a persone che hanno già avuto una malattia cardiovascolare. La prevenzione secondaria richiede sempre, in associazione alla terapia generalmente prescritta dopo il primo evento cardiovascolare, le buone abitudini già descritte in precedenza, perché i fattori di rischio rimangono gli stessi. La normalizzazione della pressione assume ancora più importanza, così come la gestione dei livelli di colesterolo che, nei soggetti che hanno già avuto un evento cardiovascolare va mantenuto a valori più bassi di quelli considerati desiderabili per i soggetti sani.

Frequenza Cardiaca: Un Indicatore Chiave

Oltre al controllo periodico della pressione e dei livelli di colesterolo che abbiamo già affrontato, in particolare, è importante monitorare la frequenza cardiaca. Una frequenza cardiaca che rientra nell’intervallo di normalità presenta dei valori che vanno da un minimo di 60 ad un massimo di 100 battiti al minuto a riposo. Non sempre bradicardia e tachicardia sono sintomo di una patologia: esistono condizioni, come per esempio l’attività sportiva o il sonno, che possono aumentare o diminuire per un certo periodo di tempo la frequenza cardiaca.

Da Monaco, i cardiologi sono concordi: si deve intervenire su tutti i fattori di rischio: ipertensione, ipercolesterolemia, ipertrigliceridimia e da oggi frequenza cardiaca, che in una persona sana dovrebbe attenersi intorno ai 60 battiti al minuto. “Il medico deve tornare ad abituarsi ad un gesto semplice ma importante: “ascoltare” il linguaggio del corpo, ovvero la frequenza cardiaca. Sentire il polso ad ogni persona che si presenta in ambulatorio è fondamentale - sottolinea il prof. Ferrari -. Purtroppo, oggi, in un mondo globalizzato e tecnologico la prognosi di un paziente cardiopatico si fa mediante esami complessi e costosi: TAC, ECO, scintigrafie, ecc. Ci siamo dimenticati che il corpo “parla”, si esprime mediante la frequenza cardiaca.

Lo studio Beautiful - continua il professore - ha rafforzato la necessità di misurare la frequenza cardiaca in tutti i pazienti con malattie coronariche, e se la frequenza cardiaca risulta maggiore di 70, di ridurla con ivabradina in aggiunta alla terapia in atto”.

Abitudini e Stili di Vita Salutari

L’esercizio fisico regolare - almeno 150 minuti a settimana: camminate veloci, passeggiate in bicicletta, acquagym, danza, tennis in doppio e giardinaggio - migliora la capacità del cuore di pompare il sangue, aiuta a controllare il peso corporeo e può far calare i livelli del colesterolo e della pressione sanguigna. Idem dicasi per la dieta.

Ecco alcune semplici regole (suggerite dal Prof. Specie se al mare, non trascurare di comprendere nella dieta il pesce azzurro, riducendo i crostacei e i frutti di mare come aragoste, gamberi, ostriche e cozze. Frutta e verdura: le fonti principali di fibra, vitamine e antiossidanti; come tutti gli alimenti di origine vegetale, sono privi di colesterolo. Per il pranzo approfittiamo della ricchezza (e della flessibilità!) della dieta mediterranea, consumando prodotti integrali, verdure crude e cotte, formaggio, soia, pesce.

Uno dei punti fondamentali della prevenzione cardiovascolare è rappresentato dalla corretta gestione dei livelli di colesterolo. Consumare almeno 2-4 volte a settimana porzioni normali di cereali, preferendo quelli integrali, e di legumi; ogni giorno, inoltre, 2-3 porzioni di verdura e 2 di frutta. Tutti questi alimenti, infatti, non solo sono privi di colesterolo, ma possono aiutare a ridurre quello in eccesso. Consumare almeno 2 o 3 volte a settimana pesce, consigliato per la particolare composizione del suo grasso, purché cucinato in modo salutare (al vapore, al cartoccio, alla griglia, non fritto).

Tabella: Valori Ottimali di Colesterolo LDL per Categorie di Rischio

Categoria di Rischio Valore Ottimale di Colesterolo LDL (mg/dL)
Persone sane (Prevenzione Primaria) Sotto 116-100
Pazienti ad Alto Rischio (Infartuati) Non superare 55
Pazienti ad Altissimo Rischio Non superare 40

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