Alti livelli di colesterolo nel sangue rappresentano una condizione denominata ipercolesterolemia, piuttosto diffusa nella popolazione generale, arrivando a interessare circa il 20% degli adulti in Italia. Ma quali sono le cause del colesterolo alto nei giovani?
Cause del Colesterolo Alto
Contrariamente a quanto comunemente si pensa, il colesterolo che circola nel sangue non deriva tutto dall'alimentazione. In realtà, il colesterolo endogeno è una sostanza grassa sintetizzata dal fegato, necessaria al corretto funzionamento dell’organismo: partecipa infatti alla sintesi di alcuni ormoni e della vitamina D ed è un costituente delle membrane cellulari.
L’ipercolesterolemia è strettamente connessa a fattori di rischio che sono in parte modificabili: primo tra tutti lo stile di vita (in cui includiamo la sedentarietà, l’abitudine al fumo e un’alimentazione scorretta). Esistono anche fattori non modificabili responsabili dell’innalzamento dei valori di colesterolo nel sangue, in particolare, giocano un ruolo fondamentale i fattori genetici e la familiarità, il sesso e l’età.
Ipercolesterolemia Familiare
Perché i valori del colesterolo possono aumentare? In realtà esiste una malattia ereditaria che può causare un notevole aumento della quantità di colesterolo nel sangue: si tratta dell’ipercolesterolemia familiare. In chi soffre di questa patologia prevale l’ipercolesterolemia endogena, derivata dalla presenza di una mutazione genetica che può indurre una maggiore produzione o una mancata degradazione del colesterolo che si accumula così nel sangue.
È una malattia genetica caratterizzata da un'alta quantità di colesterolo nel sangue. Essendo una mutazione genetica, nelle persone con ipercolesterolemia familiare il colesterolo è molto alto fin dall'infanzia. In condizioni normali il recettore LDL-R funziona come un sensore che rileva la quantità di colesterolo nel sangue e ne fa produrre al fegato la giusta quantità necessaria.
Le placche che si formano nelle arterie coronarie conducono all’infarto in età giovane-adulta con un rischio 20 volte maggiore rispetto alla popolazione generale. Se l’ipercolesterolemia si associa poi ad altri fattori di rischio, in particolar modo al diabete e all’ipertensione arteriosa, aumenta significativamente l’incidenza di questa problematica. L’esposizione prolungata nel tempo all’ipercolesterolemia è un grave fattore di rischio: maggiore è la durata e maggiore è il rischio cardiovascolare.
Nella forma grave di ipercolesterolemia familiare entrambi i geni, omozigosi, per la proteina l'LDL-R sono alterati. È una forma molto rara (1 individuo su 750.000 o 1.000.000). Mutazioni diverse associate nello stesso paziente determinano condizioni con caratteristiche cliniche intermedie.
I bambini affetti dalla forma di ipercolesterolemia familiare in eterozigosi non hanno invece alcun sintomo. I valori di colesterolo nel sangue sono in genere 2-3 volte il valore normale. La diagnosi può essere arricchita ricercando le mutazioni note del gene LDLR o, meno frequentemente, di altri geni (APOB, PCSK9, LDLRAP1).
Nel caso di forme familiari le terapie si devono iniziare già dopo la pubertà. Se poi nel tempo si definisce una ipercolesterolemia familiare bisognerà comunque passare alla terapia specifica che invece nel caso di piccoli pazienti con mutazione omozigote deve essere iniziata subito. Occorre sottolineare che non esiste terapia medica senza una buona dieta.
Stile di Vita Sedentario e Colesterolo
La sedentarietà ha un impatto sull’aumento del colesterolo anche per bambini, ragazzi e giovani adulti e sulla loro salute futura. Ed è fondamentale non trascurare fin dall’infanzia l’attività fisica lieve, che sarebbe particolarmente efficace per invertire l’effetto negativo della sedentarietà su valori alti di colesterolo e sulla presenza di grassi nel sangue.
Lo studio in oggetto ha esaminato le associazioni longitudinali del tempo sedentario con misurazioni ripetute del colesterolo, dei trigliceridi e del colesterolo totale. Sono stati utilizzati i dati dello studio Children of the 90s dell’’Università di Bristol (noto anche come Avon Longitudinal Study of Parents and Children), che ha incluso 792 bambini di 11 anni (58% femmine) che sono stati seguiti fino all’età di 24 anni, con un follow-up totale tempo di circa 13 anni.
Sono stati valutati fattori come il comportamento motorio in relazione agli indici lipidici, mediati anche da massa grassa, massa magra, resistenza all'insulina e infiammazione. Come noto e sottolineato nuovamente anche da questa ricerca gli stili di vita sani sono considerati importanti nella prevenzione della presenza di pericolosi grassi nel sangue. E, in particolare, uno dei potenziali fattori modificabili per abbassare il colesterolo, oltre alla dieta, è l’attività fisica.
Nell’indagine i livelli di sedentarietà, attività fisica lieve e attività fisica moderata o vigorosa sono stati registrati con strumenti specifici all'età di 11, 15 e 24 anni. Il colesterolo “buono” HDL, il colesterolo “cattivo” LDL, i trigliceridi e il colesterolo totale sono stati misurati ripetutamente all'età di 15, 17 e 24 anni. Questi bambini sono stati anche sottoposti a misurazioni ripetute della massa grassa corporea totale e di quella muscolare, nonché della glicemia a digiuno, dell'insulina e della proteina C-reattiva.
Cambiamenti nelle Abitudini dei Ragazzi
Come sono cambiate nel tempo le abitudini dei ragazzi coinvolti nella rilevazione? Durante il follow-up di 13 anni il tempo sedentario è aumentato da circa 6 ore al giorno a 9 ore al giorno. L’attività fisica lieve è diminuita da 6 ore al giorno a 3 ore al giorno, mentre quella moderata/intensa è rimasta relativamente stabile intorno ai 50 minuti al giorno dall'infanzia fino alla giovane età adulta.
In questo stesso lasso temporale il colesterolo totale è aumentato di 0,69 mmol/l. È stato osservato che il tempo sedentario accumulato fin dall’infanzia ha contribuito per il 67% all’aumento del colesterolo totale senza alcuna influenza da parte del grasso corporeo.
Un'attività fisica lieve quotidiana praticata dall’infanzia fino alla prima età adulta è risultata associata a livelli di colesterolo totale più bassi (-0,53 mmol/l), tuttavia, la massa grassa corporea potrebbe ridurre l’effetto dell’attività fisica lieve sul colesterolo totale fino al 6%. Circa 50 minuti al giorno di attività fisica moderata/intensa fin dall’infanzia sono stati associati anche a una lieve riduzione del colesterolo totale (-0,05 mmol/L), ma la massa grassa corporea totale ha ridotto l’effetto di questo esercizio fisico sul colesterolo totale fino al 48%.
La novità emersa da questo studio è che l’aumento della sedentarietà fin dall’infanzia ha contribuito per due terzi all’aumento del livello di colesterolo prima dei venticinque anni. Rilevante è anche il fatto che l’attività fisica lieve promuove la salute e riduce l’infiammazione nella popolazione giovane meglio dell’attività moderata e intensa.
Questi risultati sottolineano che l’attività fisica lieve può costituire uno strumento fondamentale nella prevenzione primaria del colesterolo elevato e della dislipidemia fin dai primi anni di vita e, a questo proposito, potrebbe essere notevolmente più efficace di sport più intensi. Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità abbia raccomandato che i bambini e gli adolescenti accumulino in media 60 minuti di attività fisica moderata/intensa al giorno e riducano il tempo sedentario, mancano ancora linee guida circa considerazioni sull’attività fisica lieve nella popolazione giovane.
«Questo studio, insieme ad altre ricerche recenti - spiega Andrew Agbaje, medico ed epidemiologo clinico pediatrico presso l’Università della Finlandia orientale - stanno ora fornendo nuove prove sull’incredibile importanza per la salute dell’attività fisica lieve.
Colesterolo: i valori normali
I valori di colesterolo nel sangue consigliati per la popolazione generale sono:
- Colesterolo totale <200 mg/dL
- Colesterolo LDL <116 mg/dL
- Colesterolo HDL > 40 mg/dL
Il valore del colesterolo nel sangue è influenzato da diversi fattori, i principali sono:
- alimentazione e stile di vita;
- fattori genetici e familiarità;
- patologie endocrinologiche.
Alimentazione e Colesterolo
Un'alimentazione equilibrata, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, legumi, frutta secca e semi, è una potente alleata nella lotta al colesterolo alto. Questi alimenti, ricchi di fibre, vitamine, minerali e antiossidanti, contribuiscono a:
- ridurre il colesterolo "cattivo": le fibre, presenti in abbondanza in questi alimenti, aiutano a legare il colesterolo e a favorirne l'eliminazione;
- mantenere sotto controllo la pressione arteriosa: potassio e magnesio, contenuti in frutta, verdura e legumi, svolgono un ruolo fondamentale nella regolazione della pressione;
- prevenire l'infiammazione: gli antiossidanti combattono i radicali liberi, proteggendo le cellule dai danni e gli organi dai danni ossidativi;
- prevenzione delle patologie cardiovascolari: in particolare, gli omega 3 e omega 6 sono due acidi grassi essenziali che svolgono un’azione antiossidante, antiinfiammatoria, antitrombotica e sono largamente contenuti negli oli e semi vegetali e nel pesce azzurro.
Cibi da Evitare
Ecco alcuni cibi da evitare per mantenere bassi i livelli di colesterolo:
- Condimenti grassi: burro, lardo, strutto, panna, margarina;
- Frattaglie: fegato, cervello, reni, cuore e simili;
- Insaccati grassi: salame, salsiccia, mortadella e parti grasse delle carni;
- Latticini grassi: latte intero, yogurt intero, mascarpone, gorgonzola, camembert e formaggi ad alta percentuale di grassi;
- Salse elaborate: maionese e altre salse ricche di grassi;
- Superalcolici: da evitare completamente;
- Cibo da fast food: patatine fritte, bacon, crocchette fritte, formaggi fritti e altri junk food con grassi trans;
- Dolci e bevande dolci zuccherate.
Alimenti Consigliati
Ecco alcuni alimenti consigliati per aiutare a ridurre il colesterolo:
- Legumi, da consumare due-quattro volte alla settimana non come contorno ma come secondo piatto (sostituiscono carne, pesce, uova, latte e derivati);
- Pesce di tutti i tipi, possibilmente privilegiando quello azzurro e il salmone per il loro elevato contenuto di Omega 3;
- Noci, soia, semi di lino e altre fonti vegetali di Omega-3 in piccole quantità tutti i giorni;
- Oli vegetali polinsaturi o monoinsaturi, come l'olio extravergine d'oliva, l'olio di riso o gli oli monoseme (es: soia, girasole, mais, arachidi, etc.) da preferire ai condimenti di origine animale;
- Frutta (due porzioni al giorno) e verdura (due-tre porzioni al giorno) di stagione, in quanto apportano ottime quantità di vitamine, antiossidanti e fibre, che riducono il rischio cardiovascolare globale.
Colesterolo e Malattie Endocrine
Il riscontro di valori elevati di colesterolo nel sangue non è riconducibile solo all’alimentazione e alla familiarità ma si può associare spesso a disfunzioni delle ghiandole endocrine piuttosto diffuse nella popolazione generale (oltre che ad alcune gravi disfunzioni d’organo come come l’insufficienza renale cronica e la cirrosi epatica).
Le patologie endocrinologiche che più spesso danno alterazioni del colesterolo sono:
- il diabete mellito di tipo 2
- l’ipotiroidismo
- la malattia di Cushing
Colesterolo Alto nei Giovani Atleti
Il colesterolo elevato è spesso associato agli adulti e alle persone anziane come fattore di rischio per le malattie cardiovascolari. Tuttavia, la sua presenza tra i giovani atleti è un argomento meno indagato ma altrettanto rilevante.
Valutare il rischio cardiovascolare nei giovani atleti con colesterolo elevato è essenziale per prevenire potenziali problemi cardiaci futuri. Nel caso in cui un giovane sportivo presenti un colesterolo elevato e un rischio cardiovascolare aumentato, è fondamentale adottare un approccio terapeutico mirato.
Considerare l'aspetto psicologico e emotivo dei giovani atleti con colesterolo elevato è essenziale. In definitiva, affrontare il problema del colesterolo elevato nei giovani sportivi con un'approccio proattivo e multidisciplinare può favorire la salute a lungo termine e consentire loro di continuare a praticare sport in modo sicuro e consapevole.
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